ROMA E ora all´attacco della 194, la legge sull´aborto. Seduto da solo, nell´ultima poltrona in fondo al Transatlantico, c´è il «lobbista di Dio», colui che dietro le quinte ha organizzato l´«invincibile armata» di cattolici che ieri alla Camera ha approvato la legge sulla fecondazione assistita. Con gli occhiali scivolati sul naso, Carlo Casini segue passo per passo, emendamento dopo emendamento, il dibattito parlamentare attraverso il circuito chiuso. E si gode il successo del suo silenzioso lavoro che ha scompaginato maggioranza e opposizione, spaccato trasversalmente i partiti, isolato la sinistra più agguerrita, ha fatto infuriare le vestali della cultura laica, messo a segno un obiettivo che il suo Movimento per la vita e il Forum della associazioni familiari inseguono da tempo. «Sono soddisfatto - dice l´ex deputato della Dc - sono cinque anni che ci lavoriamo, abbiamo avuto numerosi incontri con parlamentari di tutti i gruppi, finalmente ce l´abbiamo fatta. Certo, alcuni compromessi sono stati fatti, ma la sostanza c´è tutta: è stato riconosciuto il diritto del concepito che è meglio del riconoscimento del diritto a nascere perché implica sia il diritto a nascere che il diritto ad avere una famiglia. E poi è stata sanzionata la fecondazione eterologa, alla fine sono rimaste solo le sanzioni amministrative..., avrei preferito che fossero rimaste alcune penali, ma va bene anche così. Inoltre sul congelamento degli embrioni è stato introdotto il divieto..., insomma sono stati messi una serie di paletti mentre finora nella nostra legislatura non c´era proprio nulla in materia. E´ un primo passo, perfettibile». Nonostante Oltretevere non siano del tutto soddisfatti, Carlo Casini è invece raggiante e felice. Se li è lavorati uno per uno i parlamentari che ieri hanno dato il via alla nuova legge, con la benedizione del suo omonimo Pier Ferdinando Casini che il 26 marzo scorso ha ricevuto il nostro protagonista e Luisa Santolini. Il quell´occasione (era il martedì santo) venne presentato al presidente della Camera una petizione popolare sottoscritta da oltre mezzo milione di italiani. Una petizione a sostegno di un disegno di legge che estende il principio di eguaglianza ad ogni essere umano fin dal concepimento. In sostanza, verrebbe modificato l´art. 1 del Codice Civile e riconosciuto all´embrione la capacità giuridica. Sono 175 i parlamentari di maggioranza e opposizione che sostengono questo ddl. A mettere insieme questo blocco parlamentare e a raccogliere le firme della petizione popolare è stata il Forum delle associazioni delle famiglie che raggruppa 35 associazioni (dai focolarini, all´Opus Dei, dalle Acli a Comunione e liberazione). Ora questa macchina da guerra marcia sulla 194. Spiega Carlo Casini: «A dicembre riuniremo a Torino tutti i comitati della vita sparsi per l´Italia e faremo una proposta. Io non voglio sanzionare l´aborto o cancellare la legge, ma introdurre delle variazioni. Oggi una donna che ha gravi problemi economici non è libera di decidere se portare avanti una gravidanza. E´ praticamente costretta ad abortire. Allora bisogna aiutarla a risolvere la sua difficoltà economica e convincerla a cambiare idea. E questa opera di convinzione deve essere fatta dai consultori familiari che vanno riformati perché così come sono non funzionano. E´ arrivato il momento di fare qualcosa, anche perché, come si è visto con la fecondazione assistita, in questo Parlamento è possibile portare avanti certi discorsi. Queste maggioranze trasversali si formano anche con il contributo di molti laici. Anche fuori da questo Palazzo ci sono laici sensibili alle nostre battaglie. Basti pensare all´editoriale di Ceronetti di domenica scorsa sulla "Stampa"... E lui è un laico per antonomasia...». Parole di encomio anche per il capogruppo della Lega, Alessandro Cè: «Lui è un medico, è motivato su questi temi etici, la scorsa legislatura ha preso il posto della diessina Bolognesi come relatore sulla fecondazione assistita». Eccellente il giudizio complessivo per tutti parlamentari che hanno votato la legge: «Adesso facciamoli riposare, hanno lavorato tanto e bene. Poi penseremo a modificare la 194. Guardi che questa - indicando i lavori in aula - non è una battaglia religiosa. E´ una battaglia civile».
"La Stampa"




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Nobis ardua 