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Discussione: Chi era Vlad Tepes

  1. #1
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    Predefinito Chi era Vlad Tepes

    Preso dalla curiosità per un'icona esibita come avartar da un forumista di POL, e nel caso che a qualcuno possa interessare, allego il link sulla storia di questo personaggio medievale, detto "Impalatore", dal metodo preferito con cui usava torturare e uccidere.

    Sembra che avesse così piacere nell'osservare la "procedura", che non disdegnava pranzare nelle strette vicinanze delle "foreste" di gente agonizzante, erette appositamente.

    Solo per stomaci forti...

    http://en.wikipedia.org/wiki/Vlad_III_Dracula



  2. #2
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    porc... mi avete beccato....


    Qual'è il confine fra Storia e leggenda?

    Ho salvato l'Europa dall'invasione islamica, questo è certo.

    Sui metodi usati, beh....forse il popolo si è lasciato prendere un pò la mano dalla fantasia.....

  3. #3
    Alvise
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    Da ragazzino è sempre stato un mito per me... al liceo tenevo la sua effige sul diario, anche se ammetto che giocava più che altro il classico ribellismo adolescenziale unito al gusto di "fare il cattivo".

  4. #4
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    Predefinito

    In Origine Postato da avv.deldiavolo


    Ho salvato l'Europa dall'invasione islamica, questo è certo.



  5. #5
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    Predefinito

    Un pò di Storia, va:

    Negli anni 1461-62 gli eserciti di Vlad fermarono a più riprese l'avanzata ottomana nei Balcani (suo fratello Radu combatteva invece a fianco dei turchi). Famose le battaglie di Giurgiu e di Turnu.
    Il 5 febbraio 1462 egli invia al re di Ungheria, Mattia Corvino, un racconto dettagliato di una spedizione anti-turca con annesse 23.000 teste, tra cui molte di donne e bambini.
    Dracula era molto coraggioso sul campo di battaglia, amava dirigere i propri soldati combattendo in prima fila. In quegli anni, con un esercito di soli 30.000 uomini, si oppose praticamente da solo al dilagare dei turchi, il cui esercito nei Balcani superava le 250.000 unità.
    Applicò anche con successo la tattica della terra bruciata, ritirandosi senza lasciare nulla all'avversario, colpendolo poi con azioni di guerriglia (p.es. assalì di notte il campo di Maometto II, facendo migliaia di vittime) e frastornandolo con la guerra psicologica, come quando sbarrava la strada al nemico alzando muraglie di cadaveri di musulmani, presi prigionieri in precedenza.
    Nonostante queste vittorie, fu costretto a riparare in Transilvania, lasciando la Valacchia in mano turca. Gli ungheresi di Mattia Corvino pretendevano che Vlad si convertisse al cattolicesimo latino se voleva continuare a ricevere aiuti dalla chiesa romana (il cui papa allora era Pio II) e dagli stessi ungheresi.
    Vlad, che era del tutto indifferente alla religione, decide di convertirsi e partecipa negli anni 1462-74 ad altre campagne anti-turche.

    Ancora oggi in Romania Vlad viene considerato un eroe dell'indipendenza nazionale, anzi in un certo senso il fondatore dello Stato nazionale rumeno, in quanto segnò il passaggio in Valacchia e Transilvania dallo stato medievale a quello moderno e centralizzato, con Bucarest che da borgo contadino si trasformò in capitale.


