17/1/2010 (11:8) - CELEBRAZIONI E POLEMICHE
Ad Hammamet lacrime per Craxi
Frattini: "Grande uomo di Stato"
+ Stefania e Bobo riuniti per Bettino FABIO MARTINI
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Ad Hammamet
amici e ministri
ricordano Craxi
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Craxi dieci anni dopo: il film di
Paolo Pizzolante
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"Benedetto Craxi"
Luca Josi presenta il film
Cerimonia nel cimitero tunisino a
10 anni dalla morte dell'ex premier.
Presenti anche Sacconi e Brunetta
HAMMAMET
Per Stefania Craxi è il risultato di dieci anni di lavoro, per Bobo riaccende la speranza che la sinistra, dove ha scelto di stare, finalmente rivisiti la storia di suo padre. Il decennale della morte di Bettino Craxi ha di fatto riaperto il dibattito politico sulla figura del leader socialista morto ad Hammamet, ’in esiliò come si è sempre definito da quando scoppiò la bufera giudiziaria di Tangentopoli, «come Garibaldi», sottolinea la figlia. È stato anche un successo di partecipazione, erano in centinaia oggi nel piccolo cimitero cristiano dove Bettino riposa dal 2000, ma soprattutto erano presenti tre ministri del governo Berlusconi, Renato Brunetta, Maurizio Sacconi e Franco Frattini, insieme a tre ministri del governo tunisino di Ben Ali, quel governo che, ricorda Stefania, «ha garantito la libertà di mio padre, un gesto che non dimenticheremo mai». Un decennale all’insegna delle lacrime di commozione dei familiari e dei compagni ma anche di una certa voglia di riscatto per il passato socialista, tanto che durante la silenziosa cerimonia un compagno ha gridato, suscitando un forte applauso: «Tutta l’Italia è con te, Bettino sei uno statista».
Del valore politico di Craxi non hanno dubbi i tre ministri dal passato socialista che sono venuti ad Hammamet a titolo privato, «per evitare polemiche», la loro presenza sta a testimoniare che la vicenda politica di Craxi va riletta e rivalutata perché si tratta di un caso di «giustizia ingiusta», parole di Frattini. Sulla tomba ricoperta di garofani e sormontata da un grande Tricolore c’erano anche tanti militanti socialisti fieri di essere qui a ricordare il loro leader, e poi i parlamentari del Pdl, Fabrizio Cicchitto e Margherita Boniver, i fedelissimi del leader socialista che oggi sono scomparsi dalla scena politica come Gianni De Michelis, Paolo Pillitteri, Rino Formica, c’era anche il tycoon tunisino Tarak Ben Ammar, grande amico di Silvio Berlusconi, che davanti alla tomba ha preso sotto braccio la vedova di Bettino, Anna, e l’ha scortata fino all’uscita. E poi tanti amministratori locali che con la diaspora si sono divisi negli opposti schieramenti ma che per questa occasione si ritrovano uniti. «È ora che questa cerimonia si svolga anche in Italia magari in piazza Craxi a Milano, il popolo socialista ha una memoria condivisa», ha detto Alessandro Battilocchio, giovane europarlamentare socialista cresciuto con il mito di Bettino che ogni anno viene ad onorare ad Hammamet per l’anniversario della morte. De Michelis invece si è limitato a sottolineare che «tanta gente è qui in buona fede e si commenta da sola». L’assessore alle Attività produttive di Reggio Calabria ha annunciato con orgoglio davanti alla tomba e alla figlia Stefania che la giunta Scopelliti ha già deliberato di intestare una via della città a Bettino. Formica ha notato come «i grumi di odio e violenza siano minoritari rispetto all’umanità del paese reale».
Il decennale ha anche riavvicinato i "fratelli coltelli" Bobo e Stefania che inusitatamente si sono fatti anche fotografare vicini all’uscita del cimitero. «Che andiamo d’accordo meno - ha spiegato Stefania - resta sempre mio fratello e io sua sorella, apparteniamo alla stessa famiglia e condividiamo la stessa battaglia». Certo i toni restano diversi. Bobo è convinto che i socialisti debbano stare nel centrosinistra e che debbano rivendicare la loro autonomia ricostruendo una forza politica socialista, anche se «non si riaprirà a sinistra una nuova stagione politica senza un revisionismo che passa anche attraverso una rilettura e un confronto con la vicenda di Craxi». Stefania invece è più dura verso la sinistra, non dimentica che «a lanciare le monetine c’erano quelli con la kefia che venivano dal congresso di Occhetto» e giudica l’assenza di Pier Luigi Bersani, da lei invitato personalmente qui in Tunisia «un’occasione mancata». Ecco perché, ha detto, non condivide la scelta del fratello di stare a sinistra. «I nemici di mio padre sono gli stessi di Berlusconi, questa è la realtà ed è il motivo per cui i socialisti non stanno con questa sinistra». Ora attende «con animo grato» il messaggio che il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, invierà per il decennale. Con una delegazione della Fondazione Craxi, poi, Stefania verrà ricevuta al Quirinale martedì prossimo. E sempre martedì si svolgerà a Roma un convegno per ricordare la figura di Craxi alla presenza del Presidente del Senato Renato Schifani e del premier, Silvio Berlusconi. Ad Hammamet lacrime per Craxi Frattini: "Grande uomo di Stato" - LASTAMPA.it




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