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  1. #251
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    Predefinito Sono Stato Frainteso

    Mi correggo.

    Le istituzioni non possono esser cambiate, se la società resta as it is.

    E necessaria un' opera di questo tipo. Invito chi vuol collborare a contattarmi, sono in grado di proporre solo cose serie (non cerco potere, sono pensionato).


    LA REALTÀ DEL BEL PAESE

    (EVITARE IL RUZZOLONE ?)



    Forse non ve ne siete ancora accorti, ma ci sono delle semplici constatazioni che potrebbero essere di vostro interesse. O di interesse per chi ha una visione obiettiva (per esempio gli emigrati); si tratta di fatti piuttosto evidenti.

    - Se volete aumentare il potere di acquisto;

    - se volete che ci sia un futuro in Italia per i vostri figli o per il vostro lavoro;

    - se volete che la società italiana sia un giorno gestita in modo da realizzare nella realtà i vostri diritti (senza l’aiuto di politici, tanto loro vi levano qualcosa, certo non ve la danno);

    - se volete che il Bel Paese la smetta con la politica delle chiacchiere e si avvicini all’ Europa, per avere risultati sociali REALI;

    - se volete che gli sprechi di risorse diminuiscano; il Paese è già allo sfascio ed ulteriori sprechi inutili di risorse ricadrebbero sulle spalle di tutti.

    Se volete tutto ciò, allora bisogna partire da qualche considerazione basilare:

    - la società italiana, come è divenuta oggi, sembra ingestibile;

    - i cittadini di questa società hanno una buona probabilità di ricevere batoste, non aiuti e sostegni (come accade invece in altri Paesi della U.E.);

    - la conclusione: l’unica possibilità di evitare il Terzo Mondo (che sembra un rischio reale) sta nel:

    prendere atto(colle testimonianze di emigarti...) che la società italiana ha numerosi e grossi GAPs rispetto alla U.E. e alla normalità, in termini di comportamenti e mentalità distorti e di insuccessi in ambito sociale;

    b) individuare i motivi scatenanti del degrado recente (da mettere sotto il titolo “incapacità di sviluppo competitivo”);

    c) discutere fra esperti (senza politici, ormai divenuti incapaci o pericolosi o deviati o animati dall’ambizione al potere fine a se stesso) tali motivi, per individuare le possibili soluzioni;

    d) costituire un’alleanza fra imprenditori, operatori dell’economia, associazioni serie, cittadini che vorrebbero si creasse lavoro, invece di andare verso la povertà.

    Se ci sono Italiani che hanno questi obiettivi, mi contattino per indicarmi a quale associazione, o VIP o gruppo di cittadini seri potrà interessare una mia presentazione delle CAUSE del degrado italiano. Cause che sono poco conosciute in Italia. Ma che io ho analizzato per parecchi anni.



    Italiani, noti per la capacità di superare le situazioni difficili. E per l’ ottimismo davanti alle emergenze, collegato alla grande fiducia nello stellone. La società italiana, cui non é stato mai insegnato dalla P.I. il senso del sociale (tanto meno un Patto Sociale) non é in realtà una vera società, ma un aggregato di cittadini che, a ruota libera, ama esercitare lo sport favorito: l’ infrazione delle regole. A causa di cio’, lo stellone non ha funzionato nel sociale. Di conseguenza lo Stivale é in equilibrio instabile, con tendenza al ruzzolone verso uno scenario peggiore di quello attuale.

    Sembra quindi urgente fare qualcosa di diverso dalle solite chiacchiere politiche. La prima cosa che gli emigrati sono in grado di fare: l’ analisi delle Cause. E’ solo dopo un’ analisi seria, che si potranno poi discutere delle MISURE EFFICACI per EUROPEIZZARE la società italiana. AL DI FUORI DI OGNI CONTESTO POLITICO, che porterebbe a un insuccesso. Alla discussione sulle misure necessarie, il sottoscritto parteciperà con una proposta (testo già pronto, sarà pubblicato in seconda battuta) delle linee generali di un programma che funzioni.
    L’ unica reale possibilità di avere un futuro: che emigrati testimonino e mostrino quali sono i GAPs verso le condizioni di uno sviluppo possibile. Mostrino cosa é un patto sociale, come si costruisce una “società della fiducia”, la sola che permetterebbe uno sviluppo economico. Non difficile organizzare la testimonianza di emigrati....

