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  1. #11
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    Si certo...peccato che nessuno la considera tale neanche il Vaticano ne' il Governo italiano e la maggioranza degli italiani.

    Citazione Originariamente Scritto da kenshiroIT
    NO, é solo satira, niente altro che satira. Vauro é totalmente fuori strada!

  2. #12
    bluedanube
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    IL VIGNETTISTA PALESTINESE BOUKHARI:
    NESSUNO HA CAPITO QUAL E’ STATO IL SENSO DELLA LORO PUBBLICAZIONE

    vignetta di Baha Boukhari

    «Tutto questo disastro per dei brutti disegni»
    di Baha Boukhari*
    6 febbraio 2006

    RAMALLAH. Mentre proseguono le dimostrazioni per la caricature danesi, mi domando quale fossero le intenzioni dei disegnatori e del loro giornale. Ad uno come me che è un vignettista politico, sembrano prive di significato, e anche dal punto di vista artistico mi sembrano molto deboli.

    Forse il giornale che per primo le ha pubblicate voleva farsi pubblicità. Eppure è strano: non riesco a trovare una ragione per la loro apparizione. Non c'è un evento, non c'è un soggetto, e nei disegni presi di per sé niente indica che si tratti del profeta Maometto: forse lo avevano indicato in un testo di accompagnamento.

    Il giornale danese ha le sue responsabilità. Se io fossi un matto, uno squilibrato, e proponessi loro un articolo, pensate che lo pubblicherebbero in maniera cieca? Immagino che anche da loro ci sia un persona responsabile, qualficata, che si rende conto da giornalista professionista dell'impatto delle parole. Ebbene, se qualcuno deve offrire scuse, mi sembra che sia proprio questa persona.

    Di fronte alla manifestazioni di collera, occorre considerare che l'Islam vede nel disegno in sé una forma di peccato. Non è lecito. La mia famiglia è originaria della Bukara (Uzbekistan). Fra i miei antenati c'erano mistici sufi e sceicchi. Mio padre fu avviato da giovane a studi religiosi nella università Al-Azhar del Cairo. Ma dopo sei mesi non resistette, si trasferì a Parigi dove studiò architettura ed ingegneria.

    Forse una parte del suo talento è poi passata a me. Ma un disegnatore, nel mondo islamico, è visto in partenza come una persona problematica. Fra i disegnatori nel mondo arabo che io conosco, nessuno ha mai pensato di mancare di rispetto verso il Cristianesimo o verso l'Ebraismo. Verso personaggi politici, ci sono attacchi. Ma non verso le fedi religiose. Forse che noi arabi siamo più civili degli europei? Lo dubito. Noi peraltro amiamo gli europei e l'Occidente.

    Eppure contro rappresentanze dell'Occidente in Medio Oriente ci sono state manifestazioni. Si tratta di persone totalmente dissennate, che seguono in maniera cieca leader estremisti. Scommetto che nessuno di questi dimostranti ha visto le caricature in questione. Bastano loro le parole di estremisti, di sceicchi, di imam, delle moschee. Non voglio accusare i dimostranti, che sono persone semplici, convinte che i loro dirigenti sappiano tutto.

    Per gli umili la vita è già abbastanza difficile, devono lavorare duro per sopravvivere. Per noi palestinesi c'è in più la questione della occupazione. Siamo schiacciati in un confronto fra Oriente ed Occidente.

    Cosa è necessario? Certo la libertà di espressione va rispettata, ma sono necessari anche un senso di responsabilità e un po' di rispetto per la religione. E' davvero doloroso constatare come una vicenda così banale rischi adesso di rovinare le relazioni fra Oriente ed Occidente.

