Per me la questione è semplice: gruppi ideologizzati dalle radici rosse che hanno avuto sempre sui coglioni l'economia di mercato ritengono che la crescita economica sia un fatto negativo di per sé e che pertanto non può che produrre danni alla natura. Costoro si sposano con altri gruppi economici che hanno fiutato l'affare che sta dietro alle politiche ambientaliste, come i produttori di pannelli solari e fotovoltaici, di pale eoliche, costruttori di lampadine a basso consumo, fabbricanti di stufe a pellet, ditte produttrici di impianti a gpl e/o metano, industriali con la bocca aperta in attesa della pioggia degli ecoincentivi, fricchettoni politicamente corretti, in genere di sinistra, molto puliti ed educati, che si adeguano alle pressioni mediatiche dei sopraccitati primi della lista e che giungono al punto di non emettere più manco una scorreggia per paura di contribuire all'ampliamento del buco dell'ozono (a proposito. che fine ha fatto?). Per cui, quando si va concretamente a certificare il problema del riscaldamento globale e/o buco dell'ozono, i nodi vengono al pettine. Il mondo riunito a copenaghen è venuto perciò a dire a questi gruppi di potentati, il cui elenco è certo parziale, che non venissero più a romperci le scatole. Mo' basta. :sofico:




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repapelle:
iango:
