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Discussione: Devolution

  1. #91
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    Eris sos anneos, hoe s'ispera, cras s'albeschida et pustis sa pelea pro abbarrare in sa lughe
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    Citazione Originariamente Scritto da patriottu
    Mah, che dire io sono parecchio distante, Genyo, dalle tue posizioni, politiche ed economiche, ma comunque in democrazia è sempre utile sentire anche la campana di chi ha idee differenti . Cosa che gia avviene all'interno di s.n.i. ...
    Nello specifico non riesco a vedere in modo positivo il liberismo, pur non essendo personalmente contrario a un certo tipo di competizione e libertà di mercato (regolata e disciplinata).
    Inoltre il vostro mi sembra piu' secessionismo rispetto a indipendentismo, c'è differenza ...
    Poi sul ne' rossi e ne' neri, credo che questo modello politico populista,che rischia di cadere nel qualunquismo, qui da noi abbia gia "mietuto vittime" e sia da considerarsi fallimentare. Il trasversalismo politico e ideologico è una buona confezione ideologica utile solo a far passare progetti di zone franche de regolamentate e politiche liberiste di rapina. Non è un problema di destra o sinistra, ma di concezione democratica dello stato e della comunità. Sempre secondo me...

    Il fatto che S.N.I dopo tutti questi anni ancora esiste, è l'esatta conferma del contrario di ciò che affermi. Solamente un coinvolgimento trasversale delle forze composite individuali che formano la società sarda può garantire la massima adesione ad un progetto politico che abbia come fine la liberazione nazionale.
    Fondare le proprie posizioni su principi accusatori di fenomeni transitori, come il liberismo e il trasversalismo, non farebbe altro che ridurre a ruolo complementre le ragioni millenarie che stanno alla base del diritto all'autodeterminazione di tutto il popolo sardo: quando dico tutto, includo anche coloro che, pur essendo genuinamente indipendentisti non intendono delegare nessuna corrente che si basi su principi manicheistici sogettivi.
    L'inglobare le propulsioni indipendentiste all'interno di uno schema selettivo determinerebbe una immancabilmente rottura nella coesione dell'esigua minoranza indipendentista del panorama politico isolano. In questo preciso momento storico è esattamente ciò che i nostri nemici vorrebbero. Lo dico, sulla base di esperienze gia fatte, laddove perfino il partito socialista indipendentista, fondato alla fine degli anni ottanta da Angelo Caria e Bainzu Piliu, è fallito prima ancora di nascere.
    Lo stesso psd,az ha dovuto fare i conti con il proprio elettorato,parte del quale non condivideva la decisione di schierarsi. La mancanza di lungimiranza politica dei suoi dirigenti ha fatto finta di ignorare o non a considerare, che il voto sardista era un voto principalmente di protesta, e come tale andava ulteriormente alimentata mantenendosi distanti dal sistema.Quanto alle vittime, non so a chi tu ti riferisca; però io le vedo di più tra coloro che hanno tentato di attuare ciò che ritengo essere(in questa fase ) una vera utopia. ciao