    A futura memoria. Lo Stivale è terra di confine fra l’Europa e il Maghreb. A seconda di quello che gli Italiani faranno o non faranno nei prossimi tre anni circa, vedremo nel 2015 una o l’altra di queste due situazioni: a) il Bel Paese sarà riuscito a europeizzarsi; b) l’Italia sarà parte del Maghreb. Attenzione, la soluzione a) non potrà avverarsi senza un’azione determinata del tipo: “·aprire gli occhi”; “realizzare le azioni urgenti e necessarie per evitare il terzo mondo”.

    Antonio Greco

    ANGREMA@wanadoo.fr

    (ex funzionario europeo, consulente in TLC, analista delle CAUSE del declino)

    Paolo Radaelli (Economista per lo Sviluppo, Specializzatro presso il Cefims - University of
    London, esperienze di lavoro in Lussemburgo e in Asia)
    paulradaels1@hotmail.com

    Vincenzo M. Francaviglia
    (Dirigente di Ricerca CNR)
    vincenzo.francaviglia@itabc.cnr.it
    -------------------------
    P.S. Chi condivide l’ obiettivo di questa proposta, potrebbe girare ad un amico questo messaggio.

    Valutazioni sullo stato del Paese sono su:

    http://angrema.blogspot.com.blog.kat...gressoangrema/

    http://angrema.blogspot.com
    www.accademiaonline.net (cercare testi di Antonio Greco, argomento “società”)

  2. #252
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    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Antonio Mansi
    Mi correggo.

    Le istituzioni non possono esser cambiate, se la società resta as it is.
    Antonio ... mi sbaglio o stai svicolando ? ... rispondi per cortesia al ragionamento che ho fatto ed inerente la "palla al piede" che ha il paese con la mafia strisciante dei sindacati ...

  3. #253
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    Predefinito Rispondo A Nuvolarossa

    Ciao Nuvola Rossa,

    una buona parte degli iscritti al forum (e credo una buona parte degli Italiani) ha un gigantesco problema.

    Voi vedere il dettaglio delle cose che non funzionano, molto bene. Ma avete dimenticato che:

    - la Giustizia non funziona (e non puo' funzion. nelle presenti condizioni);
    - tante istituzioni non funzionano;
    - quando un emigrato partecipa ad una riunione in Italia ne esce inorridito;
    - gli Italiani, in riunioni all' estero, fanno brutte figure.

    VOI NON VEDETE IL PATTERN GENERALE ! ! ! Non C' E in ITALIA, OGGI, LA CAPCITA DI COSTRUIRE....

    Nell' Italia sociale (disco sociale) non si sa costruire, ma si sa distruggere.

    I motivi sono almeno dieci, c' é un Blog in proposito (http://angrema.blogspot.com.blog.kat...gressoangrema/ ).

    Io posso essere d' aiuto, avendo studiato le differen. fra Italia ed U.E. per un decennio. Mi offro per fare una presentazione. Ma voi mi organizzate l' evento. Verrei in Italia apposta.


    Nuovola Rossa, ti prego contattami al mio indir (angrema@wanadoo.fr). Il dialogo diretto chiarirà parecchie cose.

    IL MALE OSCURO
    (Il buio dentro di noi)

    Uno Stivale ingessato, incerto, confuso, arretrato, scasciato, demotivato, imbrogliato, annebbiato, sdrucito, sdrenato, inceppato, sfessato ............................ svogliatamente, decide di fare, forse, qualche riforma.

    Si spera che le riforme non siano ad personam, che siano efficaci, e fatte con realismo e serietà.

