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  1. #1
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    Predefinito Aboliamo i libri di testo

    A che servono ilibri di testo se si possono raccogliere tutte le informazioni in internet e se le i compiti e le ricerche si possono fare tranquillamente al computer?

    I libri di testo sono una mafia delle case editrici, che va di pari passo col nostro sistema di istuzione sclerotizzato, burocratico, parassitario, finalizzato a chi campa sulla suola, anziché a dare una istruzione.

    Oltretutto la libera ricerca di informazioni in internet è un principio di democrazia, differentemente dall'autoritarismo che sottintende l'adozione di libri di testo pressoché obbligatoirie, nelel suole come nelle università.

    Inoltre si stimolerebbe l'alfabetizzazione informatica. Un patrimonio di conoscenze tecniche che serve per tutta la vita.

    Lo stato, anziché finanziare i buoni libro, dovrebbe finanziare l'acquisto di omputer, o meglio, dei collegamenti ADSL.

  2. #2
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    Citazione Originariamente Scritto da aguas
    A che servono ilibri di testo se si possono raccogliere tutte le informazioni in internet e se le i compiti e le ricerche si possono fare tranquillamente al computer?

    I libri di testo sono una mafia delle case editrici, che va di pari passo col nostro sistema di istuzione sclerotizzato, burocratico, parassitario, finalizzato a chi campa sulla suola, anziché a dare una istruzione.

    Oltretutto la libera ricerca di informazioni in internet è un principio di democrazia, differentemente dall'autoritarismo che sottintende l'adozione di libri di testo pressoché obbligatoirie, nelel suole come nelle università.

    Inoltre si stimolerebbe l'alfabetizzazione informatica. Un patrimonio di conoscenze tecniche che serve per tutta la vita.

    Lo stato, anziché finanziare i buoni libro, dovrebbe finanziare l'acquisto di computer, o meglio, dei collegamenti ADSL.
    I libri di testo sono una guida per l'apprendimento. Le ricerche sono altra cosa. Eppure lo dovresti aver imparato alle elementari/medie dove le enciclopedie e Internet aiutano proprio le ricerche che il maestro/prof. assegna come compito.

  3. #3
    Assatanata, cogliona & indegna
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    Già cogliona ed oggi anche "indegna di essere italiana"!!!
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    Ma che idea è? Allora aboliamo i libri tout-court? Non lo so....

  4. #4
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Citazione Originariamente Scritto da maimaria
    I libri di testo sono una guida per l'apprendimento.
    Sono una guida per l'indottrinamento.

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Bèrghem
    Sono una guida per l'indottrinamento.
    Vabbe'. Aboliamo i libri di testo. Cosa vuoi che ti risponda?

    Il problema è fare buoni libri di testo e non farne nessuno. A buttar via tutto, per non affrontare i problemi, sono capaci tutti.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da maimaria
    I libri di testo sono una guida per l'apprendimento. Le ricerche sono altra cosa. Eppure lo dovresti aver imparato alle elementari/medie dove le enciclopedie e Internet aiutano proprio le ricerche che il maestro/prof. assegna come compito.
    Il fatto che tu non riesca a immaginare altro che il supporto cartaceo la dice lunga sulla sclerotizzazione del nostro sistemo di istruzione.

    Queste guide posso tranquillamente smaterializzarsi col supporto telematiche. Oltretutto l'alunno avrebbe la possibilità di confrontarsi anche con altre "guide" informatiche, acquisendo maggiore duttilità nell'apprendimento e a non considerare il libro come un totem. Si faciliterebbe lo sviluppo della capacità critica.

    Si aiuterebbe una più veloce alfabetizzazione informatica, nella quale i nostri ragazzi sono agli ultimi posti nel mondo occidentale.

