Visualizza Risultati Sondaggio: Cosa votereste ad un referendum per il ripristino del nucleare in Italia?

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Risultati da 41 a 50 di 86
  1. #41
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    E le scorie provenienti dagli ospedali ? Per quelle come facciamo ?
    O hai intenzione di trovare qualcuno che se le mangi ( dubito ) oppure vuoi proibire la radioterapia negli ospedali ( spero di no ) oppure le mandi all'estero aumentando ancora di più i soldi presi dalle tasche degli italiani.
    Nel tuo programma politico cosa c'è ?
    Io sarei per trovare un sito per le scorie, quelle e quelle di tutti gli altri impianti, compresi altre apparecchiature nucleari, gli acceleratori di particelle per la ricerca, i reattori di ricerca che l'Italia continua ad avere etc. etc. etc.

  2. #42
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    Citazione Originariamente Scritto da maimaria
    Caro macellaio, le speranze per centrali nucleari sicure (almeno più delle attuali) l'ENEA le affida a un lasso di tempo futuro tra i 15 e 20 anni...................

    Venditi la licenza di piazzista.
    più delle attuali, ossia inutilmente più sicure.
    _
    P R I M O_M I N I S T R O_D I _P O L
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    Presidente di Progetto Liberale

  3. #43
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    Citazione Originariamente Scritto da Ronnie
    più delle attuali, ossia inutilmente più sicure.
    Chi lava la testa all'asino perde il ranno e il sapone

    Con una iniziativa avviata nel Gennaio 2000, quindi, 10 paesi si sono uniti per formare il “Generation IV International Forum” (GIF) col fine di sviluppare i sistemi nucleari di futura generazione, cioè i sistemi che potranno divenire operativi fra 15 o 20 anni, subentrando alla attuale ed alla prossima generazione dei reattori “termici” ad acqua, e che dovranno assicurare:

    a) il più elevato livello di sicurezza a fronte sia di incidenti tecnico-operativi, sia di atti di terrorismo;

    b) la massima riduzione dei residui radioattivi, in particolare di quelli a lunga vita;

    c) un molto maggior sfruttamento delle risorse minerarie in materiali fissili e fertili;

    d) la capacità di produrre direttamente idrogeno (senza passare attraverso l’energia elettrica), al fine di coprire senza emissione di gas-serra il crescente fabbisogno di energia “non elettrica” (per trasporti ed altro).

    ENEA, figlio di Anchise e padre di Ascanio dixit.

    CHE SPASSO IL PIAZZISTA!

  4. #44
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    Citazione Originariamente Scritto da maimaria
    Chi lava la testa all'asino perde il ranno e il sapone

    Con una iniziativa avviata nel Gennaio 2000, quindi, 10 paesi si sono uniti per formare il “Generation IV International Forum” (GIF) col fine di sviluppare i sistemi nucleari di futura generazione, cioè i sistemi che potranno divenire operativi fra 15 o 20 anni, subentrando alla attuale ed alla prossima generazione dei reattori “termici” ad acqua, e che dovranno assicurare:

    a) il più elevato livello di sicurezza a fronte sia di incidenti tecnico-operativi, sia di atti di terrorismo;

    b) la massima riduzione dei residui radioattivi, in particolare di quelli a lunga vita;

    c) un molto maggior sfruttamento delle risorse minerarie in materiali fissili e fertili;

    d) la capacità di produrre direttamente idrogeno (senza passare attraverso l’energia elettrica), al fine di coprire senza emissione di gas-serra il crescente fabbisogno di energia “non elettrica” (per trasporti ed altro).

    ENEA, figlio di Anchise e padre di Ascanio dixit.

    CHE SPASSO IL PIAZZISTA!
    ahah tu sei veramente idiota... continui a postare senza sapere nulla... ora ti dico io cosa dice il mondo accademico va, così ti svegli...


    Lettera a Ciampi/Appello degli scienziati che aderiscono all'Associazione Galileo 2001
    Dissesto energetico e illusioni

    Pubblichiamo il testo della lettera aperta al Presidente della Repubblica, firmata dagli scienziati e dalle personalità che aderiscono all'Associazione Galileo 2001 per la libertà e dignità della Scienza.

    Illustre Signor Presidente, noi sottoscritti, fondatori dell'Associazione Galileo 2001, per la libertà e dignità della Scienza, sentiamo il dovere di sottoporre alla Sua attenzione la difficile situazione energetica che penalizza il nostro Paese; una situazione figlia di alcune scelte irresponsabili e di lunghi anni di scarso interesse politico e di disinformazione mass-mediatica. Circostanza ancora più grave è il fatto che si prospettano oggi ai cittadini soluzioni immaginifiche e in aperto contrasto con le conoscenze economiche, scientifiche e tecnologiche, allontanando così le scelte dotate di prospettive concrete.

