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Risultati da 41 a 50 di 61

Discussione: I peracottari

  1. #41
    Bianca Zucchero
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    Citazione Originariamente Scritto da Malik
    I due da me citati sono indagati . Citami quali politici sono indagati ( Brancher a parte ).

    Almeno tutti i sx girano alla larga dall'argomento Unipol , tu sei tanto ottuso che riesci pure a trovarci parole di difesa.


    O hai la barca da 1 milione di euro e rate da 8 mila euro al mese pure tu?
    Ma il loro problema è che non valutano minimamente la valenza POLITICA della cosa. Quando Pirani ha denunciato la vergogna degli sprechi, della moltiplicazione dei posti, delle plebende, dei favori a scopi clientelari (Veltri ha detto una consulenza si porta dietro 50 voti) ne faceva una questione politica non morale. Io non sono d'accordo perché è anche questione morale, ma questi manco la valenza politica affrontano.
    A parte il fatto che gli immobiliaristi sono stati ampiamente coperti dai vertici diessini e che non a caso Caltagirone siede nel consiglio di Amministrazione dell'ACEA di proprietà al 51% del Comune di Roma e che Report denunciò l'enorme palazzo costruiito da Coppola (uno del gruppo degli "immobiliaristi" appunt) non si sa come edificato con tutti i permessi del Comune in regola, anche in questo caso la questione è politica e di scelte!
    Ho rivisto quello straoprdinario documento che è Viva Zapatero e concordo appieno laddove Sabina Guzzanti la democrazia non è votare per farci del male. Appunto! Quando mai un centro sinistra che si vota per essere "alternativo" diventa parte integrante di un sistema dove le differenze diventano indistinguibili se le questioni "politiche" non sono minimamente percepite come dirimenti?
    Peraltro sulla scalata di Consorte la Consob pare non abbia tardato ad esprimersi per un complotto ma perché l'OPA pare abbia alcuni lati non chiari.
    E sostenere che Consorte è un pincopallo qualunque che non c'entra nulla coi DS è semplicemente sostenere una castroneria!
    Stiamo sempre lì: occuparsi di chi è più ladro e lasciar perdere chi ruba solo un pò....
    Le questioni DI PRINCIPIO non attengono alla mentalità di questa gente.

  2. #42
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    Citazione Originariamente Scritto da Malik
    I due da me citati sono indagati . Citami quali politici sono indagati ( Brancher a parte ).

    Almeno tutti i sx girano alla larga dall'argomento Unipol , tu sei tanto ottuso che riesci pure a trovarci parole di difesa.


    O hai la barca da 1 milione di euro e rate da 8 mila euro al mese pure tu?
    Appunto Brancher è un politico. Dimmi che incarico hanno nei DS o nell'Unione "i due" da te citati. Stavolta però rispondi sui fatti, oppure smettila.

  3. #43
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    Citazione Originariamente Scritto da [...
    E sostenere che Consorte è un pincopallo qualunque che non c'entra nulla coi DS è semplicemente sostenere una castroneria!
    Stiamo sempre lì: occuparsi di chi è più ladro e lasciar perdere chi ruba solo un pò....
    Le questioni DI PRINCIPIO non attengono alla mentalità di questa gente.
    Ripeto anche a te la domanda: che ruolo svolgono nei DS o nell'Unione, Consorte e Sacchetti? Sei pregata/o di rispondere nel merito.

  4. #44
    Bianca Zucchero
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    Citazione Originariamente Scritto da Gallo Senone
    Ripeto anche a te la domanda: che ruolo svolgono nei DS o nell'Unione, Consorte e Sacchetti? Sei pregata/o di rispondere nel merito.
    Io ho ampiamente risposto nel merito. Peccato non te ne sia accorto.
    Non posso farci nulla.