    L’ Italiano tipo di inizio secolo, un po’grigio, un po’ addormentato, talora sfinito , sgovernato, rassegnato, malandato, non ha ancora capito l’ essenziale: che il Male Oscuro sopravvenuto ha cancellato la riflessione lucida, messo in dubbio le capacità di gestione rigorosa, addormentato la determinazione, sfiaccato le strutture dello stato, deviato le formae mentis...........

    Mala Tempora currunt. La speranza, che in genere é l’ultima a morire, é ormai sotterrata.......... vista l’ insipienza, la leggerezza, le difficoltà degli Italiani di .......... guardare in faccia la realtà.

    Realtà, che é piuttosto grigia. Si spera che non diventi nera. Realtà che si potrebbe meglio capire, con molti sforzi, senza i soliti paraocchi, con un po’ di buon senso, con un po’ di chiarezza mentale, ma soprattutto guardando all’ Europa.

    Ci ho messo un po’, forse ho trovato. Ho scovato una Causa primaria, generatrice (con altri fattori) dei tanti disfunzionamenti e grippaggi del sistema Italia.

    Una società ove son troppo frequenti: ruote inceppate, pantani diffusi, meccanismi obsoleti.

    Ma quali sono le caratteristiche sociali del sistema Italia ? Dal di fuori si vede una società ove:
    a) l’ ipocrisia é stata elevata al rango di qualità diffusa; b) il doppio linguaggio, la tripla verità, son divenuti condizione di vita; c) l’ irresponsabilità, l’ approssimazione, la complicità sono divenute aria che si respira. Una società simile (l’ eccezione in U.E.) ha celebrato i funerali della Verità (quella che ha due catteristiche: l’ unicità, la chiarezza).

    A causa della scomparsa della Verità, nella società va scomparendo anche, in ambito sociale, il realismo. Il problema sembra legato al fatto che la cosa non è notata. Per cui, ufficialmente, il realismo è sempre presente……..

    Quando non c’ é più realismo, che é sostituito da un po’ di faciloneria, in una società puo’ succedere che i principi enunciati, le leggi decise, gli obiettivi dichiarati, rimangano sulla carta. Per mancanza degli strumenti di applicazione degli stessi, sociali o mentali.

    Ecco il nostro problema: prendiamo la decisioni sociali, come se questo bastasse. Dimenticandoci, per mancanza di realismo e di riflessione lucida, di individuare i relativi strumenti applicativi.
    Guardiamo la società italiana di oggi. Qual’ é il tasso di successo di tante belle decisioni annunciate ? A ognuno la sua risposta.

    Poi il diffondersi di meccanismi arrugginiti nella società. La qual cosa ha portato un popolo facile e flessibile ad adattarsi al doppio scenario: uno stato che funziona male (sempre peggio), ma a cui si è rassegnati, ed una rete di allacci personali, informali se non nascosti, più capaci di levarti d’ impaccio.

    Alcuni poteri emigrano, sempre più, dal primo al secondo scenario. Purtroppo, simultaneamente, il sistema Italia comincia ad essere incerto, poi inaffidabile, insicuro. Un sistema sociale cosi, in un Paese realista, sarebbe rimodernato, perfezionato, migliorato. Ma la stessa cosa non può avvenire in un Paese ove il realismo e la coerenza si sono nascosti, in anfratti inaccessibili.

    L’ incertezza attuale del sistema Italia, gli intoppi, i grippaggi, gli imprevisti, derivano, fra l’ altro anche da questo: i poteri dei clans, delle cordate, delle gangs talvolta, non sono sempre compatibili, né fra loro né col sistema sociale del Paese. E purtroppo essi sembrano in aumento. In un Paese che perde colpi, tanti cercano un riparo, una sicurezza. E’ umano. E, a chi cerca una cordata sicura, un riparo, i poteri nascosti offrono, sornioni, un appiglio. Chiedendo in cambio un voto o un gruppo di voti, un lavoretto, un’ associazione. Conseguenze ovvie: inefficienze, aumento degli insuccessi sociali, aumento dei costi, perdita di competitività.