  2. #92
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    Citazione Originariamente Scritto da sergiogabrcossu
    Il fatto che S.N.I dopo tutti questi anni ancora esiste, è l'esatta conferma del contrario di ciò che affermi. Solamente un coinvolgimento trasversale delle forze composite individuali che formano la società sarda può garantire la massima adesione ad un progetto politico che abbia come fine la liberazione nazionale.
    Fondare le proprie posizioni su principi accusatori di fenomeni transitori, come il liberismo e il trasversalismo, non farebbe altro che ridurre a ruolo complementre le ragioni millenarie che stanno alla base del diritto all'autodeterminazione di tutto il popolo sardo: quando dico tutto, includo anche coloro che, pur essendo genuinamente indipendentisti non intendono delegare nessuna corrente che si basi su principi manicheistici sogettivi.
    L'inglobare le propulsioni indipendentiste all'interno di uno schema selettivo determinerebbe una immancabilmente rottura nella coesione dell'esigua minoranza indipendentista del panorama politico isolano. In questo preciso momento storico è esattamente ciò che i nostri nemici vorrebbero. Lo dico, sulla base di esperienze gia fatte, laddove perfino il partito socialista indipendentista, fondato alla fine degli anni ottanta da Angelo Caria e Bainzu Piliu, è fallito prima ancora di nascere.
    Lo stesso psd,az ha dovuto fare i conti con il proprio elettorato,parte del quale non condivideva la decisione di schierarsi. La mancanza di lungimiranza politica dei suoi dirigenti ha fatto finta di ignorare o non a considerare, che il voto sardista era un voto principalmente di protesta, e come tale andava ulteriormente alimentata mantenendosi distanti dal sistema.Quanto alle vittime, non so a chi tu ti riferisca; però io le vedo di più tra coloro che hanno tentato di attuare ciò che ritengo essere(in questa fase ) una vera utopia. ciao
    Non intendo esser polemico, ma piuttosto dare il via ad una interessante discussione sul concetto di trasversalismo politico che ha cosi potentemente permeato di se l'indipendentismo degli ultimi 10-15 anni: non ritieni Sergio che prendere 5000 voti alle elezioni sia il segnale inequivocabile del sostanziale fallimento della politica c.d. trasversalista?o che cmq questo dato dovrebbe perlomeno essere motivo di riflessione profonda all'interno del movimento? spunto per incoraggiare una feconda, anche forte, discussione interna? e infine non ritieni che tutto questo, che dovrebbe essere presente in un partito, qualsiasi sia il suo stato, manchi totalmente dal nostro? e che questo sia il motivo dell'allontanamento di molti, troppi, dal movimento (che conta ormai poche decine di militanti)?

    Saluti, con stima.

  3. #93
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    Citazione Originariamente Scritto da Ribellu
    Non intendo esser polemico, ma piuttosto dare il via ad una interessante discussione sul concetto di trasversalismo politico che ha cosi potentemente permeato di se l'indipendentismo degli ultimi 10-15 anni: non ritieni Sergio che prendere 5000 voti alle elezioni sia il segnale inequivocabile del sostanziale fallimento della politica c.d. trasversalista?o che cmq questo dato dovrebbe perlomeno essere motivo di riflessione profonda all'interno del movimento? spunto per incoraggiare una feconda, anche forte, discussione interna? e infine non ritieni che tutto questo, che dovrebbe essere presente in un partito, qualsiasi sia il suo stato, manchi totalmente dal nostro? e che questo sia il motivo dell'allontanamento di molti, troppi, dal movimento (che conta ormai poche decine di militanti)?

    Saluti, con stima.

    Certo, il dialogo prima di tutto.

    Ti consiglio di leggere il passato con gli occhi dell'analista, scevro da qualsiasi condizionamento ideologico, e scoprirai che il nostro lavoro non è stato invano.Abbiamo prodotto indipendentismo diffuso, che sta dando i suoi risultati a tutti i livelli della società sarda. Pero' non è detto che a questa crescita di cosapevolezza generale corrisponda un aumento dei nostri voti, perchè, in qualche modo, qualcuno ha capito che questa idea può essere ,in parte, accolta presso qualsiasi ambiente politico, che non necessita necessariamente di una militanza in un partito indipendentista. Per noi non è la condizione ottimale, ma non è detto che prima o poi, i frutti si raccoglieranno. E se è vero il concetto, secondo cui ad uno che propone ci deve essere uno educato ad ascoltare, per il nostro messaggio è solo una questione di tempo prima che sia finalmente recepito da tutti.
    Tuttavia il dibattito va affrontato, come conseguenza logica, di un lavoro interno al movimento non del tutto sodisfacente, ma andiamoci piano nel mettere in discussione le linee politiche, sarebbe una questione molto più seria. Ciao

