Originariamente Scritto da Ortega
La cantatrice Calva
29 Aprile 2005
Da quando, oltre all'imprenditore, al politico e al presidente del Milan, Silvio Berlusconi fa anche l'imputato, s'è diffusa nel costume giudiziario italiano una simpatica novità.
Anziché rispondere alle accuse che di volta in volta gli piovono sul capo dicendo che non sono vere, Bellachioma e i suoi cari replicano che sono segrete
("violazione del segreto istruttorio")
e comunque non è il momento.
("giustizia a orologeria")
Mai, prima di lui, s'era sentito un tizio che - accusato di corrompere, frodare il fisco, truccare bilanci, dire falsa testimonianza, ospitare mafiosi - replicasse:
"E' un segreto" o "Accusatemi in un altro momento perché ora ho da fare".
Di fronte a imputazioni così infamanti, uno normale risponderebbe offeso:
"Non è vero, sono innocente".
A lui non viene mai in mente.
Anche perché generalmente le accuse sono vere.
E' vero che ha testimoniato il falso sulla P2,
che le sue aziende han corrotto la Guardia di Finanza,
che lui ha pagato in nero Craxi,
che il suo avvocato faceva altrettanto con un paio di giudici,
che i bilanci della ditta erano falsi,
che c'erano i fondi neri esentasse su una miriade di società off-shore,
che lui ha ospitato in casa sua per due anni un mafioso scambiandolo per uno stalliere.
Etc.
Ormai anche i suoi legali se ne son fatta una ragione, tant'è che l'altro giorno - commentando la richiesta di rinvio a giudizio per i diritti Mediaset - si sono concentrati sul merito delle accuse.
Ma sono stati subito scavalcati dalla Cantatrice Calva di Arcore, al secolo James Bondi.
Il quale, in simultanea con Cicchitto
(dicono una parola per ciascuno, come Qui, Quo e Qua)
s'è molto lagnato con la Procura di Milano per aver disturbato con la "giustizia a orologeria" il memorabile discorso alla Camera del Berlusconi 2-bis.
Una lagna talmente grottesca che persino il Corriere di Mieli ha pubblicato un corsivo in prima pagina per ricordare che "le elezioni regionali si sono concluse e le politiche sono attese fra un anno".
E per invitare Bondi a farci sapere quando eventualmente i giudici potrebbero occuparsi del suo spirito-guida senza dargli troppa noia, col suo permesso s'intende.
Apriti cielo.
Ieri la Cantatrice James ha vomitato una replica da neurodeliri, che solo un falso mite come lui poteva vomitare.
Il Corriere -a suo dire- "infrange le regole della corretta comunicazione",
"è l'organo della Procura",
ha "un'idea meschina della politica",
"usa metodi aberranti",
persegue "interessi di bottega".
Il Pallore Sgonfiato annuncia poi che "ci batteremo fino in fondo" contro il Corriere e gli altri giornali che "pubblicano in prima pagina e senza firma un commento a una legittima esternazione di un esponente politico".
La qual cosa gli fa "gelare il sangue nelle vene".
Il pover'uomo non sa che, da quando esistono, i giornali di tutto il mondo libero pubblicano commenti sulle esternazioni dei politici, e se sono anonimi è perché sono del direttore.
Solo che in tutto il mondo libero, ai politici oggetto dei commenti non si gela il sangue nelle vene: anzi, trovano la cosa piuttosto normale.
James, poi, ripete a macchinetta alcune balle che gli ha messo in testa Bellachioma.
- Non è vero che l'avviso di garanzia del '94 fu anticipato dal Corriere: il Cavaliere sapeva tutto dai carabinieri fin dalla sera prima.
- Non è vero che l'ultima richiesta di rinvio a giudizio sia "coperta dal segreto d'indagine"(è pubblica e pubblicabilissima) né che sia stata "resa nota ai giornalisti del Corriere che ha un rapporto privilegiato con i giudici milanesi": è stata depositata in cancelleria ben oltre i 20 giorni canonici dall'avviso di chiusura indagini del 19 febbraio, a disposizione delle parti, che poi ne han parlato con la stampa.
Tant'è che la notizia, il 26 aprile, compariva su tutti i giornali, compreso quello della famiglia Bellachioma: pure Belpietro ha un filo diretto con le toghe rosse?
Il lato più commovente dello strazio bondiano è che qualunque momento scelto dai pm per notificare i loro atti a Bellicapelli, è sempre sbagliato.
Una scusa si trova sempre:
- nel '94 la conferenza di Napoli sulla criminalità;
- nel '95 le regionali e i referendum;
- nel '96 le politiche e la quotazione Mediaset in borsa;
- nel '97-98 la Bicamerale, le amministrative, la crisi del governo Prodi;
- nel '99 le europee,
- nel 2000 le regionali,
- nel 2001 le politiche,
- nel 2002 la prima crisetta,
- nel 2003 il semestre europeo,
- nel 2004 le provinciali e la verifica lunga un anno,
- nel 2005 le regionali, la crisi, il governo-bis.
Senza dimenticare i compleanni e gli onomastici, che cadono una volta all'anno.
A fine settembre '99, al processo per Via D'Amelio, i pm di Caltanissetta accennano a indagini sulla Fininvest. Berlusconi denuncia:
"Han voluto rovinarmi il compleanno".
Poi ci sono le festività religiose, che il noto massone divorziato rigorosamente osserva.
17 dicembre '97: il Pool, scaduto il termine per indagare, chiede i rinvii a giudizio per le "toghe sporche".
In politica non succede nulla.
Ma il Cavalier Bertoldo trova il modo di piagnucolare:
"Il pool mi ha rivolto un affettuoso pensiero natalizio".
Ecco perché proprio in quella data: per rovinargli il Natale!
Autunno '99, prima di chiudere l'inchiesta Mondadori, il pm convoca Berlusconi per interrogarlo.
E, per scansare i soliti impedimenti parlamentari, fissa la data di domenica.
Ma lui diserta sdegnato:
"Io la domenica vado a messa".
Naturalmente non si presenta neppure il lunedì, martedì, mercoledì, giovedì, venerdì e sabato:
"In quei giorni ho altro da fare".
Tipo regalare orologi.




Rispondi Citando
)
che trovo sia molto più calzante) straparli dei fatti illeciti nelle giunte rosse ma poi alla fine risulta che non sai proprio un craxo e provi un'improbabile scalata su materiali riflettenti
