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Discussione: Diversi, non superiori

  1. #1
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    Predefinito Diversi, non superiori

    Barbapapà-Scalfari ha provato a spiegarlo a Ballarò. Ma un po' perché lo interrompevano continuamente, molto perché è sempre stato più bravo a scrivere che a parlare, non è riuscito a veicolare il concetto.
    Ed allora, modestamente, ci proverò io.
    Noi elettori di sx non ci sentiamo affatto superiori ai nostri connazionali di dx. Perché dovremmo, con quali presupposti. E superiori in cosa, poi. Nel tasso di cultura del quale disporremmo? Se qualcuno di sx lo sostiene è un' idiota. Idem per chi da dx ci accusa di sentirci tali. La cultura di cui ognuno di noi dispone, tanta o poca che sia, dipende dall' ambiente, dal clima nel quale è cresciuto, dagli esempi e dall' educazione ricevuti. Non dalla fede politica.
    Ed allora come lo spieghi, Guelfi, che la maggior parte degli scrittori, poeti ed artisti in genere sono di sx, o cmq progressisti, e non solo in Italia?
    Col fatto che i governi progressiti di tutto il mondo hanno sempre favorito l' espandersi della cultura vedendo in essa un mezzo di educazione, di elevazione delle folle. L' intento di fidelizzarle politicamente era ed è assolutamente secondario. Mentre invece i governi di dx o comunque conservatori ritengono la cultura un fatto strettamente privato, preferendo delegare al singolo l' incombenza di coltivarla o meno. Stante ciò, era inevitabile che la stragrande maggioranza degli operatori culturali finisse per parteggiare per la sx.

    No, non siamo né ci sentiamo superiori.
    Semplicemente, siamo diversi. Sopratutto, anzi esclusivamente, in una cosa: nel rapporto col denaro.
    Barbapapà tentava di spiegarlo, l' altra sera. Ma ha perso il filo. Storicamente il bacino elettorale della sx italiana è sempre stato composto (oggi non più, non esclusivamente) da lavoratori dipendenti, braccianti, piccoli commercianti, ancor più piccoli artigiani. Gente che non ha mai navigato nell' oro, molti di loro a reddito fisso, abituata a contare i centesimi. Gente che ben difficilmente si è mai potuta permettere il lusso di intascare una tangente, di fare un falso in bilancio, di evadere il fisco. Anche se a volte avrebbe tanto voluto (eh si, perché gli stinchi di santo non esistono).
    E quindi assolutamente non disposta a perdonare simili comportamenti nei suoi leader. Da qui lo stupore, e le proteste di molti diessini per le parole, purtuttavia assolutamente innocenti, rivolte da Fassino a Consorte nell' ormai famosa telefonata.
    Essendo il bacino elettorale della dx, invece, composto da persone mediamente più abbienti non sempre e non tutte esenti da qualche "peccatuccio" di natura finanziaria, ecco che il falso in bilancio di Mediaset, l' evasione fiscale di Previti, la tangente intascata da qualcun altro, non sollevano poi tanta indignazione, non danno luogo a troppe proteste contro i rei. Vengono giudicate assai benignamente e presto dimenticate. Ecco ciò in cui siamo diversi, non superiori.

    Concluderò con un celebre motto di Mao dse Dong, direttamente tratto dal suo Libretto Rosso:
    "Larga è la foglia stretta la via, voi dite la vostra ch' io ho detto la mia".

    http://gianniguelfi.ilcannocchiale.it

  2. #2
    Viva la piadina!!!
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    Predefinito La Vera Diversità Della Sinistra

