Un problema che mi si pone spesso è quale influenza abbia il linguaggio sul ragionamento astratto ed in particolare sulla filosofia; infatti mentre le scienze cosiddette empiriche , che io preferisco chiamare sperimentali o esatte, si esprimono con un linguaggio simbolico ed universale che è quello matematico, la filosofia, qualunque essa sia si esprime con parole. Ora ho notato che a me capita di ragionare su materie astratte, ma nel farlo, nella mia mente, uso le parole del mio linguaggio verbale. Questo vuol dire che il tedesco ragionerà in Tedesco, l'inglese in Inglese e via discorrendo. Ora le differenze linguistiche sia grammaticali che sintattiche costituiscono dei veri e propri percorsi cerebrali che influenzano il pensiero, anche quello astratto. Ora se prendiamo la filosofia Cattolica per eccellenza, il Tomismo, esso ha radici sia greche che latine: aristotele ragionava e scriveva in Greco antico e nei suoi scritti si riconoscono alcune influense linguistiche come il concetto di azione aoristica del tutto sconosciuta nel mondo latino. Sia S.Agostino che S.Tommaso scrivono e pensano il Latino che ha costruzioni e moduli linguistici diversi sia dal Greco che dall'Italiano, quando ragiona di esse ed essentia S.Tommaso ragiona in Latino, ma un latino che, nel significato delle parole è diverso dal Latino classico. Quando poi il tutto viene tradotto in Italiano abbiamo 3 se non 4 variazioni linguistiche con diversi percorsi semantici, grammaticali e sintattici ( vedi ad esempio la differenza fra consecutio temporum e consecutio modorum). A questo punto si deve ricordare come la traduzione, qualunque traduzione, in realtà diventi una libera interpretazione di un testo pensato e costruito con regole di ragionamento diverse. Anche nella traduzione dei testi biblici nonostante il lodevole intento filologico dei traduttori ( vedi la Bibbia dei septuaginta o la Vulgata) in realtà la traduzione prima dall'aramaico, poi dal Greco ed infine dal Latino comporta delle modificazioni linguistiche inevitabili ma che possono, in teoria, stravolgere il significato originario.




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Credere annunciandoLo e testimoniandoLo che Egli è il Cristo, il Figlio del Dio vivente.
Hai detto niente!!!