    Si ridurrebbero drasticamente i costi dei supporti all'istruzione, si romperebbe il parassitismo delle case editrici e i fenomeni di corruzione tra i docenti.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Elettra_R.
    Ma che idea è? Allora aboliamo i libri tout-court? Non lo so....
    Infatti io sono per la abolizione del supporto cartaceo tout court.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da aguas
    Il fatto che tu non riesca a immaginare altro che il supporto cartaceo la dice lunga sulla sclerotizzazione del nostro sistemo di istruzione.

    Queste guide posso tranquillamente smaterializzarsi col supporto telematiche. Oltretutto l'alunno avrebbe la possibilità di confrontarsi anche con altre "guide" informatiche, acquisendo maggiore duttilità nell'apprendimento e a non considerare il libro come un totem. Si faciliterebbe lo sviluppo della capacità critica.

    Si aiuterebbe una più veloce alfabetizzazione informatica, nella quale i nostri ragazzi sono agli ultimi posti nel mondo occidentale.

    Si ridurrebbero drasticamente i costi dei supporti all'istruzione, si romperebbe il parassitismo delle case editrici e i fenomeni di corruzione tra i docenti.
    Mi sembri un talebano.

    Capisco le enciclopedie, capisco ancor di più Internet, ma OGGI con pochi computer e pochi collegamenti Internet... parlare di abolire i supporti cartacei è solamente un discorso velleitario FUORI DALLA REALTA'...


    Quando... QUANDO.... tutte le famiglie (o quasi) avranno computer e Internet allora se ne riparla. Non certo oggi, ministro Stanca.

    P.S.
    Su Internet se non sai cosa cercare (se sei molto giovane e non molto pratico) trovi anche tanta spazzatura.. altro che enciclopedie...

    Già oggi ci sono servizi a pagamento per approfondimenti culturali e quindi.... l'enciclopedia di carta od online continuerà ad avere un costo.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da aguas
    A che servono ilibri di testo se si possono raccogliere tutte le informazioni in internet e se le i compiti e le ricerche si possono fare tranquillamente al computer?

    I libri di testo sono una mafia delle case editrici, che va di pari passo col nostro sistema di istuzione sclerotizzato, burocratico, parassitario, finalizzato a chi campa sulla suola, anziché a dare una istruzione.

    Oltretutto la libera ricerca di informazioni in internet è un principio di democrazia, differentemente dall'autoritarismo che sottintende l'adozione di libri di testo pressoché obbligatoirie, nelel suole come nelle università.

    Inoltre si stimolerebbe l'alfabetizzazione informatica. Un patrimonio di conoscenze tecniche che serve per tutta la vita.

    Lo stato, anziché finanziare i buoni libro, dovrebbe finanziare l'acquisto di omputer, o meglio, dei collegamenti ADSL.
    Se il ministero dell'istruzione facesse dei testi scolastici elettronici da reperire in rete e da stampare o a scuola o a casa o da mettere su CD-ROM gratuiti, si potrebbero aggiornare di volta in volta, senza ricomprare ogni volta il libro, si risparmierebbero centinaia di alberi, e non si spezzerebbe la schiena dei nostri figli (un CD ROM pesa un po meno di 10-15 libri), e le pagine si potrebbero stampare di volta in volta con il carattere che più ci piace, spece per quei bambini che hanno problemi di vista...

    Le case editrici sarebbero le uniche a perderci o meglio a non guadagnarci sulla pelle dei nostri piccoli, insieme agli insegnanti che non prenderebbero più i regalini delle case se cambiano libro di testo da un anno all'altro.

    Tutto molto bello e assolutamente a potrata di mano...
    ma la realtà è che quando ci mangiano in tanti è difficile pensare persino ai diritti dei bambini.

  10. #10
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    Predefinito Non si parla di cose astratte...

