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Discussione: Sondaggi

  1. #541
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    ELEZIONI/ WEBER (SWG): UNIONE IN VANTAGGIO AL SENATO[13/02/2006 0.07] - Autore: Apcom


    "Su 'Il Giornale' pubblicati risultati falsi"



    Roma, 12 feb. (Apcom) - "La notizia pubblicata da 'Il Giornale' è assolutamente infondata. Quel sondaggio esiste ma i risultati sono opposti a quelli diffusi dal quotidiano: è l'Unione in vantaggio al Senato". Lo precisa in una dichiarazione Roberto Weber, esperto di sondaggi politici della Swg, commentando l'articolo pubblicato oggi su 'Il Giornale' che fa riferimento ad un sondaggio la maggioranza deui seggi andrebbe alla Cdl.

    "Diffonderemo i dati la prossima settimana - fa sapere Weber - ma i risultati sono altri: in particolare in Piemonte, regione citata nell'articolo, il centrosinistra è in vantaggio ed è un vantaggio molto più ampio rispetto alle rilevazioni precedenti".

  2. #542
    ... il Prosciolto ...
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    .. in su corr'e sa furka ..
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    www.corriere.it

    Adesso è a meno quattro dall'Unione

    Cdl, mezzo punto in più alla settimana







    I sondaggi sulle intenzioni di voto si susseguono con una significativa similitudine nei risultati. Ciò ne mostra l’attendibilità scientifica (la statistica insegna che uno stesso quesito, posto a campioni analoghi anche se diversi tra loro, deve portare a esiti simili) e conferma il permanere del vantaggio del centrosinistra (con un netto recupero della Margherita e una forte crescita della Rosa nel Pugno) e, al tempo stesso, il regolare — anche se sin qui insufficiente — recupero della Cdl. Dal punto di vista politico, suscita attenzione il risultato dell’Unione, che potrebbe prefigurare la vittoria alle elezioni «vere».
    Mada quello dell’analisi sociopolitica, l’aspetto più interessante sta nel trend positivo dei consensi per il presidente del Consiglio. Dopo l’inizio della sua attività mediatica Berlusconi ha mobilitato il suo seguito potenziale riuscendo anche a convincere una parte di esso (attorno al due per cento, vale a dire grossomodo mezzo punto percentuale a settimana) a dichiarare di voler votare per lui. Tanto che ora il distacco nelle intenzioni di voto tra Unione e Polo è sceso a 4 punti. Beninteso, l’immagine di Berlusconi rimane negativa per gran parte dell’elettorato. Ma la percentuale di chi giudica positivamente l’azione del governo si è accresciuta del 6 per cento rispetto a novembre scorso. E i giudizi negativi sul Cavaliere sono diminuiti del 7 per cento.
    Malgrado utilizzino modalità sostanzialmente analoghe per la terza volta in dieci anni, le tecniche di comunicazione di Berlusconi sembrano funzionare ancora. Soprattutto grazie a quattro elementi: —l’attenzione rivolta direttamente ed esclusivamente a target specifici (oggi, specialmente quello degli elettori più lontani e meno partecipi politicamente). Con la conseguente sottolineatura dei temi, dei valori e dei linguaggi più consoni a convincerli. E il disinteresse per i settori di elettorato ove la raccolta di consensi appare difficile o impossibile. — l’insistenza sul connotato «personale» nell’impegno in politica, approfittando della crisi di fiducia che caratterizza i partiti tradizionali. Nel caso di Berlusconi non ci troviamo di fronte tanto al leader che rappresenta il partito, quanto al partito che serve alla rappresentazione del leader.
    Sottolineando anche l’unicità (o la netta prevalenza) della figura del presidente del Consiglio quale capo della coalizione. Che contrasta con la pluralità (e, spesso la disunità) dei principali leader dell’Unione. — lo stile comunicativo basato più su brevi affermazioni (spesso sotto forma di promesse o impegni) che articolate analisi. Cui si accompagna la prefigurazione di un futuro del quale vengono sottolineati soprattutto (se non esclusivamente) i connotati positivi e ridimensionati (o ignorati) gli elementi problematici. Esattamente come accade nella realtà descritta in certe soap operas televisive. —il continuo lavorio per fissare l’agenda dei temi oggetto del dibattito. Soffermandosi principalmente sulle questioni per le quali la comunicazione e le argomentazioni sono più agevoli. In passato, questa strategia comunicativa ha avuto successo.
    In questo momento, nessuno può dire se e in che misura Berlusconi riuscirà nel suo obiettivo: recuperare entro il 7 aprile quel 10 per cento di elettorato che lo votò nel 2001, che oggi si dichiara indeciso e che costituisce il suo target prevalente (o esclusivo). Per persuaderlo egli punta, come allora, a fattori più emotivi (nella scorsa elezione si parlò di «mobilitazione drammatizzante») che razionali. Dei quali è però difficile prevedere il momento di maturazione, nel quale un atteggiamento si trasforma in comportamento. Sin qui, la comunicazione di Berlusconi è riuscita a scuotere in larga misura il suo target dall’apatia e dal disinteresse. Ma ha ottenuto solo in parte il suo vero scopo: persuaderlo a votare nuovamente per la Cdl.


