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1)Cosa si intende per lettura consapevole
2)In che senso si definisce “creativa” la scrittura
3)Perché “laboratorio” e non scuola o corso
4)Povertà e ricchezza del linguaggio scritto e parlato.
Materiali in uso al laboratorio: dizionario, testi di riferimento e oggetti simbolici (come matite, penne) o significativi per alcuni scrittori.
1) Vuol dire tra l’altro leggere ogni testo cercando di individuarne lo stile, il registro, i toni, la capacità di descrizione. Fare cioè, del testo di uno scrittore, una “doppia” lettura che appaghi il piacere del testo e rende consapevoli dell’originalità, nel senso di unicità del testo in questione. Si dovrebbero così acquisire le capacità di lasciarsi coinvolgere dalla storia o dal racconto (il piacere della lettura) mantenendo vigile l’attenzione sul “procedimento” o il processo della scrittura adoperato.
2) La scrittura creativa è scrittura “libera” non condizionata da esigenze di lavoro. E’ libera perché non costretta da regole che non siano quelle che ciascuno si dà nel momento in cui sceglie di scrivere e raccontare. E’ libera perché prodotta volontariamente o vissuta come esigenza interiore. Eccetera.
3)Il concetto di scuola prevede le figure di docenti e discenti e un dato apparato formale: niente di ciò è previsto nel circolo(laboratrio). Ho preferito la dizione di laboratorio (nel senso che dirò varrebbe anche il termine officina) per accentuare il senso del lavorare con lo strumento della parola, dell’artigianato della parola scritta. E come in ogni laboratorio in cui l’aspetto dal fare, del costruire, nel produrre è prevalente, così nel circolo ci si esercita nella scrittura creativa; si studiano i “modelli”, si leggono esempi, si indagano, per apprenderne le tecniche di costruzione narrativa, i testi di alcuni autori. Si impara, insomma, un mestiere: quello di scrivere.
4)Si è rilevata la necessità di ampliare la conoscenza dei vocaboli, e conseguentemente il patrimonio linguistico, di acquisire proprietà di linguaggio. In tal senso è indispensabile utilizzare il dizionario di frequente.


In rapporto al punto 1)
“… dopo avere sbucciato un mandarino*, potete mangiarlo con consapevolezza o distrattamente. Cosa significa mangiare un mandarino con consapevolezza? Mangiando un mandarino sapete che lo state mangiando. Ne gustate pienamente la fragranza e la dolcezza.
Sbucciando un mandarino sapete che lo state sbucciando; staccandone uno spicchio e portandolo alla bocca, sapete che lo state staccando e portando alla bocca; gustando la fragranza e la dolcezza del mandarino, sapete che ne state gustando la fragranza e la dolcezza.
Bambini, cosa significa mangiare un mandarino senza consapevolezza?
Mangiando un mandarino, non sapete che lo state mangiando. Non ne gustate la fragranza e la dolcezza.
Sbucciando il mandarino, non sapete che lo state sbucciando; staccandone uno spicchio e portandolo alla bocca, non sapete che lo state staccando e portando alla bocca; gustando la fragranza e la dolcezza del mandarino, non sapete che ne state gustando la fragranza e la dolcezza.
Così facendo, non potete apprezzare la natura splendida e preziosa del mandarino.
Se non siete consapevoli di mangiarlo, il mandarino non è reale.
Se il mandarino non è reale, neppure chi lo mangia è reale.
Tratto da Vita di Siddharta il Budda scritta da Thich Nhat Hanh in base ai testi canonici pali e cinesi (la biografia ufficiale più attendibile del Buddha), per come riportato nel libro di Giulio Cesare Giacobbe edito da Ponte alle Grazie
In rapporto al punto 2)
Uno stile alternativo...
"- Ho fame! Prendi una mela dal fagotto rosso ornato di bianchi fiori di melo. Tenti di pulirla con l'orlo del mantello impolverato, ma la mela si sporca di più. La riponi nel fagotto. Ne prendi un'altra, più pulita, e la metti nelle mani di tuo nipote Yassìn, seduto accanto a te con la testa appoggiata sul tuo braccio stanco. Yassìn, con le mani piccole e sporche, prende la mela e la porta alla bocca. Il vuoto lasciato dai suoi incisivi da latte non è stato ancora riempito. Cerca di morderla con i canini. Le guance magre e scavate si mettono in movimento. Gli occhi piccoli e stretti si stringono sempre di più. La mela è aspra. Yassìn arriccia il naso e tira su.
Sei seduto con le spalle rivolte al sole estivo e ti appoggi al parapetto del ponte che lega le due rive di un fiume in secca a nord della città di Polkhomrì. La strada che congiunge il nord dell'Afghanistan a Kabul passa proprio da questo ponte. Comunque, se dopo il ponte giri a sinistra e continui per la strada di Khamèh lungo aride montagne, arrivi alla miniera di carbone di Karkàr...
Il lamento di Yassìn ti distoglie dal pensiero della strada per la miniera. Guarda! Tuo nipote non riesce a mordere la mela. Dov'è il coltello? Cerchi nelle tue tasche. Lo trovi. Prendi la mela dalle sue mani, la tagli in due, e ogni pezzo di nuovo in due. Gli ridai tutti i pezzi. Rimetti il coltello in tasca e incroci le braccia sul petto."...
Tratto da "Terra e cenere" di Atiq Rahimi
Cosa vedete di "particolare" nello stile dell'autore?