  6. #6
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    Predefinito Re: Chi era Vlad Tepes

    Salve a tutti,

    come voi sono un'appassionata della storia di Vlad Tepes III e della mitologia creata su di lui e del vampirismo in generale. Ho scoperto solo ora questo forum e le notizie da voi riportate sono molto interessanti *.*
    Non so se sia questo il luogo giusto dove postarlo, ma volevo pubblicizzare, se consentito, un libro che ho scritto proprio in tema Dracula e vampirismo. Vi posto il link:

    Anime Eterne eBook: Lina Giudetti: Amazon.it: Kindle Store

    Sono un'autrice emergente ancora in Italia e mi farebbe molto piacere se poteste darmi una mano a vendere, ma soprattutto mi farebbe piacere se quello che scrivo in qualche modo fosse di vostro gradimento ^_^

    Il libro che ho scritto è basato sullo sfondo della leggenda di Dracula e tratta il personaggio Vlad Tepes III in maniera sia storica che mitologica. Non è fedele al 100% alla storia di Vlad Tepes perchè ho fantasticato molto io e credo che nessun romanzo o film sia mai stato davvero fedele alla figura storica di questo principe rumeno, però se vi fa piacere leggere quello che ho scritto, vi ringrazio tanto. Il libro costa solo pochi spiccioli in formato eBook (non cartaceo quindi) e lo trovate in diverse librerie online (google play, mondadori, kobo, book republic ecc.) presto uscirà anche su Feltrinelli, Ibs e altri. Su Amazon se volete, potete leggere l'anteprima così avete un'idea di come sia la storia...
    Grazie.

  7. #7
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    Predefinito Re: Chi era Vlad Tepes

    Ahauh, non venderà 'na mazza.
    Definisco il cristianesimo l’unica grande maledizione, l’unica grande e più intima depravazione, l’unica immortale macchia d’infamia dell’umanità.


    F. Nietzsche, L'Anticristo, 62

  8. #8
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    Predefinito Re: Chi era Vlad Tepes

    Si si tratta di un personaggio storico reale che è stato mitizzato.
    Durante la sua vita Vlad scrisse il suo nome in documenti latini come Wladislaus Dragwlya, vaivoda partium Transalpinarum (1475).[3] Il suo patronimico rumeno Dragwlya (o Dragkwlya)[3] Dragulea, Dragolea, Drăculea,[4][5] è un diminutivo dell'epiteto Dracul portato da suo padre Vlad II, che nel 1431 divenne membro dell'Ordine del Drago.[1], un ordine cavalleresco fondato da Sigismondo d'Ungheria nel 1408. Dracul è la forma definitiva rumena, "-ul" è l'articolo determinativo suffissale (derivante dal latino ille). Lo stesso sostantivo drac "diavolo" deriva dal latino draco.

    Così, Dracula significa letteralmente "Figlio del Drago". Nel moderno rumeno, la parola drac ha assunto il significato di "diavolo" (il termine per "drago" ora è balaur o dragon): questo ha portato ad interpretazioni errate dell'epiteto di Vlad che così lo caratterizzano come "diabolico". Il soprannome di Vlad Țepeș ("Impalatore") identifica il suo metodo preferito di esecuzione, ma gli venne dato postumo, nel 1550 ca..[3] Prima di questo, però, era conosciuto presso gli ottomani come Kazıklı Bey (Signore Impalatore).

    Vlad nacque a Sighișoara, Transilvania, Regno d'Ungheria (oggi parte della Romania), nell'inverno del 1431 da Vlad II Dracul, futuro voivoda di Valacchia. Il padre di Vlad era il figlio del celebre voivoda Mircea I cel Bătrân. La madre di Vlad rimane sconosciuta, anche se si crede che il padre all'epoca fosse sposato con la principessa Cneajna di Moldavia (figlia maggiore di Alessandro "il Buono", Principe di Moldavia e zia di Ștefan il Grande di Moldavia) nonostante avesse anche un buon numero di amanti.[1] Aveva anche due fratellastri maggiori, Mircea II e Vlad Călugărul, e un fratello minore Radu III il Bello.