    LA VERA DIVERSITÀ DELLA SINISTRA
    - di MARIO CERVI -

    Quando insiste sulla sua «diversità» la sinistra non ha torto. I fatti sono dalla sua parte. Non mi riferisco, sia chiaro, a una diversità (e superiorità) morale che è stata a lungo rivendicata, che con qualche imbarazzo viene da alcuni rivendicata ancora, ma che ha fatto la stessa fine dell'ideologia cui si collegava, il comunismo. È un cumulo di macerie. Mi riferisco invece ad una disparità eloquente - e un po' inquietante - nelle reazioni che certi fatti suscitano secondo che siano addebitabili allo schieramento prodiano o allo schieramento berlusconiano.
    Poiché al secondo schieramento il Giornale viene - non senza motivo - apparentato, è stata scatenata una offensiva denigratoria di straordinaria violenza quando su queste colonne sono stati pubblicati stralci delle famose intercettazioni includenti i calorosi complimenti, incitamenti e suggerimenti di Fassino a Consorte per la conquista della Banca nazionale del lavoro. Al Giornale è stata mossa l'accusa d'avere violato la legge, d'avere ignorato la privacy, d'avere calunniato con meschini pettegolezzi un personaggio specchiato,
    Piero Fassino. Allo stesso modo, s'è spiegato, il non compianto dottor Goebbels infieriva con la calunnia suoi suoi avversari, prima d'avviarli, se erano a portata di manette, verso i campi di sterminio.
    La predica era insieme violenta e pretestuosa: perché veniva da pulpiti che avevano acclamato gli annunci irrituali a più colonne, sul maggiore quotidiano italiano, di avvisi di garanzia o inviti a comparire riguardanti il Cavaliere. La mia opinione - espressa a più riprese - è che la stampa assolva un suo diritto e un suo dovere se,
    avendo notizie in esclusiva, le divulga: ferme restando le responsabilità di chi - magistrato o funzionario - alla stampa le ha passate. Ma capisco il garantismo onesto di chi non ammette queste trasgressioni - nemmeno quando abbiano un evidente interesse pubblico - nel nome di sacri principi. Senonché nelle cattedrali progressiste i riti del garantismo puro e duro vengono celebrati solo se il maligno ha le sembianze di Silvio Berlusconi.
    Lo si è potuto constatare anche nell'ultimissima fase dell'«affaire» Unipol:
    il quale sta diventando di estremo interesse non solo per i commentatori politici ma anche per gli esperti di gastronomia. È tutto un incrociarsi di prime colazioni, seconde colazioni, cene tra potenti, nel continente o in Sardegna, con menu rustico o con la grande cuisine. Dopo ciò che è stato rivelato dalle intercettazioni su Unipol, e dopo le informazioni di Berlusconi in Procura sugli incontri tra il presidente delle Generali Antoine Bernheim e i leader diessini, sono affiorate a valanga indiscrezioni di segno opposto: ossia su incontri del Cavaliere con Fiorani e con Gnutti. Derivavano, queste indiscrezioni, da documenti divulgati ufficialmente? Nemmeno per sogno. Derivavano da violazioni del segreto istruttorio.
    Ma non ho colto soprassalti d'indignazione nella sempre indignata Unità. Che anzi era contentona, e si è diffusa in un lungo servizio - dal titolo «Anche il Foglio tra gli amici degli amici?» - su un fido della Banca popolare italiana al quotidiano di Giuliano Ferrara, nella persona della sua rappresentante legale Veronica Lario.
    Che è moglie del Cavaliere. Da vergognarsi.
    Nessuno è esente da colpe, nella baraonda affaristica, politica, mediatica e giudiziaria cui stiamo assistendo. Personalmente sono del parere che la visita nel Palazzaccio romano Berlusconi dovesse evitarla. Ma certi atteggiamenti da verginella oltraggiata l'opposizione potrebbe risparmiarseli. Sono grotteschi in una sinistra che infanga senza requie il Presidente del Consiglio, che disprezza come appartenenti a una umanità deteriore gli elettori di centrodestra, che demonizza i mezzi d'informazione non allineati, che alza la voce unicamente per «gli amici degli amici». I suoi.

    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=5...243&XPREC=1653

  3. #3
    itloox
    Ospite

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Amati75
    Sono grotteschi in una sinistra che infanga senza requie il Presidente del Consiglio, che disprezza come appartenenti a una umanità deteriore gli elettori di centrodestra, che demonizza i mezzi d'informazione non allineati, che alza la voce unicamente per «gli amici degli amici».

    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=5...243&XPREC=1653
    BEH,IL PDC SI INFANGA DA SOLO CON I SUOI LOSCHI GIRI.
    IN QUANTO ALLA DEMONIZZAZIONE DEI MEZZI DI INFORMAZIONE,RICORDIAMOCI DI COME HA CACCIATO BIAGI,SANTORO ED ALTRI

  4. #4
    Ashmael
    Ospite

    Predefinito

    "Diversi nel rapporto con il denaro"
    La barzelletta del secolo....

    che mi dite del "Conto Gabbietta" di Gregantiana memoria, delle sovvenzioni che il PCI riceveva dall'URSS e di tutta la storia con Consorte?

  5. #5
    liber
    Ospite

    Predefinito L'annosa Questione Morale di una Sinistra IMMORALE...

