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Discussione: Per i sommelier

  1. #51
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    Citazione Originariamente Scritto da Emish
    Mi puoi gentilmente dire cosa intendi per "osceni tagli bordolesi"?

    Un' altro favore, mi elenchi i vini sopra i 40 euro che, secondo te ne valgono a dir tanto 10?
    Grazie
    La vinificazione non è una scienza esatta, una cativa annata può dare un vino blasonato mediocre, che però viene sempre prodotto per ragioni commerciali, tanto i veri intenditori sono pochi,

    mentre un'ottima annata può dare un buon vino economico.
    Addio Tomàs
    siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i 5 stelle

  2. #52
    Giacobino 1799
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    Citazione Originariamente Scritto da neroblu
    beh, de gustibus....

    io ne faccio comunque una questione di "filosofia", nel senso che poi se ci mettiamo a ragionare su cosa ci piace, magari troviamo anche chi è amante del tavernello....

    in Italia abbiamo dei vitigni autoctoni meravigliosi, vitigni che hanno migliaia di anni di storia.
    per quale motivo dobbiamo metterci a fare vini come se ne possono fare ovunque??

    un taglio cabernet-merlot lo fanno in california, in australia, in cile, in sudafrica.....ed oltretutto, si tratta di vitigni che "vincono" sulla tipicità del territorio...tant'è che è bastato un enologo bravo per produrre a Bolgheri (zona NON vocata, fino a quel momento) il Sassicaia....a mio parere, se Tachis ed il marchese anzichè a bolgheri avessero lavorato...chessò..sulle colline abruzzesi, sarebbero riusciti a fare lo stesso vino!

    inoltre, trovo che tutti questi vini tendano ad assomigliarsi pericolosamente fra loro....assistiamo ad una omologazione del gusto, che a mio parere è in ogni caso una perdita di ricchezza.

    non sarebbe meglio concentrarci sui nostri vitigni??

    perchè un "Sassicaia" te lo possono fare anche nella napa valley.
    un Bussia Soprana, se dio vuole, no.


    PS: sul bricco, ci sarebbe da parlare a lungo...meglio se con davanti una bottiglia
    ma seriamente, secondo te ha un rapporto qualità/prezzo difendibile???

    infine: sono d'accordo con te, dai francesi dobbiamo imparare tantissimo.
    ma NON importando i loro vitigni, bensì studiando la loro capacità in cantina.
    l'errore di questi ultimi anni a mio parere è stato pensare che basti barricare un uvaggio merlot per produrre uno Chateau Petrus "de noantri"....mentre sarebbe stato molto meglio lavorare copiando la LORO abilità in cantina però sui NOSTRI vitigni.

    prosit
    Sempre più d'accordo con te, neroblu. Hai le idee chiare.
    In Campania c'è un grande enologo, Riccardo Cotarella, che sta lavorando con i vitigni autoctoni e sta ottenendo ottimi risultati, facendosi emulare, lui che viene da fuori regione, da tutta una generazione di giovani enologi campani. Insomma, sta facendo scuola, ma con i vitigni locali.
    Mi meraviglia che certi sostenitori del localismo e dell'antiglobalismo, quando poi si passa al vino, non sappiano parlare altro che di sirah, merlot. cabernet, pinot, e di tagli bordolesi.
    Io dal vino cerco soprattutto la tipicità e sono convinto che il vino non debba essere disgiunto dal territorio e dalle tradizioni enogastronomiche locali. Bere in Sicilia un vino da vitigno francese mi sembra fuori luogo, nel senso più letterale del termine. In Sicilia voglio bere il Nero d'Avola, il Mascalese, il Catarratto, lo Zibibbo, ecc. Diversamente, si stupiscono soltanto i modaioli e si rende il vino, un prodotto così popolare, una bevanda d'elite.

  3. #53
    calzettoni abbassati
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    ho appena bevuto questo:



    e sono ancora estasiato.

    un GRANDE vino a meno di 20 euro.

    da non perdere.

    PS: dalla foto non si vede bene, allora descrivo:

    Pinot Nero 2003 Az. Agr. Gottardi, vigneto Mazzon, Neumarkt, Alto Adige.

  4. #54
    email non funzionante
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    Saro' di parte perchè sardo, ma se devo scommettere 100 Euro su un vino (e vitigno) ora misconosciuto che diventera' un classico dico questo:

    Cagnulari Isola dei nuraghi IGT rosso (bottiglia 70 cl)



    Costa una cazzata (13 Euro) ma se devo scegliere un vino monovitigno rosso scelgo questo a occhi chiusi.

    Sia di Cherchi che di S.Maria la Palma.
    Vuoi una soluzione VERA alla Crisi Finanziaria ed al Debito Pubblico?

