Recentemente è stato pubblicato il seguente libro:
"Il massacro degli Armeni" - un genocidio controverso -
di Guenter Lewy - edito da: Einaudi
qualcuno lo ha letto ?


Recentemente è stato pubblicato il seguente libro:
"Il massacro degli Armeni" - un genocidio controverso -
di Guenter Lewy - edito da: Einaudi
qualcuno lo ha letto ?


Padre Paulos Eskandar sacerdote Cristiano Siro-Ortodosso barbaramente assassinato a Mossul /Iraq (decapitato e mozzato le mani) a seguito della polemica "Papa di Roma/Islam" - Memoria Eterna !
Dott. Joseph Boutros Fraudon - rapito ed ucciso a Baquba/Iraq - Cristiano Assyro - prestava servizio nel locale Ospedale - Memoria Eterna !


Quando l'Agnello aprì il quinto sigillo, vidi sotto l'altare le anime di coloro che furono immolati a causa della parola di Dio e della testimonianza che gli avevano resa. E gridarono a gran voce: "Fino a quando, Sovrano, tu che sei santo e verace, non farai giustizia e non vendicherai il nostro sangue sopra gli abitanti della terra?". Allora venne data a ciascuno di essi una veste candida e fu detto loro di pazientare ancora un poco, finché fosse completo il numero dei loro compagni di servizio e dei loro fratelli che dovevano essere uccisi come loro.
«Ora si è compiuta
la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio
e la potenza del suo Cristo,
poiché è stato precipitato
l'accusatore dei nostri fratelli,
colui che li accusava davanti al nostro Dio
giorno e notte.
Ma essi lo hanno vinto
per mezzo del sangue dell'Agnello
e grazie alla testimonianza del loro martirio;
poiché hanno disprezzato la vita
fino a morire.
Esultate, dunque, o cieli,
e voi che abitate in essi.
Ma guai a voi, terra e mare,
perché il diavolo è precipitato sopra di voi
pieno di grande furore,
sapendo che gli resta poco tempo».