  5. #45
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    Citazione Originariamente Scritto da Bianca Zucchero
    Io ho ampiamente risposto nel merito. Peccato non te ne sia accorto.
    Non posso farci nulla.
    No tu, come sempre, non hai risposto nel merito. Giusto per tenerti aggiornata/o, ti suggerisco la lettura di questo articolo, dove si parla di Fiorani e dei suoi amici. Troverai l'articolo stracolmo di comunisti.

    http://www.corriere.it/Primo_Piano/C.../fiorani.shtml


    Le intercettazioni Fiorani e i politici: «Sono l’onorevole, a sua disposizione»


    «Dottor Fiorani sono l’onorevole Ascierto e sono a disposizione». C’è bisogno di un’interrogazione parlamentare? Oplà. C’è da fare una durissima dichiarazione contro la Consob, rea di ostacolare la marcia impetuosa della Popolare Lodi verso l’Antonveneta? Ecco un altro deputato disposto a dettare alle agenzie la sua indignazione. C’è da appoggiare la Lodi all’assemblea Antonveneta? Uno dei più importanti imprenditori veneti si mette a disposizione anche per fare «da segnalibro». Siamo in luglio e quando il telefonino di Gianpiero Fiorani non squilla per Emilio Gnutti o Giovanni Consorte, quando si esce, ma non troppo, dalle ormai note conversazioni e vicende su scalate e concerti, ecco che emerge il mondo delle intercettazioni «a latere». Sono inedite e hanno il valore aggiunto di completare il quadro, per esempio con un’interessante conversazione tra Fiorani e il presidente dell’Abi Maurizio Sella. Perfino una suora chiama Fiorani sul telefonino (vedi box). Va ricordato che allora nulla si sapeva dei traffici illeciti di Fiorani.
    Interrogazione a gettone
    Alcuni personaggi politici, non ancora noti come sponsor della scalata Antonveneta, spuntano tra i sostenitori del banchiere di Lodi e della sua causa. Il 28 giugno l’allora amministratore delegato della Bpi chiede alla segretaria di chiamargli l’onorevole Armani. Si tratta di Pietro Armani, esponente di Alleanza Nazionale e presidente della Commissione ambiente della Camera. Fiorani, è scritto nei brogliacci riassuntivi delle telefonate, racconta «del fatto che la Consob e Cardia (presidente Consob, ndr) non hanno dato certezze sull’Opas e sono pronti a un ricorso al Tar». Armani dà ragione al banchiere e dice di essere «pronto a fare una dichiarazione contro la Consob ... che si schiererebbe con l’Abn Amro». Ci saranno successivamente altre telefonate con Armani e anche incontri a quattr’occhi. Il parlamentare di An è un membro, coerente, del cosiddetto partito dei «fazisti», cioè dei sostenitori del governatore (ormai ex). A fine luglio, quando viene stoppata la scalata di Bpi con il sequestro delle azioni Antonveneta e scoppia il caso delle intercettazioni (l’ormai celebre «Tonino ti bacerei in fronte »), Armani attacca le Procure che hanno aperto le inchieste penali.
    «Se mi chiama sono pronto»
