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Risultati da 41 a 50 di 57

Discussione: DR e TAV

  1. #41
    Massimiliano71
    Ospite

    Predefinito Re: Re: Re: Re: DR e TAV

    Testo originale scritto da andreas
    andare contro solo perche' la massa lo vuole,NO AL PONTE,certo,altrimenti dove li mandiamo tutti coloro che vivono grazie ai traghetti,i barettini che vendono bibite,gli ambulanti che ti assediano ad agosto......mentre noi,come coglioni,aspettiamo sotto il sole tante ore,per attraversare un paio di km.
    Per tutelare il popolo(..che popolo!)continueremo a vivere nel medievo..
    Hanno inventato anche i traghetti da Genova, Livorno, Civitavecchia e Napoli che arrivano a Palermo. Risparmi tempo, soldi, energie ed inquini molto molto meno. Se spendessero i soldi per incentivare tale tipo di trasporti sarebbe meglio che finanziare la mafia......

  2. #42
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    Predefinito Re: Re: Re: Re: DR e TAV

    Testo originale scritto da andreas
    l'amianto e' una cazzata PARTORITA dai politici...guagliu'
    allora mangi le pietre!


    IO CI VIVI Lì
    e lo sanno tutti che la valle è piena di amianto e uranio


    NO TAV

  3. #43
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    Predefinito Re: Re: Re: DR e TAV

    Testo originale scritto da italianuova2
    scusa tanto ma dove vivi?

    (intendo la regione)



    e se permetti QUA noi valligiani ci respiriamo l'amianto MUORIAMO di tumore per cosa?

    per il guadagno delle solite lobby???


    NO GRAZIE


    NOI VOGLIAMO VIVERE, NOI VOGLIAMO RESPIRARE


    NO AL TAV
    dove vivo?
    in italia...evito di andare in sicilia per le ore che ci vogliono,tra la salerno reggio e il ponte,arrivo prima ad hannover.
    Quindi e' chiaro che sono a favore di ogni costruzione tecnologicamente avanzata,per la cronaca,il ponte di brooklin e' stato costruto nel lontano 1876,mentre qui ci organizziamo a rimanere nell'era primitiva...
    andreas

  4. #44
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    Predefinito Re: Re: Re: Re: Re: DR e TAV

    Testo originale scritto da Massimiliano71
    Hanno inventato anche i traghetti da Genova, Livorno, Civitavecchia e Napoli che arrivano a Palermo. Risparmi tempo, soldi, energie ed inquini molto molto meno. Se spendessero i soldi per incentivare tale tipo di trasporti sarebbe meglio che finanziare la mafia......
    io adesso sono a parma,decido di mandare,un carico di merce a catania,che faccio?
    mando il bilico a livorno,cosi' tra 24 ore,se tutto va bene, arriva laggiu'...massimilia',va bene anche quello che dici te,ma se permetti,io ho fretta di spedire,oggi nel 2005,preferisco modi piu' veloci,e se vedo che c'e' gente che ostacola tutto cio',tanto per protestare,mi girano...
    andreas

  5. #45
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    Predefinito Re: Re: Re: Re: Re: Re: DR e TAV

    Testo originale scritto da andreas
    io adesso sono a parma,decido di mandare,un carico di merce a catania,che faccio?
    mando il bilico a livorno,cosi' tra 24 ore,se tutto va bene, arriva laggiu'...massimilia',va bene anche quello che dici te,ma se permetti,io ho fretta di spedire,oggi nel 2005,preferisco modi piu' veloci,e se vedo che c'e' gente che ostacola tutto cio',tanto per protestare,mi girano...
    (inizio ironia)

    Giusto!
    Ecchecazzo, e poi tutte 'ste foreste?
    Buttiamole giù, na bella autostrada a 6 corsie!!

    E la spiaggia con tutta la sabbia che ti si attacca ai piedi ?
    Una bella colata di cemento e alè.
    Più igenico.
    Poi i bambini sono più contenti di tuffarsi direttamente da uno scalino di marmo, basta con i macigni.. Sono scivolosi cazzabubbola!
    E ci trovi pure i ricci di mare..

    Poi pure il traforo del Monte Bianco.. Ma che traforo e traforo, 2 cariche ben piazzate e tiriamo giù il Monte Bianco.

    (fine ironia)

  6. #46
    Nimmo
    Ospite

    Predefinito Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: DR e TAV

    Testo originale scritto da Stefano_Trento
    (inizio ironia)

    Giusto!
    Ecchecazzo, e poi tutte 'ste foreste?
    Buttiamole giù, na bella autostrada a 6 corsie!!