    Cosucce che si dimenticano, cosucce da ricordare...
    Poco più di 10 anni fa, il 14 settembre 1995, il PM veneziano Carlo Nordio inviava avvisi di garanzia ad Achille Occhetto, Massimo D'Alema, Bettino Craxi e all'ex vicepresidente nazionale della Lega delle cooperative Luciano Bernardini. Nei capi d'imputazione si ipotizzava il finanziamento illecito al Pci-Pds e al Psi, con somme provenienti da una serie di illeciti: dalla bancarotta fraudolenta pluriaggravata al falso in bilancio e alla frode fiscale.

    L’indomani su La Repubblica il direttore Eugenio Scalfari commentava così:
    “Il collateralismo tra movimento cooperativo e partiti della sinistra esiste fin dalla fine del secolo scorso ed è stato anzi un vanto del socialismo italiano. Fin qui il procuratore Nordio non dice nulla di nuovo nè di turpe. Tuttavia, il ribadire in un documento di giustizia una verità storica e non controversa non è irrilevante ai fini della pubblica accusa. Le Cooperative venete infatti (ma presumibilmente tutte le Cooperative di maggior peso industriale) partecipavano allo stesso patto scellerato sulla base del quale è nata Tangentopoli, e il patto si può definire sinteticamente come una sistematica turbativa d’asta per quanto riguarda l’ampia e ghiotta materia dei pubblici appalti.

    La documentazione e il testimoniale raccolti da Nordio in proposito sono estremamente convincenti: le Cooperative erano destinatarie di una percentuale di circa il 20 per cento degli appalti banditi dalla pubblica amministrazione e dagli enti locali, e il partito comunista vigilava affinché questo patto concluso con gli altri maggiori partiti nazionali fosse rigorosamente rispettato. Quando non lo era, i rappresentanti del Pci nelle Regioni e nei Comuni ponevano il veto alla gara, che in realtà era una gara truccata a beneficio dei soliti noti; ma bastava che le percentuali pattuite fossero ripristinate e il veto cadeva.

    Che cosa dobbiamo dedurre da questa verità documentata dal procuratore di Venezia? Semplice: che il Pci, nell’ambito del meccanismo consociativo vigente nel decennio degli anni Ottanta, non soltanto lottava per garantire lavoro e profitti per le Cooperative e per se stesso, ma così operando diveniva di fatto complice della ‘turbativa d’asta’ e quindi anche delle malefatte altrui. Beneficiario in proprio di quel 20 per cento di appalti e complice dell’80 per cento che andava a beneficio della Dc, del Psi e dello spicciolame minore dei piccoli partiti”.

    L’inchiesta sulle cooperative rosse è proseguita per anni. Il filone di minore era quello delle assunzioni fittizie, con cui veniva garantita la pensione agli esponenti locali del partito: gente che non aveva mai messo piede nella cooperativa di cui figurava come dipendente. Il filone principale era invece quello degli appalti, che le coop rosse edilizie truccavano con le tangenti, e quello delle false liquidazioni, basato sui finanziamenti pubblici italiani ed europei che cooperative create ed avviate solo sulla carta incassavano per poi essere dismesse in tutta fretta.

    In tutti i casi emergeva un rapporto organico con il PCI, per cui gli inquirenti lavorarono sull’ipotesi che questo ne fosse il reale beneficiario, e che quindi si trattasse di una forma indiretta di finanziamento illecito al partito. Ciò venne provato a Rovigo con i finanziamenti al giornale del Pci “La Risposta”, un miliardo di lire in “pubblicità” (in realtà inesistente) dall’imprenditore Donigaglia (il quale, interrogato, spiegò semplicemente: “io ho finanziato il mio partito perché sono comunista”). Quello però fu l’unico caso pienamente provato: negli altri la prova non è stata trovata. Che le cooperative abbiano pagato tangenti è pacifico, è stato ammesso dai diretti interessati. Ma le responsabilità sono rimaste relegate in ambito locale.

    Salvo nel caso dell’inchiesta sulla cooperazione agricola. In quel caso gli inquirenti arrivarono al vertice dell’ex PCI. Le "coop" ricevevano contributi dalle Regioni e dalle banche, e i soldi venivano poi “gestiti in proprio” (leggi: fatti sparire) da tal signor Alberto Fontana. Il quale era stato piazzato lì dal PCI, come risultava da una lettera del presidente del Coalve che si lamentava con Occhetto della gestione “mafiosa” delle coop agricole.