    Non crediamo di fare retorica nel sostenere che l'energia è il nutrimento della civiltà e che senza energia e senza un suo impiego oculato una civiltà può solo scomparire: più precisamente, non la produzione d'energia, ma la disponibilità di energia, abbondante, economica, sicura e amministrata con competenza, è una condizione essenziale per il benessere e lo sviluppo di un Paese, ed è ciò che genera competitività e occupazione e, conseguentemente, progresso civile.

    A causa dell'elevata dipendenza energetica (importa oltre l'80% dell'energia primaria che consuma) e del conseguente elevato costo dell'energia (quella elettrica, al netto delle imposte, costa agli italiani quasi il 40% in più rispetto alla media europea), l'Italia sta perdendo terreno nel confronto economico con i partners europei, assieme ai quali dovrebbe invece perseguire una più armonica strategia energetica comune:

    1.Oggi, il cittadino spagnolo usufruisce del 10% in più d'energia primaria rispetto al cittadino italiano, l'inglese del 25% in più, il francese del 40% in più e il tedesco arriva al 65% in più. Simili percentuali valgono anche per la sola energia elettrica: rispetto al cittadino italiano, si va dal 10% in più utilizzati dal cittadino spagnolo al 55% in più utilizzati dal tedesco.

    2. L'Italia è il Paese europeo con la maggiore produzione d'energia elettrica da gas naturale e petrolio - fonti costose e inquinanti - e con la maggiore importazione diretta d'energia elettrica (51 miliardi di chilowattora nel 2003, contro i 2 miliardi di kWh che importò il Regno Unito, 1 miliardo di kWh che importò la Spagna, e i 10 e 66 miliardi di kWh che esportarono, rispettivamente, la Germania e la Francia); circostanza, questa, che crea anche rischi alla sicurezza dell'approvvigionamento, come i black-out del recente passato hanno evidenziato.

    3. La totalità dell'energia elettrica importata in Italia proviene dalle centrali nucleari d'Oltralpe. Mentre - giova ricordare - nel 2003, Francia, Germania, Regno Unito e Spagna produssero, rispettivamente, 420, 157, 85 e 60 miliardi di KWh elettrici dagli oltre 100 reattori nucleari in esercizio in quei Paesi.

    A fronte di questa situazione oggettiva e dell'urgenza di un'azione, vi sono responsabili politici e organi d'informazione che vanno diffondendo l'illusione che sia seriamente possibile affrontare il dissesto energetico facendo ricorso alle varie nuove forme di sfruttamento dell'energia solare rinnovabile: l'eolica, la solare termica o fotovoltaica, e i biocombustibili (che sono, tutte, forme dirette o indirette d'energia dal sole). Oppure, facendo ricorso a tecnologie futuribili, oggi prive di prospettive di concreta realizzabilità sia nel breve che nel medio termine.

    Noi riteniamo che i cittadini debbano ricevere piena informazione, fornita con onestà e senza pregiudizi ideologici: essi devono conoscere le conseguenze, per sé e per i propri figli, delle scelte adottate in tema di politica energetica e, soprattutto, non devono essere illusi con promesse che la scienza più accreditata e la tecnologia più avanzata non possono contribuire a sostenere.

