
Originariamente Scritto da
neroblu
beh, de gustibus....
io ne faccio comunque una questione di "filosofia", nel senso che poi se ci mettiamo a ragionare su cosa ci piace, magari troviamo anche chi è amante del tavernello....
in Italia abbiamo dei vitigni autoctoni meravigliosi, vitigni che hanno migliaia di anni di storia.
per quale motivo dobbiamo metterci a fare vini come se ne possono fare ovunque??
un taglio cabernet-merlot lo fanno in california, in australia, in cile, in sudafrica.....ed oltretutto, si tratta di vitigni che "vincono" sulla tipicità del territorio...tant'è che è bastato un enologo bravo per produrre a Bolgheri (zona NON vocata, fino a quel momento) il Sassicaia....a mio parere, se Tachis ed il marchese anzichè a bolgheri avessero lavorato...chessò..sulle colline abruzzesi, sarebbero riusciti a fare lo stesso vino!
inoltre, trovo che tutti questi vini tendano ad assomigliarsi pericolosamente fra loro....assistiamo ad una omologazione del gusto, che a mio parere è in ogni caso una perdita di ricchezza.
non sarebbe meglio concentrarci sui nostri vitigni??
perchè un "Sassicaia" te lo possono fare anche nella napa valley.
un Bussia Soprana, se dio vuole, no.
PS: sul bricco, ci sarebbe da parlare a lungo...meglio se con davanti una bottiglia

ma seriamente, secondo te ha un rapporto qualità/prezzo difendibile???
infine: sono d'accordo con te, dai francesi dobbiamo imparare tantissimo.
ma NON importando i loro vitigni, bensì studiando la loro capacità in cantina.
l'errore di questi ultimi anni a mio parere è stato pensare che basti barricare un uvaggio merlot per produrre uno Chateau Petrus "de noantri"....mentre sarebbe stato molto meglio lavorare copiando la LORO abilità in cantina però sui NOSTRI vitigni.
prosit