    Vlad e Radu trascorsero i loro primi anni formativi a Sighișoara. Durante il primo regno del padre, Vlad II Dracul, il voivoda portò i suoi giovani figli a Târgoviște, l'allora capitale della Valacchia. Il cancelliere bizantino Mikhail Ducas dimostrò che, a Târgoviște, i figli di boiari e dei principi regnanti erano ben istruiti da studiosi romeni o greci provenienti da Costantinopoli. Si crede che Vlad imparò l'abilità nel combattimento, la geografia, la matematica, le scienze, le lingue (slavo ecclesiastico antico, tedesco e latino), le arti classiche e la filosofia.
    Nel 1436, Vlad II Dracul salì al trono della Valacchia. Sarà estromesso dal trono nel 1442 da fazioni rivali con la complicità dell'Ungheria. Nel 1443 Vlad II venne liberato e, appoggiato da truppe turche, riconquistò il suo trono. L'anno successivo (1444), in base ai pesanti accordi raggiunti con il sultano Murad II, egli inviò alla corte ottomana i suoi figli Vlad e Radu cel Frumos come ostaggi. Durante i loro anni come ostaggi, i due giovani Drăculești vennero educati dai turchi all'arte della guerra, alla logica ed alla fede musulmana, ma la loro situazione era abbastanza delicata: tre anni prima i figli del despota serbo Đurađ Branković erano stati accecati con dei ferri roventi perché sospettati di voler fuggire dalla loro prigionia.
    A peggiorare la situazione di Vlad e Radu contribuì il fratello maggiore, Mircea II, animato da chiari intenti di crociata anti-turca: Mircea partecipò infatti alla Battaglia di Varna (1444) e, nel 1445, strappò al sultano la rocca di Giurgiu, passandone a fil di spada la guarnigione turca. Lo stesso Dracul, dopo la sua indiretta partecipazione a Varna, dette ormai per spacciati i suoi figli[6]. Forte del supporto degli Ottomani, Vlad Dracul fece ritorno in Valacchia e si riprese il trono usurpatogli da Basarab II e alcuni infedeli boiardi.
    Nel dicembre 1447, boiardi in combutta con il reggente ungherese János Hunyadi si ribellarono contro Vlad II Dracul e lo uccisero nelle paludi di Bălteni. Mircea II di Valacchia, figlio primogenito ed erede di Dracul, fu accecato e sepolto vivo a Târgoviște. Per impedire che la Valacchia cadesse in mani ungheresi, gli Ottomani liberarono il giovane Vlad III e lo rispedirono in patria. Il fratello di Vlad, Radu, invece si convertì all'Islam ed entrò al servizio della corte ottomana.[7] Secondo alcuni studiosi, Radu sarebbe diventato amante dell'erede di Murad, il futuro Maometto II[8].
    Appoggiato dalle truppe ottomane, Vlad passò il Danubio e sottrasse a Vladislav II il trono di Valacchia. Pochi mesi dopo, però, Hunyadi invase la Valacchia e rimise sul trono Vladislav II. Costretto alla fuga, Vlad si rifugiò in Moldavia presso la corte di Alexăndrel II, nipote della sua matrigna. Pochi mesi dopo, Alexăndrel II venne spodestato da Bogdan II che si dimostrò comunque ospitale nei confronti del giovane Vlad. Esule alla corte dei Mușatini, il giovane Drăculești venne rieducato al Cristianesimo e strinse un forte legame con l'erede di Bogdan, Ștefan cel Mare. Nel 1451 Bogdan venne ucciso da uno zio, Petru III Aron: Ștefan si rifugiò presso Hunyadi, già alleato di suo padre, mentre Vlad ripiegò in Transilvania. Dopo un breve ritorno in Moldavia, concomitante con la riconquista del trono da parte di Alexăndrel II, Vlad si recò in Ungheria.
    Impressionato dalla vasta conoscenza di Vlad dell'impero ottomano così come del suo odio per il nuovo sultano Maometto II, Hunyadi si riconciliò con lui e lo nominò suo consigliere. Presso il "Cavaliere Bianco" d'Ungheria, a quel tempo reggente per conto del giovane sovrano ungherese, Ladislao il Postumo, prigioniero dell'imperatore Federico III d'Asburgo, Vlad imparò l'arte della guerra e della guerriglia, compiendo incursioni in territorio turco e combattendo sul campo potentati cristiani in guerra con il potente regno ungherese. Alla corte di Buda, Vlad e l'amico Ștefan ebbero inoltre modo di conoscere il futuro sovrano d'Ungheria, Mattia Corvino, figlio di Hunyadi. Con la caduta di Costantinopoli nelle mani di Maometto II avvenuta nel 1453, l'influenza ottomana iniziò a diffondersi attraverso i Carpazi, minacciando l'Europa continentale e nel 1481 gli ottomani riuscirono a conquistare l'intera penisola balcanica.