    Ferma restando la sua capitale importanza in tutti i processi vitali, per i bisogni energetici dell'umanità l'energia solare rinnovabile, in tutte le sue varie forme, non è certamente l'energia del presente: essa ha soddisfatto il 100% del fabbisogno umano dalla notte dei tempi fino a un paio di secoli fa, mentre oggi il contributo energetico dal sole, se si esclude la fonte idroelettrica, è * in Italia come nel mondo - inferiore all'1%. Né si vedono ragioni per ritenere che nel futuro l'energia solare possa dare contributi sostanziali: in particolare, è improbabile, se non illusorio, che le forme d'energia solare diverse da quella idroelettrica possano offrire contributi veramente significativi al fabbisogno energetico del nostro Paese. La fonte eolica lo ha già dimostrato nel Paese - la Germania - che più d'ogni altro v'ha investito: assai modesto è infatti il contributo elettrico che proviene dalle più di 15.000 turbine eoliche ivi installate: circa 3% dall'eolico contro il 30% da nucleare (la cui potenza installata è, in Germania, quasi uguale a quella eolica). Il solare termico produce solo aria o acqua calda, e a questo scopo il mondo usa meno del 10% dell'energia che consuma, di cui la porzione maggiore è consumata dalle zone che meno possono servirsi del solare termico; e, infatti, esso contribuisce nel mondo per meno dello 0,001%, anche perché è molto più conveniente utilizzare l'energia dalla rete del gas o elettrica cui ogni edificio deve comunque essere connesso. Quanto al solare fotovoltaico, per produrre con questa tecnologia meno dell'1% dell'energia elettrica consumata dagli italiani, i soli pannelli fotovoltaici (senza installazione, trasformatori, ed eventuali accumulatori) costerebbero la proibitiva cifra di più di 10 miliardi di euro, e vi sono valide ragioni tecniche per dubitare che questi costi possano significativamente abbattersi. Il Paese va anche chiaramente informato sulle reali prospettive dei biocombustibili: quando si tenga conto dell'energia necessaria nei processi agricolo e industriale per produrli, l'energia netta da essi ottenuta è di modesto rilievo. In ogni caso, assumendo le più favorevoli condizioni, per risparmiare meno del 5% del solo petrolio che consumiamo, bisognerebbe coltivare a biomassa l'intera superficie della pianura padana (oltre 45.000 kmq).

    Il mondo produce oggi da tutte le nuove fonti rinnovabili messe insieme - geotermia, rifiuti, biomassa, eolico, e solare termoelettrico e fotovoltaico - meno del 2% dell'energia elettrica che consuma. Quanto a produzione da queste fonti, l'Italia è già al terzo posto in Europa con 11 miliardi di kWh prodotti nel 2003 (il 10% dell'intera produzione europea da queste fonti); nonostante ciò, l'energia elettrica così prodotta copre meno del 4% dell'energia elettrica consumata dal Paese.

    La fusione nucleare e l'idrogeno, spesso citate come tecnologie a portata di mano, sono ancora allo stato potenziale. La prima è tuttora limitata allo stadio di ricerca con prospettive a lungo termine. Quanto all'idrogeno - che non è una fonte d'energia perché esso non esiste sulla Terra nella forma utilizzabile come combustibile - la sua produzione richiede una quantità d'energia molto superiore a quella da esso ricavabile, e per questa ragione il suo utilizzo su larga scala è vincolato anche alla disponibilità di energia abbondante, economica e sicura.

    Oggi, quella disponibilità alternativa alle fonti fossili - inquinanti e sempre più costose - è offerta solo dalla tecnologia nucleare da fissione. Una tecnologia ormai ben collaudata, che trova largo e sicuro impiego nella maggior parte del mondo industrializzato, e che non può pertanto continuare ad essere esclusa dalle strategie energetiche del nostro Paese.

    Teniamo a precisare che con questa nostra critica noi non proponiamo di sospendere, fermare o rallentare le ricerche sulle energie rinnovabili; ricerche che potrebbero portare, in un futuro pur lontano, alla scoperta, che nessuno può naturalmente escludere, di nuovi metodi d'impiego di queste forme d'energia. Questa nostra critica invita solo a non alimentare speranze, vicine o illusorie, sulla soluzione di quel grande problema che è la situazione energetica del Paese e che ha bisogno di essere responsabilmente affrontato.

    Le chiediamo pertanto, Signor Presidente, di farsi promotore - nei modi che vorrà considerare più adeguati - di azioni che consentano la diffusione di quella informazione franca e trasparente che è condizione necessaria perché un Paese possa dirsi veramente democratico.

    Certi della Sua considerazione, porgiamo i nostri più cordiali saluti e, con l'occasione, anche i migliori auguri per le imminenti festività e il nuovo anno.