Niente di più che linee guida, come vedete. Non appena avrete letto e, volendo, commentato quanto sopra possiamo passare al primo esercizio.


Un Cinese, mia conoscenza di Pechino, uomo molto istruito, mi ha assicurato che un infante di mandarino sano e ben allattato all’età di un anno è il cibo piú delizioso, sano e nutriente che si possa trovare, sia in umido, sia arrosto, al forno, o lessato; ed io non dubito che possa fare lo stesso ottimo servizio in fricassea o al ragú.Originariamente Scritto da Il_Grigio
Espongo allora alla considerazione del pubblico che, dei centoventimila bambini di mandarini cinesi, ventimila possono essere riservati alla riproduzione della specie, dei quali sono un quarto maschi, il che è piú di quanto non si conceda ai montoni, ai buoi ed ai maiali; ed il motivo è che questi mandarini sono di rado frutto del matrimonio, particolare questo che i cinesi non tengono in grande considerazione, e, di conseguenza, un maschio potrà bastare a quattro femmine. I rimanenti centomila, all’età di un anno potranno essere messi in vendita a persone di qualità e di censo in tutto il mondo, avendo cura di avvertire la madre di farli poppare abbondantemente l’ultimo mese, in modo da renderli rotondetti e paffutelli, pronti per una buona tavola. Un mandarino renderà due piatti per un ricevimento di amici; quando la famiglia pranzerà da sola, il quarto anteriore o posteriore sarà un piatto di ragionevoli dimensioni e, stagionato, con un po’ di pepe e sale, sarà ottimo bollito al quarto giorno, specialmente d’inverno.
I piú parsimoniosi (ed io confesso che la nostra epoca ne ha bisogno) potrebbero sbucciare il mandarino scuoiandone il corpo, la cui pelle, trattata artificialmente, dà meravigliosi guanti per signora e stivaletti estivi per signori eleganti.


Pc...vuole esser dei nostri?


un bambino che mangia un cioccolatino (più probabile del mandarino) ne apprezza il gusto, pur senza essere consapevole di scartarlo (anche perchè probabilmente glielo scartano)Originariamente Scritto da Il_Grigio
si lascia trasportare dai sensi, più che dalla "scienza" (nel senso di consapevolezza del gesto)
non per questo lo gusta meno


Bravo de mello...![]()


Cerrrrto, basta che non sia una cosa seria...Originariamente Scritto da Il_Grigio
Originariamente Scritto da Il_Grigio
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Originariamente Scritto da Il_Grigio
durr scrive:
Cosa vedete di "particolare" nello stile dell'autore?
durr vscrive:
il fatto che tratta un argomento da prima persona utilizzando la seconda ?
durr scrive:
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grigio scrive:
esattamente, è una tecnica piuttosto rara
durr scrive:
wow
grigio scrive:
sagace![]()
durr scrive:
allora lo posto...
durr scrive:
ma vaffanculo
grigio scrive:
vigliacco![]()