    Nel 1454 i turchi erano tornati all'attacco dell'Ungheria ma nella Battaglia di Szendro vennero sconfitti da Hunyadi. Vlad combatté in quell'occasione al fianco degli ungheresi ed ottenne in premio dal Cavaliere Bianco la restituzione alla corona valacca delle cittadelle di Almaș e Făgăraș, sulle falde dei Carpazi meridionali, tra la nativa Sighișoara e l'importante centro commerciale sassone di Brașov (l'allora Kronstadt). Nell'estate del 1456, con la battaglia di Belgrado, Hunyadi fermò l'avanzata degli ottomani ma morì poco dopo per colpa della peste diffusasi nel suo accampamento. Mentre Maometto II era concentrato sull'Ungheria, Vlad fece ritorno in Valacchia, riconquistò la sua terra natia ed uccise Vladislav II in combattimento.
    Vlad III venne incoronato dal metropolita valacco nella chiesa di Curtea de Argeș, fatta erigere da suo padre. Molti boiari fedeli a Vladaslav II erano fuggiti in Transilvania e si unirono al seguito di un nuovo anti-principe dei Dănești, Dan III di Valacchia. Vlad III tenne la sua corte (dvor in lingua slava e curte in lingua rumena) a Curtea de Argeș, come a Câmpulung e Târgoviște; l'erigenda di un suo palazzo stabile a Bucarest risale con buona probabilità al 1459.
    Dracula, bisognoso di appoggi contro gli ottomani, allacciò relazioni stabili con i suoi vicini. Prestò giuramento di fedeltà alla corona ungherese, ormai nelle mani di Ladislao il Postumo, promettendo privilegi ai mercanti sassoni in Valacchia. Nel 1457, Vlad appoggiò le pretese al trono moldavo di Ștefan cel Mare che sconfisse e mise in fuga l'usurpatore Petru Aron. Vlad non era però ancora abbastanza forte per contrastare apertamente Maometto II così dovette inizialmente pagare il tributo stabilito dagli accordi presi da suo padre con Murad II, presentarsi annualmente alla Sublime Porta per il formale omaggio al sultano e, nel 1458, permise il transito delle forze turche che attaccarono gli ungheresi alla rocca di Turnu Severin, sul territorio rumeno (le forze di Hunyadi avevano occupato la rocca di Severin nel biennio 1419-1420).
    A partire dal 1459, il bisogno di rafforzare la sua posizione mise Vlad in contrasto con i ricchi mercanti sassoni ai quali però andava in quel momento la simpatia del nuovo sovrano ungherese, Mattia Corvino, rappacificatosi con l'imperatore Federico III. Il voivoda sedava nel frattempo il malcontento dei suoi boiari con il pugno di ferro, ordinando il massacro della "Pasqua di Sangue a Târgoviște"[9].
    Già nel 1457 l'esule Dan III si era fatto nominare voivoda nella cattedrale ortodossa di Brașov, usurpando formalmente il titolo di Dracula e prendendo corte in un accampamento sulla collina di Timpa, presso la città. L'imminente conflitto venne temporaneamente evitato dalla mediazione di Szilágyi, governatore ungherese della Transilvania (1458) ma si riaccese nel 1459: Dan fu costretto alla fuga, mentre Vlad, dopo aver devastato i sobborghi di Brașov, impalava diversi seguaci dell'avversario sulla collina di Timpa. Nel 1460 Dan conquistò le fortezze di Brașov e Făgăraș, ma venne sconfitto sul campo di Rucăr da Vlad ed eliminato. Dracula si diede poi al massacro dei seguaci di Dan a Brașov e Făgăraș, curando però di non toccare i mercanti sassoni e negoziando un accordo anti-turco con Mattia Corvino. Bisognoso di uno stabile confine meridionale mentre negoziava un'alleanza antiasburgica con Giorgio di Poděbrady, sovrano del Regno di Boemia, Mattia accettò le profferte di Vlad e gli promise in sposa una fanciulla della sua famiglia: la cugina Ilona Szilágyi.
    Vlad trovò la Valacchia in uno stato miserabile: la costante guerra aveva portato una criminalità dilagante, un calo della produzione agricola e la scomparsa virtuale del commercio. Vlad fu costretto ad usare metodi molto severi per ristabilire l'ordine e la prosperità. Egli aveva tre obiettivi per la Valacchia: rafforzare l'economia del paese, la sua difesa e il suo potere politico. Intraprese misure per aiutare il benessere dei contadini con la costruzione di nuovi villaggi ed incrementando la produzione agricola. Egli capì l'importanza del commercio per lo sviluppo della Valacchia: aiutò quindi i mercanti valacchi, limitando il commercio estero mercante di tre città mercato: Târgșor, Câmpulung e Târgoviște.
    Vlad considerava i boiardi la causa principale del costante conflitto e co-responsabili della morte del padre e del fratello. Vlad nominò come suoi consiglieri persone straniere fidate invece che i boiardi. L'esercito venne rafforzato: Vlad possedeva una piccola guardia personale, composta in prevalenza di mercenari, che venivano premiati con bottini e promozioni; inoltre istituì una milizia formata da contadini chiamati a combattere ogni volta che scoppiava una guerra. Vlad Dracula costruì una chiesa a Târgșor (presumibilmente in memoria di suo padre e di suo fratello maggiore che sono stati uccisi nelle vicinanze) e contribuì con il proprio patrimonio personale all'espletamento dei lavori per il Monastero di Snagov.