    Renato Angelo RICCI, Presidente
    Giorgio SALVINI, Presidente Onorario
    Umberto VERONESI, Presidente Onorario
    Franco BATTAGLIA, Vice Presidente Vicario
    Carlo BERNARDINI, Vice Presidente
    Tullio REGGE, Vice Presidente
    Umberto TIRELLI, Vice Presidente
    Angela ROSATI, Segretario Generale
    Silvio GARATTINI, Direttore Istituto Ricerche Farmacologiche "Mario Negri"
    Gian Tommaso SCARASCIA MUGNOZZA, Professore Emerito di Genetica Agraria, Comitato Nazionale Biotecnologie
    Giorgio TRENTA, Presidente Associazione Italiana di Radioprotezione Medica
    Paolo VECCHIA, Presidente ICNIRP
    Stefano AGOSTEO, Ordinario di Strumentazioni nucleari, Politecnico di Milano
    Alessandro BAILINI, Ingegnere Nucleare, Politecnico di Milano
    Claudia BALDINI, Vice Presidente Associazione Bioetica di Ravenna
    Lanfranco BELLONI, Ricercatore di Fisica, Università di Milano
    Argeo BENCO, Fisico, già Presidente Associazione Italiana di Radioprotezione
    Alessandro BETTINI, Ordinario di Fisica Generale, Università di Padova
    Giuseppe BLASI, Architetto, Presidente Associazione ProgettAmbiente
    Mirko BRESSANELLI, Ingegneria Nucleare, Politecnico di Milano
    Tullio BRESSANI, Ordinario di Fisica Sperimentale, Università di Torino
    Giovanni CARBONI, Ordinario di Fisica Generale, Università di Roma-Tor Vergata
    Diego CATTANEO, Ingegnere Elettronico, Politecnico di Milano
    Arrigo CIGNA, già ricercatore ENEA
    Leopoldo CONTE, Ordinario di Fisica Medica, già Presidente Associazione Italiana di Fisica Medica
    Leone CORRADI DELL'ACQUA, Ordinario di Scienza delle Costruzioni, Politecnico di Milano
    Guido FANO, già Ordinario di Metodi Matematici della Fisica, Università di Bologna
    Rodolfo FEDERICO, Ordinario di Fisiologia Vegetale, Università di Roma-Tre
    Gianni FOCHI, Professore di Chimica, Scuola Normale Superiore di Pisa
    Paolo FORNACIARI, Ingegnere, Presidente Comitato Italiano Rilancio del Nucleare
    Renato GIUSSANI, Ingegnere, Direttore MIND
    Roberto HABEL, Comitato di Presidenza, Società Italiana di Fisica
    Alberto LANZAVECCHIA, Economista, Università di Parma
    Carlo LOMBARDI, Membro del Comitato Scientifico ENEA
    Lelio LUZZI, Ricercatore Impianti Nucleari, Politecnico di Milano
    Giorgio MOLINARI, Ordinario di Elettrotecnica, Università di Genova
    Stefano MONTI, Ingegnere nucleare, ENEA
    Giovanni V. PALLOTTINO, Ordinario di Elettronica, Università di Roma-La Sapienza
    Matteo PASSONI, Ingegnere Nucleare, Politecnico di Milano
    Ernesto PEDROCCHI, Ordinario di Energetica, Politecnico di Milano
    Carlo PELANDA, Docente di Politica ed Economia Internazionale, University of Georgia, Athens GA, USA
    Aulo PERINI, Medico Radioprotezionista
    Guido PIZZELLA, Ordinario di Fisica, Università di Roma-Tor Vergata
    Norberto POGNA, Dirigente di ricerca, CRA-Istituto Sperimentale per la Cerealicoltura
    Francesca QUERCIA, Geologo, Agenzia per la Protezione dell'Ambiente
    Niccolò RIGHETTI, Ingegnere Nucleare
    Alceste RILLI, Ingegnere nucleare, AIN
    Roberto ROSA, Fisico Nucleare
    Valeria RUSSO, Ingegnere Nucleare, Politecnico di Milano
    Francesco SALA, Ordinario di Botanica e Direttore Orti Botanici, Università di Milano
    Sandro SANDRI, Fisico
    Alberto SILVESTRI, Ingegnere nucleare, ENEA
    Giorgio SIMEOLI, CNR
    Elena SOETJE BALDINI, Segretario Associazione Bioetica di Ravenna
    Ugo SPEZIA, Ingegnere nucleare, Segretario Generale AIN
    Carlo STAGNARO, Direttore Ecologia di Mercato, Istituto "Bruno Leoni"
    Francesco TROIANI, Fisico, ENEA
    Roberto VACCA, Ingegnere, Scrittore
    Giulio VALLI, Ingegnere nucleare, ENEA
    Vincenzo VAROLI, Ordinario di Elettronica Industriale, Politecnico di Milano
    Franco VELONÀ, Ingegnere nucleare, Politecnico di Bari
    _
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    Presidente di Progetto Liberale

  5. #45
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    Citazione Originariamente Scritto da Ronnie
    ahah tu sei veramente idiota... continui a postare senza sapere nulla... ora ti dico io cosa dice il mondo accademico va, così ti svegli...


