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Stai scherzando o pensi davvero questa follia?Originariamente Scritto da antonio
Ci sono gli accidenti storici..
e gli ossessionati cronici...
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Se permetti, una curiosità: cosa, inizialmente, ti sembrava ''impossibile''?Originariamente Scritto da Napoléon I
Parole sante.Ne consegue che l’interpretazione della Scrittura si fa in seno alla Chiesa
Si rifletta cmq, che la maretta esegetica, è stata determinata, non dal fatto di dubitare dei metodi di interpretazione della Scrittura, ma dalla perentoria negazione di ogni valore ai documenti di magistero, relativi allo studio della scrittura. I passi citati del documento del '93, in nulla modificano la questione, parlando piuttosto di interpretazione del conteuto, anzichè riferirsi di liceità delle ipotesi sulla composizione. Nessuno dubita infatti ne del pluralismo dei significati (leggasi: livelli figurali di significato), ne nella necessità di una analisi scientifica seria sui testi biblici, come auspicato da Pio XII (e mi chiedo se Divino afflante, a questo punto sia un documento vecchio o o possa essere preso in considerazione).
I decreti, che purtroppo si constata che non sono stati letti, imparati ed amati con lo stesso zelo ( o nessuno zelo), con i quali si va in cieca obbedienza al primo protestante che vomita affermazioni sulla Rivelazione, affermano che non sia possibile affermare una serie di questioni, le quali, se affermate, portano inevitabilmente alla perdita della fede.
Credere che non siano gli evangelisti gli autori dei vangeli, oltre ad essere un atto di disubbidienza verso il romano Pontefice (e consiglio di leggere Praesentia scripturae, perchè dice appunto questo), che necessità di per se una giustificazione, specie da membri del clero o aspiranti tali, è molto pericoloso per la fede. Credere che le parole di Cristo siano state composte in secoli successivi al momento in cui egli le ha pronunciate, fa porre a chiunque una domanda: "Se qualcuno se le inventate, chi mi garantisce del resto?" In questi termini, fare quello che fanno gli esegeti cosiddetti cattolici, cioè dire le peggiori porcate, abbandonandosi poi ciecamente ad un sarcastico "ma alla fine c'è l'ispirazione", significa distruggere la fede. Se non sono ipsissima verba Domini, non ha senso essere cristiani.
Ha forse sbagliato la Chiesa nel voler condannare la teoria dell fonti del Pentateuco? Quella teoria lo ricordiamo, che pretende anche di sostenere che, sacerdoti, nel redarre il codice P, si attribuivano poteri, sfruttando il genere letterario del colloquio di Mosè con Dio, in modo che sembrasse che la loro autorità era voluta da Dio e non da loro stessi (cfr, F.J. Stendebach, op. cit.). Questa esegesi, fa della Rivelazione una truffa legalizzata, o meglio un insieme di porcheria, tenuta insieme da un concetto vanificato di "ispirazione". Ossia, c'è scritto il contrario di tutto e tutto, ma va tutto bene. Ha senso parlare di Profezia di Cristo su Gerusalemme, come scritta dopo gli eventi? Una breve analisi di questa cosa:
- LA scrittura è tutta ispirata, dunque è tutta vera, secondo Dei Verbum (sarà vecchia? è di 40 anni fa) e secondo il magistero sorpassatissimo precedente.
-Trento, ossia quella congrega di vecchiacci che diceva cose superate 500 anni fa, dice che le parole di Gesù nei vangeli sono le "Ipsissima Verba Dominini", non lasciando, in verità, ampio spazio alle elaborazioni personali su questi termini...
- Il vangelo, inequivocabilmente, riferisce che Cristo, prima di essere ucciso, profetizza su Gerusalemme, lo fai in varie occasioni, tutte descritte con la loro collocazione temporale geografica e circostanziale.
-La moderna esegesi, che non crede che il figlio di Dio sappia prevedere il futuro di meno di 40 anni dopo (davvero i miei complimenti per la fiducia), sostiene che quei passi, sono aggiunte da non si sa chi, dopo il 70 d.C., mettendo in bocca a Cristo, il genere letterario della profezia post eventum.
-Ricordiamo che un genere letterario non è una menzogna, come dire ho una fame da lupo, non intende fare un paragone diretto con il lupo. Tuttavia non si abusi troppo di questo concetto, perchè se ci si allarga, la bibbia stessa diventa un "genere letterario". Non si può dire che il vangelo è vero e contemporaneamente falso, perchè c'è il genere letterario del "raccontaunaballamettendolainboccaanostrosigno re".
Ora, se avessero ragione i moderni esegeti, e dunque, un anonimo, sapendo come sono andati i fatti, avesse voluto attribuire a Cristo tale avvenimento (il che ha senso come pensare che l'apocalisse sia stata scritta dopo la Parousia, ma tant'è), fingendo nel racconto, un po' come Dante Alighieri, che Cristo parlasse al futuro, che ne dedurremmo?
-Che le parole di Cristo non sono sue, ma ora di questo, ora di quello, ora di quell'altro...
-Che è affermata una falsità: poichè Cristo direbbe una cosa, che invece non ha detto.
- Che i concili parlano per dare aria alla bocca, dimenticando il concetto di interpretazione diretta-positiva, che tutti gli studenti biblici conoscono, o forse, se non sono impegnati nella lettura di Bultmann...