    In alcuni istituti i numerosi e pesanti libri scolastici vengono sostituiti da piccoli computer interattivi che, dicono gli esperti, aiutano anche l'apprendimento

    Palmari al posto dei libri
    Usa, rivoluzione nelle scuole

    di AGNESE ANANASSO



    Un bambino di nove anni studia su un computer palmare Le favole di Esopo si leggono su internet. È la scuola del futuro, un futuro che è già qui. Sembra infatti che i libri siano passati di moda, specialmente negli Stati Uniti, dove in molti distretti scolastici sono già stati rimpiazzati da laptop di ultima generazione, Pda (Personal Digital Assistant), lettori Dvd. L'ultima novità, pubblicata sulla rivista tecnologica Wired, viene dalla Ridgeview Elementary School di Olathe (Kansas), dove bambini di 12 anni utilizzano il Palm, un minicomputer da tasca, per leggere, scrivere, studiare la matematica e persino i geroglifici egiziani. I contenuti? Si scaricano da un sito "linkato" nella home page della scuola stessa.

    Gli strumenti che una volta erano destinati ai top manager diventano i mezzi di studio e apprendimento dei più piccoli, un trend che sta conquistando tutti gli Stati, tant'è che lo scorso anno un'indagine della Quality Education Data ha rilevato che il 28 per cento dei distretti scolastici americani mettono i palmari a disposizione di studenti e insegnanti e che un quarto dei computer presenti nella scuola è un portatile.

    Una delle prime scuole ad adottare il Palm è stata, nel 2001, la Yankton High School del South Dakota, seguita da un istituto dell'Arizona che addirittura quest'anno è diventato "textbook-free", si è sbarazzata cioè dei libri di testo, rimpiazzati dai laptop, uno per ogni alunno. Il distretto della Ridgeview ha speso quasi due milioni di dollari per acquistare tutto l'apparato tecnologico: lettori Dvd-Vhs, computer palmari, schermi ad alta risoluzione, pc di ultima generazione, mouse e tastiere wireless, tutti connessi al computer dell'insegnante. La scuola ha scelto i Palm Z71 e 72 per le classi quarta e sesta (9 e 11 anni), due modelli dotati di schermo a colori, lettore Mp3, fotocamera digitale e di connessione a internet.

    La prima insegnante a utilizzare questo nuovo metodo di insegnamento in Kansas è stata Regan Veach della Ridgeview Elementary School. Tramite dei software appositi si riesce ad attualizzare anche i classici come Esopo: lo studente può scaricare gratuitamente da un sito dedicato le favole di Esopo, con un programma chiamato ebookstudio le formatta in modo da renderle leggibili dal Palm e poi le può animare con un altro software, il TealPaint.

    Anche i compiti vengono svolti più velocemente, le lezioni risultano più piacevoli e veloci da assimilare, anche per coloro che hanno maggiori difficoltà coi metodi tradizionali.

    Le preoccupazioni per quelle che vengono definite le generazioni "digital natives" non sono poche però. Innanzitutto il metodo tradizionale è quello che consente una memorizzazione più lenta ma più duratura, perché i ragazzi hanno bisogno anche di leggere un libro dall'inizio alla fine, capire, rileggere e sfogliare le pagine per riuscire a riflettere e analizzare determinati concetti, che possono sfuggire guardando velocemente una pagina su internet.

    "E poi c'è il problema economico - spiega la preside della scuola Kelly Ralston -. Abbiamo speso 63 mila dollari quest'anno, un terzo del budget annuale, e il distretto 952 mila dollari negli ultimi quattro anni per dare un palmare a ognuno dei 4.000 studenti. Dobbiamo stare attenti a non creare dei problemi economici alle famiglie, visto che la maggior parte appartiene a un ceto sociale basso".

    Intanto Palm, ma anche Microsoft, Hp, Dell, si stanno dando da fare per non perdere l'opportunità di conquistare questo nuovo tipo di clienti con prodotti ad hoc. Stesso discorso per i produttori di software. La corsa tecnologica continua e stavolta si prepara una vera rivoluzione che vede scendere ulteriormente la fascia d'età in cui i giovani si avvicinano all'informatica.


    http://www.repubblica.it/2005/k/sezi...riascuola.html

 

 
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