E, di grazia, quella vera per noi europei quale sarebbe, il cristianesimo d'origine ebraica?In Origine Postato da Talib
Chi pretende di seguire la Tradizione, dovrebbe seguire quella vera e non quella che si è costruito da sè.
E cosa sarebbero le 'Tradizioni-costruite-da-se'? La Tradizione italica e romana è una 'Tradizione-costruita-da-se'?
Ti accontento subito, per tramite di quanto lasciatoci in eredità dai maiores nostri ('nostri' in quanto gentili, ossia i romani e gli italici, quando i maiores di musulmani e cristiani sono invece tutti ebrei; rammentiamolo sempre), che in merito a questioni tradizionali hanno per noi, loro discendenti di sangue e spirito, infinitamente più autorità di quanto possano avere autori moderni come Guénon, Evola, Schuon, Valsan e compagnia cantante.Per quanto i principi della Tradizione Romana siano eterni e ovviamente immortali (com'è proprio ad ogni forma tradizionale), la sua operatività è cessata ormai da secoli, mi piacerebbe sapere tramite quali riti o maestri fai-da-te pretendi di praticarla oggi
Nonostante la turpe e cieca violenza e ignoranza monoteistica, e non so se per merito divino od altro, i nostri antenati sono comunque riusciti a far giungere a noi ampie testimonianze atte ad indirizzare in senso puramente romano il nostro agire operativo.
Nella fattispecie operare per la restaurazione dei sacra publica, presupposto necessari per permettere una autentica restaurazione della Pax Deorum, ossia della restaurazione del patto stabilito tra gli Dèi d'Italia e gli uomini. E per arrivare a questo la strada da perseguire è tramite il culto domestico o gentilizio, i sacra privata, al cui sacerdozio, sempre secondo la religione romana, è abilitato ogni cittadino romano senza bisogno di alcuna iniziazione, rito o altre cose; e questo ce lo dice la tradizione nostra chiaramente e senza pericolo di fraintendimenti:
Sacra privata perpetua manento. (Cicero, De Legibus II, 20)
Il culto privato continua per tramite dell'accensione di un fuoco e del sacrificio di alcune offerte agli Dèi, ai Lari, ai Penati, ai Mani e al Genio la preservazione del ricordo e la perpetuazione del rito.
Come vediamo nulla di strano o straordinario, ma la semplice e sobria compostezza propria al mondo romano.
Quello che voi monoteisti e semitizzati vari mancate di capire è che nella religione tradizionale italica è in massima parte assente quello scritturalismo tipicamente giudaico che conforma invece la vostra religione. Come scrive il De Marchi, furono uso romano, anzi italico fin da' tempi più antichi, quelle più libere e individuali manifestazioni di fede.
Certo è anche vero che l'avvento del cristianesimo in Europa ha fatto danni irreparabili, e molto è andato perduto per sempre, fatto sta però che i lineamenti generali sono comunque a noi pervenuti. Ma, se pure ipoteticamente non fosse a noi giunto alcunché, questo non sarebbe certo bastato a decretare le morte degli Dèi. Anche perché, a dimostrazione della sopravvivenza della nostra tradizione, assistiamo nei secoli, come autentico fiume carsico, al continuo riaffiorare della tradizione pagana, e questo sia nell'arte che nella filosofia che, soprattutto nella devozionalità degli uomini. Guardare a tal senso quanto qui riportato --> http://www.lacittadella-mtr.com/MTR.htm.
Se poi vogliamo andate a quelle categorie tipicamente guenoniane dell''iniziazione' o dell''esaurimento', così centrali in Guénon, val bene ripetere che non sono nella religione romana le tesi dell'autore francese pregiudiziali a una corretta comprensione del rapporto di comunione con gli Dèi. Infatti come appena dimostrato col ricorso a fonti autenticamente tradizionali, sia l'iniziazione che la teoria dell'esaurimento delle tradizioni, così come pure quella della 'Tradizione Primordiale', non sono affatto contemplate all'interno della religione romana; ma sono il risultato di equazioni moderne che con questa hanno poco o nulla a che spartire.