    E la spiaggia con tutta la sabbia che ti si attacca ai piedi ?
    Una bella colata di cemento e alè.
    Più igenico.
    Poi i bambini sono più contenti di tuffarsi direttamente da uno scalino di marmo, basta con i macigni.. Sono scivolosi cazzabubbola!
    E ci trovi pure i ricci di mare..

    Poi pure il traforo del Monte Bianco.. Ma che traforo e traforo, 2 cariche ben piazzate e tiriamo giù il Monte Bianco.

    (fine ironia)


  7. #47
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    Predefinito

    Comunque per quanto riguarda la Cina, posso dire con certezza che questo non è un paese realmente "Comunista".
    La Cina è un paese capitalista come L'America e questo lo sanno anche i bambini di 3 anni.
    Il signor Carlo Marx se avrebbe fatto un viaggio in Cina sicuramente sarebbe rimasto sconvolto dal sistema socio-economico di quel paese balordo.

  8. #48
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    Predefinito Re: Re: Re: Re: DR e TAV

    In Origine Postato da andreas
    l'amianto e' una cazzata PARTORITA dai politici...guagliu'

    Una scemenza che si commenta da sola...
    Ma stasera ho tempo da perdere...

    Caro “guagliò”, perchè prima di parlare di cose delle quali ostenti un'ignoranza imbarazzante, non ti informi un minimo?
    Lo dico per te eh? E non c'è bisogno d'andarsi a leggere chissà quale astruso testo di geologia, per la carità, chè oltretutto, si sa, leggere fa pure male () (ed è tutto tempo rubato ad attività ben più proficue come, ad esempio, giocare alla "pleitescion"), per sapere che nelle Alpi Occidentali, l’amianto esiste eccome: per saperlo basta un minimo di buona fede, di volontà di perseguire il vero, e non ciò che ci fa più comodo…
    Ti riporto qualcosina a supporto della mia tesi, mi aspetto ovviamente, da parte tua, altrettanta dovizia di documenti che mi sbugiardino. Se non ci riesci abbi almeno il buon gusto di tacere, se non per vergogna, almeno per rispetto di tutti quei valsusini che sono già morti, e che moriranno, a causa di ciò che secondo te non sussiste.

    Ah, dimenticavo, in località Balangero (che non sta sulla Luna eh?) esiste la più grande miniera amiantifera d'Europa...Indovina un po' perchè? >>Dove cercare: qualsiasi atlante o sussidiario delle elementari

    ----------------------------------------------------------------------------

    “Non esiste un piano per arginare questo problema” [Dott. Gays, oncologo, in “Le fibre del Tav sono pericolose – Gli oncologi preoccupati: dagli scavi rischi per la salute”.
    Patrizia Romano, La Stampa, 7/02/2004
    ----------------------------------------------------------------------------

