Il protagonista del processo di evoluzione non è la specie e, a guardar bene, nemmeno l'individuo, ma il singolo gene (il 'replicatore') o al più un pool di geni.
- Il gene funziona in modo da massimizzare le sue probabilità di sopravvivenza tramite duplicazione. Usando una metafora, potremmo dire che unico vero 'scopo' del gene è duplicarsi, per quanto la parola 'scopo' non si possa applicare ad un gene.
-Gli organismi complessi che compongono l'ambiente che ci circonda non sono altro che 'vettori' del gene, ovvero 'macchine da sopravvivenza', a volte molto complesse, frutto dell'evoluzione del gene che si garantisce la sopravvivenza e la replicazione con meccanismi sempre più raffinati. Non è quindi il DNA che serve all'individuo per riprodursi, ma è l'individuo ad essere uno strumento perchè il gene si possa riprodurre e diffondere.
-Per sua natura il gene è 'egoista', nel senso che non compie azioni che aumentano le probabilità di replicazione di un altro gene a discapito delle proprie. Quello che interpretiamo come altruismo è al più 'egoismo illuminato'.
-I comportamenti a livello individuale e sociale delle specie animali sono guidati dal meccanismo del gene 'egoista'. Ciò non esclude che nella specie umana si possano instaurare atteggiamenti altruistici, che sono però appresi e non innati.