  4. #94
    decolonizzare l'immaginario
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    Citazione Originariamente Scritto da sergiogabrcossu
    Il fatto che S.N.I dopo tutti questi anni ancora esiste, è l'esatta conferma del contrario di ciò che affermi. Solamente un coinvolgimento trasversale delle forze composite individuali che formano la società sarda può garantire la massima adesione ad un progetto politico che abbia come fine la liberazione nazionale.
    Fondare le proprie posizioni su principi accusatori di fenomeni transitori, come il liberismo e il trasversalismo, non farebbe altro che ridurre a ruolo complementre le ragioni millenarie che stanno alla base del diritto all'autodeterminazione di tutto il popolo sardo: quando dico tutto, includo anche coloro che, pur essendo genuinamente indipendentisti non intendono delegare nessuna corrente che si basi su principi manicheistici sogettivi.
    L'inglobare le propulsioni indipendentiste all'interno di uno schema selettivo determinerebbe una immancabilmente rottura nella coesione dell'esigua minoranza indipendentista del panorama politico isolano. In questo preciso momento storico è esattamente ciò che i nostri nemici vorrebbero. Lo dico, sulla base di esperienze gia fatte, laddove perfino il partito socialista indipendentista, fondato alla fine degli anni ottanta da Angelo Caria e Bainzu Piliu, è fallito prima ancora di nascere.
    Lo stesso psd,az ha dovuto fare i conti con il proprio elettorato,parte del quale non condivideva la decisione di schierarsi. La mancanza di lungimiranza politica dei suoi dirigenti ha fatto finta di ignorare o non a considerare, che il voto sardista era un voto principalmente di protesta, e come tale andava ulteriormente alimentata mantenendosi distanti dal sistema.Quanto alle vittime, non so a chi tu ti riferisca; però io le vedo di più tra coloro che hanno tentato di attuare ciò che ritengo essere(in questa fase ) una vera utopia. ciao
    Completamente d'accordo, bravissimo. Ciao.

  5. #95
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    Citazione Originariamente Scritto da sergiogabrcossu
    Certo, il dialogo prima di tutto.

    Ti consiglio di leggere il passato con gli occhi dell'analista, scevro da qualsiasi condizionamento ideologico, e scoprirai che il nostro lavoro non è stato invano.Abbiamo prodotto indipendentismo diffuso, che sta dando i suoi risultati a tutti i livelli della società sarda. Pero' non è detto che a questa crescita di cosapevolezza generale corrisponda un aumento dei nostri voti, perchè, in qualche modo, qualcuno ha capito che questa idea può essere ,in parte, accolta presso qualsiasi ambiente politico, che non necessita necessariamente di una militanza in un partito indipendentista. Per noi non è la condizione ottimale, ma non è detto che prima o poi, i frutti si raccoglieranno. E se è vero il concetto, secondo cui ad uno che propone ci deve essere uno educato ad ascoltare, per il nostro messaggio è solo una questione di tempo prima che sia finalmente recepito da tutti.
    Tuttavia il dibattito va affrontato, come conseguenza logica, di un lavoro interno al movimento non del tutto sodisfacente. Ciao
    Constatare il fallimento elettorale delle ultime elezioni è semplice presa d'atto di una realtà inconfutabile, non vi è quindi nessun filtro ideologico.
    5000 voti in una, 7500 nell'altra tornata elettorale farebbero un magrissimo bottino anche sommati. Non voler partire da questo dato, e volendo mascherare il fondamentale insuccesso della proposta indipendentista di questi anni, controbilanciandola con ipotetici quanto non ben verificabili avanzamenti di coscienza nazionale è una prassi che ha come primo obiettivo quello di non voler prendersi la responsabilità politica del peso politico nullo dell'indipendentismo organizzato (in questo caso purtroppo ben verificabile).
    Tu sostieni che l'indipendentismo è oggi diffuso, a mio avviso vi è nel popolo una vago sentimento d'appartenza e una confusa aspirazione di libertà, ma questi sentimenti in sardegna ci son sempre stati, anzi, nel passato son stati ben più forti e consistenti. Il dato politico rilevante a mio avviso è quello che l'indipendentismo in questi ultimi 10 anni non è stato capace di accreditarsi e codificare politicamente in un progetto politico chiaro le vaghe aspirazioni cui accennavo sopra, ed un errore è stato quello di aver fatto incredibile confusione tra autonomismo autodeterminazione e indipendentismo, portando alla fine acqua, come tu stesso hai sottolineato, solo ai mulini delle forze cha han saputo cavalcare strumentalmente queste tematiche, declinandole ovviamente in senso autonomistico, proprio a scapito dell'indipentismo!
    L'indipendentismo non puo essere demandato a non-dipendentisti o autonomisti unionisti come Soru, Sanna e company.