    Se il potere è in grado di deformare la verità, di offrire un’ altra versione della stessa, di nascondere i propri obiettivi (inclusa la lunga conservazione del potere), allora siamo caduti in basso: allora siamo sull’ orlo del burrone latino-americano……

    Pretendere, in un quadro sociale simile, di continuare ad essere competitivi: sembra questa la sfida attuale del sistema Italia. La cosa si può valutare in due modi: da Italiani, si dice “speriamo di farcela”, è ciò che si può dire quando non c’ è realismo, quando non si discutono le correzioni necessarie (per divenire un Paese europeo, maturo, efficiente). Da europei si direbbe invece: andate a comprarvi il realismo in Europa, allora ci sarà, forse, un po’ di speranza. A fronte di una sfida simile, troppo difficile per un popolo immaturo o incapace di progettarsi un futuro, si diffondono: insoddisfazioni, scetticismo, incertezze, sfiducia e... disoccupazione. Non é questo lo scenario che spingerà investitori e imprenditori a restare in Italia......

    Le prime valutazioni sulle Cause del degrado italiano sono nelle Lettere dall’ Europa, su:
    http://angrema.blogspot.com.blog.kat...gressoangrema/
    Si tratta delle Lettere dall’ Europa di Antonio Greco. Il quale ha lavorato in giro per l’ Europa per trenta anni e vive in Francia da venti anni.


    La stoltezza ha piedi leggeri e non sfiora la terra, ma cammina sulla testa degli uomini, per la loro rovina. Se li prende uno a uno, quando più le piace (L’ Iliade, Omero).

    “Al posto delle leggi, abolite, se dipendesse da me, ne metterei una sola”, disse Grascia. “Perché nessuno più si lamenti, basterebbe, ..... , questa sola legge: Ogni Italiano ha il diritto di andarsene” (da “Vino e Pane”, di Ignazio Silone).

    Antonio Greco
    angrema@wanadoo.fr

    P.S. Diogene, colla sua lanterna, ha girato a lungo per il Bel Paese. Sta ancora cercando la serietà, il realismo, la riflessione obiettiva. In compenso ha trovato che la superficialità, nella società, non é un demerito; ed anche che alcune verità cambiano di colore ogni giorno. Ha poi scoperto che la società italiana é più capace di distruggere che di costruire. Sembra proprio che abbia smesso di cercare....

    MEMENTO. Giugno 1943, il Corriere della Sera pubblica il fondo del dirett. Mario Borsa, che parla del referendum sulla monarchia. Esso finisce con questo paragrafo. Citazione: "…. Paura di che ? Del famoso salto nel buio ? Lo credono i nostri lettori: il buio non è nella Repubblica o nella Monarchia. Il buio, purtroppo, è in noi, nella nostra ignoranza, o indifferenza, nelle nostre incertezze, nei nostri egoismi di classe o nelle nostre passioni di parte". Fine della citazione.
    Mario Borsa non immaginava, pubblicando tale frase, che essa sarebbe stata molto più appropriata per la società italiana dell’ inizio del XXI secolo. Lo ha capito ora, dall’ altro mondo.

  4. #254
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    Citazione Originariamente Scritto da nuvolarossa
    Antonio ... mi sbaglio o stai svicolando ? ... rispondi per cortesia al ragionamento che ho fatto ed inerente la "palla al piede" che ha il paese con la mafia strisciante dei sindacati ...
    continui a svicolare ...e fai di tutto un calderone ... affronta un problema alla volta ... comincia ad analizzare i sindacati ... "le corporazioni" ... vai !

  5. #255
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    Predefinito Il Calderone

    Dici che faccio un calderone, hai ragione. E' voluto..