    Dal momento che la nobiltà valacca si alleò con i sassoni di Transilvania, Vlad si mosse contro di loro eliminando i loro privilegi commerciali e razziando i loro castelli. Nel 1459 Vlad fece impalare diversi coloni sassoni di Brașov.

    Nel 1459, nel corso del Concilio di Mantova, Papa Pio II organizzò una nuova crociata contro gli Ottomani. In questa crociata, il ruolo principale doveva essere intrapreso da Mattia Corvino, figlio di János Hunyadi, il Re d'Ungheria. A tal fine, Mattia Corvino ricevette dal Papa 40.000 monete d'oro, un importo che venne considerato sufficiente per assoldare un esercito di 12.000 uomini e per l'acquisto di 10 navi da guerra. In questo contesto, Vlad si alleò con Mattia Corvino, con la speranza di tenere gli Ottomani fuori dal paese (la Valacchia era infatti rivendicata come parte dell'Impero Ottomano dal sultano Maometto II).
    In quello stesso anno, il 1459, il sultano ottomano Maometto II inviò a Vlad dei messaggeri per sollecitarlo a pagare il tributo[7] di 10.000 ducati e 500 reclute per forze ottomane. Vlad rifiutò, perché pagare il "tributo" avrebbe significato accettare pubblicamente che la Valacchia facesse parte dell'Impero Ottomano. In questa occasione Vlad fece uccidere i messaggeri turchi, usando come pretesto il fatto che quest'ultimi, di fede musulmana, non si tolsero il turbante nell'omaggiarlo: la punizione di Dracula a questa mancanza di rispetto fu inchiodare alla testa degli ambasciatori i rispettivi turbanti.
    Nel frattempo il sultano, ricevuti rapporti dei suoi servizi segreti che rivelavano il dominio di Vlad sul Danubio, inviò il Bey di Nicopoli, Hamza Pasha, per trattare la pace e se fosse stato necessario, per eliminare Vlad III. Per scongiurare questa possibilità Vlad Țepeș pianificò un agguato ai danni di Hamza Pasha: il Bey di Nicopoli, forte di un esercito di 1.000 cavalieri, venne attaccato in uno stretto passaggio a nord di Giurgiu. In breve tempo i valacchi circondarono e sconfissero i turchi che furono impalati, Hamza Pasha compreso: quest'ultimo venne impalato più in alto degli altri a dimostrazione del suo alto rango.

