Fatta salva l'ovvia considerazione che berlusconi fa berlusconi e che, per esempio, "il padrone" fa il padrone da sempre e sono entrambi, secondo me, da combattere per lo spropositato squilibrio di forze che rappresentano ed esprimono e per la capcità che hanno di comprarsi a controparte, è vero che, ritenendo sciontato questo, per me sia più uintollerabile chi dovendo rappresentare i meno protetti, non lo fa e si fa comprare.
Detto questo, dunque, e ritenendo scontato che Berlusconi sia quel Berlusconi che sempre è stato, che è entrato in politica per farsi le leggi ad personam e salvarsi dai processi che incombevano con i metodi disnvolti, sbrigativi e spregiudicati che ha sempre avuto (una certa sinistra "istituzionale", DS in primis, per rendere un laoratore indifeso escogita mille formalismi, si inventa un sindacato connivente, cerca di far si che la magistratura sia "ragionevole", si inventa i meccanismi costituzionali intoccabili se non che a renderli toccabili quando lo fanno loro va benissimo, difende questo assetto, bicameralismo imperfetto e quant'altro, pur di rendere tutto immobile e lasciare tutto com'è perché in questo sistema ci campicchia alla grande). Berlusconi da imprenditore è più sbrigativo e, come la maggioranza degli imprenditori e "dei padroni" che ti fa? I magistrati se li compra. Si compra il goerno ed il cnsenso. Insomma non sta appresso a tante "quisquilie" come il senso dello stato perché lo Stato sempliemene non c'è. E' un orpello inutile così come lo è il governo parlamentare e la democrazia.
Dunque sapendo tutto questo, è dignitoso questo piagnuculio inverecondo sui sondaggi che ripremiano Berlusconi? O che comunque come ha scritto qualcun'altro riportando una frase di Ezio Maro stanno pericolosamente risalendo a suo favore? Non sarebbe per caso, per una volta, opportuno ciedersi: ma fosse colpa nostra?


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