    Renato Mannheimer



    14 febbraio 2006

  3. #543
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    Citazione Originariamente Scritto da Il Prescelto
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    Adesso è a meno quattro dall'Unione

    Cdl, mezzo punto in più alla settimana







    I sondaggi sulle intenzioni di voto si susseguono con una significativa similitudine nei risultati. Ciò ne mostra l’attendibilità scientifica (la statistica insegna che uno stesso quesito, posto a campioni analoghi anche se diversi tra loro, deve portare a esiti simili) e conferma il permanere del vantaggio del centrosinistra (con un netto recupero della Margherita e una forte crescita della Rosa nel Pugno) e, al tempo stesso, il regolare — anche se sin qui insufficiente — recupero della Cdl. Dal punto di vista politico, suscita attenzione il risultato dell’Unione, che potrebbe prefigurare la vittoria alle elezioni «vere».
    Mada quello dell’analisi sociopolitica, l’aspetto più interessante sta nel trend positivo dei consensi per il presidente del Consiglio. Dopo l’inizio della sua attività mediatica Berlusconi ha mobilitato il suo seguito potenziale riuscendo anche a convincere una parte di esso (attorno al due per cento, vale a dire grossomodo mezzo punto percentuale a settimana) a dichiarare di voler votare per lui. Tanto che ora il distacco nelle intenzioni di voto tra Unione e Polo è sceso a 4 punti. Beninteso, l’immagine di Berlusconi rimane negativa per gran parte dell’elettorato. Ma la percentuale di chi giudica positivamente l’azione del governo si è accresciuta del 6 per cento rispetto a novembre scorso. E i giudizi negativi sul Cavaliere sono diminuiti del 7 per cento.
    Malgrado utilizzino modalità sostanzialmente analoghe per la terza volta in dieci anni, le tecniche di comunicazione di Berlusconi sembrano funzionare ancora. Soprattutto grazie a quattro elementi: —l’attenzione rivolta direttamente ed esclusivamente a target specifici (oggi, specialmente quello degli elettori più lontani e meno partecipi politicamente). Con la conseguente sottolineatura dei temi, dei valori e dei linguaggi più consoni a convincerli. E il disinteresse per i settori di elettorato ove la raccolta di consensi appare difficile o impossibile. — l’insistenza sul connotato «personale» nell’impegno in politica, approfittando della crisi di fiducia che caratterizza i partiti tradizionali. Nel caso di Berlusconi non ci troviamo di fronte tanto al leader che rappresenta il partito, quanto al partito che serve alla rappresentazione del leader.
    Sottolineando anche l’unicità (o la netta prevalenza) della figura del presidente del Consiglio quale capo della coalizione. Che contrasta con la pluralità (e, spesso la disunità) dei principali leader dell’Unione. — lo stile comunicativo basato più su brevi affermazioni (spesso sotto forma di promesse o impegni) che articolate analisi. Cui si accompagna la prefigurazione di un futuro del quale vengono sottolineati soprattutto (se non esclusivamente) i connotati positivi e ridimensionati (o ignorati) gli elementi problematici. Esattamente come accade nella realtà descritta in certe soap operas televisive. —il continuo lavorio per fissare l’agenda dei temi oggetto del dibattito. Soffermandosi principalmente sulle questioni per le quali la comunicazione e le argomentazioni sono più agevoli. In passato, questa strategia comunicativa ha avuto successo.
    In questo momento, nessuno può dire se e in che misura Berlusconi riuscirà nel suo obiettivo: recuperare entro il 7 aprile quel 10 per cento di elettorato che lo votò nel 2001, che oggi si dichiara indeciso e che costituisce il suo target prevalente (o esclusivo). Per persuaderlo egli punta, come allora, a fattori più emotivi (nella scorsa elezione si parlò di «mobilitazione drammatizzante») che razionali. Dei quali è però difficile prevedere il momento di maturazione, nel quale un atteggiamento si trasforma in comportamento. Sin qui, la comunicazione di Berlusconi è riuscita a scuotere in larga misura il suo target dall’apatia e dal disinteresse. Ma ha ottenuto solo in parte il suo vero scopo: persuaderlo a votare nuovamente per la Cdl.