    Alla fine i vertici ne uscirono indenni. Tangentopoli deflagrò a dismisura perché tutti i dirigenti dei partiti governativi “collaborarono”, cioè cantarono; invece ogni volta che venne individuato un responsabile Pci-Pds che aveva incassato dei soldi, quello disse detto di averlo fatto “per sé”. Come Renato Morandina, già candidato alla segreteria regionale veneta del Pds, al quale la Fiat aveva versato 200 milioni su un conto estero: quando a Milano scoprirono che i soldi erano stati impiegati per la campagna elettorale, Morandina disse che però il partito non lo sapeva…

    Insomma, i vertici del PCI-PDS, per mutuare l’espressione usata da Di Pietro, si erano “attorniati di persone che hanno saputo fare quadrato” (o, per usare un’espressione alternativa, godettero di un’omertà mafiosa pressoché inscalfibile). Alla fine, nel novembre 1998, Nordio, da sempre contrario a processi fondati solo sulla cosiddetta prova logica (“non poteva non sapere”), chiese l’archiviazione per D’Alema (privandosi così del piacere di chiedere il rinvio a giudizio dio un Presidente del Consiglio fresco di nomina), nonché di Occhetto e Craxi. La richiesta di rinvio a giudizio riguardò quindi “solo” un centinaio di funzionari, mentre con uno stralcio fu “passato” ad altre procure il dossier sull’immenso patrimonio immobiliare delle coop rosse scoperto da Nordio, la cui acquisizione era patrimonio assolutamente al di là delle possibilità finanziarie delle cooperative così come dichiarate nei bilanci, e che quindi non poteva essere stato acquistato che con finanziamenti clandestini (destinati alle coop stesse o, più verosimilmente, al partito).

    …Così, tanto per non dimenticare proprio tutto.

  6. #6
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  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Ashmael
    "Diversi nel rapporto con il denaro"
    La barzelletta del secolo....

    che mi dite del "Conto Gabbietta" di Gregantiana memoria, delle sovvenzioni che il PCI riceveva dall'URSS e di tutta la storia con Consorte?
    Ma perchè non me lo dici te, per UNA volta.
    Io le "cose" le so, per come sono andate DAVVERO.

    Tu, le sai?

  8. #8
    Ashmael
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    Dico solo questo: gli onesti e i disonesti ci sono in tutti i partiti, razze, fedi, e via dicendo, in proporzioni variabili, ma nessuno può reclamare la purezza assoluta.
    Se sbaglio, correggimi. Il PCI non riceveva niente dall'URSS? Primo Greganti versava tutti i soldi all'Unicef? Fassino con Consorte parlava solo di calcio e donne? Sono disposto a credere all'ultima affermazione, sono un po'dubbioso della penultima, e non credo pper niente alla prima.

  9. #9
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    E tu onore di pianti,Ettore,avrai ove fia santo e lagrimato il sangue per la patria versato,e finchè il Sole risplenderà su le sciagure umane
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    Citazione Originariamente Scritto da Ashmael
    "Diversi nel rapporto con il denaro"
    La barzelletta del secolo....

    che mi dite del "Conto Gabbietta" di Gregantiana memoria, delle sovvenzioni che il PCI riceveva dall'URSS e di tutta la storia con Consorte?

    Ma sai leggere? Si parlava di elettori e si diceva anche di come (appunto agli elettori) anche le innocenti telefonate di Fassino siano sembrate motivo di scandalo, mentre gli elettori di destra perdonano ai propri politici cose ben più gravi...
    certo che quando si tratta di essere per forza faziosi...
    Con le budella dell' ultimo prete impiccheremo l' ultimo re

  10. #10
    Me, Myself, I
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    Citazione Originariamente Scritto da Ashmael
    Dico solo questo: gli onesti e i disonesti ci sono in tutti i partiti, razze, fedi, e via dicendo, in proporzioni variabili, ma nessuno può reclamare la purezza assoluta.
    Se sbaglio, correggimi. Il PCI non riceveva niente dall'URSS? Primo Greganti versava tutti i soldi all'Unicef? Fassino con Consorte parlava solo di calcio e donne? Sono disposto a credere all'ultima affermazione, sono un po'dubbioso della penultima, e non credo pper niente alla prima.
    Mi stai facendo domande, benchè retoriche; ti chiedevo le TUE spiegazioni.
    Se ne hai.
    Poi ti dico le mie.

 

 
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