    Vicino a Fazio, ma con posizioni più equilibrate, era considerato anche Riccardo Pedrizzi, stessa parrocchia di Armani (An), presidente della Commissione finanze del Senato. Il figlio Giuseppe, noto avvocato, è un apprezzatissimo consigliere di amministrazione della Bipielle Investimenti, quotata in Borsa, e di altre importanti società del gruppo Lodi. Nonché amministratore della holding di Paolo Berlusconi, che ha come banca di riferimento proprio la Lodi. Restiamo in An e trascriviamo dai brogliacci un sms dell’onorevole Filippo Ascierto: «Dottor Fiorani sono l’on Ascierto. Il mio amico Paolo Sinigaglia mi ha parlato delle difficoltà di Antonveneta se mi chiama io sono pronto con un gruppo di parlamentari per un’interrogazione. Comunque sono a disposizione ». Alberto Brambilla della Lega è un altro degli interlocutori di Fiorani. L’ex numero uno della Lodi lo cerca spesso ma non vi sono telefonate trascritte o in sintesi. Brambilla, sottosegretario al Welfare, è tuttora (doveva uscire mesi fa) nel consiglio di Euronord Holding, cioè l’ex Credieuronord, disastrata banca della Lega acquistata dalla Lodi (ma il contratto potrebbe essere invalidato). Il 15 luglio, dieci giorni prima di un’assemblea Antonveneta, l’imprenditore veneto Paolo Sinigaglia, socio e grande cliente della Bpi, scrive questo messaggio a Fiorani: «Carissimo in rif ass25 se necessita mia pres posso assicurarla modificando mia partenza ti vorrei comunque ribadire mia disponibilità a fare unicamente da segnalibro comprendendo tue necessità». Due settimane prima, l’1 luglio, il segretario di Fiorani gli passa al telefono Maurizio Sella, presidente dell’Associazione bancaria (Abi). «Discutono sul fatto—riassume il finanziere di turno all’intercettazione — che gli olandesi fanno critiche quando le cose vanno male e viceversa e questo è un comportamento poco normale. Discutono sul fatto che fanno male perché ciò non porta a nulla. Maurizio (Sella, ndr) dice che forse è il loro consulente che li consiglia male. Maurizio detta il portatile di Giuseppe Gallo a Fiorani e dice che lo ha chiamato e gli ha detto che ha inviato a Fiorani in maniera riservatissima e personale presso Bpi il documento che lo stesso Gallo ha redatto per arrivare a un’intesa. Maurizio dice che gli ha dato il numero in modo che possano parlarsi direttamente e capirsi. Gallo ha detto a Maurizio che se è possibile vuole arrivare a martedì (data di un incontro) con un accordo fatto. Gallo — annota la Gdf — dovrebbe essere un sindacalista». GiuseppeGallo è il segretario nazionale della Fiba-Cisl, il sindacato dei bancari. Sella ha annunciato mercoledì scorso che Bpi sarà sospesa dall’Abi e che l’associazione si costituirà parte civile.
    Livolsi e il caso Cit
    Il 22 luglio c’è un curioso teatrino. Alle 16.16 la segretaria dice a Fiorani che ha in linea «la segretaria di Sinigaglia per dei problemi con Letta», Fiorani risponde ma dall’altra parte l’interlocutore è «Aldo per il problema Cit» (il gruppo turistico sull’orlo del collasso). Aldo è Livolsi, il banchiere che tenta di salvare il gruppo, con sponda a Palazzo Chigi dove della faccenda si occupa Gianni Letta. Massimi livelli, quindi. Eppure «Fiorani dice che la loro banca non può deliberare una cosa del genere ... è una proposta irricevibile ....». Chiusa la telefonata, Fiorani chiama la segretaria e «dice che la telefonata precedente era Livolsi, lo hanno preso in giro ... e se dovesse richiamare Livolsi o il dottor Letta dire che non è raggiungibile fino a lunedì».