    Lettera a Ciampi/Appello degli scienziati che aderiscono all'Associazione Galileo 2001
    Dissesto energetico e illusioni
    Il solito tsunami di chi non ha niente da vendere, se non chiacchiere.

    Nemmeno l'ENEA ora ti sta bene.

  6. #46
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    Citazione Originariamente Scritto da maimaria
    Il solito tsunami di chi non ha niente da vendere, se non chiacchiere.

    Nemmeno l'ENEA ora ti sta bene.
    Citazione Originariamente Scritto da maimaria
    Chi lava la testa all'asino perde il ranno e il sapone
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    Lettera a Ciampi/Appello degli scienziati che aderiscono all'Associazione Galileo 2001
    Dissesto energetico e illusioni

    Pubblichiamo il testo della lettera aperta al Presidente della Repubblica, firmata dagli scienziati e dalle personalità che aderiscono all'Associazione Galileo 2001 per la libertà e dignità della Scienza.

    Illustre Signor Presidente, noi sottoscritti, fondatori dell'Associazione Galileo 2001, per la libertà e dignità della Scienza, sentiamo il dovere di sottoporre alla Sua attenzione la difficile situazione energetica che penalizza il nostro Paese; una situazione figlia di alcune scelte irresponsabili e di lunghi anni di scarso interesse politico e di disinformazione mass-mediatica. Circostanza ancora più grave è il fatto che si prospettano oggi ai cittadini soluzioni immaginifiche e in aperto contrasto con le conoscenze economiche, scientifiche e tecnologiche, allontanando così le scelte dotate di prospettive concrete.

    Non crediamo di fare retorica nel sostenere che l'energia è il nutrimento della civiltà e che senza energia e senza un suo impiego oculato una civiltà può solo scomparire: più precisamente, non la produzione d'energia, ma la disponibilità di energia, abbondante, economica, sicura e amministrata con competenza, è una condizione essenziale per il benessere e lo sviluppo di un Paese, ed è ciò che genera competitività e occupazione e, conseguentemente, progresso civile.

    A causa dell'elevata dipendenza energetica (importa oltre l'80% dell'energia primaria che consuma) e del conseguente elevato costo dell'energia (quella elettrica, al netto delle imposte, costa agli italiani quasi il 40% in più rispetto alla media europea), l'Italia sta perdendo terreno nel confronto economico con i partners europei, assieme ai quali dovrebbe invece perseguire una più armonica strategia energetica comune:

    1.Oggi, il cittadino spagnolo usufruisce del 10% in più d'energia primaria rispetto al cittadino italiano, l'inglese del 25% in più, il francese del 40% in più e il tedesco arriva al 65% in più. Simili percentuali valgono anche per la sola energia elettrica: rispetto al cittadino italiano, si va dal 10% in più utilizzati dal cittadino spagnolo al 55% in più utilizzati dal tedesco.

    2. L'Italia è il Paese europeo con la maggiore produzione d'energia elettrica da gas naturale e petrolio - fonti costose e inquinanti - e con la maggiore importazione diretta d'energia elettrica (51 miliardi di chilowattora nel 2003, contro i 2 miliardi di kWh che importò il Regno Unito, 1 miliardo di kWh che importò la Spagna, e i 10 e 66 miliardi di kWh che esportarono, rispettivamente, la Germania e la Francia); circostanza, questa, che crea anche rischi alla sicurezza dell'approvvigionamento, come i black-out del recente passato hanno evidenziato.

    3. La totalità dell'energia elettrica importata in Italia proviene dalle centrali nucleari d'Oltralpe. Mentre - giova ricordare - nel 2003, Francia, Germania, Regno Unito e Spagna produssero, rispettivamente, 420, 157, 85 e 60 miliardi di KWh elettrici dagli oltre 100 reattori nucleari in esercizio in quei Paesi.

    A fronte di questa situazione oggettiva e dell'urgenza di un'azione, vi sono responsabili politici e organi d'informazione che vanno diffondendo l'illusione che sia seriamente possibile affrontare il dissesto energetico facendo ricorso alle varie nuove forme di sfruttamento dell'energia solare rinnovabile: l'eolica, la solare termica o fotovoltaica, e i biocombustibili (che sono, tutte, forme dirette o indirette d'energia dal sole). Oppure, facendo ricorso a tecnologie futuribili, oggi prive di prospettive di concreta realizzabilità sia nel breve che nel medio termine.

    Noi riteniamo che i cittadini debbano ricevere piena informazione, fornita con onestà e senza pregiudizi ideologici: essi devono conoscere le conseguenze, per sé e per i propri figli, delle scelte adottate in tema di politica energetica e, soprattutto, non devono essere illusi con promesse che la scienza più accreditata e la tecnologia più avanzata non possono contribuire a sostenere.