    Inizio da due anni fa. Come sai ho fatto l' inchiesta sulle differen. fra Italia ed Europa, per un decennio. In tale fase mi sono reso conto che, negli ultimi anni, il cambiamento dei costumi e comportam. sociali si accelerava sempre di più. Naturalmente guardando soprattutto la politica, ma non solo.
    I cambiamenti erano spesso negativi e fortemente penalizzanti. Cercando i perché, scopro che la P.I. non ci ha mai insegnato: a) un patto sociale; b) gli obblighi e i doveri del cittadino; c) un modo di ragionare positivo; d) un modo di discutere positivo . Consegurenze enormi.... Lo stato e il cittadino sono ... nemici, si ignorano o lottano....Come ai tempi del Longobardi.......

    Come si fanno le assemblee in Italia, non si fanno in Europa. IN Europa si fanno seriamente, per avere dei risultati, non per litigare.

    Da noi si litiga per varie ragioni: testa confusa (nel sociale); mancanza di metodi adeguati. Ma anche per il processo pazzesco degli ultimi anni. Durante i quali é sparita dal sociale la nazione; sono aumentate le congreghe, i clans, le parrochhie, le ghenghe, etc..Chi si occupa degli interessi del Paese oggi ? I politici ? no, di certo, loro hanno le lotte di potere e di clans ..

    Se ne occupano i cittadini ? No, di certo, non hanno avuto un 'educazione sociale...

    Per tali, e per altri, motivi, la società é in equilib. instabile, senza valori, senza regole, ma colla confusione. I risultati dell' economia ed i conti non faranno, da ora in poi, che accusare colpi. Perché l' efficiebnza, l' impegno, la qualità del lavoro, nel sociale, non esiste. Anche nei sindacati.

    Dimostrazione: più di un anno fa inviai valutazioni ai tre sindacati, dicendo che le evoluzioni erano negative e che l' economia ne avrebbe sofferto. Adding che ero pronto per fare una presentazione dei motivi per cui questo Paese non puo' creare occupazione.

    Nessuna risposta. Ne ho concluso, anche sulla base di un dialogo personale con un sindacalista, che i SINDACATI COME I PARTITI, SONO SOLO DEI MECCANISMI DI POTERE DOVE LA GENTE POLITICA PUO' FAR CARRIERA O VUOLE ANDARE AL PARLAMENTO. Il mestiere di deputato rende bene.....

    Far carriera, come ? Semplice, colla Commedia dell' Arte Politica.

    Che significa ? Significa giocare su due scene: quella in cui si parla , per es. di democrazia; l' altra, più nascosta, dove, se va bene, ci si occupa del clan. SE va male, dei fatti proprii.

    I COMPORTAMENTI ITALIANI DI OGGI NEL SOCIALE SONO DI TERZO MONDO. Non possono generare né un Paese ben gestito, né un' economia fiorente.

    PER INEFFCIENZA........! ! !

    Dimenticavo di dire che, inviate valutazioni un anno fa, non ho avuto risposta né da IdV, né dalla Confindustria, né da Confedercenti.

    Si tratta sempre di gente in carriera ? O di gente che non sa niente di come si crea occupazione ?

    Rispondetemi, prego ....

    Per ora , spero di aver spiegato perché faccio un calderone. Perché io vedo oggi un solo problema: quello della sceneggiata diffusa, DAPPERTUTTO O QUASI, NEL SOCIALE. Guardate le gestioni pubbliche, vedete i risultati ?
    Se li vedete, sappiate che spesso si lavora all' italiana.

    Vi posso indicare, se interessa, i testi nel mio Blog, che parlano di dettagli. Vi propongo, come minimo di leggere "Colli di Bottoiglia" e "Pubbl. Distruzione"...

    L' Emigrato.

  6. #256
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    Citazione Originariamente Scritto da Antonio Mansi
    ...Se ne occupano i cittadini ? No, di certo, non hanno avuto un 'educazione sociale...
    Per Fortuna....