    Paolo Biondani e Mario Gerevini


    24 dicembre 2005

  6. #46
    Bianca Zucchero
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    Citazione Originariamente Scritto da Gallo Senone
    No tu, come sempre, non hai risposto nel merito. Giusto per tenerti aggiornata/o, ti suggerisco la lettura di questo articolo, dove si parla di Fiorani e dei suoi amici. Troverai l'articolo stracolmo di comunisti.

    http://www.corriere.it/Primo_Piano/C.../fiorani.shtml


    Le intercettazioni Fiorani e i politici: «Sono l’onorevole, a sua disposizione»


    «Dottor Fiorani sono l’onorevole Ascierto e sono a disposizione». C’è bisogno di un’interrogazione parlamentare? Oplà. C’è da fare una durissima dichiarazione contro la Consob, rea di ostacolare la marcia impetuosa della Popolare Lodi verso l’Antonveneta? Ecco un altro deputato disposto a dettare alle agenzie la sua indignazione. C’è da appoggiare la Lodi all’assemblea Antonveneta? Uno dei più importanti imprenditori veneti si mette a disposizione anche per fare «da segnalibro». Siamo in luglio e quando il telefonino di Gianpiero Fiorani non squilla per Emilio Gnutti o Giovanni Consorte, quando si esce, ma non troppo, dalle ormai note conversazioni e vicende su scalate e concerti, ecco che emerge il mondo delle intercettazioni «a latere». Sono inedite e hanno il valore aggiunto di completare il quadro, per esempio con un’interessante conversazione tra Fiorani e il presidente dell’Abi Maurizio Sella. Perfino una suora chiama Fiorani sul telefonino (vedi box). Va ricordato che allora nulla si sapeva dei traffici illeciti di Fiorani.
    Interrogazione a gettone
    Alcuni personaggi politici, non ancora noti come sponsor della scalata Antonveneta, spuntano tra i sostenitori del banchiere di Lodi e della sua causa. Il 28 giugno l’allora amministratore delegato della Bpi chiede alla segretaria di chiamargli l’onorevole Armani. Si tratta di Pietro Armani, esponente di Alleanza Nazionale e presidente della Commissione ambiente della Camera. Fiorani, è scritto nei brogliacci riassuntivi delle telefonate, racconta «del fatto che la Consob e Cardia (presidente Consob, ndr) non hanno dato certezze sull’Opas e sono pronti a un ricorso al Tar». Armani dà ragione al banchiere e dice di essere «pronto a fare una dichiarazione contro la Consob ... che si schiererebbe con l’Abn Amro». Ci saranno successivamente altre telefonate con Armani e anche incontri a quattr’occhi. Il parlamentare di An è un membro, coerente, del cosiddetto partito dei «fazisti», cioè dei sostenitori del governatore (ormai ex). A fine luglio, quando viene stoppata la scalata di Bpi con il sequestro delle azioni Antonveneta e scoppia il caso delle intercettazioni (l’ormai celebre «Tonino ti bacerei in fronte »), Armani attacca le Procure che hanno aperto le inchieste penali.
    «Se mi chiama sono pronto»