  6. #96
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    Citazione Originariamente Scritto da Ribellu
    Constatare il fallimento elettorale delle ultime elezioni è semplice presa d'atto di una realtà inconfutabile, non vi è quindi nessun filtro ideologico.
    5000 voti in una, 7500 nell'altra tornata elettorale farebbero un magrissimo bottino anche sommati. Non voler partire da questo dato, e volendo mascherare il fondamentale insuccesso della proposta indipendentista di questi anni, controbilanciandola con ipotetici quanto non ben verificabili avanzamenti di coscienza nazionale è una prassi che ha come primo obiettivo quello di non voler prendersi la responsabilità politica del peso politico nullo dell'indipendentismo organizzato (in questo caso purtroppo ben verificabile).
    Tu sostieni che l'indipendentismo è oggi diffuso, a mio avviso vi è nel popolo una vago sentimento d'appartenza e una confusa aspirazione di libertà, ma questi sentimenti in sardegna ci son sempre stati, anzi, nel passato son stati ben più forti e consistenti. Il dato politico rilevante a mio avviso è quello che l'indipendentismo in questi ultimi 10 anni non è stato capace di accreditarsi e codificare politicamente in un progetto politico chiaro le vaghe aspirazioni cui accennavo sopra, ed un errore è stato quello di aver fatto incredibile confusione tra autonomismo autodeterminazione e indipendentismo, portando alla fine acqua, come tu stesso hai sottolineato, solo ai mulini delle forze cha han saputo cavalcare strumentalmente queste tematiche, declinandole ovviamente in senso autonomistico, proprio a scapito dell'indipentismo!
    L'indipendentismo non puo essere demandato a non-dipendentisti o autonomisti unionisti come Soru, Sanna e company.

    No ana iskidu nemmancu leare sos votos de protesta...... Ki andan regolarmente a s'opposizione terakka itagliana....

  7. #97
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    Citazione Originariamente Scritto da Kornus
    No ana iskidu nemmancu leare sos votos de protesta...... Ki andan regolarmente a s'opposizione terakka itagliana....
    Ti invito a non assumere quel tono accusatorio.
    Dimmi. Tu dove stavi quando gli indipendentisti cercavano anche i voti di protesta?
    Ricordati che stai parlando con uno che ha fatto l'impossibile per portare il messaggio indipendentista nella zona di sua competenza.Un lavoro come ben sai molto difficile, che ha richiesto un dispendio di energie fisiche e materiali. Un contributo enorme per le possibilità di un operaio come me che ha dovuto ricorrere alle esigue casse personali per affrontare spese dell'ordine di alcune migliaia di euro. Diversamente da come fanno molti di noi il cui credo politico non vale neanche i 15 € mensili che sono necessari per il finanziamento al movimento e che non lesinano accuse verso coloro che in qualche modo si prestano senza nessun altro fine se non queloo di vedere il nostro movimento crescere.
    Non parlimo poi di quando ho dovuto ricoverare mia moglie per una congestione grave, perchè alle 2 di notte, era l'unico straccio di aiuto che ho potuto trovare ,dopo che i nostri "alleati", il venerdì non avevano ancora attaccato i manifesti nelle zone di loro competenza.
    Questo è stato fatto da pochi volenterosi a prescindere dal fatto, se condividessimo o meno le decisioni del movimento.