    Renato Mannheimer



    14 febbraio 2006

    Ce la fa ce la fa...

    (..no...non ce la può fare...no no non ce la fa....)


    Ce la fa ce la faaa

    (no non ce la fa....)

  4. #544
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    Predefinito Sondaggio ufficiale "Elezioni 2006"

    Il sondaggio "ufficiale" delle elezioni 2006 lo trovi qui


    risultati parziali
    ELEZIONI 2006

    Totale centrodx:6
    FI: 2
    AN:2
    UDC:
    LEGA+MPA: 2
    NPSI+DC:
    AS:
    altro

    Totale centrosx: 4
    DS: 3
    MARGHERITA: 1
    RIFONDAZIONE:
    PDCI:
    VERDI:
    UDEUR:
    IDV:
    ROSA NEL PUGNO:

    altro
    indeciso
    non voterò+scheda bianca 2

    Elezioni 2001

    Totale centrodx: 5
    FI
    AN: 1
    UDC:
    LEGA: 1
    NPSI:
    altro:

    Totale centrosx 6
    DS: 4
    MARGHERITA: 2
    VERDI+SDI:
    PDCI:

    RIFONDAZIONE:

    IDV:

    RADICALI:
    altro:

    non ho votato:1

  5. #545
    Assatanata, cogliona & indegna
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    Già cogliona ed oggi anche "indegna di essere italiana"!!!
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    zzzzzzz.....zzzzzz......

  6. #546
    fumo_di_londra
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    Predefinito continua la rimonta della CdL

    nei sondaggi continua a guadagnare terreno la Casa delle Libertà, e quel che è peggio è che più si sente parlare in giro di rimonta della CdL, più la gente è invogliata a votare CdL !!!!
    Capite? Più si parla di rimonta, e più è sicura la vittoria del centro-destra e di Berlusconi!!! E' un circolo vizioso, da cui purtroppo il centro-sinistra uscirà sconfitto.
    E' come il cane che si morde la coda, per la sinistra è la fine!!!!

  7. #547
    Forumista senior
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    Predefinito

    mah, credo che sia piuttosto improbabile una rimonta della CdL tale da sovvertire i risultati delle prossime elezioni.
    Dalle ultime comparsate TV si capisce come gli alleati di Berlusconi si siano già messi nell'ottica che presto passeranno all'opposizione.

  8. #548
    colleziono trofei
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    E' un po' come la legge Tremonti che si autocopriva facendo esplodere l'economia.


    Resta però il fatto che il centrosinistra mantiene oggi un vantaggio nelle intenzioni di voto dichiarate. E che esso appare prevalere anche tra chi non ha deciso cosa votare, ma esprime comunque un orientamento di massima. In realtà, l’esito vero dipenderà in larga misura dal livello di partecipazione al voto. Che, come si sa, è andato progressivamente diminuendo da trent’anni a questa parte. Se Berlusconi riuscirà a invertire questo trend, mobilitando i «lontani» dalla politica, portandoli al voto e ottenendo un afflusso relativamente elevato (ad esempio attorno all’85%), le sue probabilità di vincere le elezioni si accresceranno notevolmente. In caso contrario rimane, sin qui, più ragionevole ipotizzare una maggioranza di consensi per il centrosinistra.
    Renato Mannheimer

  9. #549
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    Io spero che vinca Berlusca così nel 2011 saremo veramente al livello dell'africa settentrionale....ora non ancora, c'è ancora parecchio lavoro da fare per arrivare a quel punto e solo un nano-bis può garantire questo risultato

  10. #550
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    Citazione Originariamente Scritto da fumo_di_londra
    nei sondaggi continua a guadagnare terreno la Casa delle Libertà, e quel che è peggio è che più si sente parlare in giro di rimonta della CdL, più la gente è invogliata a votare CdL !!!!
    Capite? Più si parla di rimonta, e più è sicura la vittoria del centro-destra e di Berlusconi!!! E' un circolo vizioso, da cui purtroppo il centro-sinistra uscirà sconfitto.
    E' come il cane che si morde la coda, per la sinistra è la fine!!!!
    L'unica cosa su cui hai ragione riguarda il "circolo vizioso"...

    E' assodato che la CasadeiLadri non ha nulla di virtuoso.


 

 
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