
Originariamente Scritto da
MrBojangles
«Io faccio come mi pare, sono 5 anni che faccio così...»
Il sindaco di Pietrasanta: dalle intercettazioni ritratto spietato dell’amministratore amico di Pera
03 Febbraio 2006
di Valeria Giglioli / Pietrasanta (Lu)
UOMO DI PERA
Battuta pronta e risata facile. Un po' di pancia, capelli brizzolati, occhi azzurri. Massimo Mallegni, il sindaco forzista di Pietrasanta arrestato con una lista di capi d'accusa che spaziano dall'associazione a delinquere all'estorsione, fino alla violazione della legge sul voto di scambio, è uno di quei tipi che le signore di mezza età definiscono "un bell'uomo".
Arrivato tra i primi a Forza italia nel 1994 è legatissimo al presidente del Senato, in un'intervista di fine estate ne parlava come del suo referente. Ma c'è chi mormora che Pera lo abbia scaricato all'inizio di gennaio: un «just in time» che si sarebbe concretizzato nello sfumare della candidatura alla Camera.
Le intercettazioni telefoniche che martedì lo hanno portato in carcere, non tratteggiano un quadro lusinghiero. Un temperamento sanguigno, talvolta arrogante, che tra qualche bestemmia e quotidiane volgarità, il sindaco non sembra in grado dissimulare: "Io faccio come c. mi pare - dice - sono 5 anni che faccio come c. mi pare".
E ancora, riferito alla eventuale nomina di un assessore al turismo, settore vitale per la città versiliese: «Lo gestisce il sindaco, non ti preoccupare». Rasenta l'incredibile, l'accanimento di Mallegni nei confronti di uno degli agenti della polizia municipale, C.: il sindaco lo osserva mentre è in servizio, lo segue. Telefonando a Buratti, il comandante dei vigili, dice «ora gli facciamo il c.». Più tardi si incaponisce ancora: gli contesta di esser passato con il rosso e aver guidato con il telefonino all'orecchio. Il sindaco che avrebbe esposto il busto di Mussolini nel suo ufficio, si fa scappare qualche nostalgia: «La purga a C. non gli è bastata. Ora lo purghiamo bene: guardia fissa all'antenna della Rai».
Vale forse la pena di ricordare che il vigile in questione aveva a suo tempo dichiarato che «i controlli su edilizia e urbanistica sono stati praticamente azzerati». Ma l'azzurro Mallegni non sembra neppure condividere la cavalleria un po' demodé tanto sbandierata da Berlusconi: in un'altra occasione piomberà davanti alla casa di una vigile donna, spedita a cambiarsi da un suo superiore nonostante la sua divisa fosse regolare. Usa una fotocamera («ha data e orario» spiega in una chiamata in cui racconta la prodezza) per immortalarla con l'auto di servizio davanti alla sua residenza in orario di lavoro. E racconta: «Ho beccato la signora in servizio con la macchina del comando a fare i suoi c.. Un po' per uno, pezzi di m.». La donna avrebbe dovuto testimoniare in un procedimento che vedeva il sindaco accusato di uso indebito dell'auto blu. Prepotenza e provocazioni (un episodio per tutti, la rimozione della scultura di Cortina che ricordava le lotte dei lavoratori), gigioneria ben dosata, qualche tocco splatter: «Se ci abbiamo il geometra cretino, intanto gli si taglia le orecchie». Ma anche preoccupazione per la riconferma: «Che str. Se si perde le elezioni ce li ho tutti i giorni in hotel». L’hotel è il suo e di suo padre con quale però ai giudici ha appena detto di non non aver affari in comune. Non si risparmia, per andare incontro alle esigenze dei cittadini: al punto che l'amministrazione dà il via alla realizzazione di una fognatura su una strada privata, chiusa con tanto di sbarra. L'infaticabile sindaco (5.000 concessioni edilizie e 40 varianti all'attivo) «pur palesando di essere al corrente degli interventi con soldi pubblici su una strada privata, si manifesta interessato più al voto delle circa 80 famiglie della zona». Un trasporto ricambiato: «T'ho già trovato dodici persone per te e a tutti dico che te sei il migliore» gli dice qualcuno. Un altro, nel febbraio 2005 a pochi mesi dalle elezioni comunali: «Farò di tutto per darti un appoggio, in tutte le cose del mondo». Mallegni comunque non va tanto per il sottile: «Digli che mi raccatti più voti possibile», raccomanda ad un interlocutore. Poi insiste: «Allora te, basta che tu dia il voto a (X) e siamo a posto. E mi voti anche me». Nell'aprile 2005 il sindaco che cinque anni prima aveva conquistato al centrodestra Pietrasanta, dopo 30 anni di governo della sinistra, viene riconfermato con più del 60% dei voti. Un plebiscito. O forse un plebiscito di scambio.