
Originariamente Scritto da
patriottu
Credo che ognuno possa e debba risponderti personalmente, dato che sicuramente c'è uan pluralità di opinioni a riguardo.
Sul discorso "rivoluzione", non voglio perdere tempo su cosa possa significare oggi, se intesa come cambiamento o rivolgimento verso il meglio allora ok, in termini tradizionali del passato ti dico che non credo in una rivoluzione oggi nel posto in cui viviamo.
Il discorso sull'esigenza della liberazione sociale nasce da un analisi appunto sociale ed economica oltre alle esperienze individuali. Il motivo è quello di non riprodurre in piccolo e con addirittura meno garanzie di diritto gli stessi meccanismi ora presenti.
Non credo nella proposizione di un regime totalitario anzi mi batto proprio contro questo, infatti la nostra impostazione è democratica e pluripartitica, e il mio voler portare acqua al mulino socialista è altrettanto democratica e si basa sulla forza delle idee.
Sul livello di utopia di certe idee nonso ceh dirti, credo che stiano nel dna di tutti i movimenti un po dappertutto ,in primis nelle nazioni senza stato, anche qua evito l'ennesima serie di citazioni ed esempi più o meno altisonanti.
Inoltre: ritengo più utopistico pensare a un progresso umano del popolo senza un discorso sociale ed economico e percio' con un indipendenza a metà.
Io direi che non si tratta di "doppia liberazione" ma di indipendenza e progetto repubblicano democratico, che deve investire il lato identitario, culturale, tradizionale, moderno, sociale,economico ecc .....Questo non impedisce di agire dando in partenza un impostazione di tipo socialista patriottico democratico. Idee personalissime.
Non credo proprio che sia un idea che divide, anzi: un importante discorso sociale organico a quello di liberazione nazionale, graduale ,democratico e non estremista, puo' creare maggiore unità ,evitando che tanti sardi continuino a rivolgersi ai partiti unionisti di sinistra o i sindacati , o a qualsiasi clientela politica di centro dx o sx per demandare i propri problemi economici o sociali.Dovrebbero guardare al'indipendentismo, ma questo (e qui siamo tutti daccordo in boghe natzionale) non è pronto a offrire proposte progettuali a riguardo. SNI porta avanti quasi esclusivamente battaglie sociali e di risvolto economico, noi siamo favorevoli a un maggiore impegno nella fase di proposta alternativa a cio' che si critica, magari anche commettendo errori, per carità ... ma ci proviamo...
Per me non esiste divisione nel momento in cui chiedo regole contro la precarizzazione, nelle assunzioni, nel diritto al lavoro, alla casa , alla famiglia e via di questo passo(vedi nostre proposte a ghilarza), o tanto meno se proponiamo tassazioni di rendita o di capitale straniero, a volte anche piu' moderate di quelle che propone Soru!!!! Dove sta la divisione ? che qualche imprenditore a cui piace sfruttare la gente in questi termini non si avvicini alla causa indipendentista? Nessun problema: è lui a dividere , è lui a remare contro il progresso del popolo, ma se ha a cuore la causa e decide di rapportarsi ai suoi fratelli compatrioti secondo spirito di solidarietà nazionale allora bene ,le porte sono sempre aperte.
Spero di essere stato chiaro Lutzià