    A parte le cose che dici sui Sindacati,e non solo,che possono essere condivisibili,secondo il mio modesto parere è sbagliata l'impostazione del Discorso Europeista...io ho sempre trovato una qualita' la tanto disprezzata diversita' italiana rispetto ad una europa sia come comunita' sia come singoli Paesi che non mi sembra dia tutta questa grande prova di efficenza,lungimiranza e cultura che si va pontificando a destra e a sinistra...anzi decisamente il contrario : è l'Europa,Italia compresa,che è fortemente indietro nell'accettare le sfide del Futuro trincerandosi dietro una sedicente superiorita' che oramai vedono solo nelle sale dorate di bruxelless o nelle universita' fucina di cotanti Professori...è L'Europa Intera ad essere in Crisi Profonda e non solo l'Italia...

  7. #257
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    GOVERNO/ LA MALFA: QUELLO PRODI E' INADEGUATO AI PROBLEMI
    "Nuova soluzione prima che il Paese precipti nell'incertezza"


    Roma, 11 giu. (Apcom) - "Il giudizio negativo sempre più diffuso nei confronti dell'esecutivo Prodi a poche settimane dalla sua formazione, come evidenzia anche la riflessione meditata di un articolo di Eugenio Scalfari, dimostra che è oltremodo aperto il problema di un' adeguata impostazione politica di governo dell'Italia, sia per ciò che concerne lo sviluppo economico, sia per ciò che concerne la politica internazionale del nostro paese. Chi ha a cuore gli interessi del paese deve preoccuparsi di elaborare al più presto una soluzione tale da poter superare l'attuale fase di incertezza ed irresolutezza in cui rischia di precipitare l'Italia". Lo afferma il segretario del Pri Giorgio La Malfa.

    tratto da Alice News 11 giugno 2006

  8. #258
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    L’INDECISIONE AL GOVERNO

    di Renzo Foa da Il Giornale

    Il governo più affollato della storia repubblicana è già diventato un non-governo. Ai tanti partiti della coalizione, si è ora aggiunto quello informale ma pesante dei critici, con Luca Cordero di Montezemolo, con Eugenio Scalfari, con i leader sindacali che tornando finalmente dagli amici di Palazzo Chigi chiedono una smentita sulla manovra previdenziale e la ottengono. Nonostante il conclave umbro e la richiesta di Prodi ai ministri di parlare attraverso i fatti, Cesare Damiano non ha remore nel contrapporsi pubblicamente a Tommaso Padoa-Schioppa e Paolo Ferrero prospetta per i tossicodipendenti la sperimentazione della «stanza del buco». Il tutto mentre addirittura il presidente della Camera Fausto Bertinotti interviene in prima persona contro quello che definisce «il tormentone» sull'Irak, che oscura «il carattere netto della scelta», mentre «il resto è del diavolo». Sì, ha proprio detto «del diavolo». E mentre si sposta sulla missione in Afghanistan il duello tra l'ala antagonista e neutralista dell'alleanza e i suoi residui occidentali.
    Altro che la grande bonaccia delle Antille, di calviniana memoria, benevolmente rievocata ieri da Antonio Polito sul Riformista, per lanciare l'allarme sulla «tempesta politica cui la barca del centrosinistra, se non comincia a muoversi, rischierà di non poter sfuggire».
    Il tema, ormai sulla lavagna, è quello di una chiassosa paralisi, dell'indecisione scelta come strumento capace di garantire la coesione politica e la stabilità dell'esecutivo. È quello della blindatura parlamentare della maggioranza prima sull'elezione delle cariche istituzionali e ora su un gesto politico simbolico - il disimpegno dall'Irak - e del rinvio di tutto il resto, dell'affidarsi al tempo e alle doti di tessitura del presidente del Consiglio. Il quale, invece, è il grande assente dal dibattito di queste settimane, con la sola eccezione dell'infelice intervista a Die Zeit. Un atteggiamento voluto, addirittura calcolato, secondo benevoli amici. Ma il risultato, raggiunto prima del previsto, è l'apertura di un vuoto di leadership, l'incapacità di iniziare l'azione di governo e di imprimerle un segno. È smentita la profezia con cui il direttore del Corriere della Sera, schierando in campagna elettorale il suo giornale per il centrosinistra, scommise sulla certezza che «la coalizione costruita da Romano Prodi abbia i titoli atti a governare al meglio per i prossimi cinque anni». Invece è successo che, diventata maggioranza, quella coalizione ha dimostrato di non saper che fare.
    Siamo già al bivio: la politica economica sarà quella enunciata l'altro giorno da Padoa-Schioppa - la personalità che ha dato credibilità all'Unione - o sarà un'altra? Come avverrà la riduzione del cuneo fiscale, sarà finalizzata all'innovazione e otterrà in cambio la moderazione salariale dei sindacati oppure si sperimenterà il Welfare dell'irresponsabilità? Nelle grandi scelte internazionali, sarà deciso il rafforzamento della missione in Afghanistan - come chiesto da Emma Bonino, l'altra figura che ha dato credibilità all'alleanza - o prevarrà la chiassosa rivendicazione dei «senza se e senza ma», trasferitisi dalle piazze alle stanze dei bottoni? E poi, via via a scendere, non c'è una sola certezza su nulla.
    È vero che la storia non si ripete mai. Ma il precedente ci dice che tra il '96 e il '98 Prodi riuscì solo in un'impresa, l'euro. Il rischio del secondo tentativo è che l'unica impresa, di segno diametralmente opposto, sia la ritirata dall'Irak. Con questo affollato non-governo, che rappresenta l'inedita esperienza dell'indecisione nel nome di tutto il potere.