    Ferma restando la sua capitale importanza in tutti i processi vitali, per i bisogni energetici dell'umanità l'energia solare rinnovabile, in tutte le sue varie forme, non è certamente l'energia del presente: essa ha soddisfatto il 100% del fabbisogno umano dalla notte dei tempi fino a un paio di secoli fa, mentre oggi il contributo energetico dal sole, se si esclude la fonte idroelettrica, è * in Italia come nel mondo - inferiore all'1%. Né si vedono ragioni per ritenere che nel futuro l'energia solare possa dare contributi sostanziali: in particolare, è improbabile, se non illusorio, che le forme d'energia solare diverse da quella idroelettrica possano offrire contributi veramente significativi al fabbisogno energetico del nostro Paese. La fonte eolica lo ha già dimostrato nel Paese - la Germania - che più d'ogni altro v'ha investito: assai modesto è infatti il contributo elettrico che proviene dalle più di 15.000 turbine eoliche ivi installate: circa 3% dall'eolico contro il 30% da nucleare (la cui potenza installata è, in Germania, quasi uguale a quella eolica). Il solare termico produce solo aria o acqua calda, e a questo scopo il mondo usa meno del 10% dell'energia che consuma, di cui la porzione maggiore è consumata dalle zone che meno possono servirsi del solare termico; e, infatti, esso contribuisce nel mondo per meno dello 0,001%, anche perché è molto più conveniente utilizzare l'energia dalla rete del gas o elettrica cui ogni edificio deve comunque essere connesso. Quanto al solare fotovoltaico, per produrre con questa tecnologia meno dell'1% dell'energia elettrica consumata dagli italiani, i soli pannelli fotovoltaici (senza installazione, trasformatori, ed eventuali accumulatori) costerebbero la proibitiva cifra di più di 10 miliardi di euro, e vi sono valide ragioni tecniche per dubitare che questi costi possano significativamente abbattersi. Il Paese va anche chiaramente informato sulle reali prospettive dei biocombustibili: quando si tenga conto dell'energia necessaria nei processi agricolo e industriale per produrli, l'energia netta da essi ottenuta è di modesto rilievo. In ogni caso, assumendo le più favorevoli condizioni, per risparmiare meno del 5% del solo petrolio che consumiamo, bisognerebbe coltivare a biomassa l'intera superficie della pianura padana (oltre 45.000 kmq).

    Il mondo produce oggi da tutte le nuove fonti rinnovabili messe insieme - geotermia, rifiuti, biomassa, eolico, e solare termoelettrico e fotovoltaico - meno del 2% dell'energia elettrica che consuma. Quanto a produzione da queste fonti, l'Italia è già al terzo posto in Europa con 11 miliardi di kWh prodotti nel 2003 (il 10% dell'intera produzione europea da queste fonti); nonostante ciò, l'energia elettrica così prodotta copre meno del 4% dell'energia elettrica consumata dal Paese.

    La fusione nucleare e l'idrogeno, spesso citate come tecnologie a portata di mano, sono ancora allo stato potenziale. La prima è tuttora limitata allo stadio di ricerca con prospettive a lungo termine. Quanto all'idrogeno - che non è una fonte d'energia perché esso non esiste sulla Terra nella forma utilizzabile come combustibile - la sua produzione richiede una quantità d'energia molto superiore a quella da esso ricavabile, e per questa ragione il suo utilizzo su larga scala è vincolato anche alla disponibilità di energia abbondante, economica e sicura.

    Oggi, quella disponibilità alternativa alle fonti fossili - inquinanti e sempre più costose - è offerta solo dalla tecnologia nucleare da fissione. Una tecnologia ormai ben collaudata, che trova largo e sicuro impiego nella maggior parte del mondo industrializzato, e che non può pertanto continuare ad essere esclusa dalle strategie energetiche del nostro Paese.

    Teniamo a precisare che con questa nostra critica noi non proponiamo di sospendere, fermare o rallentare le ricerche sulle energie rinnovabili; ricerche che potrebbero portare, in un futuro pur lontano, alla scoperta, che nessuno può naturalmente escludere, di nuovi metodi d'impiego di queste forme d'energia. Questa nostra critica invita solo a non alimentare speranze, vicine o illusorie, sulla soluzione di quel grande problema che è la situazione energetica del Paese e che ha bisogno di essere responsabilmente affrontato.

