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Risultati da 31 a 40 di 40
  1. #31
    Alvise
    Ospite

    Predefinito Re: Re: ....... Il vero pericolo è quello di aumentare le disparità tra italiani........!!!

    In Origine Postato da Avanguardista
    infatti. Anche io sono indeciso quanto te su cosa farò in vista del referendum.
    Io apprezzo alcuni aspetti del "premierato forte", ma rifiuto la devoluzione dei poteri in materia di sanità, istruzione e polizia. Per me è inaccettabile e predomina sugli aspetti positivi.

    In ogni caso, nel momento in cui giudicheremo se votare SI o NO, non potremo farlo tenendo conto di una sorta di "senso di rivincita" contro una costituzione che non amiamo, perché anche la nuova versione conserva intatti quegli aspetti che ci piacciono di meno.

  2. #32
    Alvise
    Ospite

    Predefinito

    In Origine Postato da fedalmor
    Tra l'altro le disposizioni transitorie non penso proprio che siano state abrogate...
    Ma infatti, nemmeno per idea, probabilmente non hanno nemmeno preso in considerazione la cosa

  3. #33
    Cuore Nero
    Ospite

    Predefinito Re: Re: Re: ....... Il vero pericolo è quello di aumentare le disparità tra italiani........!!!

    In Origine Postato da Alvise Nutti
    Io apprezzo alcuni aspetti del "premierato forte", ma rifiuto la devoluzione dei poteri in materia di sanità, istruzione e polizia. Per me è inaccettabile e predomina sugli aspetti positivi.

    In ogni caso, nel momento in cui giudicheremo se votare SI o NO, non potremo farlo tenendo conto di una sorta di "senso di rivincita" contro una costituzione che non amiamo, perché anche la nuova versione conserva intatti quegli aspetti che ci piacciono di meno.

    si, infatti non è la questione antifascismo che suscita dei dubbi in me. La costituzione è e rimarrà antifascista anche con le modifiche volute dal centrodestra.
    Anche io come te apprezzo altri aspetti della riforma, e non la devoluzione. Per esempio il premierato forte, per esempio la diminuzione dei parlamentari ......
    anche se non credo che ciò valga a valutare positvamente tutta la riforma...

  4. #34
    Comandante
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    In questo forum qualcuno studia o ha studiato Diritto Costituzionale, ma il Premierato forte non è un copia-incolla del modello israelita pre-Sharon?

  5. #35
    Melkitzedeq
    Ospite

    Predefinito

    risposta 1: io
    risposta 2: si


  6. #36
    Comandante
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    da "Il Corriere della Sera" - Marzo 2004

    Riforma grande solo nei difetti

    ROMA - E' stata una corsa frenetica contro il tempo. Vittoriosa (la corsa). Bossi aveva stabilito motu proprio che la riforma costituzionale che include la sua bramatissima devolution doveva essere approvata «incontaminata» al Senato entro e non oltre giovedì 25 marzo (sennò guai). E così ieri è stato. Tutti al galoppo, minuti contati, per accontentare la Lega. Ma, leghisti a parte, nessuna persona seria e sensata dovrebbe essere contenta. Sul federalismo bossiano una larghissima maggioranza di costituzionalisti ha sempre espresso montagne di perplessità e di riserve. Vedi, per esempio, l'indagine conoscitiva effettuata al Senato tra l'ottobre e il dicembre 2001; indagine della quale il Bossismo si è fatto un baffo.
    Di baffo in baffo, l'altro giorno, il 22, Sabino Cassese ha scritto sul Corriere che «la questione del federalismo si sta caricando di una gran quantità di contraddizioni», che poi elenca perché si deve sapere «in quale ginepraio ci stiamo andando a ficcare». È il minimo che si possa dire. E persino la ferrea disciplina di maggioranza imposta da Berlusconi in questa occasione non riesce a impedire che il vice-presidente del Senato Fisichella, di An, continui a esprimere il suo dissenso (di studioso), e che il ministro della Difesa Martino (che nasce economista) scriva che le proposte federaliste «produrranno con ogni probabilità l'aumento della fiscalità, della spesa pubblica e della complessità burocratica, amministrativa e istituzionale». Paolo Mieli commenta: «Stiamo freschi». Sì, freschissimi. Stiamo sfasciando un Paese che di sfascio costituzionale non ha certo bisogno.
    Ma è ancora peggio di così. Perché la riforma della Costituzione approvata ieri dal Senato non verte soltanto sulla forma di Stato (il federalismo), ma investe anche la forma di governo, e cioè la trasformazione di un sistema parlamentare in un diversissimo sistema di premierato elettivo, e pertanto di premierato di tipo israeliano (già defunto in Israele ma che a Berlusconi piace lo stesso). Il relatore D?Onofrio (Udc) si affanna a smentire che il disegno di legge affidato alle sue cure sia di tipo israeliano. Se lo era - argomenta - nel testo di iniziativa governativa, ora non lo è più nel testo da lui riproposto.
    Davvero? Anche a costo di tediare il lettore, questo è un punto che deve essere chiarito perché ne dipende tutta la interpretazione del nuovo sistema di governo. Il testo di partenza, articolo 26, conteneva questo disposto: che la candidatura alla carica di primo ministro è assicurata dalla «pubblicazione del nome del candidato primo ministro sulla scheda elettorale». Il che ammetteva senza infingimenti che eravamo al cospetto di una elezione diretta; ma perciò stesso esponeva il progetto a un diluvio di critiche. D'Onofrio, che è un ex dc di lunga navigazione, capisce che se cancella queste due righe tutto si annebbia; e quindi tutto va a posto. Abracadabra.
    Ma no. Rileggiamo assieme tutto il testo residuo dell'articolo 26: «La candidatura alla carica di primo ministro avviene mediante il collegamento con i candidati alla elezione della Camera dei deputati secondo modalità stabilite dalla legge. La legge disciplina l'elezione dei deputati in modo da favorire la formazione di una maggioranza collegata al candidato alla carica di primo ministro. Il presidente della Repubblica, sulla base dei risultati delle elezioni alla Camera dei deputati, nomina il primo ministro». Il trucco è di rinviare e far dire alla legge ordinaria quel che non si dice più nella legge costituzionale. Ma la sostanza (annebbiata) resta che ci viene propinato un premierato diretto di tipo israeliano ingigantito nei suoi difetti. Chi lo vota deve capire che cosa sta votando.