  9. #259
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    Professionisti allo sbaraglio

    da Il Giornale

    I commentatori più scontati prevedevano che in politica estera l’Italia avrebbe subito acquisito peso e rispetto: arrivavano i professionisti, uscivano dilettanti e impresentabili.

    Dopo qualche settimana, già molti rimpiangono le gaffe berlusconiane.

    Con Romano Prodi non si tratta solo di atteggiamenti sbagliati, di folclore. È la sostanza della sua politica che rischia di provocare danni all’Italia. Quando accetta (anzi si vanta) che quel rudere politico di Jacques Chirac, che ha perfino collezionato dal suo popolo la bocciatura della «sua» costituzione europea, dica: «Bentornati in Europa», non commette solo una gaffe. Accetta di presentarsi come leader di una nazione di serie B. Un atteggiamento da maggiordomo, attento solo a fare contenti gli interlocutori: già visto con Iran e Hamas. Ora si ripete in appuntamenti più importanti. È uno stile che contrassegna anche le scelte ragionevoli.
    Quando Prodi spiega che è utile per l’Italia trovare la via del dialogo con gli Stati Uniti anche su questioni controverse come l’Irak, fa una scelta giusta. Ma quando dice che non vuole «irritare gli Stati Uniti», fa un affermazione da maggiordomo. Ed eccita quelli che ritengono che il ruolo da servitore dei grandi sia l’unico possibile per l’Italia. Così su Repubblica Andrea Bonanni che consiglia di acquisire la benevolenza della Germania, appoggiando Berlino nell’ambizione di divenire membro permanente del consiglio di sicurezza dell’Onu: scelta strategicamente contraria agli interessi italiani.
    Gli atteggiamenti di Prodi stanno già provocando guasti. Il commissario europeo Joaquin Almunia aveva imparato a rispettarci grazie a Giulio Tremonti, che nel 2001 aveva persino rinunciato a insistere sul buco lasciato dal governo Amato pur di non indebolire Roma con una Bruxelles, che peraltro doveva stare attenta a dare troppe lezioni di fronte ai bilanci allo sbando di Francia e Germania. Invece ora il maggiordomismo di Prodi e soci consentono ad Almunia di trattarci come una scolaretta ignorante che deve rifare i compiti.
    E Massimo D’Alema? Il nuovo ministro degli Esteri è ancora condizionato dalle posizioni estremiste prese nei mesi scorsi, per esempio su Israele, per coprire i guai provocatogli dal caso Unipol. E così finisce per tenere toni propagandistici che mal si sposano con il ruolo di capo della diplomazia. In questo senso le accuse su accordi segreti di Silvio Berlusconi con Washington. Ma anche qualche accenno di troppo al caso curdo nei messaggi a Istanbul: in questo caso pesano ancora i suoi errori sul caso del terrorista Apo Ocalan.
    Certo, poi, l’articolo di D’Alema sul Wall Street Journal per preparare il viaggio americano è assai ponderato: si ribadiscono le posizioni della nuova maggioranza su Irak e integrazione sempre più stretta dell’Europa (che di fatto dovrebbe divenire per il centrosinistra la vera titolare della politica estera) ma queste affermazioni si accompagnano al ricordo dell’appoggio dato dal governo guidato da D’Alema alla guerra in Kosovo, e a considerazioni rilevanti sul fatto che il Vecchio continente non deve essere una controparte degli Stati Uniti ma un partner. C’è, poi, il sostegno a una strategia per la diffusione di libertà e democrazia come via maestra per la sicurezza internazionale, sia pure da perseguire con una diplomazia trasformational, cioè che trasforma non impone. Parole assennate che ricordano però quelle del ministro degli Esteri spagnolo, Miguel Angel Moratino, quando spiegò a Washington la svolta zapaterista. Con sostanziale e contemporanea uscita dalla grande politica internazionale.

