
Originariamente Scritto da
patriottu
ha in parte gia risposto il sempre preciso Ribellu.
La situazione del movimento NON è positiva;
dal punto di vista numerico, del consenso , del radicamento sociale, dal punto di vista delal gestione e partecipazione democratica (parolina questa buona per tutte le stagioni ma di cui il significato è andato perso dietro "pragmatismi" e "leaderismi" vari...)
I giovani entrano nelle sezioni e se ne fuggono.Non è solo colpa loro .Non è solo colpa dell'Italianismo , non solo... Il movimento per il momento non è ancora in grado di riuscire a tradurre la protesta e la rivendicazione in progetto comprensibile.
In vista di problemi , se non vogliamo parlare di fallimenti elettorali e di consenso si dovrebbe sempre sedersi a un tavolo , discutere, rilanciare e ripartire. Ovviamente cio' implica la critica e autocritica senza personalismi.Quando una linea fallisce si presenta il conto e si cambia ,tenendo le cose positive, la tradizione e le esperienze , perchè ovviamente c'è tanto da conservare e tanto di cui essere orgogliosi.
Dal mio punto di vista , l'interclassismo e il trasversalismo hanno fallito. Con questo non intendo certo dividere il fronte natzionalista in classi, per me è giusto comporre i conflitti di classe all'interno dell'unità popolare democratica, ma è necessario delineare un manifesto economico di liberazione sociale , socialista patriottico appunto, capace di dare risposte alla crisi dovuta al colonialismo e al neoliberismo.Tutto cio ' è in linea e sinonia con TUTTE le altre natzioni senza stato. E noi? . Vuoto di idee.
Certamente l'unità popolare non deve essere mai un paravento per opportunisti, categorie sarde egoistiche, nuovi feudatari, politicanti unionisti o di qualsiasi congrega italianista, magari verniciati di "sardismo" , e tutta la genia di sardo-autocolonialisti ... la forza della nazione è sempre il popolo che lavora e lotta, chi lo sfrutta per conto di terzi si chiama automaticamente fuori .
sotzialismu patrioticu pro s'indipendentzia.