    Le chiediamo pertanto, Signor Presidente, di farsi promotore - nei modi che vorrà considerare più adeguati - di azioni che consentano la diffusione di quella informazione franca e trasparente che è condizione necessaria perché un Paese possa dirsi veramente democratico.

    Certi della Sua considerazione, porgiamo i nostri più cordiali saluti e, con l'occasione, anche i migliori auguri per le imminenti festività e il nuovo anno.

    Renato Angelo RICCI, Presidente
    Giorgio SALVINI, Presidente Onorario
    Umberto VERONESI, Presidente Onorario
    Franco BATTAGLIA, Vice Presidente Vicario
    Carlo BERNARDINI, Vice Presidente
    Tullio REGGE, Vice Presidente
    Umberto TIRELLI, Vice Presidente
    Angela ROSATI, Segretario Generale
    Silvio GARATTINI, Direttore Istituto Ricerche Farmacologiche "Mario Negri"
    Gian Tommaso SCARASCIA MUGNOZZA, Professore Emerito di Genetica Agraria, Comitato Nazionale Biotecnologie
    Giorgio TRENTA, Presidente Associazione Italiana di Radioprotezione Medica
    Paolo VECCHIA, Presidente ICNIRP
    Stefano AGOSTEO, Ordinario di Strumentazioni nucleari, Politecnico di Milano
    Alessandro BAILINI, Ingegnere Nucleare, Politecnico di Milano
    Claudia BALDINI, Vice Presidente Associazione Bioetica di Ravenna
    Lanfranco BELLONI, Ricercatore di Fisica, Università di Milano
    Argeo BENCO, Fisico, già Presidente Associazione Italiana di Radioprotezione
    Alessandro BETTINI, Ordinario di Fisica Generale, Università di Padova
    Giuseppe BLASI, Architetto, Presidente Associazione ProgettAmbiente
    Mirko BRESSANELLI, Ingegneria Nucleare, Politecnico di Milano
    Tullio BRESSANI, Ordinario di Fisica Sperimentale, Università di Torino
    Giovanni CARBONI, Ordinario di Fisica Generale, Università di Roma-Tor Vergata
    Diego CATTANEO, Ingegnere Elettronico, Politecnico di Milano
    Arrigo CIGNA, già ricercatore ENEA
    Leopoldo CONTE, Ordinario di Fisica Medica, già Presidente Associazione Italiana di Fisica Medica
    Leone CORRADI DELL'ACQUA, Ordinario di Scienza delle Costruzioni, Politecnico di Milano
    Guido FANO, già Ordinario di Metodi Matematici della Fisica, Università di Bologna
    Rodolfo FEDERICO, Ordinario di Fisiologia Vegetale, Università di Roma-Tre
    Gianni FOCHI, Professore di Chimica, Scuola Normale Superiore di Pisa
    Paolo FORNACIARI, Ingegnere, Presidente Comitato Italiano Rilancio del Nucleare
    Renato GIUSSANI, Ingegnere, Direttore MIND
    Roberto HABEL, Comitato di Presidenza, Società Italiana di Fisica
    Alberto LANZAVECCHIA, Economista, Università di Parma
    Carlo LOMBARDI, Membro del Comitato Scientifico ENEA
    Lelio LUZZI, Ricercatore Impianti Nucleari, Politecnico di Milano
    Giorgio MOLINARI, Ordinario di Elettrotecnica, Università di Genova
    Stefano MONTI, Ingegnere nucleare, ENEA
    Giovanni V. PALLOTTINO, Ordinario di Elettronica, Università di Roma-La Sapienza
    Matteo PASSONI, Ingegnere Nucleare, Politecnico di Milano
    Ernesto PEDROCCHI, Ordinario di Energetica, Politecnico di Milano
    Carlo PELANDA, Docente di Politica ed Economia Internazionale, University of Georgia, Athens GA, USA
    Aulo PERINI, Medico Radioprotezionista
    Guido PIZZELLA, Ordinario di Fisica, Università di Roma-Tor Vergata
    Norberto POGNA, Dirigente di ricerca, CRA-Istituto Sperimentale per la Cerealicoltura
    Francesca QUERCIA, Geologo, Agenzia per la Protezione dell'Ambiente
    Niccolò RIGHETTI, Ingegnere Nucleare
    Alceste RILLI, Ingegnere nucleare, AIN
    Roberto ROSA, Fisico Nucleare
    Valeria RUSSO, Ingegnere Nucleare, Politecnico di Milano
    Francesco SALA, Ordinario di Botanica e Direttore Orti Botanici, Università di Milano
    Sandro SANDRI, Fisico
    Alberto SILVESTRI, Ingegnere nucleare, ENEA
    Giorgio SIMEOLI, CNR
    Elena SOETJE BALDINI, Segretario Associazione Bioetica di Ravenna
    Ugo SPEZIA, Ingegnere nucleare, Segretario Generale AIN
    Carlo STAGNARO, Direttore Ecologia di Mercato, Istituto "Bruno Leoni"
    Francesco TROIANI, Fisico, ENEA
    Roberto VACCA, Ingegnere, Scrittore
    Giulio VALLI, Ingegnere nucleare, ENEA
    Vincenzo VAROLI, Ordinario di Elettronica Industriale, Politecnico di Milano
    Franco VELONÀ, Ingegnere nucleare, Politecnico di Bari
    _
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  7. #47
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    Citazione Originariamente Scritto da maimaria
    Chi lava la testa all'asino perde il ranno e il sapone