    * Boukhari è caricaturista politico del quotidiano palestinese al-Ayam di Ramallah

  3. #13
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    http://www.corriere.it/Primo_Piano/E...vignette.shtml

    Intervista al giornalista danese che commissionò i disegni su Maometto «Non mi pento di quelle vignette» Flemming Rose: «Felice del dibattito, serve anche ai musulmani. Paura per la mia vita? Mi fido della poilzia» STRUMENTIVERSIONE STAMPABILEI PIU' LETTIINVIA QUESTO ARTICOLO
    Ora che la violenza dilaga, non si pente di avere commissionato quelle vignette? «No, non mi sento responsabile. Mi dispiace enormemente per quello che sta accadendo nel mondo, è una tragedia. Ma chi protesta in modo violento non ha alcuna idea di quello che abbiamo pubblicato e perché lo abbiamo fatto, del rapporto tra libertà di espressione e religione, delle relazioni tra le comunità a Copenaghen. Sono fanatici strumentalizzati dai predicatori di odio, che avrebbero trovato qualsiasi altro pretesto per incitare alla rivolta. Quei disegni, in Danimarca, hanno innescato un dibattito utilissimo, al quale hanno partecipato per quattro mesi molti cittadini musulmani che hanno liberamente e civilmente espresso le loro opinioni su radio, tv, giornali. Di questo non mi pento, anzi ne sono felice. I fatti di Damasco e Beirut hanno poco a che vedere con me e il mio giornale. Sono fondati sulle bugie degli imam radicali». Flemming Rose, 50 anni, è uno dei più noti giornalisti danesi, per 14 anni è stato corrispondente dall’Unione Sovietica, poi Russia (ha tradotto un libro di Boris Eltsin) e Stati Uniti per il Berlingske Tidende e poi per il Jyllands Posten (più o meno la Gazzetta dello Jutland ), il quotidiano più letto in Danimarca. Due anni fa è tornato a Copenaghen con l’incarico di capo della cultura, con i figli e la moglie russa. «Siamo una famiglia multietnica. Difendiamo l’apertura della società danese, una delle più liberali del mondo».

    Come le è venuta l’idea?
    «Nei primi giorni del settembre scorso, ho notato troppi casi di autocensura: K?re Bluitgen, autore di un libro per bambini sulla vita di Maometto, non trovava illustratori; a Londra, la Tate Gallery ha scelto di non mostrare God is Great , un’opera di John Latham sui punti di contatto tra le religioni; il comico danese Frank Hvam ha detto che nei suoi sketch poteva forse dileggiare la Bibbia ma aveva paura di prendersela con il Corano; in tutta Europa non si trovavano traduttori di un libro di Ayan Hirsi Ali e chi lo faceva preferiva restare anonimo, ad esempio in Finlandia, per non fare la fine di Theo Van Gogh».

    E quindi?
    «Da responsabile del settore cultura, ho pensato che avremmo potuto fare il solito articolo, o qualcosa di più incisivo. Così ho scritto una lettera a 25 disegnatori danesi, chiedendo di raffigurare la loro idea di Maometto».

    È venuto fuori un arcigno signore con gli occhi cattivi, la barba, il naso adunco e una bomba in testa.
    «Io avevo domandato immagini, non satira. I 12 disegnatori che hanno accettato hanno scelto le caricature perché è nella nostra tradizione. Da secoli prendiamo in giro il governo, la famiglia reale, il Papa, i potenti, chiunque. Nessuno è intoccabile, neanche la comunità musulmana può esserlo. L’intento non era affatto provocatorio: nel commento pubblicato accanto alle vignette, ho scritto che chiedere un trattamento speciale per gli islamici era incompatibile con la democrazia e la libertà di espressione. Riconoscevo che i risultati del dileggio non sono sempre felici o belli da vedere, ma aggiungevo che l’importante adesso è frenare la corsa all’autocensura».

    Perché le fiamme, quattro mesi dopo?
    «In Danimarca, molti musulmani si sono sentiti offesi e hanno protestato, come era loro diritto, altri hanno capito che il nostro nemico non è affatto l’Islam ma l’oscurantismo. In ogni caso, nessuno ha provocato disordini gravi. La coscienza civile dei danesi, cristiani e musulmani, è aumentata. Di questo sono fiero. E i tribunali ci hanno dato ragione. Un gruppo di imam radicali tra cui Abu Laban, fan dichiarato di Osama Bin Laden, non si è arreso e ha organizzato un viaggio in Medio Oriente per sollevare le folle raccontando bugie».

    Quali bugie?
    «Intanto, che il Jyllands Posten è un giornale xenofobo di estrema destra: non lo è affatto, siamo un rispettabile quotidiano conservatore, di centro-destra. Poi, che nelle vignette c’erano scene di sesso con animali, pedofilia, e Maometto raffigurato con la testa di maiale. Tutte falsità gratuite propagandate per scatenare un odio insensato».