    Nell'inverno del 1462, Vlad attraversò il Danubio e devastò l'intero territorio bulgaro nella zona tra la Serbia e il Mar Nero. Travestendosi da Spahi ed utilizzando la sua fluente lingua turca, che aveva imparato quando era ostaggio, Vlad riuscì ad infiltrarsi e a distruggere i campi ottomani. In una lettera a Corvino datata 2 febbraio scrisse:
    « Ho ucciso contadini, donne, vecchi e giovani che vivevano a Oblucitza e Novoselo, dove il Danubio sfocia nel mare, fino a Rahova, che si trova vicino a Chilia, dal basso Danubio fino a luoghi come Samovit e Ghighen. Abbiamo ucciso 23.884 turchi senza contare quelli che sono stati bruciati vivi nelle loro case o quelli le cui teste sono state tagliate dai nostri ufficiali... Così, vostra altezza, deve essere noto che io ho rotto la pace con lui (Sultano Maometto II). »
    In risposta a questi avvenimenti il sultano Maometto II sollevò un esercito di circa 60.000 uomini e 30.000 irregolari e nella primavera dello stesso anno si diresse verso la Valacchia. Avendo a disposizione forze molto inferiori rispetto ai turchi, 30.000 o 40.000 uomini a seconda della fonti, Vlad non fu in grado di impedire agli Ottomani di attraversare il Danubio il 4 giugno 1462 e di entrare in Valacchia. Vlad, pur sconfitto, continuò ad organizzare piccoli attacchi ed imboscate contro l'esercito ottomano, come il famoso Attacco Notturno dove 15.000 soldati turchi vennero uccisi.[1] Questo fece infuriare Maometto II, il quale attraversò il Danubio per comandare personalmente il proprio esercito. Questa mossa comunque non fu risolutrice e fatta eccezione per alcuni riferimenti di parte turca, tutte le altre cronache dell'epoca riportano la sconfitta subita dal sultano nel 1462. A quanto pare, i turchi si ritirarono talmente in fretta che l'11 luglio 1462 il sultano si trovava già ad Adrianopoli. La vittoria di Vlad l'Impalatore venne celebrato dalle città sassoni della Transilvania, dagli stati italiani e dal Papa.
    Un inviato veneziano, dopo aver saputo la notizia alla corte di Corvino il 4 marzo, espresse grande gioia e disse che l'intero cristianesimo dovrebbe celebrare la vittoria di Vlad Tepes. Anche i genovesi di Caffa ringraziarono Vlad per la sua campagna che li aveva salvati da un attacco di circa 300 navi che il sultano stava pianificando contro di loro. Secondo lo storico bizantino Laonikos Chalkokondyles, Radu, fratello di Vlad III e amante del sultano, venne mandato a Targoviste con l'incarico di organizzare una resistenza in grado di spodestare il fratello con la promessa di una futura investitura quale nuovo regnante al servizio del sultano.

