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  1. #31
    Jùliu Kerki
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    Citazione Originariamente Scritto da frankobollo
    Ciao Giulio,
    non credo che Soru sia indipendentista, ma ci si avvicina molto....

    Dal GDS di oggi

    Via libera al maxi collegato
    soldi agli asili se i cibi sono sardi
    Disco verde al disegno di legge sulle “private” Proposta in Consiglio per tassare i politici

    La Giunta regionale ha dato il via libera al maxi-collegato alla Finanziaria che riprende tutte le cosiddette norme “intruse” che erano state stralciate dalla manovra dal presidente del Consiglio Giacomo Spissu, in applicazione del regolamento e della normativa vigente sulla contabilità.

    Il maxi-collegato contiene soltanto le norme che facevano riferimento al testo originario della Finanziaria: le cosiddette supertasse per ville, plusvalenze
    da vendite di immobili, stazionamento di yacht e aerei privati.

    Ma ieri la Giunta ha varato anche un disegno di legge sulle scuole materne private: previsti finanziamenti ma a una serie di condizioni. Due su tutte:
    gli asilo dovranno dar da mangiare ai bambini solo cibi sardi (prevista anche una relazione che le scuole dovranno inviare alla Regione) e soprattutto
    non dovranno esserci discriminazioni di alcun genere.


    Tanto per intenderci, ad esempio, le scuole cattoliche dovranno accogliere anche i bimbi atei o di altre religioni. Ma è sempre la Finanziaria al centro di polemiche e discussioni. Ieri la commissione Bilancio in mattinata è andata
    deserta per l'assenza della maggioranza. Tra oggi e domani saranno depositati gli emendamenti e poi si passerà al voto. E se continuano le polemiche da parte delle opposizioni (ieri l'Uds di Mario Floris ha bollato come «taroccata
    » la manovra), l'Api sarda invece dà un giudizio positivo sulla Finanziaria parlando di «manovra innovativa, in particolare per le misure strutturali
    che avranno impatto nel medio-lungo termine».

    Intanto il gruppo dei Federalisti Autonomisti Sardi (che comprende una parte dello Sdi, il Pdci, Sardegna e libertà e Italia dei valori) chiede con una proposta di legge per l'istituzione di un Fondo di solidarietà sociale che venga affidato alla gestione dei Comuni e che sia finanziato attraverso il pagamento di due nuove imposte sul reddito: uno (del 5%) a carico di tutti i cittadini che
    abbiano un imponibile annuo superiore agli 80.000 euro e un'altra (15%) a carico di chi svolge attività politica.

    'o Francuuuu, no si connoxeus de persona ma mi anti nau ca sesi unu meda xidu ... ma de aici mi faisi pentzai malli!!!
    e segundu tui custu fatu ndi faidi unu indipendentista?
    po prexei, poi cussu est xeti una manera de fai economia e bòh, mancu di passat in su tuturigu de sa conca a dai fatu po s'indipendentzia.
    J

  2. #32
    Jùliu Kerki
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    Citazione Originariamente Scritto da frankobollo
    Ciao Giulio,
    non credo che Soru sia indipendentista, ma ci si avvicina molto....

    Dal GDS di oggi

    Via libera al maxi collegato
    soldi agli asili se i cibi sono sardi
    Disco verde al disegno di legge sulle “private” Proposta in Consiglio per tassare i politici

    La Giunta regionale ha dato il via libera al maxi-collegato alla Finanziaria che riprende tutte le cosiddette norme “intruse” che erano state stralciate dalla manovra dal presidente del Consiglio Giacomo Spissu, in applicazione del regolamento e della normativa vigente sulla contabilità.

    Il maxi-collegato contiene soltanto le norme che facevano riferimento al testo originario della Finanziaria: le cosiddette supertasse per ville, plusvalenze
    da vendite di immobili, stazionamento di yacht e aerei privati.

