nessuna conseguenza sanitaria.Originariamente Scritto da maimaria
nessuna conseguenza sanitaria sulla popolazione.Three Mile Island (Harrisburgh, Usa 1969) - scala Ines 5.
Il surriscaldamento del reattore provocò la parziale fusione del nucleo rilasciando nell'atmosfera gas radioattivi pari a 15000 terabequerel (TBq). In quella occasione vennero evacuate 3.500 persone.
nessuna conseguenza sanitaria sulla popolazioneTokaimura (Giappone, 1999) - scala Ines 4
Un incidente in una fabbrica di combustibile nucleare attivò la reazione a catena incontrollata. Tre persone morirono all'istante mentre altre 400 furono esposte alle radiazioni.
dati falsi. precisazioni false.Chernobyl (Unione Sovietica, 1986) - scala Ines 7.
L'incidente nucleare in assoluto più grave di cui si abbia notizia. Il surriscaldamento provocò la fusione del nucleo del reattore e l'esplosione del vapore radioattivo. Si levò al cielo una nube pari a 12.000.000 di TBq di materiale radioattivo disperso nell'aria (per avere un'entità del disastro confrontate questo valore con i 15.000 Tbq del precedente incidente nucleare registrato nel 1979 a Three Mile Island negli Usa). Circa 30 persone morirono immediatamente, altre 2.500 nel periodo successivo per malattie e cause tumorali. L'intera Europa fu esposta alla nube radioattiva e per milioni di cittadini europei aumentò il rischio di contrarre tumori e leucemia. Non esistono dati ufficiali sui decessi complessivi ricollegabili a Chernobyl dal 1986 ad oggi.
Chernobyl e i suoi disastrosi effetti sulla popolazione, 13 anni di bugie
(per te in particolare siamo già a 18, se contiamo solo il nucleare, ma vista la tendenza scommetterei ben di più)
Anche qui abbiamo un documento interessante da notare, un rapporto che spazza via tredici anni di menzogne e falsità pseudoscientifiche sulla pretesa devastante catastrofe di Chernobyl che avrebbe ucciso decine di migliaia di persone di cancro.
In verità tutti coloro i quali avessero un minimo di infarinatura culturale sulla questione nucleare erano già da tempo molto scettici sui morti millantati "decine di migliaia" dopo la "catastrofe", quello che mancava era un rapporto scientifico, coerente e coeso fatto da un organismo che non fosse accusabile di essere di parte.
Ebbene 5 anni fa, con 13 anni di ritardo, è uscito il rapporto tanto atteso, ed è dell'ONU, non esattamente un covo di nuclearisti.
United Nations Scientific Comitee on Effect of Atomic Radiation
Rapporto: "Exposures and effects of the Chernobyl accident" (115 pages) of Volume II of the UNSCEAR 2000 Report.
http://www.unscear.org/pdffiles/annexj.pdf
Il rapporto dell'UNSCEAR, il comitato scientifico dell'ONU per lo studio degli effetti delle radiazioni atomiche, afferma testualmente: «Dal punto di vista della sanità un avvenire positivo attende la maggior parte degli abitanti della regione (di Chernobyl)». E stabilisce come effetti riconducibili al "disastro" nucleare: 31 morti immediati durante l'incendio, 200 colpiti da sindrome da radiazione acuta e 1800 casi di cancro alla tiroide in 10 anni, peraltro facilmente curabili. Niente di più.
Le piaghe d'Egitto annunciate dagli ambientalisti all'alba della "catastrofe" e durante gli scorsi anni si sono rivelate in forma di 231 morti e 1800 casi di tumori poco pericolosi.
Apart from the substantial increase in thyroid cancer
after childhood exposure observed in Belarus, in the Russian
Federation and in Ukraine, there is no evidence of a major public health impact related to ionizing radiation 14 years after the Chernobyl accident. No increases in overall cancer incidence or mortality that could be associated with radiation exposure have been observed. For some cancers no increase
would have been anticipated as yet, given the latency period
of around 10 years for solid tumours. The risk of leukaemia,
one of the most sensitive indicators of radiation exposure, has
not been found to be elevated even in the accident recovery
operation workers or in children. There is no scientific proof
of an increase in other non-malignant disorders related to
ionizing radiation.
La radioattività nella zona interdetta di Chernobyl, racchiusa in un raggio di 30 km dal sito del disastro, è oggi, in media, di circa 500 (mrem/anno). Per rendersi conto della reale entità di tale valore, basta fare un confronto con il valore medio della radioattività naturale di fondo in Italia, che è di circa 100 mrem/anno, con variazioni dai 40 mrem/anno di Aosta e 160 mrem/anno di Viterbo, con una "punta anomala" di 700 mrem/anno (quasi una volta e mezza di quella della zona interdetta di Chernobyl) in Piazza San Pietro a Roma, lastricata con selciato di cubetti di porfido (i famosi "sampietrini"), roccia vulcanica che contiene "torio", un elemento naturale radioattivo. I valori riscontrati in Piazza San Pietro non costituiscono un rischio per la salute, anzi come rilevato da recenti e poco noti studi, rappresentano il valore ottimale del fondo naturale, nel cui intorno si verifica la più bassa incidenza (minore persino di quella riscontrata con valori di fondo più bassi) di neoplasie per cause statistiche.
Tra i disastri con maggiore numero di vittime ricordiamo quello avvenuto nel 1984 a seguito della esplosione di serbatoi di gas liquido a Ixhuatepec, vicino a Città del Messico, dove morirono 550 persone, 7.000 rimasero ferite, 300.000 furono evacuate. A Chernobyl, che viene considerato il più grave "disastro" energetico nella storia, gli evacuati furono 135.000, meno della metà del quasi ignoto incidente messicano. Eppure nessuno ha messo fuorilegge il Gas, che anzi è considerato pulito e sicuro.




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