    Hanno fatto scandalo, mesi fa, le compagnie di taxi che a Copenaghen accettano di fornire autisti bianchi e non immigrati: basta che il cliente chieda in codice «un’auto per me e il mio cane». Gli imam accusano i danesi di razzismo, a dicembre è stata approvata una legge più restrittiva sulla cittadinanza. La Danimarca diventa intollerante?
    «Sono tornato a vivere qui due anni fa, dopo molto tempo passato a Mosca e Washington. Ci possono essere episodi negativi, ma in generale questa mi sembra ancora una società tranquilla, civile, aperta al prossimo. La nuova legge è dura contro i matrimoni forzati, l’infibulazione, le violenze sui figli, il terrorismo, ma gli immigrati in attesa di diventare cittadini godono di assistenza medica gratuita, diritto di voto locale, sono tutelati qui più che ovunque. Questo è un vanto della Danimarca e deve restarlo».

    Ha paura per la sua vita?
    «Io e il giornale abbiamo ricevuto molte minacce, cerco di lasciare la preoccupazione della mia sicurezza alla polizia».

    Stefano Montefiori
    06 febbraio 2006
    Le notizie del Corriere via SMS: invia
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  4. #14
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    un post di troppo scusate...
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  5. #15
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    doppio post scusate
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  6. #16
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    Citazione Originariamente Scritto da Vauro Senesi
    L’Austriaco dipinto come laido e viscido nelle immagini della propaganda italiana nella guerra del 15-18, poi l’americano negroide e selvaggio in quella tedesca della seconda guerra mondiale, sino all’ebreo arcigno e dal naso adunco della iconografia nazista e fascista. Dove c’è guerra c’è propaganda di guerra. Serve a nobilitare una parte disumanizzando l’altra, a creare e far accettare nel senso comune la terribile categoria del “nemico” che è tale appunto perché disumano e per il quale non si può provare quindi nessun senso di pietà umana.

  7. #17
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    Citazione Originariamente Scritto da Vauro Senesi
    L’Austriaco dipinto come laido e viscido nelle immagini della propaganda italiana nella guerra del 15-18, poi l’americano negroide e selvaggio in quella tedesca della seconda guerra mondiale, sino all’ebreo arcigno e dal naso adunco della iconografia nazista e fascista. Dove c’è guerra c’è propaganda di guerra. Serve a nobilitare una parte disumanizzando l’altra, a creare e far accettare nel senso comune la terribile categoria del “nemico” che è tale appunto perché disumano e per il quale non si può provare quindi nessun senso di pietà umana.

  8. #18
    Ashmael
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    Vauro è solo un altro uomo di parte. Molti autori di satira lo sono. Io preferisco Chiappori o Vincino, sono altrettanto divertenti e più "equilibrati".

  9. #19
    bluedanube
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    Honourable Fellow Citizens of the Muslim World

    Morgenavisen Jyllands-Posten is a strong proponent of democracy and freedom of religion. The newspaper respects the right of any human being to practise his or her religion. Serious misunderstandings in respect of some drawings of the Prophet Mohammed have led to much anger and, lately, also boycott of Danish goods in Muslim countries.

    Jyllands-Posten


    Police investigation on Jyllands-Posten
    A number of Muslim organizations submitted complaints to the Danish police claiming that Jyllands-Posten had committed an offence under section 140 and 266b of the Danish Criminal Code.

    Section 140 of the Criminal Code prohibits any person from publicly ridiculing or insulting the dogmas of worship of any lawfully existing religious community in Denmark. Section 266b criminalises the dissemination of statements or other information by which a group of people are threatened, insulted or degraded on account of their religion. Danish police began their investigation of these complaints on 27 October 2005.

    On 6 January 2006, the Regional Public Prosecutor in Viborg decided to discontinue the investigation as he found no basis for concluding that the cartoons constituted a criminal offence. He stated that in assessing what constitutes an offence, the right to freedom of speech must be taken into consideration and that the right to freedom of speech must be exercised with the necessary respect for other human rights, including the right to protection against discrimination, insult and degradation. [...]

    Wikipedia®

  10. #20
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    Citazione Originariamente Scritto da Vauro Senesi
    Banalità, luoghi comuni e satira sono termini inconciliabili.

 

 
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