    [...]1. Le nostre Alpi racchiudono materiali come, uranio, amianto e gas radon.
    La pressione della roccia (che in profondità presenta temperature di 45 gradi) provoca movimenti e di conseguenza la presenza di numero e faglie (fonte Alpetunnel). Una delle gallerie del TAV dovrebbe passare attraverso il massiccio dell'Ambin, ricco di uranio e radon (già nel 1965 il CNR ha realizzato uno studio geo-petrografico sul tale massiccio).
    2. Il radon, gas radioattivo naturale, non è controllabile se si scava in una zona ricca di faglie ed è responsabile per buona parte dei tumori ai polmoni.
    3. L'uranio, oltre a disperdersi nell'aria, rischia di finire nelle falde acquifere che rimarrebbero inquinate per decenni mettendo a rischio di la popolazione, infatti l'uranio se inalato o ingerito è causa di linfomi.
    La sola esposizione all'uranio impoverito aumenta del 236% il rischio di linfomi di Hodgkin rispetto ai non esposti e l'uranio della Valle è notevolmente più radioattivo di quello usato ad esempio nei balcani.
    (documento medici di base).
    4. La presenza di amianto nelle rocce della Valle di Susa è già segnalata nella relazione di accompagnamento della carta geologica d'Italia, foglio 56, "Torino", redatta dal servizio geologico d'Italia. La carta fu tracciata dai più illustri geologi degli anni '60 che sono anche i più famosi conoscitori dell'amianto: Bonsignore, Bortolami, G.Elter, Sturani e Zanella.
    (M. Cavargna)
    I pericoli dovuti alla presenza di amianto nello smarino delle gallerie sono già stati denunciati dai medici di base della Valle di Susa per i quali
    il rischio sanitario è assolutamente rilevante per quanto riguarda le attività di scavo e di movimento terra a causa della dispersione di fibre di amianto nell'aria, nei terreni e nelle acque del territorio. In un millimetro quadrato vi sono infatti circa 50 mila fibre di amianto ed è sufficiente che poche di queste fibre penetrino nei polmoni e poi nella pleura perché si inneschi una grave patologia: il mesotelioma malattia tumorale maligna a prognosi infausta in tempi assai brevi: dal momento della diagnosi al decesso il tempo che intercorre è di 275 giorni quali che siano le terapie instaurate (dato statistico sec. European Journal of Cancer febbraio2003).
    Durante la costruzione della pista di bob a Sauze Olimpiadi del 2006 l'opera ha subito uno spostamento a causa della presenza di amianto nel sito originario. Nell'ambito dell'inchiesta della Procura sulla presenza del minerale cancerogeno nella zona di Oulx e Sauze sono emersi sino ad ora ben sette casi di decessi causati da mesotelioma (fonte La Stampa).
    5. Praticamente tutti i giorni in Valle di Susa è presente un vento costante, con correnti che spirano dalla Francia verso Pianezza, Rivoli, Collegno e Torino, per non parlare del Foen che circa 30 giorni all'anno spira verso Torino cpn raffiche che spesso raggiungono i 100 chilometri all'ora, e l'amianto è un materiale leggerissimo e per questo estremamente volatile (L. Mercalli).
    LINK> http://64.233.183.104/search?q=cache...it/modules.php

    --------------------------------------------------------------------------

    "E' ben nota la pericolosità dell'amianto, come causa di mesotelioma pleurico, malattia tumorale con una mortalità del 100%, senza valide terapie al momento attuale e senza soglia di sicurezza per quanto riguarda l'esposizione all'amianto. Può essere estremamente pericoloso per la salute pubblica intraprendere quest'opera senza averne valutato attentamente i rischi e predisposto le misure e i fondi per evitarli; ma cosi è, visto che la VIA è estremamente superficiale essendo fatta solo sulla base del progetto preliminare. Nella zona interessata invece dal tunnel di base di 53 km sono presenti, come documentato da fonti storiche, giacimenti sparsi di uranio, che comportano due possibili rischi: uno, l'intercettazione, durante lo scavo, di un giacimento, con possibile contaminazione di acqua e suolo e di conseguenza umana e sviluppo di linfomi, due, la presenza di elevate concentrazioni di radon nel tunnel con pericolo per i lavoratori e rischio di contaminazione di falde acquifere (ricordo che il radon è classificato dall'IARC in classe 1 ed è considerata la seconda causa di tumore al polmone dopo il fumo); anche in questo caso non sono previste dal progetto misure di sicurezza adeguate e poichè la VIA e la stima dei costi dell'opera vengono effettuate su questo, ci troviamo di fronte ad una pericolosissima sottostima economica e del rischio sanitario. Lo scavo del cunicolo esplorativo di Venaus, 7 km di lunghezza per 6 metri di diametro, che prevede l'estrazione di 500.000 metricubi di materiale, di fatto una galleria, che dovrebbe diventare la galleria di servizio dell'opera ultimata, dovrebbe iniziare tra poco, anche grazie al finanziamento UE di pochi giorni fa, senza che sia stata effettuata una VIA. Su questa vicenda le amministrazioni locali hanno presentato ricorsi al TAR e al Consiglio di Stato. Per tutti questi motivi 100 medici della valle hanno firmato un manifesto che denuncia pubblicamente la grave situazione che sta per crearsi".

    LINK> http://www.valdellatorre.it/associaz...ino_051001.asp

  9. #49
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    Predefinito 3





    ----------------------------------------------------------------------------------

    MUSINE', UN GIGANTE D'AMIANTO
    La montagna nasconde il pericoloso minerale?
    Allo studio i sondaggi specifici sul tracciato Tav



    di Massimiliano Borgia



    LA ZONA dove è più probabile che i sondaggi rivelino la presenza dell'amianto è quella delle montagne a destra della Dora, da Caprie in giù, fino alla pianura. In queste rocce è stata progettata la galleria "Musinè" della tratta tutta italiana della Torino-Lione, la cosiddetta "Gronda nord merci". La galleria prevista inizia prima di incontrare la roccia: a nord-est di Grange di Brione, in comune di Valdellatorre, più o meno a 340 metri di quota. Da qui, il tunnel prosegue nel cuore del versante nord del Musinè (verso Valdellatorre), per poi passare sotto la dorsale tra Musinè e Moncurto. In versante sud, tutto valsusino, è previsto nelle rocce tra Almese e Rubiana (zona del Combal); sopra Villardora (zona di Montecomposto); zona di Caprie (Rocca Bianca e orrido del Sessi); Condove e Borgone, sopra Poisatto e San Valeriano.