    Il fratello minore di Vlad, Radu cel Frumos, e i suoi battaglioni di giannizzeri (ricevuti da Maometto II con l'incarico di guidare l'Impero Ottomano in terra valacca), ben forniti di denaro e polvere da sparo, conquistarono la Fortezza di Poenari, il famoso covo di Vlad III. Dopo questa vittoria, Radu come da accordi ricevette dal Sultano Maometto II il titolo di Bey di Valacchia. La sconfitta di Vlad a Poenari, oltre all'assedio del fratello Radu, è da attribuirsi in parte alla partecipazione dei boiardi locali. L'aristocrazia valacca, molto ridimensionata dalla politica accentratrice di Vlad, tradì dietro la garanzia che avrebbero riguadagnato gli antichi privilegi anche se secondo alcune fonti Radu, scoperto il luogo ove si nascondevano le famiglie dei boiardi, li avrebbe ricattati per avere il loro pieno appoggio.
    Pur sconfitto Vlad, fino all'8 settembre 1462, continuò a combattere: si ricordano almeno tre battaglie vinte dal Voivoda prima della sua ritirata in Ungheria, dovuta in larga parte alla mancanza di fondi per pagare i propri mercenari. Giunto alla corte di Mattia Corvino, Vlad, alla ricerca di aiuto presso il suo ex alleato, oltre a ricevere un netto rifiuto venne fatto incarcerare per alto tradimento dal Re d'Ungheria che mai aveva avuto intenzione di farsi coinvolgere in un conflitto con il potente impero Ottomano.
    Vlad venne inizialmente imprigionato nella Fortezza Oratea situata nell'odierno villaggio di Dâmbovicioara, poi trascorse un periodo di detenzione a Visegrád ed infine a Buda. La durata esatta del periodo di prigionia di Vlad è tutt'oggi fonte di dibatti, anche se alcune indicazioni affermano che sia durato dal 1462 al 1474. Certo è il fatto che sia la politica apertamente pro-ottomana di Radu che l'intervento di Ștefan III cel Mare, Voivoda di Moldavia e parente di Vlad, contribuirono affinché Mattia Corvino lo liberasse presumibilmente nel 1474 Dopo l'improvvisa morte di Radu avvenuta nel 1475, Vlad III dichiarò l'inizio del suo terzo regno il 26 novembre 1476. Vlad iniziò i preparativi per la riconquista della Valacchia nel 1476 con il supporto ungherese.

    Il terzo regno di Vlad era stato istituito da poco più di due mesi quando egli venne ucciso in una battaglia contro i turchi. La data esatta della sua morte è sconosciuta, ma essendo provato che egli morì prima del 10 gennaio 1477, tale data è compresa tra l'ottobre e il dicembre 1476. L'ubicazione esatta della sua morte è sconosciuta, ma sembra si tratti di un luogo lungo la strada tra Bucarest e Giurgiu, anche le circostanze esatte della sua morte sono avvolte nel mistero. Secondo alcuni studiosi, infatti, venne ucciso per sbaglio perché scambiato per un turco, secondo altri ucciso dagli ottomani durante una battaglia e la sua testa tagliata ed inviata insieme alla sua spada a Costantinopoli come un macabro trofeo di guerra.
    Ultima modifica di C@scista; 09-06-15 alle 13:45

  9. #9
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    Predefinito Re: Chi era Vlad Tepes

    Perchè pensi che non venderà nulla?
    Ultima modifica di Lina Giudetti; 09-06-15 alle 14:20

  10. #10
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    Predefinito Vlad Tepes l'impalatore

    Citazione Originariamente Scritto da TheMeroving Visualizza Messaggio
    Ricordo a tutti quanti di moderarsi con i termini e gli epiteti.

    "Mettete dei fiori nelle vostre tastiere"

    Pace and (free) love..
    "Non stringere la mano del tuo nemico! Tagliala!"

    Vlad Bessarab Tepes (il Dracula storico).
    "I carnefici hanno bisogno di urlare per imporre le proprie menzogne!
    Alle vittime basta il silenzio perchè ad esse apprtiene la verità!"

 

 
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