di Andrea Tornielli - Il Giornale 18.10.06
Dalla Turchia all’Irak, dal Libano alla Palestina, il loro numero si è drasticamente ridotto. Il calo maggiore nel Paese che il Papa sta per visitare: Ankara, col genocidio armeno, li ha quasi azzerati .
«Non vogliamo niente di più che i nostri diritti. Al momento della proclamazione della Repubblica turca i cristiani ortodossi qui erano 180.000, oggi sono meno di 5.000. Chiedetevi il perché». Con queste parole il patriarca Bartolomeo I aveva concluso il suo intervento incontrando a Istanbul un gruppo di giornalisti per parlare della prossima visita del Papa in Turchia. I numeri parlano chiaro e evidenziano le difficoltà che in questa come in altre zone del mondo, in Paesi a maggioranza islamica, vivono i cristiani. Fino a cento anni fa, in Turchia esisteva la comunità proporzionalmente più numerosa di cristiani in Medio Oriente, mentre oggi è la più ridotta.
«Dai circa due milioni di cristiani all’inizio del Novecento, un quarto della popolazione anatolica», ha scritto su Avvenire Camille Eid, «si è arrivati a soli 115.000, appena lo 0,15%, quasi tutti concentrati nei grandi centri di Istanbul, Smirne e Mersin». Si tratta, per buona metà, di fedeli della Chiesa apostolica armena, posti sotto l’autorità di un patriarca residente a Istanbul, dove la comunità gestisce ancora 35 luoghi di culto, ma con un seminario chiuso dal 1971. Seguono le comunità cattoliche, che contano 30.000 fedeli in tutto, principalmente latini, ma anche armeni, siriaci e caldei. Circa 20.000 sono protestanti, seguiti da diecimila siro-ortodossi, «solo un decimo del numero presente un secolo fa nella zona meridionale di Tur Abdin». I greco-ortodossi sono invece circa 5.000 soltanto, anche se proprio qui, nel quartiere del Fanar, si trova la «Santa Sede» dell’ortodossia, dato che il patriarca Bartolomeo I esercita un primato d’onore su tutto il mondo ortodosso.
Le due maggiori comunità cristiane dell’ex Impero ottomano sono state decimate una dal genocidio degli armeni deciso a tavolino dal governo «laico» dei Giovani Turchi, che li che accusava di connivenza con il nemico russo, l’altra dallo scambio tra popolazioni «greche» e «turche» (un milione e 344.000 cristiani ortodossi ricondotti in Grecia contro 464.000 musulmani rinviati in Turchia), sancito dal Trattato di Losanna del 1923.
A Istanbul, che pure ha conservato la memoria del suo essere capitale della Chiesa orientale, si concentrano alcune migliaia di cristiani, ma la «fuga» è costante. Erano 136mila nel 1927, 86.000 nel 1965, sono 70.000 oggi. «La scomparsa delle chiese - ha scritto Eid - è andata di pari passo con la riduzione di tutte le istituzioni benefiche gestite dalla Chiesa (ospedali, ospizi, scuole) dovuta sia al progressivo venire meno del personale sia a gravami economici imposti dallo Stato. Numerosi ostacoli rendono difficile la vita delle comunità cristiane in un Paese che, tutto sommato, si definisce “laico”: dall’assenza di personalità giuridica alle restrizioni al diritto di proprietà, e dalle ingerenze nella gestione delle fondazioni all’impossibilità di formare il clero, senza dimenticare la sorveglianza poliziesca esercitata sui cristiani». La legislazione turca non rende facile la vita neanche alla Chiesa cattolica. Non è ancora stato trovato, infatti, uno statuto che le permetta una esistenza legale e giuridica.
Se la situazione della Turchia è la conseguenza di un genocidio e di decenni di legislazioni, quella di altri Paesi dell’area come Irak, Giordania, Libano, Sudan, ma anche Terra Santa è stata provocata dagli eventi più recenti. Tragico è l’esodo dall’Irak, dove nel 1987 i cristiani – che convivevano da molti secoli con i musulmani – da 1.400.000 si sono ridotti a 800.000, come riferisce Yonadan Kanna, l’unico membro cristiano del Parlamento iracheno. Nella chiesa cristiana della Vergine Maria, a Bagdad, padre Khossaba fa vedere i tanti certificati di battesimo consegnati ai parrocchiani che lasciano il Paese e hanno bisogno di attestare la loro appartenenza religiosa per il visto. A volte più di cinquanta a settimana.
Anche la situazione in Terra Santa, oggetto del libro «Tramonto del cristianesimo in Palestina», scritto della giornalista Elisa Pinna, è difficile. Un secolo fa erano il 10% della popolazione tra il fiume Giordano e il Mar Mediterraneo. Oggi sono meno del 2%: circa 130.000 in Israele e 50.000 nei Territori e a Gaza. Tra i problemi che la presenza cristiana incontra nella terra di Gesù c’è anche quello del fondamentalismo. Il Custode di Terra Santa, padre Pierbattista Pizzaballa, ha detto che «quasi ogni giorno, lo ripeto, quasi ogni giorno, le nostre comunità sono vessate dagli estremisti islamici in queste regioni. E se non sono gente di Hamas o della Jihad islamica, avviene che ci si scontri con il muro di gomma dell’Autorità Palestinese, che fa poco o nulla per punire i responsabili».


Dal sito della Chiesa Ortodossa (Gregoriana) Armena della Santa Sede di Etchmiadzin (Armenia):
Visita Apostolica del Katholikos Armeno Karekin II a Costantinopoli - Turchia -(Giugno 2006):
Il Gerarca con la Mandyas azzurra (a sx della foto) è il Patriarca Armeno di Costantinopoli Mesrob Mutafian (Patriarcato istituito dal Sultano Maometto II); la Chiesa è la Cattedrale Armena dedicata alla Madre di Dio dove si è celebrata una Divina Liturgia Archieratica. Precedentemente il Katholikos aveva incontrato il Patriarca Ortodosso di Costantinopoli Bartolomeo .
Agosto 2006 - foto della Confraternita della Chiesa Madre di Etchmiadzin
Ottobre 2006 - nove nuovi sacerdoti sono stati ordinati nella Cattedrale di Etchmiadzin - l' Arcivescovo ordinante (che compare nella foto) è Nerses Bozabalian:
Le foto sono tratte dal sito:
http://www.armenianchurch.org/


Belle parole ed ottimi pensieri fratellini miei. Se fate una visitina nello stesso sito consigliato http://www.armenianchurch.org/ troverete un articolo e delle splendide foto che narrano "alla luce del dialogo intereligioso" dell'incontro tra i "fratelli" di questa chiesa e i leader mussulmani.
Che santa cosa!
Ma vi siete mai chiesti del perchè tutti abbiano lo "sfrenato" bisogno di dialogare con l'Islam?![]()
Perchè si sia pronti a rinnegare le palesi ed evidenti contraddizioni e le origini cristiane?![]()
p. Nicola


Me lo sono chiesta, ma non so rispondere.