    Vicino a Fazio, ma con posizioni più equilibrate, era considerato anche Riccardo Pedrizzi, stessa parrocchia di Armani (An), presidente della Commissione finanze del Senato. Il figlio Giuseppe, noto avvocato, è un apprezzatissimo consigliere di amministrazione della Bipielle Investimenti, quotata in Borsa, e di altre importanti società del gruppo Lodi. Nonché amministratore della holding di Paolo Berlusconi, che ha come banca di riferimento proprio la Lodi. Restiamo in An e trascriviamo dai brogliacci un sms dell’onorevole Filippo Ascierto: «Dottor Fiorani sono l’on Ascierto. Il mio amico Paolo Sinigaglia mi ha parlato delle difficoltà di Antonveneta se mi chiama io sono pronto con un gruppo di parlamentari per un’interrogazione. Comunque sono a disposizione ». Alberto Brambilla della Lega è un altro degli interlocutori di Fiorani. L’ex numero uno della Lodi lo cerca spesso ma non vi sono telefonate trascritte o in sintesi. Brambilla, sottosegretario al Welfare, è tuttora (doveva uscire mesi fa) nel consiglio di Euronord Holding, cioè l’ex Credieuronord, disastrata banca della Lega acquistata dalla Lodi (ma il contratto potrebbe essere invalidato). Il 15 luglio, dieci giorni prima di un’assemblea Antonveneta, l’imprenditore veneto Paolo Sinigaglia, socio e grande cliente della Bpi, scrive questo messaggio a Fiorani: «Carissimo in rif ass25 se necessita mia pres posso assicurarla modificando mia partenza ti vorrei comunque ribadire mia disponibilità a fare unicamente da segnalibro comprendendo tue necessità». Due settimane prima, l’1 luglio, il segretario di Fiorani gli passa al telefono Maurizio Sella, presidente dell’Associazione bancaria (Abi). «Discutono sul fatto—riassume il finanziere di turno all’intercettazione — che gli olandesi fanno critiche quando le cose vanno male e viceversa e questo è un comportamento poco normale. Discutono sul fatto che fanno male perché ciò non porta a nulla. Maurizio (Sella, ndr) dice che forse è il loro consulente che li consiglia male. Maurizio detta il portatile di Giuseppe Gallo a Fiorani e dice che lo ha chiamato e gli ha detto che ha inviato a Fiorani in maniera riservatissima e personale presso Bpi il documento che lo stesso Gallo ha redatto per arrivare a un’intesa. Maurizio dice che gli ha dato il numero in modo che possano parlarsi direttamente e capirsi. Gallo ha detto a Maurizio che se è possibile vuole arrivare a martedì (data di un incontro) con un accordo fatto. Gallo — annota la Gdf — dovrebbe essere un sindacalista». GiuseppeGallo è il segretario nazionale della Fiba-Cisl, il sindacato dei bancari. Sella ha annunciato mercoledì scorso che Bpi sarà sospesa dall’Abi e che l’associazione si costituirà parte civile.
    Livolsi e il caso Cit
    Il 22 luglio c’è un curioso teatrino. Alle 16.16 la segretaria dice a Fiorani che ha in linea «la segretaria di Sinigaglia per dei problemi con Letta», Fiorani risponde ma dall’altra parte l’interlocutore è «Aldo per il problema Cit» (il gruppo turistico sull’orlo del collasso). Aldo è Livolsi, il banchiere che tenta di salvare il gruppo, con sponda a Palazzo Chigi dove della faccenda si occupa Gianni Letta. Massimi livelli, quindi. Eppure «Fiorani dice che la loro banca non può deliberare una cosa del genere ... è una proposta irricevibile ....». Chiusa la telefonata, Fiorani chiama la segretaria e «dice che la telefonata precedente era Livolsi, lo hanno preso in giro ... e se dovesse richiamare Livolsi o il dottor Letta dire che non è raggiungibile fino a lunedì».