    Ma ieri la Giunta ha varato anche un disegno di legge sulle scuole materne private: previsti finanziamenti ma a una serie di condizioni. Due su tutte:
    gli asilo dovranno dar da mangiare ai bambini solo cibi sardi (prevista anche una relazione che le scuole dovranno inviare alla Regione) e soprattutto
    non dovranno esserci discriminazioni di alcun genere.


    Tanto per intenderci, ad esempio, le scuole cattoliche dovranno accogliere anche i bimbi atei o di altre religioni. Ma è sempre la Finanziaria al centro di polemiche e discussioni. Ieri la commissione Bilancio in mattinata è andata
    deserta per l'assenza della maggioranza. Tra oggi e domani saranno depositati gli emendamenti e poi si passerà al voto. E se continuano le polemiche da parte delle opposizioni (ieri l'Uds di Mario Floris ha bollato come «taroccata
    » la manovra), l'Api sarda invece dà un giudizio positivo sulla Finanziaria parlando di «manovra innovativa, in particolare per le misure strutturali
    che avranno impatto nel medio-lungo termine».

    Intanto il gruppo dei Federalisti Autonomisti Sardi (che comprende una parte dello Sdi, il Pdci, Sardegna e libertà e Italia dei valori) chiede con una proposta di legge per l'istituzione di un Fondo di solidarietà sociale che venga affidato alla gestione dei Comuni e che sia finanziato attraverso il pagamento di due nuove imposte sul reddito: uno (del 5%) a carico di tutti i cittadini che
    abbiano un imponibile annuo superiore agli 80.000 euro e un'altra (15%) a carico di chi svolge attività politica.

    'o Francuuuu, no si connoxeus de persona ma mi anti nau ca sesi unu meda xidu ... ma de aici mi faisi pentzai malli!!!
    e segundu tui custu fatu ndi faidi unu indipendentista?
    po prexei, poi cussu est xeti una manera de fai economia e bòh, mancu di passat in su tuturigu de sa conca a dai fatu po s'indipendentzia.

    ligi innoi:
    ( da un'intervista a Sedda ... stralcio)

    In effetti la peculiarità di alcuni soggetti politici e di alcuni volti nuovi nel panorama del “centrosinistra” ha dato a molte persone la possibilità di credere che siano in atto dei mutamenti sostanziali nel modo di concepire la Sardegna. Il caso Soru è sicuramente il più rilevante, e ciò per via di alcune battaglie ingaggiate dall’attuale governatore, in particolare quella riguardante le servitù militari.
    Tuttavia, senza voler sminuire gli atti compiuti finora che meritano invece grande attenzione, bisogna anche dire che dal punto di vista politico la logica di fondo non è così innovativa. Prendiamo ad esempio proprio la questione delle servitù militari: mai Soru ha detto che la presenza delle basi è ingiusta e che lo è perché si tratta basi straniere – e con ciò ovviamente dovrebbe intendere sia quelle USA che quelle italiane – sul suolo della Nazione sarda. Anzi, il suo motivo d’attacco è stato il ritornello autonomista dell’“abbiamo già dato abbastanza”: come dire che da buoni italiani abbiamo già fatto la parte che ci spetta e che ora ci aspettiamo che ci dispensino di ulteriori carichi. In pratica ci dovrebbero levare le basi per comprovati meriti sul campo, per eccesso di fedeltà e di zelo. Va detto a questo punto che se anche Soru “personalmente” non intendesse avvallare in toto questo tipo di ragionamento è il modo in cui funziona l’autonomia che riporta tutto, di fatto e di continuo, a questa logica suicida e snazionalizzante.