Senza contare che è chiaro ai più che sussiste in Guénon un 'pregiudizio classico' che lo porta spesso a distorcere e a interpretare maldestramente la tradizione romana e greca.
Scusami quindi se te lo faccio notare, ma queste tue parole dimostrano una netta disconoscenza di quelli che erano e sono i fondamenti su cui si basa la Tradizione romana. Troppe letture guenoniane danno di solito questo risultato.
Tu assurgi ad arbitro della 'Tradizione' un personaggio come Guénon, il quale nei suoi tanti lavori ha scritto sempre poco, e qua e là, sulla Tradizione italico-romana; e quando l'ha fatto è pure incappato in errori grossolani (uno su tutti, il famoso malinteso di Janus protettore dei Collegia Fabrorum e altre bestialità).
Guénon era un musulmano, la sua autorità è quindi per me accettabile solamente quando parla di islam o di questioni di sua competenza, mentre per altre questioni la sua opinione non è per me affatto vincolante, specialmente quando si avventura a disquisire di cose di cui è ignorante (altra perla: i romani che avrebbero una assoluta inattitudine a tutto quello che è propriamente intellettuale (sic), oppure il latino che non sarebbe una lingua sacra e quindi liturgica...).
Guénon è autore che ad oggi deve assolutamente essere sottoposto a una revisione critica di quegli aspetti del suo pensiero che si sono rivelati più equazioni personali che attento studio dei dati tradizionali.
Ma con quale autorità un musulmano, un cristiano o un giudeo si arrogano il diritto di definire quello che è o non è legittimo per me europeo e tradizionalista romano?
Al pari dell'infame Gennadio II, patriarca voluto dal Sultano dopo la caduta Costantinopoli, che non aspettò un attimo, di concerto con i musulmani, per dare alle fiamme gli scritti di Giorgio Gemisto Pletone, così i 'fratelli in Abramo', nemici per la pelle, non mancano mai di fare fronte comune quando si trovano di fronte alla risorgenza dell'antica spiritualità europea.
Oltretutto qui sarebbe pure da mettersi d'accordo su come fa una Tradizione che a tuo dire è eterna, a perdere d'operatività col passare del tempo. Allora il suo essere eterna in cosa consisterebbe? Che cosa qualificherebbe esattamente?
Cos'è la Tradizione? Evola ne dà una breve quanto esaustiva definizione: quei valori che sempre sono esistiti, in quanto immortali (cito a memoria). Quindi qualcosa che sempre esiste e a cui sempre è possibile ricollegarsi, o no?
Che poi il discorso di fondo è secondo me invero molto semplice: esistono gli Dèi, sì oppure no? Se esistono allora è giusto e dovuto onorarli, se non esistono che allora ci si faccia pure cristiani, musulmani o raeliani. Tutto qua.
Quindi, per chiarirmi ulteriormente, le risposte ai problemi e alle questioni concernenti la Tradizione autoctona italiana, vanno tutte cercate e trovate all'interno di questa tradizione, non al di fuori di questa, e non certo tra le chiacchiere degli appartenenti alle tre grandi religioni monoteiste; tanto più quando ignoranti di cosa questa tradizione rappresenta e dice.
Interessante.e come per ogni forma tradizionale caduta in disuso essa è ritirata nel Centro Supremo.
Sarebbe utile capire dove nei testi sacri della romanità si parla di 'cadere in disuso' e di 'ritiro nel Centro Supremo'. Queste, more solito sono null'altro che le solite fisime guenoniane che ci vengono ammannite come 'la verità tradizionale', essendo in realtà tutt'altro che tradizionali - dove sono infatti le fonti tradizionali di queste idee? - ma solamente il risultato di elucubrazioni moderne da parte di un cristiano ed occultista francese convertitosi all'islam dopo innumerevoli esperienze in culti, massonerie e sette varie.
