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Discussione: Donne

  1. #21
    Con Il Popolo Palestinese
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    IL DOMANI APPARTIENE A NOI
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    Citazione Originariamente Scritto da Elettra_R.
    Tu invece sei il solito ignorante che per avere una donna deve pagarla o leggere un playboy. ti vedo mentre ti ingozzi davanti alla tele guardando Amici della De Filippi e desiderando essere-uno-di-loro per andare in televisione ed esibirti...
    Elettra ti faccio osservare che tanto la De Flippi, quanto suo marito Costanzo sono di sinistra.Io sono di destra e disprezzo quei programmi televisivi. Come la mettiamo? Dalla De Filippi è andato Fassino, non mi risulta che Fini ci sia mai stato finora, nè Casini, nè Bossi, nè Berlusconi, nè nessun altro del cdx.E poi trovo offensivo questo tuo giudicare così gli uomini elettori della destra, io sono di destra ma non reputo le donne come dici tu, ne ho un grande rispetto e apprezzo soprattutto l'intelligenza e la cultura...generalizzare è segno di immaturità, io conosco uomini di sinistra che sono esattamente come hai descritto tu quelli di destra ma mi guardo bene dal fare di tutta l'erba un fascio stavolta hai scritto davvero delle grandissime stupidaggini

  2. #22
    in silenzio
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    ...

    Citazione Originariamente Scritto da BOY74
    Elettra ti faccio osservare che tanto la De Flippi, quanto suo marito Costanzo sono di sinistra.Io sono di destra e disprezzo quei programmi televisivi. Come la mettiamo? Dalla De Filippi è andato Fassino, non mi risulta che Fini ci sia mai stato finora, nè Casini, nè Bossi, nè Berlusconi, nè nessun altro del cdx.E poi trovo offensivo questo tuo giudicare così gli uomini elettori della destra, io sono di destra ma non reputo le donne come dici tu, ne ho un grande rispetto e apprezzo soprattutto l'intelligenza e la cultura...generalizzare è segno di immaturità, io conosco uomini di sinistra che sono esattamente come hai descritto tu quelli di destra ma mi guardo bene dal fare di tutta l'erba un fascio stavolta hai scritto davvero delle grandissime stupidaggini

    Concordo, anche da punto di vista femminile.


    di necessità virtù

  3. #23
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    Citazione Originariamente Scritto da Elettra_R.
    DIco semplicemente che la destra ruspante al potere ha una concezione delle donne non molto esaltante...
    Vedono solo due tipi di donne: la casalinga integrata e perbenista, che chiama "negri" gli immigrati e "pervertiti" i gay e passa la vita a spappolarsi l'umore con la tv e i rotocalchi. Oppure le veline mentalmente ritardate che ballano seminude sulle reti Mediaset, esibendo tette, culi e risatine da oche.

    Sfido i vari italoforzuti "femministi" a dimostrarmi il contrario....

    PS: non sono deficiente ovvero "diversamente abile". Cmq grazie!
    --------------------
    Povera, infelice Elettra, invidiosa delle tettine e dei culetti delle veline.