    Certo nessuno può escludere che, come successe per la Rivoluzione francese, si inizi con la richiesta di aggiustamenti all’ordine costituito e si finisca col decapitare il Re, ma bisogna anche essere realisti e ricordarsi che la questione delle servitù militari non coincide pari pari con la questione della coscienza nazionale sarda. Anche iRS è impegnata sul tema – siamo probabilmente gli unici che hanno subito denunce e processi in merito – ma sappiamo benissimo che non basta liberarsi delle basi per costruire una nazione. Insomma, bisognerebbe impostare la battaglia come un confronto fra nazioni diverse, in cui una – la nostra – lotta per tornare in possesso della sua terra. Ma in questi termini discorsi di chi governa oggi in Sardegna non se ne sono sentiti…

    Eppure Soru, almeno per alcuni, pare più vicino di altri all’idea di “nazione sarda”, non è così?
    Il discorso meriterebbe molte più parole, perché nasce dalle dichiarazioni fatte da Soru prima di buttarsi in politica, dichiarazioni che avevano un’aura apparentemente “indipendentista”, prendendo il termine in modo molto generico e sentimentale.
    Restando all’oggi quello che si può dire è che a parte un paio di uscite in cui si è fatto cenno all’idea di “nazione senza Stato” il linguaggio di Soru è scientifico nel costante riaffermare l’idea di “Regione”. La cosa è fin quasi eccessiva: perfino quando potrebbe usare frasi più neutre - e dunque anche più ambigue, più cariche di potenzialità - del tipo “la nostra terra”, “ la Sardegna ” Soru implacabilmente usa il termine “Regione”.

    Ma può bastare questo per dire che non ritiene la Sardegna una nazione senza Stato?
    Come dice sempre Gavino Sale, uno non entra in un bar chiedendo un caffè se vuol bere un’aranciata…

    Ovviamente a patto che non stia dissimulando, non abbia l’idee confuse, abbia qualcuno che gli punta una pistola alla schiena obbligandolo a non dire ciò che veramente vuole o addirittura stia lanciando qualche messaggio in codice per chissà chi. Insomma, se valutiamo ciò che Soru crede e vuole in base a ciò che finora ha detto di volere non possiamo fingere di essere davanti a un paladino della nazione sarda, nel senso di colui che ha come idea e scopo l’affermazione della Sardegna in quanto nazione indipendente.

    Giusto per chiarire: anche Soru, concludendo il suo intervento di fine anno (2004) su Sardegna1, ha per due volte ribadito che il suo compito ed il suo augurio era quello di dare lavoro – e fin qui passi, ormai ci siamo abituati – e di portare la Sardegna “al livello delle regioni del nord Italia”. Una frase che tradisce il vecchio impianto “meridionalista”, che peraltro alcuni collaboratori di Soru hanno riesumato e propagandato pubblicamente. Non è certo un modo di ragionare da nazione.

    Come si possono allora interpretare quegli sporadici richiami alla nazione senza Stato?
    La prima risposta è che probabilmente la questione preme per emergere anche in Soru, così come succede in tanta parte della società sarda. Basti ricordare quel sondaggio di Videolina che dava al 43% le persone che (privatamente, quasi in segreto) si dichiaravano favorevoli all’indipendenza… Insomma tutti, soprattutto coloro che sono più sensibili, sentono che questa questione è irrisolta. Se poi essa rispunta sinceramente e non strumentalmente significa che qualcosa è in movimento. Del resto tutti possono cambiare…

    E la seconda risposta?
    La seconda risposta è che Soru ha fatto sua un’idea che circola in ambito globale: vale a dire che lo Stato-nazione è finito o inutile. È un argomento che la sinistra italiana usa con grande facilità soprattutto quando c’è da negare l’indipendenza degli altri ma che mai usa, guarda caso, riferendosi all’Italia stessa. Si tratta in definitiva dell’idea trita e ritrita del “siamo in Europa, non c’è più bisogno dell’indipendenza per affermare se stessi”. Detto questo, considerata tale premessa, chi si accoda a tale visione può anche concedere qualcosa dal punto di vista della nazionalità, vista però più come fattore intimo e sentimentale che non come elemento politico. Insomma, se con Pili avevamo lo Stato senza la nazione qui rischiamo di avere una pseudo-nazione senza Stato. Dico “pseudo” perché è fin troppo chiaro che se un politico sardo importa questa idea, questa auto-obiezione contro le potenzialità stesse della sua terra, sta già partendo col piede sbagliato e ci vuole poco ad accorgersi che negando la possibilità di essere Stato si sta negando la stessa questione dell’esistenza nazione, come se fosse un argomento “superato” e non decisivo politicamente.