Ahahahahah!!! (qui nemmeno mi abbasso a risponderti tale è grossolana l'accusa).Ciò che resta sono "residui" stravolti e sovvertiti, e di fatto l'adorazione degli Antichi Dei significa oggi l'adorazione di forze demoniache.
Di contro sarebbe però interessante dire qualcosa sull'assoluta illegittimità, da un punto di vista romano, del cristianesimo che invece, forte dei numeri, si erge oggi a giudice di questa o quell'altra forma religiosa.
A tal senso basta ancora una volta fare riferimento alla Tradizione romana che sull'argomento è chiarissima e senza possibilità d'errore. Già il Senato si pronunciò più volte sull'illegittimità e nocività del culto giudaico-cristiano all'interno delle istituzioni romane, e tutti i maggiori esponenti del mondo antico sono concordi nel giudicare negativamente la religione dei galilei: Plinio il Giovane, Apuleio di Madaura ('una sacrilega fede'), Gaio Svetonio Tranquillo ('un credo straniero e superstizioso'), Epitteto ('la virtù apparente di un ethos sprovvisto di ragione'), Marco Aurelio, Luciano di Samosata, Galeno di Pergamo, Celso ('la falsità della dottrina cristiana'), Porfirio di Tiro ('L'irrazionalità dei cristiani'), l'anonimo avversario di Macario di Magnesia, Galerio e Massimino Daia, il sublime Giuliano Imperatore ('il cristianesimo come malattia dell'animo'), Svetonio e Tacito ('superstitio nova ac malefica'), aristocratici come Ausonio e Rutilio Namaziano e la lista potrebbe proseguire a lungo.
Chi è dunque Guénon quando contrapposto a questi illustri maiores nostri? E per tacere delle sentenze oracolari giunte fino a noi che identificano il cristianesimo per la mala pianta che è (e ne abbiamo tutti visti i frutti).
E perché mai dovrei cercare di capire la Tradizione romana per tramite dello scritto di un musulmano moderno che della stessa conosceva poco e nulla, ma anzi gli riservava anche un certo malcelato disprezzo?Basta leggere "Il Regno della Quantità e i Segni dei Tempi per chiarire molte cose.
Se proprio pretendi di parlare di Tradizione italico-romana, allora sei costretto a scendere nel campo degli studi interni a questa specifica tradizione spirituale e non puoi certo basare le tue opinioni su quello che diceva Guénon, che come già spiegato non ha alcuna qualifica per trattate l'argomento.
Quindi leggere e citare Virgilio, Varrone, Cicerone, altrimenti un bel tacere è d'obbligo.
Legittimità costruita su quali basi?E' curioso che si incolpi una tradizione legittima e ortodossa per le opinioni personali di alcuni suoi seguaci in merito ad un argomento tutto sommato contingente, e come soluzione si proponga il culto dei demoni. Direi che ci sono un po di priorità da rivedere...
Sull'usurpazione con la violenza? Con l'appropriazione indebita di simboli e significati un tempo sacri alle genti italiche e ora parodiati - per dare il senso del grottesco si può qui parlare di vere e proprie scimmiottature -, dalla Chiesa cattolico romana?
Per riprendere le parole usate in passato su Arthos da Renato Del Ponte, sarebbe finalmente tempo di andare oltre le zavorre occultistiche otto-nvecentesche di cui Guénon rimane ancora ai nostri giorni uno dei maggiori propagatori.
Così, a concludere, se vuoi essere titolato a parlare di legittimità o meno della Tradizione italico-romana, dovresti leggere e studiare sui testi di Virgilio, su quelli di Catone il Maggiore o su quelli di Varrone, e la lista sarebbe lunghissima. Lasciare pertanto, una volta per tutte, da parte le solite fumisterie paramassoniche e speculazioni occultistiche che col mondo religioso greco-romano c'entrano come i cavoli a merenda.
Siamo quindi nel dovere di seguire senza tentennamenti la strada indicataci dai nostri Antenati, servare traditum ab antiqui mores perché moribus antiqui res stat romana virisque.
Spero di essere stato esauriente.
Saluti.


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