  4. #24
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    Roma. E’, come al solito, tutta colpa delle femministe. Il vescovo di Bologna, monsignor Carlo Caffarra, dice sempre cose forti e ieri ha parlato di donne, soprattutto di “deturpazione e degradazione del bene della femminilità”.
    Di negazione “teoretica e/o pratica della diversità della donna; confondendo l’uguale dignità della persona con l’eliminazione della ricchezza propria della femminilità; dimenticando che la pienezza e perfezione dell’umanità si ha nella integrazione fra la sua forma maschile e la sua forma femminile”.
    Donne uguali agli uomini, donne come genere neutro e in cerca di lavoro a cui, spiega Caffarra, viene chiesto, prima di tutto: “Pensa di avere presto dei figli?”.
    Donne che perdono il bene più prezioso, cioè l’identità. Secondo Carlo Caffarra “non raramente la donna oggi è costretta a vivere in un contesto contrario alla sua dignità, di cui porta gravi responsabilità, nonostante le intenzioni, anche l’ideologia femminista”. Colpevole forse di avere, attraverso le rivendicazioni che invece Joseph Ratzinger aveva lodato nella “Lettera ai vescovi”, tolto femminilità e diversità. Ma Ratzinger aveva espressamente criticato soltanto un certo tipo di femminismo americano, quello della “teoria del gender”, riferibile a Judith Butler, che minimizza fino a farle scomparire le differenze sessuali, per valorizzare invece, al fine di modificarla, la dimensione culturale, chiamata appunto genere.
    La sua lettera era stata accolta con favore e stupore dalle femministe, che finalmente potevano accogliere l’interesse della Chiesa, e “non soltanto sotto il profilo della procreazione biologica”, come scrisse, appunto, Ratzinger.
    “Se il cardinale Ratzinger fosse un mio studente, di molte cose mi piacerebbe ragionare con lui, complimentarmi, interrogarlo, distanziarmi o consentire, a proposito della sua Lettera sulla collaborazione dell’uomo e della donna” aveva scritto la femminista storica Luisa Muraro: un’apertura notevole, un contatto tra due mondi storicamente lontani. Però Carlo Caffarra ha anche parlato in generale di “ideologia femminista”, e secondo Paola Tavella, femminista, ex giornalista del Manifesto e scrittrice, “Caffarra considera da sempre le femministe responsabili di avere cancellato dal mondo la femminilità, ma dimentica che il femminismo è stato la narrazione della femminilità, ha declinato tutto il femminile, ha raccontato le storie di vita, ha liberato l’energia femminile”. Le femministe italiane negli anni Settanta rivendicavano (con forza) la propria differenza, non l’uguaglianza con gli uomini. “Però è vero – continua Paola Tavella – che serve un ritorno di femminilità, e questa assenza dispiace anche a me. Ma l’energia femminile è di nuovo in movimento, in America e in Italia: c’è l’allarme per le ‘necrotecnologie’, termine usato dalla teologa femminista Mary Daly per definire gli esperimenti scientifici fatti sul corpo delle donne, c’è il rifiuto della separazione tra corpo femminile e procreazione, c’è la rivendicazione della nostra meravigliosa diversità; in America il collettivo di Boston, autore del rivoluzionario libro ‘Noi e il nostro corpo’, che ha venduto più di trenta milioni di copie, si sta muovendo per dire: no, così non va bene, questo soggetto umano indifferenziato, che fa tutto fuori dal corpo, non siamo noi”.
    Joseph Ratzinger nella Lettera ai vescovi esaltava la preziosità della differenza femminile, Caffarra teme che il femminismo l’abbia sepolta, togliendole dignità e funzione salvifica. “Forse Caffarra non ha ben presente la distinzione fra i vari tipi di femminismo - dice al Foglio Eugenia Roccella, che in quegli anni fu la più giovane segretaria del Movimento di liberazione della donna – ma è vero che con la complicità di un certo genere di femminismo si sta andando verso il suicidio del soggetto donna, verso un genere neutro che estromette l’inconscio, il vissuto, la biologia, le nostre storie, annichilisce tutto ciò che costituisce la differenza di genere, cancella l’identità sessuale”.
    Si elimina il corpo per eliminare la femminilità, e forse in questo senso secondo Caffara si elimina la dignità, ma, ha detto il vescovo di Bologna, “nel bene e nel male i destini dell’umanità passano attraverso la donna”.
    “Sono contraria a qualsiasi colpevolizzazione delle donne – dice Eugenia Roccella – perché ne abbiamo già subite troppe, e per tutto, a cominciare dall’aborto, e so che c’è un’altra area del femminismo che lotta perché il soggetto donna sia rafforzato, non cancellato, ma condivido con Caffarra una preoccupazione anche abbastanza apocalittica: credo che ci sia un progetto culturale, probabilmente involontario, che potrebbe portare alla costruzione di un soggetto umano neutro, privo di differenziazione. E’ un’impresa folle che però potrebbe avere successo, perché passa attraverso i progressi tecnologici puntando sull’assuefazione: così la maternità fuori dal corpo non suscita più spavento, ma anzi favore, e la donna non è più donna, non ha più né storia né biologia. In questo senso, sì, si perde la dignità”.
    Le femministe che si sono battute per il riconoscimento della differenza vorrebbero che Caffarra avesse specificato “quale tipo di femminismo intendeva”, parlando di “gravi responsabilità”: “Probabilmente se la prendeva con un certo femminismo radicale, paritario, estremo – dice al Foglio Letizia Paolozzi, giornalista e femminista, del sito donnealtri.it – ma se si aprisse adesso un dibattito su quale sia il vero femminismo, certo non mi farei scannare per difenderlo: già Ratzinger aveva operato un forte riconoscimento della femminilità, approvando la ricchezza della differenza fra i due sessi, e sono contenta se anche monsignor Caffarra è arrivato a riconoscerla, è un pensiero forte che da sempre noi femministe portiamo avanti, nella ricerca dell’armonia possibile, e finalmente oggi la Chiesa dimostra di rivolgere uno sguardo attento al femminile”.
    Ma il pericolo della perdita di femminilità, di dignità, esiste? “Non credo che le donne abbiano perso femminilità, esiste però il rischio di negare loro autorevolezza, e provarle così di identità: accade quando la Chiesa, lo Stato, i medici, la scienza dicono loro cosa devono pensare, senza ascoltarle”.

