
Originariamente Scritto da
Florian
Feltri è troppo intelligente e scafato per essere annoverato sic et sempliciter tra i disfattisti (sfascisti).
La situazione, a mio avviso, è la seguente.
Tutti coloro che sono un minimo informati sanno qual'è la storia della destra italiana. E Berlusconi quando ha imbarcato Fini & Co. sapeva benissimo con chi si andava maritare (appena tre anni prima l'attuale sindaco di Roma, Gianni Alemanno, si era fatto trascinare via dalla polizia per aver "vivacemente" protestato contro gli USA e la Guerra del Golfo).
Ma a Berlusconi, allora come oggi, non interessava nulla della destra in termini ideologici e culturali. Interessavano semplicemente i suoi voti per vincere la sfida elettorale e conquistare il potere a scapito della sinistra (ciò che gli avrebbe consentito in primis di salvaguardare i suoi interessi dall'azione della magistratura).
Anche i neofascisti lepeniani (allora andava così) sapevano bene chi era Berlusconi e lo zoccolo sociale che gli veniva dietro (partite IVA, liberisti reaganiani etc.). Per entrambi è stato un matrimonio non d'amore ma d'interesse. E che l'equilibrio del nuovo centrodestra fosse oltremodo instabile lo dimostrò subito l'impossibilità di mettere insieme la Lega e il MSI, per cui si fecero due coalizioni diverse, una per il nord e l'altra per il sud.
Cos'è cambiato in questi ultimi 16 anni? Poco o nulla. E' cambiata la facciata (PDL) ma le divisioni tra gli abitanti della casa sono rimaste praticamente le stesse. Solo che mentre allora la diatriba sapeva ancora un minimo di ideologico (Bossi: "Prenderemo i fascisti casa per casa"; Fini: "Con Bossi nemmeno un caffè"), oggi è pura guerra di potere. "Quei posti interessano i miei". "No, i miei". E via di questo passo.
Ha scritto Veneziani, e io sottoscrivo, che Fini mente oggi come mentiva ieri. Nel senso che non crede veramente a quel che dice, si muove pragmaticamente solo per guadagnare spazi. Se oggi è su posizioni non molto dissimili da quelle del suo vecchio nemico Tarchi è solo perchè il gruppo intellettuale che gli è rimasto fedele proveniva in massima parte da quella scuola. Chi un minimo è passato per le riflessioni della "Nuova Destra" non può stupirsi più di tanto di ciò che dice la "Destra Nuova". Può stupire, magari, che uno come Ronchi, che andava in giro con la spilletta di Bush, possa condividere lo stesso habitat con chi Bush lo ha ferocemente avversato. Ma queste sono inezie, che appassionano solo chi crede ancora che la politica in Italia si misuri col metro delle idee. E' potere, invece, solo potere.
Vi pare possibile che uno come Della Vedova, liberista convinto che su RadioRadicale teneva la rubrica "Catallassi", possa oggi venire in soccorso nientemeno che della socialista Polverini? Suvvia, non prendiamoci per fessi. Della Vedova ha trovato la strada sbarrata da Berlusconi e ha ripiegato su Fini. Come l'amico Capezzone, che stancatosi di sottostare a Pannella si è allineato a Berlusconi. Così "funziona".
Allora adesso a che gioco sta giocando il nostro Feltri? Io non credo affatto che Berlusconi sia estraneo a questa campagna diffamatoria contro Fini. Sembra una di quelle guerre di mafia, in cui il pesce grande deve far fuori il pesce piccolo quando questo ha alzato troppo le sue pretese. Fini fa ombra a Berlusconi e questo Berlusconi non lo sopporta. Ma non c'entra nulla l'economia, i valori, la politica estera. A Berlusconi infatti va bene tutto. Cambia infatti idee e collaboratori come se fossero birilli. A lui interessa mantenere questo ruolo padronale nel PDL. E' sempre stato così e sempre sarà, perchè lui sta in politica non per difendere un ideale, ma per conservare i suoi interessi e le sue posizioni. I suoi avversari non sono i "comunisti", ma De Benedetti, Murdoch, imprenditori che gli sono ostili sul mercato.
Sinceramente provo tenerezza nel pensare che qualcuno di voi ritenga davvero il Berlusca come il "defensor fidei" o altre baggianate del genere. Semmai è il "defensor Mediaset" altrochè.
Dunque, a mio modo di vedere quelli di Feltri sono avvertimenti "mafiosi". Del genere: stai attento che se a Berlusconi-Sansone viene voglia di far saltare in aria il tavolino moriranno prima tutti i filistei.
Ora, in questo triste scenario, che ruolo occupiamo noi, poveri illusi della politica conservatrice? Solo quello degli "utili idioti" che ad ogni tornata elettorale si approntano a barrare la crocetta sul nome "Berlusconi" (non "destra" o "conservatorismo", attenzione), magari cantando allegramente "Meno male che Silvio c'è". A qualcuno sarà concesso lo "zuccherino" di una leggina favorevole al Vaticano o alle imprese e tutti si rallegreranno, felici e contenti che al potere stiamo "noi" e non i "comunisti".