  8. #98
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    Citazione Originariamente Scritto da Ribellu
    Constatare il fallimento elettorale delle ultime elezioni è semplice presa d'atto di una realtà inconfutabile, non vi è quindi nessun filtro ideologico.
    5000 voti in una, 7500 nell'altra tornata elettorale farebbero un magrissimo bottino anche sommati. Non voler partire da questo dato, e volendo mascherare il fondamentale insuccesso della proposta indipendentista di questi anni, controbilanciandola con ipotetici quanto non ben verificabili avanzamenti di coscienza nazionale è una prassi che ha come primo obiettivo quello di non voler prendersi la responsabilità politica del peso politico nullo dell'indipendentismo organizzato (in questo caso purtroppo ben verificabile).
    Tu sostieni che l'indipendentismo è oggi diffuso, a mio avviso vi è nel popolo una vago sentimento d'appartenza e una confusa aspirazione di libertà, ma questi sentimenti in sardegna ci son sempre stati, anzi, nel passato son stati ben più forti e consistenti. Il dato politico rilevante a mio avviso è quello che l'indipendentismo in questi ultimi 10 anni non è stato capace di accreditarsi e codificare politicamente in un progetto politico chiaro le vaghe aspirazioni cui accennavo sopra, ed un errore è stato quello di aver fatto incredibile confusione tra autonomismo autodeterminazione e indipendentismo, portando alla fine acqua, come tu stesso hai sottolineato, solo ai mulini delle forze cha han saputo cavalcare strumentalmente queste tematiche, declinandole ovviamente in senso autonomistico, proprio a scapito dell'indipentismo!
    L'indipendentismo non puo essere demandato a non-dipendentisti o autonomisti unionisti come Soru, Sanna e company.



    Che abbia voluto mascherare i dati negativi delle ultime elezioni lo stai dicendo solo tu.

    Rileggiti ciò che ho scritto riguardo a questo argomento, poi se ne potrà parlare.