    Giovanni Sartori

  7. #37
    Cavaliere d'oro
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    In Origine Postato da Meridius
    In questo forum qualcuno studia o ha studiato Diritto Costituzionale, ma il Premierato forte non è un copia-incolla del modello israelita pre-Sharon?
    Collaboro con il mio ex professore di diritto costituzionale. Il premierato forte israeliano prevede l'elezione diretta ed esplicita, quello di questa riforma è implicita. Ad ogni modo il primo ministro israeliano ha vasti poteri, ed è auspicabile che anche in Italia si arrivi a qualcosa di simile, anche se personalmetne avrei preferito un semipresidenzialismo.
    Quando le armi saranno fuorilegge, solo i fuorilegge avranno le armi

  8. #38
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    In Origine Postato da Esmor
    Estremamente interessante il discorso di Massimo Fini, nonché, su linee generali, condivisibile: l'Europa delle regioni che auspico io si avvicina molto all'idea di Europa delle macroregioni di Fini.
    E per favore svegliatevi, siamo nel 2005: non si difenda lo Stato-Nazione accentrato ma si ritorni alla Comunità. La devoluzione va sostenuta in quanto è un mezzo per andare verso questa direzione efar prtendere coscienza alle persone di sentirsi ed essere parte di una comunità che è quella reale, concreta, e non quella "immaginaria" (di cui parla Appadurai) chev iene unificata e creata dai mezzi d'informazione e, più in generale, dall'ideologia dominante.
    Mi trovi d'accordo. L'Europa delle Piccole Patrie, socialista, identitaria e comunitarista è il fine ultimo. Altro che sciovinismo!

  9. #39
    FIGHTER
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    In Origine Postato da Quetzalcoatl
    Già nel 1990 la Fondazione Agnelli elaborò un progetto denominato “Padania” che prospettava la divisione dell’Italia in tre macroregioni. Inoltre il periodico leghista “Repubblica del nord” pubblicò qualche tempo dopo uno studio promosso dall’associazione americana di geografia basato sulla divisione dell’Italia in tre repubbliche.
    Basterebbe solo questo per smascherare la devoluzione come funzionale agli interessi del capitalismo yankee.
    Se la divisione dell'Italia in 3 macroregioni fosse stato un diktat americano, sarebbe già avvenuto quando c'era la possibilità (periodo di massima espansione della Lega).
    Che io schifi questo governo e tutto ciò che ne deriva non ci sono dubbi. Che questa devoluzione faccia cagare ed il premierato forte faccia sorgere forti dubbi per il futuro anche.
    Se però in generale mi si chiede se sono favorevole al federalismo localista sulla base di piccole comunità sociali auto-governantesi, unite tra loro ma autonome, sì, sono favorevole.

  10. #40
    NEOFASCISMO........
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    SALERNO ovviamente
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    Predefinito rispondo da meridionale........

    aldilà di ogni legittimaa perplessità sull'attuale riforma, finalmente qualcosa si smuove nell'assetto ottocentesco dell'Italia. Tutti o quasi hanno denunciato il rischio di disuguaglianza tra italiani, a questo punto la domanda sorge spontanea?
    ma noi meridionali siamo dei sottosvluppati?
    incapaci di autogovernarsi? governati da vendola e bassolino?
    VOGLIO LA SECESSIONEEEEEE
    voglio vedere che siam capaci di fare da soli!!! voglio vedere se siamo i discendenti di coloro che, fino al 1861, erano i più ricchi (Banco di Napoli depredato dai piemontesi) avevamo già la ferrovia........siamo o non siamo capaci di autodereminarci? o troppi decenni di assistenzialismo parassitario ci hanno reso dei down?
    dove sta scritto che il Sud da solo in 10-50 o 100 anni non sarà capace di recuperare il gap con il nord?
    non siamo dei pusillanimi, la nostra storia è piena di pagine eroiche scritte soprattutto nelle insorgenze e nel brigantaggio!!!
    eravamo italiani quando ci hanno invaso, eravamo già italiani da 3000 anni e saremo sempre italiani..........ma per esserlo ci vuole lo stao centralista/assistenziale/burocratico/romano??
    saluti meridionalisti

 

 
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