Se solo li lasciassimo arrivare in modo umano... Lo status di clandestino per me è inaccettabile.
http://www.repubblica.it/2006/07/sez...lampedusa.html
Nel barcone alla deriva da 20 giorni recuperati 14 immigrati
Non mangiavano e non bevevano da giorni: due in coma
Lampedusa, dramma dell'immigrazione
"Sono morti 13. Li abbiamo buttati in mare"
La barca avvistata a 130 miglia dall'isola: "Sembravano dei fantasmi"
Avvistata un'altra barca a circa 35 miglia a sud di Pozzallo, nel mare di Ragusa
Infermieri prestano soccorso ad uno degli immigrati
LAMPEDUSA (Agrigento) - "Siamo partiti dalla Libia in 27. Durante il viaggio, 13 di noi sono morti. Siamo stati costretti a gettarli in mare". E' il drammatico racconto fatto da alcuni dei 14 clandestini soccorsi ieri sera, a 130 miglia a Sud Est di Lampedusa, dalla nave "Sibilla" della Marina Militare. Erano alla deriva da venti giorni, senza acqua e cibo.
All'indomani della proposta della Ue di pattugliare le coste del Mediterraneo, un'altra tragedia, l'ennesima, sulle rotte della speranza. Sette sopravvissuti sono ricoverati al "Civico" di Palermo in gravi condizioni; due di loro sono in coma. Qualcuno ha detto che li credeva morti e stava per buttarli in acqua.
A dare l'allarme, nella notte, è stato il comandante di un peschereccio siciliano il "Pindaro", che per primo ha avvistato la piccola barca. La richiesta di soccorso è rimbalzata alla corvetta "Sibilla" che ha raggiunto la zona indicata dal pescatore e ha preso a bordo i 14 extracomunitari, tutti uomini, tra i 20 e i 30 anni.
"Erano in condizioni pietose, ridotti a scheletri e con le labbra riarse dal sole e dalla salsedine. Quando li abbiamo soccorsi non si reggevano in piedi, sembravano fantasmi...". Il capitano di fregata Stefano Bricchi è il comandante della corvetta "Sibilla" ha soccorso centinaia di clandestini a largo di Lampedusa. Ma la scena a cui ha assistito ieri sera non potrà dimenticarla facilmente. "Abbiamo impiegato sette ore per raggiungere il punto indicato. Quei poveracci erano distesi sulla barca, privi di forza. Agitavano debolmente le mani e ci chiedevano aiuto. Sembravano fantasmi...".
Dopo venti giorni in mare, sotto il sole, senza cibo né acqua, gli extracomunitari erano in condizioni pietose, erano disidratati e denutriti. Il medico di bordo, dopo aver prestato le prime cure, ha sollecitato l'invio di quattro elicotteri del 118 per trasferire gli immigrati all'ospedale di Palermo. "Hanno raccontato - dice il
primario della Rianimazione Mario Re - di non aver mangiato e bevuto per giorni. Uno di loro tiene stretto e bacia il crocifisso e ripete di essere cristiano". Molti
dei sopravvissuti sono eritrei, ma alcuni provengono dal Mali e c'è anche un egiziano. Sono cristiani, cristiani ortodossi e musulmani.
I mezzi dell'elisoccorso hanno fatto la spola per tutta la notte. Per primi sono stati trasferiti i più gravi, poi altri in condizioni di debilitazione meno pesanti. All'alba, il Sibilla ha ormeggiato nel porticciolo di Lampedusa con i sette migranti rimasti a bordo.
Intanto, un motopesca in navigazine nel Canale di Sicilia, ha avvistato un'altra barca con una ventina di immigranti a circa 35 miglia a sud di Pozzallo nel ragusano. L'uomo ha subito dato l'allarme alla sala operativa della Capitaneria di Catania e da Pozzallo è partita una motovedetta della Guardia costiera.
(29 luglio 2006)





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