    La tratta "sospetta" va dall'ingresso in roccia nelle viscere del Musinè fino a poco oltre l'attraversamento del Gravio a Condove. Questa è la poderosa propaggine valsusina del "massiccio ultrabasico di Lanzo", massiccio geologico di "rocce verdi" che confina con la pianura e che si estende da nord a sud dal monte San Vittore sopra Balangero al monte San Giorgio di Piossasco. E' un massiccio antico formato da rocce che impropriamente si definiscono "verdi" e che forse sarebbe meglio chiamare blu o rosse, per via del color ruggine ben visibile anche da lontano. Si tratta di serpentini e peridotiti che sono ricche di ferro, e per questo si ossidano all'aria. Le stesse terre rosse di Volvera e della Mandria sono figlie di queste rocce che sono anche inframmezzate da zone di prasiniti e gabbri. In queste ultime si può anche trovare amianto (e ai sensi di legge devono essere indagate), ma è molto probabile la presenza dell'asbesto nelle serpentiniti.

    La formazione di queste rocce rimanda al magma in raffreddamento che ancora cova sotto la crosta terrestre. Un magma in continua trasformazione chimica e in continuo spostamento verso zone più superficiali e fredde originariamente ricchi di olivina. Un complesso di minerali dove è ben presente il magnesio che è un po' un parente dell'amianto. Il magnesio è ben rappresentato nelle cave di magnesite abbandonate tra Caselette e Valdellatorre. Dunque, in zona l'amianto può esserci. Del resto queste rocce sono le stesse delle miniere di amianto di Balangero dove per un secolo è stato estratto l'asbesto a fibra lunga. Inoltre, la cava di serpentini di Trana fu chiusa proprio perché fu trovato amianto, che è anche presente nelle rocce sotto la Sacra di San Michele.

    L'amianto si è formato quando queste rocce raffreddate si sono fratturate mettendo in contatto il mare che le ricopriva con il magma che stava subendo complesse trasformazioni chimiche. Nelle fratture si è disposto l'amianto che come minerale ha una cristallizzazione fibrosa che segue appunto queste vecchie fratture. Per questo occorre cercarlo nelle montagna rugginose dove si notano delle nette giaciture delle faglie, cioè ove è più evidente la morfologia di queste rocce che sembrano uscite da un grande tubetto e che per questo hanno un andamento sinuoso (da qui il nome di serpentini o ofioliti, dal greco ofios, serpente). Qui si devono cercare a loro volta le vene di fibre.

    Ad un primo sopralluogo sul Musinè e sopra Caprie non ci si sbaglia: di vene di amianto se ne vedono un po' dappertutto, meno di altre montagne dello stesso massiccio geologico, ma comunque se ne vede abbastanza da preoccuparsi. Amianto ce n'è, ma se non si è degli esperti e non si dispone di laboratori attrezzati non si riesce a capire quanto questo "fibroso", sia in grado di liberare fibre. Ad un primo sguardo, per la verità, sembra in buona parte quello che a Balangero avrebbero chiamato "sterile", cioè una serpentinite fibrosa "massiva", del tipo dell'antigorite, che libera fibre solo se spezzettata a lungo con un mazzetta. Il vero amianto si frantuma con un semplice calcio con lo scarpone ben assestato nel "filone". Ma questa è una considerazione empirica, da profani, che ovviamente non ha nessun valore scientifico.

    La stessa indagine "a vista" seguita dalle analisi dai campioni è stata condotta dall'Arpa, in via preventiva, nei mesi scorsi e costituisce uno studio di grande interesse. L'Arpa conferma di avere trovato amianto nelle sue indagini. Un po' come le conclusioni dello studio commissionato da Rfi all'Università di Siena e già noto anche al fronte anti-tav che conclude: "localmente sono riconoscibili porzioni metriche dell'ammasso roccioso il cui il tenore di amianto è sicuramente superiore a qualche percento".