Rev.p. Nicola benedici,Belle parole ed ottimi pensieri fratellini miei. Se fate una visitina nello stesso sito consigliato http://www.armenianchurch.org/ troverete un articolo e delle splendide foto che narrano "alla luce del dialogo intereligioso" dell'incontro tra i "fratelli" di questa chiesa e i leader mussulmani.
Che santa cosa!
Ma vi siete mai chiesti del perchè tutti abbiano lo "sfrenato" bisogno di dialogare con l'Islam?
Perchè si sia pronti a rinnegare le palesi ed evidenti contraddizioni e le origini cristiane?
p. Nicola
non credo che la Chiesa Gregoriana abbia uno "sfrenato" bisogno di dialogare con l'Islam....ovviamente avevo letto il citato articolo correlato da foto con Imam e prelati latini (anglicani e cattolici) presenti ad una D.Liturgia ad Etchmiadzin.
Non bisogna dimenticare che in molti paesi del M.O. (Iran e Turchia ad es.) la Cristianità è rappresentata dai Katholikoi Armeni e non certo dai Gerarchi Cristiani Occidentali (Westminster e/o Roma) o dai loro pallidi luogotenenti più o meno uniati che siano e nemmeno, purtroppo da uno dei ns. Patriarchi.
I Cristiani Orientali con l'Islam ci convivono fin dall'inizio e una certa convivenza di base si è pur sempre creata, in M.O. era sempre stata consuetudine rendere visite di cortesia alle contigue comunità religiose nei rispettivi momenti di festa. Un Vescovo Armeno potrà pur andare dal Muftì a fargli gli auguri di fine Ramadam però resterà sempre Cristiano (e Armeno)....diverso è il discorso sulle "riunioni" ecumeniche in Occidente, palesemente false e non rispettanti la Fede altrui.
Al più dobbiamo chiederci come hanno potuto i leader mussulmani errare di valutazione e dimenticare il loro stesso passato, identificando le parole di un Vescovo Occidentale, come quelle di tutti i Cristiani scatenando ad arte la violenza contro i Cristiani nativi.
Buona Domenica
Anaghnosti


E' più che mai evidente che i "rapporti di buon vicinato" sono cosa ben diversa dall'inciucio. Personalmente ne sono un esempio vivente. Nessuno potrà mai affermare che i buoni rapporti personali che mi legano ai chierici romano cattolici dell'abbiatense abbiano a intendersi come una forma di ecumenismo.
La "provocazione" voleva essere altra.
I cattolico romani cedono le proprie chiese per farne moschee, benedicono con "pastorale amore" i matrimoni misti ben sapendo che mai e poi mai un mussulmano "serio" metterà in essere l'impegno dell'educare i figli nati da quell'unione secondo gli insegnamenti di "santa romana chiesa".
E' soltanto voglia di "politica pace"; è codardia; è presa d'atto di aver condotto la maggioritaria espressione di "fede cristiana" alla totale incapacità di riconoscersi con orgoglio ( dico e ripeto CON ORGOGLIO) nella propria identità cristiana (e poi fare strepiti e lacrime quando il consiglio d'Europa non inserisce l'origine cristiana nella costituzione europea)?
- ben so che rispetto al tema iniziale stiamo uscendo da un corretto seguito-
E' la voglia di dare seguito all'attacco alla FEDE voluto proditoriamente da un gioco politico-massonico fin dal vaticano II° ?!?
Si lo so che qualcuno mi definirà visionario e quant'altro.
Ma è quello che penso. L'ordine è: "bisogna demolire ogni credo!!!"
E che ci crediate o no è anche il turno dell'Ortodossia. Ed i "segnali" mi sembrano sempre più chiari.Non è "voglia di unità" è voglia di DISTRUZIONE.
Sarà meglio aprire un altro 3d sull'argomento?
p. Nicola


Sempre dal Sito della Chiesa Madre posto alcune foto dell'Accademia Teologica Armena Vaskenian, posta sulle sponde del lago Sevan. Sono foto molto belle e richiamano l'immaginario che ci siamo costruiti sull'Anatolia ed il Caucaso:
la "classe" 2004