    Riguardo al fatto, se il livello di coscienza nazionale sia aumentato o no. E’ vero: è un dato che non può essere confermato con nessun tipo di supporto scientifico che richiede, come so benissimo, l’impiego di metodologie di indagine ben precise. Tuttavia ritengo che la storia sarda degli ultimi 25 anni, costituisca l'elemento da analizzare dal nostro osservatorio privilegiato se si vogliono studiare le tendenze di una società nel suo insieme.E’ un dato storico il fatto che l’indipendentismo organizzato di un certo livello ha potuto prendere piede solo dai primi anni novanta in poi.Tutti i tentativi precedenti da parte di molti movimenti che si sono succeduti, si sono risolti in un nulla di fatto a seguito di esperienze elettorali i cui risultati negativi, oltre ad evidenziare nel popolo sardo, una totale mancanza di propensione al rivendicazionismo nazionalitario, ne annullavano puntualmente la prospettiva di una reale continuità.Non di meno lo sforzo intrapreso ha gettato le premesse per la costruzione di una fattiva continuità, nello spirito di ciò che i movimenti indipendentisti degli anni sessanta e settanta avevano faticosamente elaborato, e che noi oggi (esclusa la disastrosa parentesi del Psd,az,) siamo chiamati ad attuare. Il confronto che c’è stato, anche molto duro, il quale ha portato ad uno scisma all’interno dell’indipendentismo, pur valutato nei sui molti aspetti un fatto negativo, è da considerarsi un segno di grande vitalità, che ha posto le basi per un confronto che è stato foriero di nuovi stimoli non solo al nostro interno ma in tutta la società sarda.Un esempio per tutti sono state le ultime elezioni provinciali che hanno visto in quasi tutte le province, due candidati indipendentisti su cinque che rappresentavano i partiti italianisti.La nostra presenza in questi anni nello scenario politico riesce a condiziona sempre di più le scelte degli apparati istituzionali.L’autonomista presidente della regione Soru ha abbracciato totalmente il nostro programma in materia di servitù militari( assolutamente impensabile dai presidenti precedenti) fino ad appoggiare il nostro referendum sulla base di La Maddalena e adoperandosi concretamente per lo smantellamento della presenza militare in Sardegna.
    In seguito alla vicenda che ha visto la regione Sardegna elemosinare i suoi diritti statutari costituiti dall’entrate, in molti partiti si è aperto un grande dibattito che mette in discussione i fondamenti del rapporto con lo stato italiano.Per chi è attento, questo può condizionare in futuro un insieme, di fattori che includono aggregazioni politiche e equilibri destinati a cambiare in seguito al clima creatosi, che può portare a delle sorprese.
    I risultati del nostro lavoro si notano anche in campo culturale.
    È recente l’incontro con un mio amico che opera nel sistema bibliotecario del Sulcis il quale mi ha confermato che i libri che hanno come argomento la Sardegna, letti dai fruitori del sistema negli ultimi !0 anni sono aumentati del 180%.
    Anche la lingua sarda troverà con la proposta, della lingua di mesania presso la nuova comissione creata dall’autonomista Soru oluzione provvisoria ma necessaria per avviare quel processo virtuoso di recupero della nostra specificità.
    Come vedi sono tutti segni di un consolidamento di un sentimento nazionale che non può che crescere.
    Partecipo nell’indipendentismo organizzato dal 1982,diversamente dal passato questa volta il nostro segno l’abbiamo lasciato, sono convinto che questi 20 000 voti molto presto saranno 200 000.Se non ci sara’ SNI tra questi non fara niente. Il serpente può cambiare la pelle ma non la determinazione di colpire la sua preda, e cioè l'Italia e il suo sistema coloniale nella nostra terra.

  9. #99
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    Citazione Originariamente Scritto da Genyo
    I rischi che evidenzi ci sono tutti ma fanno parte del normale vivere, fanno parte della dialettica politica democratica. Quello che può determinare delle scelte in un senso o nell'altro, è SOLO la partecipazione popolare alla gestione della cosa pubblica e noi, in quanto FEDERALISTI ed INDIPENDENTISTI (la tua disquisizione tra indipendenza e secessione è un sofismo, la realtà è la stessa), abbiamo scelto ed adottato lo strumento migliore per garantire questa partecipazione dei POPOLI che è il FEDERALISMO.

    Non ci interessano ideologie totalitarie o centraliste.

    Riguardo il "liberismo", noi lo intendiamo nel modo che ti ho detto, poi ci sono posizioni anche diverse ma il grosso del movimento non è per un mondo governato con quella logica mondialista, noi siamo LOCALISTI, REGIONALISTI, MACRO-REGIONALISTI, in una parola bellissima FEDERALISTI.

    Lo slogan "nè neri nè rossi" è tutt'oggi valido e lo ritengo una posizione di avanguardia ed antagonista al sistema mondialista che su questa contrapposizione alimentata ad arte continua a fare quello che vuole...come dice l'antico detto: "dividi et impera...".

    Ciao.

    Sul secessionismo e indipendentismo: c'è differenza, il nostro è inidpendentismo perchè siamo una nazione, il vostro è solo secessionismo o separatismo.Sofismo poi non so cosa significhi. Poi come antagonismo al sistema mondialista, non so che dire... io penso alle concezioni economiche di Tremonti e basta ... Comunque mi fa piacere sapere che il vostro movimento è vivo e variegato alla base e con una pluralità di opinioni, purtroppo cio' non appare sempre ma è chiaro che i media danno sempre una visione viziata del reale...
    venerà ù nostru ghiornu
    at a benner sa die nostra
    tiochfaid àr là
    kentu concas una BOGHE NATZIONALE