    La presenza dell'amianto nel Musinè è d'altro canto già nota fin dai tempi della redazione della prima carta geologica della zona. Si tratta del foglio 56 della Carta geologica d'Italia tracciata dai più illustri geologi degli anni '60 che ben conoscevano l'amianto (le scuole geologiche italiane hanno sempre avuto un forte sbocco lavorativo nell'industria estrattiva amiantifera). Geologi del calibro di Bonsignore, Bortolami, G.Elter, Sturani e Zanella, chiamavano le peridotiti iherzoliti e rimandano agli studi di E.Sanero che nel 1932 scoprì per il Musinè notevoli analogie con il monte di Balangero. "Nella zona del Musinè - scrivono gli autori - le iherzoliti sono essenzialmente composte da olivina sovente trasformata in serpentino. Le serpentiniti sono formate da serpentino con caratteri dell'antigorite e, più raramente, del crisotilo (amianto, ndr)".

    http://www.lunanuova.it/servizi/dossier/musintav.html

  10. #50
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    TAV/TAC: I PROGETTI
    La RFI (Rete Ferroviaria Italiana) ha presentato, nel mese di dicembre 2003, íl progetto preliminare della linea TAVITAC per la tratta nazionale della Torino-Lione.
    La tratta da Settimo Torinese a Bruzolo ha una lunghezza complessiva di circa 44 km e prevede, rispetto al precedente progetto, una galleria unica da Granfie di Brione a Borgone (galleria MusinèGravio) di quasi 23 km con il passaggio in galleria anche nella zona di Caprie. Allo scavo principale andrebbero inoltre ad aggiungersi almeno tre "finestre di sicurezza", ovvero gaC3rie secondarie in località Rivera, Caprie e Grangetta. Per quanto riguarda invece la tratta internazionale, il progetto prevede il cosiddetto tunnel "di base" di 53 km, da Venaus a St.Jean-de-Maurienne.
    L'AMIANTO
    Nel gennaio 2003 un'equipe di geologi dei Centro di Geotecnologie dell'Università di Siena ha svolto, per conto di RFI, un'indagine finalizzata aiia ricerca di amianto nelle rocce della bassa valle, con prelevamento di 39 campioni in 29 punti di osservazione, ubicati nel territorio_ compreso fra Granfie dì Brione e Condove. In circa la metà dei campioni esaminati è stata riscontrata la presenza di amianto in diverse ferme.
    Sulla base di questo studio RFI ha valutato l'estrazione di materiale roccioso contenente amianto: il volume previsto è di 1.150.000 metri cubi (per averne un'idea si pensi ad un grattacielo di base 50 per 50 alto 460 metri); è previsto che circa la metà (500.000 mc) di questo materiale venga stoccato in località Tetti S.Mauro (Almese); dal progetto non risulta previsto un piano di sicurezza che possa impedire la dispersione di fibre d'amianto durante le fasi di lavorazione e di stoccaggio.
    D'amianto è un minerale fibroso che, ridotto allo stato d( polvere, in particelle microscopiche, viene facilmente disperso nell'ar'a dall'azione del vento e può essere inalato nei polmoni, dove si deposita.
    IL MESOTELIOMA
    Tra le malattie causate dall'amianto, il mesotelíoma, tumore maligno della pleura, è sicuramente la più grave. Si manifesta dopo 15-20 anni dall'inalazione di particelle di amianto, ma ha una mortalità del cento per cento e conduce a morte in media entro nove mesi dalla diagnosi. Non esiste esposizione sicura, cioè non esiste una soglia di esposizione al di sotto della quale l'amianto sia innocuo. Nella nostra provincia si verificano ogni anno 5 decessi per mesotelioma ogni 200.000 abitanti: è una percentuale molto più alta rispetto a quella nazionale. Nel caso di una prolungata esposizione ambientale, come quella aie potrebbe derivare dalla movimentazione di più di un milione di tonnellate di rocce contenenti amianto, i casi di questa malattia potrebbero aumentare di molto.
    L'URANIO
    Nel massiccio d'Ambin attraversato dal traforo sono presenti numerosi giacimenti di uranio, come documentato dal CNR fin dal 1965: per maggior precisione il materiale presente è pechblenda, forma notevolmente radioattiva; non è conosciuta per il momento una previsione di LTF (la società che gestirà la costruzione della tratta internazionale) sulla quantità di uranio che potrà essere contenuto nel materiale estratto (cosiddetto smarino): ben 15 milioni di metri cubi, pari a sei volte li volume della piramide di Cheope.
    L'uranio si disperde nell'aria e può essere inalato, ma soprattutto contamina le falde acquifere e va ad inquinare I corsi d'acqua che possono essere utilizzati per lIrrigazione.
    I LINFOMI
    L'uranio, se inalato o ingerito, provoca contaminazione interna e può essere causa di linfomi.
    Un recente studio dell'istituto Superiore di Sanità ha evidenziato un incremento di linfomi di Hodgkin nei militari impiegati in missione dì pace nei Balcani ed esposti all'uranio impoverito: ben il 236% in più rispetto alla popolazione non esposta.
    L'uranio che potrebbe essere estratto nelle nostre zone è notevolmente più radioattivo di quello impoverito usato a fini bellici.
    CONCLUSIONI
    La situazione che si prospetta per il nostro territorio è, a nostro avviso, estremamente preoccupante, tale da configurare la concreta possibilità di severi danni alla salute pubblica.
    Come medici operanti in Valle di Susa crediamo sia nostro dovere PRETENDERE CHE SIANO ATTIVATE MISURE DI SICUREZZA TALI DA IMPEDIRE LA CONTAMINAZIONE DEL NOSTRO TERRITORIO