    NUOVA VERSIONE COMPLETATA :
    http://lukell.altervista.org/Unasolu...risiEsiste.pdf




  5. #55
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    Se mi è concesso dire la mia, dopo 3 pagine di discussione, direi che nei vini, generalmente -ripeto, generalmente- il prezzo lo fa il mercato: vale a dire, se c'è gente disposta a pagare Xeuro per una bottiglia di Sassicaia, lo venderanno a Xeuro, se no scendono.
    Inoltre è vero che, se certi vini sono spinti oltre misura, generlamente (!) il prezzo è un buon indicatore della bontà di un vino. Anche se spesso il nome o la fama della casa ti fanno vendere di più di quello che vale.

    Per scendere nel concreto (riferendomi anchei ad alcuni esempi sopra fatti) direi che:

    -i bricchi di giacomo bologna (bigotta e uccellona) hanno un ottimo rapporto qualità prezzo, anzi... potrebbero venderli benissimo a qualcosina in più

    -antinori presenta notevoli oscillazioni solaia e tignanello sono bene o male (a seconda dell'annata) in linea con il prezzo, il santa cristina (dalle stelle alle stalle) non vale un decimo di quello che costa...; ottimi i prodotti della prunotto anche se soffrono la concorrenza (pressochè imbattibile) di gaja e sono costretti a stare bassi

    -tenuta san guido, imho, ha una fama immeritata; chiariamo: non che facciano schifo, ma il sassicaia mi pare esageri sul prezzo per non parlare del guidalberto [anche se il sassicaia è sempre meglio di vini di fama, tipo brunello, della fascia 30/40 euro]; le difese resta invece un pregevole esempio di sangiovese in purezza!

    -ad un recente concorso internazionale merlot-cabernet nella sezione valcalepio (sottovalutato e poco noto vino italiano) sono arrivati primi a pari merito due prodotti: uno prodotto da una piccola azienda (circa 4 euro la bottiglia). l'altro da una più nota (circa 20 euro l'una): cinque volte tanto eppure....


    Insomma anche qui le mode hanno il loro peso.... (a proposito: ebbasta co 'sto nero d'avola!!)


    Per il resto condivido le osservazioni, fatte da non so chi, sull'importanza di ri-scoprire i vini di un unico vitigno (chi beve più oramai il gattinara, per dirne una?).



    Comunque, e concludo, il vino (aldilà delle menate dei sommelier -fanculo ais- e di parametri oggettivi di cui bisogna tener conto) trasmette, come una donna o un paesaggio, soprattutto emozioni: in molti casi è questione di gusti. Ma alla fine: "belle o brute piaccion tutte", e allora buona bevuta!!!!!
    "In girum imus nocte et consumimur igni"

  6. #56
    Giacobino 1799
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    Citazione Originariamente Scritto da Eymerich
    Se mi è concesso dire la mia, dopo 3 pagine di discussione, direi che nei vini, generalmente -ripeto, generalmente- il prezzo lo fa il mercato: vale a dire, se c'è gente disposta a pagare Xeuro per una bottiglia di Sassicaia, lo venderanno a Xeuro, se no scendono.
    Inoltre è vero che, se certi vini sono spinti oltre misura, generlamente (!) il prezzo è un buon indicatore della bontà di un vino. Anche se spesso il nome o la fama della casa ti fanno vendere di più di quello che vale.

    Per scendere nel concreto (riferendomi anchei ad alcuni esempi sopra fatti) direi che:

    ...

    -ad un recente concorso internazionale merlot-cabernet nella sezione valcalepio (sottovalutato e poco noto vino italiano) sono arrivati primi a pari merito due prodotti: uno prodotto da una piccola azienda (circa 4 euro la bottiglia). l'altro da una più nota (circa 20 euro l'una): cinque volte tanto eppure....


    Insomma anche qui le mode hanno il loro peso.... (a proposito: ebbasta co 'sto nero d'avola!!)


    Per il resto condivido le osservazioni, fatte da non so chi, sull'importanza di ri-scoprire i vini di un unico vitigno (chi beve più oramai il gattinara, per dirne una?).



    Comunque, e concludo, il vino (aldilà delle menate dei sommelier -fanculo ais- e di parametri oggettivi di cui bisogna tener conto) trasmette, come una donna o un paesaggio, soprattutto emozioni: in molti casi è questione di gusti. Ma alla fine: "belle o brute piaccion tutte", e allora buona bevuta!!!!!
    Sostanzialmente d'accordo con quello che scrivi.

    Per quanto mi riguarda, non sono un sostenitore dei monovitigni, ma dei vitigni autoctoni. Ben vengano gli uvaggi (o i vinaggi) legati alla tradizione locale.

    Non spariamo sull'AIS. Nonostante i suoi difetti, ha svolto una meritoria attività sulla diffusione della cultura del vino (per quanto mi riguarda, le sono grato).

    Il paragone con le donne lo faccio sempre anch'io, quando mi chiedono quale vino preferisco. E' come se mi chiedessero quali donne preferisco... Tutte possono avere il loro fascino o qualcosa che ti colpisce...

 

 
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