



Italiani dell'Istria: martiri innocenti ai quali nessuno mai potrà rendere giustizia.
A volte non resta che il silenzio
Silenzio nella mente
Silenzio nel cuore
Perchè è sordo il dolore
di non poter perdonare chi non conosce pentimento
Vieni
Aiutaci a formare corone di rose
ogni giorno nelle generazioni dei secoli
e accetta le spine in silenzio.
Maria Vittoria Cavina
di necessità virtù


Invito tutti a visualizzare le immagini e dare un segno di partecipazione.
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Quando le armi saranno fuorilegge, solo i fuorilegge avranno le armi


Originariamente Scritto da Rick Hunter
Grazie, Rick !
di necessità virtù


CELEBRAZIONI PER LE FOIBE: CIONI (ALTERNATIVA SOCIALE) RIBATTE A BONATO (ASS. ALLA CULTURA )
SCHIO - La "Giornata nazionale del Ricordo" di domani sarà celebrata senza troppi clamori in città, con un manifesto firmato dall'amministrazione comunale, da ieri affisso lungo le principali strade. Non ci saranno convegni, dibattiti o incontri, pubblici e nelle scuole, come auspicato dalla Legge 92 del 30 marzo 2004, che ha istituito per il 10 febbraio di ogni anno la "Giornata nazionale del Ricordo". In memoria delle migliaia di italiani trucidati dalle milizie comuniste jugoslave nelle terre istriane e dalmate, nel periodo 1943-45 e seguenti. Come dei 300 mila profughi italiani costretti ad abbandonare casa e possedimenti al governo di Tito. L'amministrazione di centrosinistra di Luigi Dalla Via, che ha celebrato con doverosa enfasi la "Giornata della Memoria" del 27 gennaio (rinviata causa neve al 4 febbraio), per perpetuare il ricordo dello sconvolgente sterminio europeo nei campi di concentarmento nazisti, ha predisposto un manifesto per ricordare con il 10 febbraio le vittime italiane delle Foibe. Suscitando polemiche nell'agone politico, per una presunta "classificazione" delle vittime.
Alex Cioni, coordinatore regionale di Alternativa Sociale con Alessandra Mussolini ha invitato al sindaco Luigi Dalla Via ad agire in modo concreto per il 10 febbraio 2007. "Da parte mia non c'è l'intenzione di fare della polemica gratuita e strumentale, ma Le chiedo altresì - ha scritto Cioni nella lettera diretta al sindaco - se non ritenga doveroso organizzare degli incontri pubblici per spiegare la tragedia delle Foibe. Come pure concedere gli stessi contributi erogati per il Giorno della Memoria alle scuole che ritengano opportuno visitare il museo della civiltà Istriano-Fiumano-Dalmata di Trieste o dell'archivio del museo storico di Fiume a Roma". La risposta non è mancata, con il diessino Flavio Bonato, assessore alla Cultura, che ha respinto la "classificazione" delle vittime, anche a nome dell'ammistrazione. "Non ci sono pregiudizi da parte nostra verso la tragedia delle Foibe e del conseguente esodo. Per la Giornata della Memoria ci siamo sentiti direttamente coinvolti, perchè in città vivono 14 ex deportati. La tragedia delle Foibe merita analisi e approfondimenti seri, ed è ciò che faremo, con una particolare attenzione verso le scuole. Come amministrazione riprenderemo in modo ufficiale l'argomento Foibe".
Vittorino Bernardi
Il Gazzettino del Nord Est
09.02.2006