  10. #100
    democratzia & libertade
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    Citazione Originariamente Scritto da sergiogabrcossu
    Il fatto che S.N.I dopo tutti questi anni ancora esiste, è l'esatta conferma del contrario di ciò che affermi. Solamente un coinvolgimento trasversale delle forze composite individuali che formano la società sarda può garantire la massima adesione ad un progetto politico che abbia come fine la liberazione nazionale.
    Fondare le proprie posizioni su principi accusatori di fenomeni transitori, come il liberismo e il trasversalismo, non farebbe altro che ridurre a ruolo complementre le ragioni millenarie che stanno alla base del diritto all'autodeterminazione di tutto il popolo sardo: quando dico tutto, includo anche coloro che, pur essendo genuinamente indipendentisti non intendono delegare nessuna corrente che si basi su principi manicheistici sogettivi.
    L'inglobare le propulsioni indipendentiste all'interno di uno schema selettivo determinerebbe una immancabilmente rottura nella coesione dell'esigua minoranza indipendentista del panorama politico isolano. In questo preciso momento storico è esattamente ciò che i nostri nemici vorrebbero. Lo dico, sulla base di esperienze gia fatte, laddove perfino il partito socialista indipendentista, fondato alla fine degli anni ottanta da Angelo Caria e Bainzu Piliu, è fallito prima ancora di nascere.
    Lo stesso psd,az ha dovuto fare i conti con il proprio elettorato,parte del quale non condivideva la decisione di schierarsi. La mancanza di lungimiranza politica dei suoi dirigenti ha fatto finta di ignorare o non a considerare, che il voto sardista era un voto principalmente di protesta, e come tale andava ulteriormente alimentata mantenendosi distanti dal sistema.Quanto alle vittime, non so a chi tu ti riferisca; però io le vedo di più tra coloro che hanno tentato di attuare ciò che ritengo essere(in questa fase ) una vera utopia. ciao

    ha in parte gia risposto il sempre preciso Ribellu.
    La situazione del movimento NON è positiva;
    dal punto di vista numerico, del consenso , del radicamento sociale, dal punto di vista delal gestione e partecipazione democratica (parolina questa buona per tutte le stagioni ma di cui il significato è andato perso dietro "pragmatismi" e "leaderismi" vari...)
    I giovani entrano nelle sezioni e se ne fuggono.Non è solo colpa loro .Non è solo colpa dell'Italianismo , non solo... Il movimento per il momento non è ancora in grado di riuscire a tradurre la protesta e la rivendicazione in progetto comprensibile.
    In vista di problemi , se non vogliamo parlare di fallimenti elettorali e di consenso si dovrebbe sempre sedersi a un tavolo , discutere, rilanciare e ripartire. Ovviamente cio' implica la critica e autocritica senza personalismi.Quando una linea fallisce si presenta il conto e si cambia ,tenendo le cose positive, la tradizione e le esperienze , perchè ovviamente c'è tanto da conservare e tanto di cui essere orgogliosi.
    Dal mio punto di vista , l'interclassismo e il trasversalismo hanno fallito. Con questo non intendo certo dividere il fronte natzionalista in classi, per me è giusto comporre i conflitti di classe all'interno dell'unità popolare democratica, ma è necessario delineare un manifesto economico di liberazione sociale , socialista patriottico appunto, capace di dare risposte alla crisi dovuta al colonialismo e al neoliberismo.Tutto cio ' è in linea e sinonia con TUTTE le altre natzioni senza stato. E noi? . Vuoto di idee.
    Certamente l'unità popolare non deve essere mai un paravento per opportunisti, categorie sarde egoistiche, nuovi feudatari, politicanti unionisti o di qualsiasi congrega italianista, magari verniciati di "sardismo" , e tutta la genia di sardo-autocolonialisti ... la forza della nazione è sempre il popolo che lavora e lotta, chi lo sfrutta per conto di terzi si chiama automaticamente fuori .
    sotzialismu patrioticu pro s'indipendentzia.
    kentu concas una BOGHE NATZIONALE

 

 
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