Scalate e questione etica, lettera aperta a Prodi
18 Dicembre 2005
(l'Unità)
L’arresto di Fiorani e dei suoi amici e lo sviluppo delle indagini riguardanti Fazio e Consorte, erano facilmente prevedibili e non è detto che siano gli atti conclusivi delle vicende che evidenziano la commistione devastante tra politica ed affari.
Il Cantiere, in più occasioni, ha denunciato la gravità delle commistioni chiedendo a Romano Prodi e ai segretari dei partiti dell'Unione di prendere le distanze per restituire alla politica la sua autonomia e il ruolo di arbitro capace di far rispettare le regole, astenendosi dal partecipare al gioco.
Il 17 settembre, a sottolineare questo impegno, è stato convocato il convegno sulla questione morale nel quale il rapporto politica-affari ha costituito il punto più significativo delle relazioni di Occhetto, Veltri e di numerosi interventi.
I nostri sforzi, nonostante gli impegni dei partecipanti tra i quali tre segretari dei partiti dell'Unione, non sono serviti a fare chiarezza.
Al punto in cui siamo, poiché gli sviluppi delle indagini possono essere esplosivi e rischiano di compromettere il risultato delle elezioni politiche, ci rivolgiamo direttamente a Prodi con la lettera aperta che segue.
Caro Romano,
al punto in cui siamo, a nostro parere, è necessario che tu, a nome dell'Unione, prenda una posizione chiara ed inequivocabile sulle vicende relative alle scalate alle banche e al Corriere della Sera e alle conseguenze politiche che ne derivano.
La magistratura, unica istituzione che finora ha tutelato la legalità, a causa delle ambiguità del Governo e delle forze politiche, ne siamo certi, farà il suo dovere.
È necessario che altrettanto faccia la politica.
Pertanto:
1.Ti chiediamo di dire una parola chiara sulla commistione tra politica ed affari, nodo centrale della questione morale, e di ribadire che compete alle istituzioni e alla politica fornire le regole e farle rispettare, tenendosi a debita distanza dagli affari.
2.Insistiamo perché l'Unione approvi il testo di un Codice Etico e del buon Governo, proposta che ti abbiamo consegnato nell'ottobre del 2004 e che tu stesso avevi definito «moderata». La necessità di coniugare etica, economia ed affari, è dimostrata dalle numerose iniziative che in questi giorni gruppi economici e società stanno adottando.
Ricordiamo quelle degli ultimi giorni riguardanti la Siemens e il gruppo Granarolo.
3.Ti chiediamo una verifica attenta dell'eventuale coinvolgimento di personalità del centrosinistra che abbiano svolto un ruolo politico attivo in vicende per le quali la magistratura ha contestato reati di varia natura e di trarne le necessarie conseguenze politiche.
4.Ti chiediamo, infine, l'impegno a riproporre nella prossima legislatura, la commissione di inchiesta sugli arricchimenti degli scalatori e sui capitali rientrati in Italia con lo scudo fiscale di Tremonti, promossa al Senato dai senatori Falomi ed Occhetto e sottoscritta da oltre 80 senatori.
5.Proponiamo un'iniziativa tempestiva dell'Unione, in Italia ed in Europa, per rimuovere il governatore della Banca d'Italia e restituire credibilità all'Istituto e all'intero Paese.
(N.B.: nella versione on line non si riescono a leggere i nomi dei sottoscrittori; se qualcuno potesse aggiungerli al topic, grazie...)




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