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    Confusione e marasma
    Uno stato di incertezza che travolgerà la stessa maggioranza

    C'è una confusione singolare nelle file del centrosinsitra, che aumenta di giorno in giorno, e che si riflette nel vuoto ormai evidente dell'azione di governo e nella fragilità disarmante della maggioranza. E' un ministro della Repubblica a chiedersi se si arriva a Natale, e noi non possiamo che prenderne atto. Così come prendiamo atto che il ministro dell'Economia ritiene illusoria una terapia di rilancio economico nel Paese fondata sulle tasse, mentre parte della maggioranza è solo preoccupata di cancellare la legge Biagi ed un'altra parte rilevante vorrebbe comunque salvaguardare una sufficiente flessibilità. Sorvoliamo poi sulle posizioni del sindacato relative al cuneo fiscale - se serva o meno - quando Prodi lo difende, e la Confidustria si sente beffata e danneggiata: allora confusione è dire poco. Siamo al marasma.



    Vorremmo avere anche noi allora la tranquilla coscienza dell'onorevole Fassino che, incurante di una tale condizione sempre più palese all'opinione pubblica - a cominciare da quella amica, a dir poco preoccupata - arrivato al vertice dei Socialisti europei, annuncia solennemente che ora finalmente l'Italia è tornata in Europa. Ma ne è sicuro? E dove eravamo finora? Fassino non si deve essere accorto che in questi anni l'Italia è stata vicina alle scelte di politica estera del socialista Blair - forse che l'Inghilterra non è Europa?- e che la soluzione di governo scelta dall'Italia fa a pugni con quella scelta dalla vicina Germania. Vorremmo notare che anche la Spagna sulle politiche immigratorie e sulla liberalizzazione dei servizi è più vicina alle proposte del centrodestra che a quelle che si ventilano nell'attuale maggioranza. Basta infatti pensare all'approvazione spagnola della direttiva Bolkestein.

    Se poi si pensa che lo stesso ministro degli Esteri D'Alema ha sostenuto che il miglior spirito europeo è quello che salda la politica del vecchio continente con quella degli Usa, l'Italia del governo Berlusconi ha dei meriti a proposito, che non vediamo ancora per l'Italia di Prodi.

    Certo, capiamo le ragioni della propaganda, così come il desiderio di negare l'evidenza. Purtroppo per il centrosinistra, la realtà fa breccia nella coscienza della gente ed il rischio è che un tale stato di incertezza, indecisione e conflittualità, oltre ad esiti paradossali, travolga l'attuale maggioranza, magari più in fretta di quello che si pensa. E allora, davvero addio al fatidico panettone.

    Roma, 15 giugno 2006



    tratto dal sito del Partito Repubblicano
    http://www.pri.it


 

 
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