    Su il Foglio

    saluti

  5. #25
    in silenzio
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    essere complementari ...

    Citazione Originariamente Scritto da Elettra_R.
    DIco semplicemente che la destra ruspante al potere ha una concezione delle donne non molto esaltante...
    Vedono solo due tipi di donne: la casalinga integrata e perbenista, che chiama "negri" gli immigrati e "pervertiti" i gay e passa la vita a spappolarsi l'umore con la tv e i rotocalchi. Oppure le veline mentalmente ritardate che ballano seminude sulle reti Mediaset, esibendo tette, culi e risatine da oche.
    Sfido i vari italoforzuti "femministi" a dimostrarmi il contrario....
    PS: non sono deficiente ovvero "diversamente abile". Cmq grazie!
    Il mio riferimento all'essere diversamente abili desiderava essere solo un sorridente invito a considerare come la natura maschile e la natura femminile siano complementari in quanto diversamente abili.

    In questo periodo così bello, di preparazione alla festa più luminosa nel momento più buio dell'anno, mi piace ricordare le parole che ci regalò qualche anno fà nostra figlia Marialessandra:

    "Cara mamma e caro papà,

    spero che vivrete felici per il resto della vostra vita.

    Il vostro amore è come le onde di un fiume"
    di necessità virtù

  6. #26
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    Citazione Originariamente Scritto da Elettra_R.
    Rido di quelli come te. Ed è grazie alla gente come te che mi amo di più.
    Elettra!,

    ecco ,lei è una creatura in cui prevale la femmina sulla donna e molto odio verso qualcuno.E la scelta del suo pseudonimo(Elettra) dà molte informazioni sulla sua psicologia e sui miti a cui s'ispira.

  7. #27
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    Lightbulb dubbio

    Citazione Originariamente Scritto da tucidide
    Elettra!,
    ecco ,lei è una creatura in cui prevale la femmina sulla donna e molto odio verso qualcuno.E la scelta del suo pseudonimo(Elettra) dà molte informazioni sulla sua psicologia e sui miti a cui s'ispira.
    Tucidide, l'odio nelle creature femminili nasce spesso per mancanza di comprensione, e, sempre, per assenza d'amore corrisposto...in questo senso Elettra è un personaggio davvero triste !
    Chissà, se venisse amata, forse cambierebbe il suo nick in Penelope



    di necessità virtù

  8. #28
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    Cool dal fumetto "que viva Bibi" ...

    Trascrivo le battute di un fumetto di Sergio Staino, che rende molto bene una mentalità diffusa, da cambiare in maggiore comprensione e partecipazione.

    Lui, stando seduto al computer, chiede a lei, che sta rientrando in casa:
    "Com'è andata, amore?"
    Lei:"Voleva vedere anche te"

    Lui, allarmato:"Anche me? Sei sicura?"...si alza, le va vicino:"E cosa gli hai detto?"
    Lei, con aria stanca:"Ho fissato per domani"

    Lui, disperato:"NO! NO! NO!"...è sconsolato:"Voglio morire..."
    La figlia lo guarda allibita ed esclama, rivolta alla mamma:"Cavolo!...e chi deve mai incontrare il babbo?"

    La mamma risponde, mentre è intenta a preparare da mangiare:"Indovina: mia madre, il dentista, l'ufficio delle tasse o il mio ginecologo?"
    La figlia :"Il tuo ginecologo!"
    Lei, sarcastica:"Troppo facile, eh?"


    ...

    di necessità virtù

 

 
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