
Originariamente Scritto da
Alvise Nutti
Sono un pragmatico. Per me un sistema vale un'altro, quello che importa è il risultato.
Non ho proprio nulla contro la democrazia, ma anzi, il modello di reggimento politico che io auspico ha una forte connotazione assembleare, e quindi ha molto in comune con la democrazia intesa come sistema di organi rappresentativi ed elettivi.
Attualmente viviamo in regime di democrazia liberale, che non gradisco particolarmente, però lo accetto, e mi trovo ad operare politicamente al suo interno (per quel poco che faccio).
Certo, la mia sarebbe comunque una democrazia di tipo organico, non certo basata sul concetto di rappresentanza del voto individuale, ma su quello di rappresentanza dei corpi sociali intermedi.
Per fare un esempio, dal punto di vista parlamentare mi piacerebbero molto due camere, una rappresentativa delle regioni e comunità locali, l'altra degli ordini sociali e professionali. Auspico parlamenti piccoli, non superiori ai 100 membri per ogni ramo.
Ovviamente la Costituzione che ho in mente io regolerebbe in maniera molto forte (e come principi fondamentali ed immodificabili dell'ordinamento) alcuni aspetti della vita nazionale oggi trascurati, quali la tutela della specificità etnoculturale dell'Italia quale nazione europea, la prevalenza dell'interesse collettivo su quello individuale quando in contrasto, il principio morale dell'esecuzione del dovere sociale come vera libertà, la tutela dell'ambiente e del territorio come parte fondamentale del corpo della nazione, la comunità nazionale concepita come organismo, la tutela, attraverso specifici statuti, delle minoranze etnico-religiose non allogene, il solidarismo nazionale quale principio previdenziale, l'incentivo al lavoro cooperativo, alla partecipazione, alla cogestione, all'esercizio comune d'impresa etc. etc. etc.
La teocrazia la ritengo un sistema degno di rispetto, ma non è quello che auspico io. L'oligarchia aristocratica può essere intesa in molti modi, ma immagino presupponga la trasmissione ereditaria del potere politico (o dell'accesso ad esso), e qui mi vedi contrario, perché, pur essendo un convinto elitarista, ho assimilato bene la lezione di Platone e Codreanu.
La dittatura (si spera nazionalista) può essere un ottimo metodo per superare periodi di crisi, ma andrebbe regolata in maniera rigida e rigorosa (così come era, ad esempio, nell'antica Roma, oppure in alcuni comuni medioevali) proprio per evitare che dia luogo ad abusi.