Scrivo queste righe dopo aver letto diversi interventi sul forum.
Sono sempre stato a favore dell'Ulivo, ci credevo, credevo nel progetto strategico di unire i riformisti. Credevo in Prodi come portatore di un progetto.
Poi, a metà giugno, è successo qualcosa. Per voi il referendum non sarà così importante ma ancora a distanza di mesi quella data rappresenta per me uno spartiacque. Non per il contendere, in fondo non così rilevante, ma per il significato dell'accaduto. L'emergere di un'Italia intollerante, bachettona e moralista. Nè mi si dica che un italia su 4 è andato a votare. Come rileva l'Istituto Cattaneo di Bologna, ai referendum non va ormai REGOLARMENTE a votare il 40 per cento degli italiani. Considerato che i cattolici praticanti rappresentano il 30 per cento degli italiani i conti sono fatti.
Io non ce l'ho minimamente con la religione. Sono laico ma non anticlericale e a modo mio credo pure in Dio. Già. Credo in Dio ma non nel cardinal Ruini che mi sembra più propenso a preoccupazioni terrene che celesti. E quando il Cardinale Camillo esprime valutazioni politiche - cosa che fa da mesi - si espone a critiche politiche. Non sopporto più la stucchevole tendenza della politica italiana a inchinarsi di fronte alle imposizioni dell'On. Ruini.
Soprattutto perché dettate da opportunismo e conformismo. e si Esiste oggi in Italia un problema di giustizia e un problema di libertà.
Questa destra impresentabile ha tutelato gli interessi di uno o al massimo di pochi suoi amici e ha inteso la libertà come assenza di regole.
Questa sinistra tuttavia non mi convince. Mi convince nella misura in cui serve a battere Berlusconi e a ristabilire una normalità democratica ma per il resto...
Lo dico: non credo più al progetto di Prodi come ipotesi strategico. Questi poli fanno pena e mettono insieme l'impossibile.
Finché dovremo battere Berlusconi ok, poi le cose cambieranno e l'alternanza non potrà che venire tra socialisti (compresi i cattolici alla Parisi) e popolari. Così è in Europa e così sarà in Italia.
Prodi è una ministra riscaldata che è necessario mangiare e pensando all'alternativa pure volentieri.
La lista ds-dl mi pare un'assurdità perché non si capisce su quali presupposti oltre alla necessità di dare a Prodi un partito. Non facciamo gli ipocriti: la ragione della lista ds-dl è solo e unicamente quella. Il resto sono razionalizzazioni ex post buone per i tifosi.
La mia adesione alla Rosa nel Pugno non è priva di dubbi. Non sono liberista e non mi nascondo che certe posizioni radicali mi mettono in difficoltà. Tuttavia, ripeto, oggi in Italia serve una battaglia di libertà. Libertà religiosa (quella vera), libertà di scelta, libertà delle professioni. Una politica estera che condanni la guerra e al contempo la dittatura e promuova la democrazia nel mondo.
Queste sono le ragioni che mi fanno scegliere la Rosa nel Pugno.
Per questa scelta chiedo ed esigo rispetto, rispetto che troppo spesso su questo forum manca con l'unico risultato di rafforzare in me la scelta fatta.
Viva la giustizia, viva la libertà, viva la Rosa nel Pugno
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