    -----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

    La pericolosità dell'estrazione dell'amianto in Valle di Susa
    A cura del dottor Edoardo Gays, specialista oncologo dell'ospedale S.Luigi di Orbassano
    Una preoccupante valutazione medica di impatto ambientale relativa al secodo progetto preliminare di RFI

    Documento >

    Brevi valutazioni mediche di impatto ambientale relative allo studio commissionato da R.F.I. per progettazione Italferr.

    Orbassano, 7 gennaio 2004

    Da detto studio si conferma la presenza di amianto in varietà e forme diverse nell'ammasso roccioso presente lungo il percorso progettato per il potenziamento della linea ferroviaria Bussoleno-Torino nell'ambito del cosiddetto "treno ad alta capacitàvelocità", parte del cosiddetto "corridoio 5".

    Per la realizzazione delle gallerie previste per oltre 23 chilometri, il volume dei materiali contenenti amianto da scavare prima, movimentare poi e infine stoccare è stato stimato in oltre un milione di metri cubi (1.151.000 ), volumi peraltro passibili di aumenti anche significativi.

    La possibilità che si verifichino condizioni di rischio sanitario è assolutamente rilevante per quanto riguarda le attività di scavo e di movimento terra; ciò con tutti i problemi di tutela della salute dei lavoratori addetti a tali compiti.
    Analoghe preoccupazioni riguardano però anche le popolazioni della bassa Val di Susa, a causa della dispersione di fibre di amianto nell'aria, nei terreni e nelle acque del territorio.
    In particolare vivissime perplessità sono legate allo stoccaggio di 500.000 metri cubi di materiale di risulta degli scavi nelle rocce amiantifere, nella area individuata sul territorio di Almese presso la confluenza dei torrenti Messa e Morsino, affluenti di sinistra della Dora Riparia.

    Non risulta prevista la realizzazione di opere idonee a evitare l'infiltrazione delle falde acquifere sotterranee, dei torrenti succitati, ora utilizzati per il sistema delle acque potabili, e anche a scopo irriguo a valle di detta area di stoccaggio; inoltre la dispersione nell'aria sarà massiva con un deposito dei materiali a cielo aperto, similmente alla cava di Balangero.
    Con il rischio aggiuntivo che la dispersione aerea delle fibre di amianto sarà facilitata dai venti che comportano importanti spostamenti di masse d'aria in tutta la Val di Susa.

    II combinato disposto di tutte queste situazioni comporterà gravi rischi sanitari per la popolazione e corrispondenti gravi "carichi" legali per i responsabili di tale inquinamento.
    e
    Si ricorda che l'esposizione all'amianto, anche non legato ad attività lavorativa, correla con gravi patologie, tra cui il Mesotelioma malattia tumorale maligna a prognosi infausta in tempi assai brevi: dal momento della diagnosi di mesotelioma al decesso dei paziente il tempo che intercorre è di 275 giorni (dato statistico sec. European Journal of Cancer febbraio2003), quali che siano le terapie instaurate.
    Si espone quanto sopra come contributo alla conoscenza del problema di impatto ambientale legato alle opere in fase di progettazione e al relativo rischio amianto.
    Infide
    Dott. Edoardo Gays Specialista Oncologo
    Dirigente Medico Struttura Complessa a Direzione Universitaria Medicina Interna I
    Azienda Ospedaliera S. Luigi Orbassano

 

 
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