Scusate lo sfogo, ma per una persona come me che ha come uno punt centrale di ogni pensiero politico l'amore per la Patria non può che causare una profonda frustrazione leggere notizie de genere.
Stuprata tra l’indifferenza dei passanti
EMIDDIO PIETRAFORTE
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Ogni volta ci meravigliamo, l’indifferenza è ormai diventata un modo di vivere nelle nostre città. Sarà la paura di essere “immischiati”, ma pare geneticamente assimilato il vecchio adagio del “non vedo, non sento, non parlo”, per altro cultura dominante in zone di mafia. Lì ci si nasconde dietro alle serrande di casa, da dove si sbircia, ma non ci si fa vedere perché è meglio non offrire il proprio volto, e il proprio petto, alla lupara. Ora questa cultura, dicevamo, è diventata “patrimonio nazionale”. Nessuno avrebbe detto che potesse avvenire anche nel Nord, in una città civile e aperta come Bologna. Ma tanto è. Nel filmato di una telecamera del circuito di sicurezza di un distributore di benzina non è rimasto impresso il volto dell’uomo, che mercoledì sera ha... ...violentato una ragazza, ma l’indifferenza degli automobilisti, tutti quelli che in quei minuti di tragica violenza sono passati dinanzi al giardino degli orrori. È prevedibile che dalle auto di passaggio sia stato possibile vedere l’uomo attraversare la strada, trascinando la donna contro la sua volontà. Se non proprio tutti, almeno qualcuno deve aver guardato da quella parte, ma nessuno, proprio nessuno si è fermato ad aiutarla o, almeno, ha utilizzato il telefonino per chiamare i carabinieri. E si può essere certi che difficilmente qualcuno risponderà all’appello di militari e magistrati. Nessuno ha visto o sentito qualcosa: aiutare nelle indagini vuol dire, quanto meno, dover perdere giornate di tempo, prima per le testimonianze, poi per i confronti, e ancora andare in tribunale e magari sentirsi anche in colpa, perché la memoria non è poi così fotografica. Si cerca di dare un volto e un nome all’uomo, il bruto che ha stuprato la trentenne in un giardino condominiale. Uno straniero, anch’egli sui trent’anni, con i tratti somatici tipici indiani. Forse un pakistano o un bengalese. Che ci fa a Bologna, questo criminale? Ecco l’effetto del “buonismo”, che ci porta a ospitare chiunque.
Ci si domanda come nessuno, trattandosi di uno spazio condominiale, dove anche con il freddo di questi giorni qualcuno pur deve transitare, nessuno abbia visto l’uomo picchiare la giovane donna e trascinarla a forza nell’area verde antistante il caseggiato. Qui, in un luogo aperto, le ha usato violenza, per poi fuggire.
Pare che la ragazza mentre tentava di resistere abbia chieste aiuto proprio agli automobilisti di passaggio. Dalla telecamera è stato documentato il momento dell’attraversamento della strada: si vedono le due sagome, l’uomo tira la ragazza, afferrandola per la vita, e intanto passano due auto e due camper, ma nessuno si ferma. È questa la civiltà della paura, del farsi i fatti propri, del crollo di un ogni rapporto umano. Come, perché? Eppure guardando la tv si vedono organizzazioni umanitarie, raccolte di fondi per questo e per quello. E allora? Forse perché siamo disposti a ogni gesto di generosità, amiamo il nostro prossimo, ma non il vicino diretto. Così, di colpo, ci accorgiamo che quel grido nel vuoto è solo effetto dell’indifferenza.
Emiddio Pietraforte
Capito?
Una nostra donna, una donna d'Italia, per intenderci " di origine friulana e si trovava a Bologna ospite di un parente per motivi di studio. " è stata trascinata come se fosse una selvaggina da un bastardo straniero, (maledetto lui e chi gli ha permesso di vivere in Italia) nell'indifferenza degli automobilisti che molto comodamente hanno fatto finta di non vedere niente.
Spero che questo cane bastardo possa crepare tra atroci sofferenza e che la stessa fine facciano tutti i cani buonisti che ci stanno riempiendo di barbarie.
L'Italia ha bisogno di guerra e che sia ferocemente sanguinosa. Morte ai bei principi!




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