    Con una iniziativa avviata nel Gennaio 2000, quindi, 10 paesi si sono uniti per formare il “Generation IV International Forum” (GIF) col fine di sviluppare i sistemi nucleari di futura generazione, cioè i sistemi che potranno divenire operativi fra 15 o 20 anni, subentrando alla attuale ed alla prossima generazione dei reattori “termici” ad acqua, e che dovranno assicurare:

    a) il più elevato livello di sicurezza a fronte sia di incidenti tecnico-operativi, sia di atti di terrorismo;

    b) la massima riduzione dei residui radioattivi, in particolare di quelli a lunga vita;

    c) un molto maggior sfruttamento delle risorse minerarie in materiali fissili e fertili;

    d) la capacità di produrre direttamente idrogeno (senza passare attraverso l’energia elettrica), al fine di coprire senza emissione di gas-serra il crescente fabbisogno di energia “non elettrica” (per trasporti ed altro).

    ENEA, figlio di Anchise e padre di Ascanio dixit.

    CHE SPASSO IL PIAZZISTA!

    E' ovvio che le centrali che verranno costruite tra 20 anni avranno standard di sicurezza maggiori di quelle attuali. Che informazione che ci dai caro Proteus alias Damps !
    Anche le auto che costruiranno tra 20 anni avranno standard di sicurezza maggiori. Ciò non toglie che le auto circolano oggi, con gli standard attuali e i reattori nucleari di II generazione vengono usati in SPAGNA, FRANCIA, GRAN BRETAGNA, GERMANIA, SVIZZERA, SVEZIA, FINLANDIA, BELGIO ETC. ETC. senza problemi, e gli abitanti lo sanno, se li tengono stretti, e pagano una bolletta molto inferiore alla nostra.

  8. #48
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    Citazione Originariamente Scritto da Zmajèek
    caro Proteus alias Damps !
    I richiami agli alias non fanno guadagnare punti nelle discussioni, ma solo a far ridere chi cerca di parlare con te, che chiacchieri e basta.

    Volevate l'ENEA... e ho fatto conoscere a tutti cosa dice l'ENEA.

  9. #49
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    Citazione Originariamente Scritto da maimaria
    I richiami agli alias non fanno guadagnare punti nelle discussioni, ma solo a far ridere chi cerca di parlare con te, che chiacchieri e basta.

    Volevate l'ENEA... e ho fatto conoscere a tutti cosa dice l'ENEA.
    Io voglio solo farmi una risata insieme agli altri nel pensare che esiste uno che cambia 3 nick solo per potersi ripresentare a scrivere su POL e immancabilmente viene riconosciuto. Non hai ancora capito che il problema non sta nei nick

    Buona notte Damps, Proteus e Maimaria! Almeno la fantasia non ti manca !

  10. #50
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    Citazione Originariamente Scritto da Oli
    Io direi come clausola aggiuntiva che le centrali saranno costruite nelle zone in cui la gente, tramite ilr eferendum, si dimostrerà maggiomente disponibile ad accoglierle.

    Chissà chi vincerebbe???

    P.S. Dopo quanto visto con la TAV rido alla sola idea di cosa farebbe (giustamente) la gente che vive intorno alle aree in cui le centrali saranno destinate........

    Non dimentichiamoci del "piccolo" problema delle scorie.
    Amore bello,ma secondo te le centrali francesi,svizzere e slovene che abbiamo attaccate ai confini non sono pericolose anche per noi?Almeno se le facciamo da noi risparmiamo sulle bollette!

 

 
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