    Insomma, due trucchi?
    In qualche modo sì. Ci se ne accorge se si pensa che entrambi fingono che sia possibile saltare il rapporto con lo Stato italiano per relazionarsi direttamente con l’Europa, come se il rapporto con l’Italia non avesse influenza sui nostri affari interni: ma sia Soru, con i tanti provvedimenti respinti – a partire dalle basi – sia Pili, con la sua stessa dipendenza nei confronti degli interessi di Berlusconi e della destra sono la prova palese dell’esistenza di questa catena, e della necessità di spezzarla.

    Il trucco è far finta che la catena non ci sia spostando l’attenzione sull’Europa o sui singoli problemi staccati gli uni dagli altri (lavoro, servitù militari, energia, lingua ecc.). Quando si ragiona da nazione non si può che cercare di guardare tutto il quadro e ogni elemento ritorna alla vista, ognuno con il suo peso. Questo sguardo è il compito primo di un indipendentista.

    Del resto chi finge che la Sardegna possa relazionarsi direttamente con l’Europa oggi dimostra di non avere né coscienza nazionale sarda né acume politico. Non tiene conto infatti della forza di acculturazione che continua a provenire dallo Stato-nazione in cui siamo ingabbiati e non si rende conto che chi oggi riesce a contare in Europa sono quei popoli che riconoscendosi come nazioni e dandosi la forma di Stato – Lituania, Lettonia, Estonia, Malta…Italia – riescono a pesare e contare di più di zone ricche e popolose come ad es. la Catalogna che in Europa, proprio perché non indipendenti, è come se non esistesse.

    Qualcuno potrebbe dire che alla fine unendo i due autonomismi, quello dello Stato senza la nazione e quello della quasi-nazione senza lo Stato si potrebbe fare l’indipendenza…
    Ma non è così, la somma di due autonomismi fa sempre un solido unionismo. A maggior ragione quando nessuna delle parti in causa crede davvero alla nazione sarda.


    J

  3. #33
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    Citazione Originariamente Scritto da amsicora
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    e segundu tui custu fatu ndi faidi unu indipendentista?
    po prexei, poi cussu est xeti una manera de fai economia e bòh, mancu di passat in su tuturigu de sa conca a dai fatu po s'indipendentzia.
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    O Giulliuuuu... leggi bene! Ho detto che si avvicina...

  4. #34
    Jùliu Kerki
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    Citazione Originariamente Scritto da frankobollo
    O Giulliuuuu... leggi bene! Ho detto che si avvicina...
    ki Tattari est acanta de Casteddu ... intzaras EYA, seu de acordiu cun tui ...
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  5. #35
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    Citazione Originariamente Scritto da amsicora
    ki Tattari est acanta de Casteddu ... intzaras EYA, seu de acordiu cun tui ...
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    o Giù... mi parese comente sa Prestigiacomo!! S'urtima paraula depped'esser sa tua....


    Floris, mi vaccia barlare....

  6. #36
    Jùliu Kerki
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    Citazione Originariamente Scritto da frankobollo
    o Giù... mi parese comente sa Prestigiacomo!! S'urtima paraula depped'esser sa tua....


    Floris, mi vaccia barlare....

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  7. #37
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    Pitticcu su toppi!

  8. #38
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    Citazione Originariamente Scritto da frankobollo
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  9. #39
    w i punkillonis
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    Citazione Originariamente Scritto da frankobollo
    Pitticcu su toppi!
    Ossos de camera d'aria!!!

    p.s.
    Frank 'O Boll (alla Irlandesa) ero in riunione quando mi ha chiamato, ci sono novità?

 

 
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