Allora…
Nel PSd’A, sono sempre convissute diverse “anime”, sensibilità ed orientamenti che in alcune circostanze, vedi Congressi, elezioni politiche o amministrative, nel tentativo di farle prevalere ed affermarne le idealità, da sempre all’avanguardia nell’interesse esclusivo del Popolo Sardo, hanno di volta in volta prevalso; mi pare semplicistico ricondurli ad un “socialismo” così generico.
Il PSd’A è anche un partito “di centro”, nel senso che le proposte, i programmi, le aspirazioni del sardismo sono sempre state AL CENTRO del dibattito politico in Sardegna, salvo poi trovare ostacoli ed annacquamenti da parte dei partiti “italiani”, quando non sono state affossate.
Il PSd’A vuole essere un partito di massa aperto a tutti coloro che ne condividono il progetto, i programmi ed i metodi per realizzarli, ed è pronto a discuterne.
Comunque l’analisi, e l’autocritica, di ciò che il Partito è stato negli ultimi 15/20 anni, sarà necessario affrontarla; per aver deluso le aspettative del consenso elettorale ricevuto nella seconda metà degli anni ’80 e, soprattutto, per successivi errori e diatribe interne, il Partito ha pagato.
Tuttavia, proprio il momento di maggiore difficoltà, conseguente ai risultati e vicende delle ultime elezioni “regionali”, ha richiamato e ricompattato “vecchi”e “nuovi” militanti, me compreso. Naturalmente queste sono considerazioni molto sommarie ed esclusivamente personali.