    Paolo Biondani e Mario Gerevini


    24 dicembre 2005

    Aggiornata/o ?!

  7. #47
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    Citazione Originariamente Scritto da Bianca Zucchero
    Aggiornata/o ?!
    Aspetto news da Ascierto, o dal già Consigliere IRI in quota PRI, Armani, o da Brancher, Calderoli, Valentino, Grillo. Scegli un po tu da quale cominista vuoi farti aggiornare.

  8. #48
    Bianca Zucchero
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    Inchieste e scalate Un indagato: due milioni a Consorte in Svizzera Milano, il racconto del manager che reclama il Canaletto
    «Boni disse che il versamento era per il presidente di Unipol» Dal Canaletto a Consorte. Da un dettaglio di colore alla scia di 2 milioni di euro frutto di un’operazione su titoli Unipol e bonificati a un conto estero riferito al presidente di Unipol. Toc-toc, sono io e non Gianpiero Fiorani il vero proprietario del dipinto del Canaletto (in realtà una collaborazione con Battista Cimaroli, «Piazza San Marco con combattimento di tori») trovato vicino alle cassette di sicurezza del banchiere nella Popolare italiana a Lodi. Bussa alla porta della Procura a metà mattina da testimone, l’ex agente di Borsa Bruno Bertagnoli, accompagnato dal suo legale Antonella Augimeri. Solo che non ne esce più sino a tarda sera, indagato per ricettazione e riciclaggio. Non perché sia entrato furtivamente in possesso del quadro (che, oltre a interessare poco i magistrati, parrebbe comprato lecitamente), ma in partenza perché la nuova ispezione di Banca d’Italia a Lodi lo ha individuato come il cliente della Banca popolare di Lodi che a fine 2002 ricevette sul proprio deposito 80mila dei 130mila euro letteralmente fatti sottrarre dalla banca di Fiorani agli eredi di un correntista morto, Felice Fusar Poli.
    E siccome le vie dei soldi sono infinite, ecco che la presentazione spontanea mattutina si trasforma in un interrogatorio- fiume fino alle 10 di sera, che fa «saltare» tutti i programmi dei pm Giulia Perrotti e Francesco Greco. Interrogatorio incentrato su una operazione di tre anni fa, di cui Bertagnoli offre un spiegazione-choc in tre fasi: investe con il braccio destro di Fiorani (il direttore generale di Bpl Gianfranco Boni, ora agli arresti per associazione a delinquere) in una operazione borsistica dall’estero su titoli Unipol; guadagna insieme a Boni una plusvalenza di quasi 3 milioni di euro; e poi però, su indicazione di Boni, fa partire dal proprio conto svizzero due bonifici da 1 milione di euro l’uno a un conto estero cifrato. Di chi?, chiede un giorno Bertagnoli a Boni. E Boni, secondo quanto racconta Bertagnoli, risponde: di Consorte. Cioè proprio del presidente della compagnia sulla quale i due hanno fatto la fortunata operazione borsistica.
    Se questa versione dovesse essere riscontrata da Boni e dalle carte bancarie, la posizione di Consorte (sinora indagato a Milano per l’ipotesi di aggiotaggio nella scalata di Fiorani all’Antonveneta) rischierebbe di complicarsi. Fino a ieri, infatti, sul piano patrimoniale personale del numero uno della compagnia assicurativa bolognese, dall’indagine erano emersi soltanto alcuni affidamenti: sicuramente ingenti (circa 14 milioni di euro in 4 anni) e apparentemente generosi (sia per assenza di garanzie sia per velocità di concessione), che Consorte (al pari del suo vice Ivano Sacchetti) aveva ricevuto dalla banca di Fiorani, e utilizzato per normali (benchè quasi sempre azzeccate) operazioni borsistiche.
    Ora, invece, compare un testimone che (rinviando gli inquirenti a documenti bancari svizzeri, e non solo a parole) per la prima volta collegherebbe un conto estero cifrato al presidente di Unipol, a una operazione borsistica su titoli Unipol, e allo storno «estero su estero» di due terzi del relativo guadagno (benché realizzato dai due investitori ufficiali Boni e Bertagnoli) appunto al presidente di Unipol.
    Luigi Ferrarella e Biagio Marsiglia
    25 dicembre 2005

  9. #49
    Bianca Zucchero
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    Citazione Originariamente Scritto da Gallo Senone
    Aspetto news da Ascierto, o dal già Consigliere IRI in quota PRI, Armani, o da Brancher, Calderoli, Valentino, Grillo. Scegli un po tu da quale cominista vuoi farti aggiornare.
    Ma queste non sarebbero opera di lobbismo tanto invocato in maniera trasparente da Bersani?
    La politica che si mette a disposizione dell'economia, così come i vertici diesse hanno difeso l'operazione Unipol in un momento delicatissimo quando sulla sua leggi9ttimità doveva esprimersi la Consob!
    Ha ragione Ezio Mauro: altro che Coop figlie di un Dio minore! Figlie di un Dio maggiore con quel popò di sponsor!

  10. #50
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    Citazione Originariamente Scritto da Bianca Zucchero
    Ma queste non sarebbero opera di lobbismo tanto invocato in maniera trasparente da Bersani?
    La politica che si mette a disposizione dell'economia, così come i vertici diesse hanno difeso l'operazione Unipol in un momento delicatissimo quando sulla sua leggi9ttimità doveva esprimersi la Consob!
    Ha ragione Ezio Mauro: altro che Coop figlie di un Dio minore! Figlie di un Dio maggiore con quel popò di sponsor!
    Come al solito sbagli. La politica non si è messa a disposizione, casomai sono i politici da te sostenuti, che si son messi a disposizione. Il resto, come al tuo solito, è solo rancore, livore e odio, nonostante il Natale. A tal proposito, me vado a sollazzarmi con dei bei fumanti cappelletti in brodo di cappone.

 

 
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