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«Giornata del ricordo e
memoria nazionale condivisa»
Apprendiamo dagli organi di informazione che
a Catania viene celebrata la "giornata del ricordo",
istituita per il 10 febbraio con apposita
legge il 30 marzo 2004, votata a larga maggioranza
dal Parlamento nazionale. Alla pubblica
iniziativa, promossa da AN e dalle organizzazioni
giovanili che fanno riferimento a questo partito,
con il sostegno dell’amministrazione comunale
del sindaco Scapagnini, come riferimento
propositivo - si legge in vari comunicati
- viene posto il logo: "per la costruzione di
una identità nazionale condivisa". E’ questa
un’affermazione puramente retorica e priva di
validi e sostanziali presupposti. Il popolo italiano
ha già un’ identità comune e una memoria
condivisa, supportate dai valori fondanti scanditi
dalla Costituzione italiana. L’ identità è rappresentata
dalle libertà, dalla democrazia, dalla
solidarietà e dal ripudio della guerra che
stanno a fondamento della nostra carta repubblicana.
La memoria - quella portante del nostro contesto
sociale, da proiettare alle nuove generazioni
-, è determinata dagli eventi drammatici che
hanno portato alla distruzione della barbarie
del nazi-fascismo, alla sconfitta della dittatura
fascista, alla lotta di Liberazione - vera e propria
lotta di popolo -, che contribuì, in maniera forte
e determinante, a cacciare l’esercito nazista
invasore, e, quindi, alla riconquista, da parte del
popolo italiano, della pace, della libertà e della
dignità umana che per lungo tempo erano state
cancellate, umiliate e represse con la forza.
Le drammatiche e delittuose vicende delle foibe
che hanno insanguinato il territorio carsico
della Venezia Giulia e dell’Istria dopo l’8 settembre
1943 e dopo l’aprile del 1945, con l’orrendo
assassinio di molti italiani da parte delle
popolazioni prima sottomesse, e il successivo
esodo dei trecentomila italiani che furono
costretti ad abbandonare nel 1947 le terre dell’Istria
e della Dalmazia, si inscrivono nel quadro
complessivo del contesto dei tragici generali
eventi che ebbero come attori principali il
fascismo e il nazismo, e non riguardano tanto e
solamente le dolorose conseguenze sopportate
dalle popolazioni del confine orientale.
Il ricordo degli effetti non può rimuovere le
cause globali scatenanti. La storia non può essere
"fatta a fette", e prendere in particolare ricordo
commemorativo sola quella parte ritenuta
più consona.
Il movente scatenante è determinato dalla
guerra fascista di annientamento dei popoli,
che è la causa prima e principale di tutto quello
che ne è seguito. La guerra di aggressione
comprese anche i territori iugoslavi, 6 aprile
1941, - Slovenia, Croazia, Montenegro, Serbia,
(oltre che la Grecia e la Russia), con la successiva
annessione al Regno d’Italia dei territori di
Lubiana. Tanti ed efferati delitti furono commessi
dall’esercito italiano in quelle terre durante
la guerra di occupazione, ma già iniziati
dal fascismo a partire dal 1922, con un forte
processo di traumatica e violenta snazionalizzazione
dei circa 450.000 sloveni e croati prima
viventi nello stato italiano. Per ultimo, ci sorprende,
che l’attuale amministrazione comunale
catanese, diversamente dal ruolo attivo assunto
in questa occasione, abbia totalmente
"trascurato", nel corso dell’anno appena conclusosi,
le celebrazioni del 60° anniversario
della Liberazione e, proprio alcuni giorni addietro,
27 gennaio, la ricorrenza della "giornata
della memoria", data fondamentale di memoria
comune a ricordo dell’immane sterminio del
popolo ebreo e dei tanti oppositori italiani deportati
nel lager nazisti.
PROF. CARMELO MIO
presidente provinciale Anpi (Associazione nazionale
partigiani d’Italia)
RISPOSTA
Si commemorano i martiri delle Foibe, gli italiani d'ISTRIA e DALMAZIA ... SILENZIO! Raccoglimento!
Si sente un vociare e soprattutto una voce stonata: la voce del partigiano Mio, che cerca di addossare colpe, che cerca di rivendicare e di chiamare a raccolta gli eroici partigiani che eroi non furono. Non c'è bisogno di scomodare il revisionismo storico. Oggi i vivi ed i morti parlano, testimoniano, scrivono e vengono alla luce episodi strabilianti per ferocia e determinazione.
Ma la cosa che il "mio" partigiano deve sapere, visto che cita date, cifre, luoghi e leggi è che oltre 22.000 italiani, civili inermi, vennero uccisi dall'esercito jugoslavo di Tito con la complicità materiale dei comunisti italiani ed il beneplacito dei segretari di partito.(Gli assassini continuarono poi in quasi tutto il territorio nazionale fino al 1952!!).
Oltre 22.000 italiani vennero gettati, spesso ancora vivi, nelle Foibe, colpevoli di riconoscere come unica Patria l'Italia.
Ed allora qualche cosa non quadra. Da una parte si deposero le armi, dall'altra no!
Potremmo chiamare a testimoniare i ragazzi sfuggiti agli eccidi, che oggi, uomini e donne anziani vivono anche nella nostra città; potremmo chiamare a testimoniare gli eredi, i figli, i nipoti di gente comune braccata casa per casa dalle squadre rosse.
Ma perchè?! Il mio partigiano vuole giustificare la vendetta?!
Sempre e comunque?! Si metta il cuore in pace, il Fascismo fu un movimento di popolo e la guerra civile non fu l'epilogo ma bensì il tragico inizio di una nuova storia.
Oggi si commemorano i martiri, fascisti e non, gente comune, uomini e donne, preti.
Tutti dimenticati e abbandonati da imbelli governi succubi del potere comunista.
Ed allora, esprimiamo la piena solidarietà alle famiglie delle vittime; accusiamo chi dall'interno delle istituzioni, delle scuole e delle università ancora oggi censurano coloro che vogliono realmente fare chiarezza su questa tragica vicenda.
Infine, denunciamo ancora una volta, l'assenza di riferimento nei libri di scuola sul genocidio italiano delle Foibe.
Silenzio, complicità e mancanza di giustizia, sono questi i problemi su cui dovrebbe riflettere il mio partigiano.
Oggi si commemorano gli italiani...SILENZIO!!
Ing. Giuseppe Montalto
Segretario Provinciale Forza Nuova Catania- Alternativa Sociale con Alessandra Mussolini.
www.forzanuovacatania.org


Onore ai martiri delle Foibe \0


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