-Che come è da dubitarsi di questa cosa, è da dubitare anche di tutto il resto, poichè se è l'autorità della Chiesa a garantire che i fatti si sono svolti come descritti, e invece il primo coglione, può scrivere un libro, e dire che invece la Chiesa non ha autorità di dire ciò, allora, tutto può essere. Può essere vero che esista un Cristo storico differente da quello della fede, può essere vero che la resurrezione sia solo simbolica, può essere vero che la Bibbia stessa sia solo una fortunata opera letteraria che riflette solo la fantasia di chi la scrive. E l'ispirazione, questo puntello, che dovrebbe tenere assieme questa specie di fossa settica, che è l'esegesi attuale? Ma l'ispirazione, per i moderni esegeti, non è nulla di quanto descritto da Leone XIII: infatti, se san Pio X era circostanziato e vetusto, immaginiamoci uno che scriveva 20 anni prima. Oggi la ispirazione è autocoscienza della comunità scrivente. Oggi l'ispirazione è cieco abbandono al "soffio dello Spirito", che soffiando dove vuole, permette anche di scrivere il falso, a lode e gloria delle idiozie degli eretici esegeti moderni. Doppio peccato e doppia bestemmia, rendere falsa testimonianza, e concepire il Paraclito come una sorta di servo muto, che obbedisce all'esegeta, nuovo Dio (anche perchè è lui, coi suoi studi a determinare la Rivelazione: non Dio che si rivela in Cristo, ma Dio che si rivela in un po' di papiri, e l'esegeta che diffonde il Verbo di Dio al mondo. E poi ci si lamente di chi metteva in guardia dal protestantesimo, che rendeva l'uomo autodivinizzato, ossia il Cristo, autoportatore della rivelazione? E' la stessa cosa che accade. Purtroppo in questo caso, si riscontra questo fatto: l'esegeta è superiore a Dio stesso: infatti il paraclito è un suo servo, e il Padre, è uno che cortesemente gli chiede di dargli una mano...). Nessuno che dice più che l'ispirazione non può far dire il falso. Ovviamente logica conclusione è che solo una parte della scrittura è ispirata, quella che l'esegeta, depura dalle "incrostazioni" che si sono susseguite nelle redazioni, ecc.
Il discrimine infatti è appunto questo: si crede nel fatto che la Chiesa abbia l'autorità di interpretare e legiferare in materia biblica? Se lo si crede, lo si rispetta e si è cattolici. Se non lo si crede, non si ha rispetto alcuno della Chiesa, è si è protestanti. Non dovrò ricordare forse che il discrimine tra le due confessioni, è appunto l'approccio sulla Rivelazione? Uono Sola Scrittura, l'altra Scrittura-Tradizione-Magistero.
Nel voler buttare la tradizione (interpretata in modo VERO dal Magistero) nel Water, io ci vedo un impressionante riavvicinamento alla dottrina mortale dei protestanti, che per quello che dicono, lo ricordo, sono eretici, scomunicati, e in una situazione gravissima.
Che senso ha poi, una volta smantellato l'impianto tradizionale, che è quello che permette di seguire la Rivelazione, parlare ancora di fede? Si deve credere in virtù della competenza di qualche pretino frustrato, che non sapendo fare altro nella vita, si fa rilasciare un diploma al biblico, e ci tormenta con le sue saccenze da fallito? Io credo in virtù dell'autorità di Dio (credentità), in base a ciò che egli dimostra come cose plausibili (credibilità). Non in base alle sciocche coclusioni di un qualche squilibrato.
E intendiamoci bene si dica come stanno le cose: se non c'è una autorità che impone a credere le cose da credere, allora è molto meglio lasciare il cristianesimo agli idioti, e a coloro che sono dei falliti, e dedicarsi con profitto ad attività più salutari e goderecce, che credere ad una falsità inventata da quattro filologi, che non ha alcuna base oggettiva, dato che essi hanno provveduto a distruggerla, bollandola come superstiziosa.
Mi permetto di far notare ai saccenti esperti di Sacra Scrittura che Michelangelo Tabet, professore ordinario di esegesi biblica della Pontificia Università della Santa Croce, nei suoi recenti testa cita più volte i decreti della p.c.b., che qualcuno invece ritiene vecchiacci e stantii. Il professor Tabet afferma chiaramente che l'originale del Vangelo di Matteo è in aramaico e a proposito cita un decreto della p.c.b del 1911.
Vorrei sapere a questo punto, se qualche saccente esperto ne sa più del papa, dato che in qualche post precedente, si è affermato che siccome le università dicono certe cose, allora il papa è d'accordo. O bella, dicono anche l'opposto. Allora ne conveniamo, che il papa vuole una cosa ed il contrario di essa.
Appunto sul padre Tabet. E' da più pareti riconosciuto come uno dei massimi, se non il massimo esegeta vivente.
Vorrei sapere perchè, il più grande esegeta del mondo, può citare i decreti della PCB, se come è vero sono stati superati.
Ah già, dimenticavo sono tutte tesi equivalenti, sia che siano approvate dalla chiesa, sia che siano condannate da essa. Per la cronaca una versione del libro di Tabet in oggetto, porta l'imprimatur del vicariato dell'Urbe, del 1996. Ma forse, la marmaglia ne sa più del papa.
Mi chiedo inoltre quanto sia mai sfrontato questo Tabet, a parlare di Matteo aramaico senza papiro.
Magari sarà stato "pregato" di spedirlo al biblico.....
Che invii questo papiro, se è così sicuro di quel che va cianciando!Originariamente Scritto da Napoléon I
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