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Discussione: KO la cdl

  1. #31
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    febbraio 24, 2006 Virgilio.it


    Il centro-sinistra ancora in vantaggio

    Sondaggi elettorali. Indecisi poco influenzabili





    Il centro sinistra si conferma in vantaggio di circa 7 punti percentuali rispetto allo schieramento di centro destra. Gli indecisi sono ancora tanti, circa il 10% degli intervistati, e, a sorpresa, affermano di essere poco influenzabili dai risultati dei sondaggi elettoriali.

    Sono questi i risultati, per certi aspetti in controtendenza, del primo sondaggio effettuato su Alice in collaborazione con l'Istituto di ricerca Makno & Consulting durante la settimana del 20 febbraio.
    L'iniziativa è volta a monitorare le opinioni dei navigatori Internet per rilevare la fluttuazione del voto degli indecisi in relazione agli eventi della politica italiana. Ogni settimana un nuovo tema.


    Il primo sondaggio ha indagato l'impatto dei sondaggi politico-elettorali sul comportamento di voto.
    Il giudizio dei navigatori Internet appare sostanzialmente diviso ed emergono tre differenti realtà.
    Da un lato l’intenzione di voto sembra “orientare” il ricordo dei risultati a favore del proprio schieramento. In particolare, gli elettori di centro-destra ricordano in percentuale relativamente più alta stime erronee che danno il centro-destra in marginale vantaggio.
    Gli elettori del centro-sinistra si mostrano più informati e sicuri di una vittoria del loro schieramento. E in ultimo gli indecisi, oltre a non essere in grado di esprimere una preferenza a due mesi dalle elezioni, si mostrano anche incerti sullo stato attuale della competizione elettorale.
    Sotto questo ultimo aspetto, viene parzialmente contraddetta l’ipotesi che il sondaggio possa orientare soprattutto chi non ha ancora deciso il proprio voto. Al contrario, è seguito di più da chi dichiara di avere già compiuto una scelta.

    Lunedi' 27 febbraio avrà inizio un nuovo sondaggio che analizzerà l'influenza sul voto degli ultimi episodi legati alle vicende internazionali: più grave la provocazione delle vignette anti Maometto dell'ex Ministro Calderoli o la manifestazione di sinistra con gli slogan "10, 100, 1000 Nassiriya"?

    I risultati saranno disponibili ogni venerdì su queste pagine.
    I sondaggi sono effettuatti su un campione di navigatori Internet che hanno aderito spontaneamente alla compilazione. Per maggiori informazioni vedi la nota metodologica.


    Nota Metodologica

    Il sondaggio è stato effettuato in collaborazione con l'istituto di ricerca Makno, su un campione non probabilistico di navigatori del sito Alice che hanno aderito spontaneamente alla compilazione. Il campione è stato riponderato sulla base delle caratteristiche socio-demografiche degli utilizzatori italiani di Internet. La numerosità in uscita è di 3.640. I risultati del sondaggio verranno pubblicati sul sito www.sondaggipoliticoelettorali.it


    I sondaggi elettorali influenzano il comportamento di voto?

    Il centro-sinistra ancora in vantaggio


    I sondaggi elettorali influenzano il comportamento di voto?

    Nel dibattito che ha come oggetto la possibilità che i risultati dei sondaggi politico-elettorali siano in grado di influenzare il comportamento di voto, soprattutto per quello che riguarda la significativa area degli indecisi, il giudizio dei navigatori Internet appare sostanzialmente diviso.
    I sondaggi elettorali influenzano il comportamento di voto?

    Scomponendo il giudizio sui sondaggi a seconda delle intenzioni di voto, si osserva una maggiore concentrazione relativa dell’elettorato di centrosinistra tra chi giudica l’esito dei sondaggi rilevante nel formare o modificare il comportamento di voto.

    Chi veniva dato per vincente dall'ultimo sondaggio ?
    L’intenzione di voto sembra “orientare” il ricordo dei risultati a favore del proprio schieramento. In particolare, gli elettori di centro-destra ricordano in percentuale relativamente più alta stime erronee che danno il centro-destra in marginale vantaggio.

    Se le elezioni f



    L’intenzione di voto del campione di navigatori di Alice vede una prevalenza dell’area di centro-sinistra.
    Virgilio.it 24/02/2006

  2. #32
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    visitate www.ulivo.it diretta!!! della convention!

  3. #33
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  4. #34
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    Quello che mi sembra di vedere, dall'andamento di tutti i sondaggi, è una sostanziale staticità dell'elettorato, da un mese e mezzo in qua.

    Se c'era un piccolo movimento verso la CdL (più per l'effetto "sveglia" di Berlusconi sugli assonnati, che per altro) ora mi sembra che il csx abbia consolidato il suo vantaggio. Calderoli ha fatto la sua, ma non più di tanto.

    Sembra insomma che la CdL sia in qualche modo destinata ormai a perdere (a meno di fatti VERAMENTE traumatici), ma Berlusconi non rinuncia a provare a vincere all'interno della CdL. Contando sul fatto che, sapendo di perdere, AN e UDC non si mettono più di tanto in gioco: sperano che, con la caduta del premier, loro non ne escano con le ossa troppo rotte, e stanno facendo in modo che il voto sia un voto su Berlusconi, e non sul centro-destra.

    La perdita del partito dei pensionati, dei radicali e di una parte dei socialisti, e l'apertura verso la destra estrema, non fa che accentuare le prospettive di sconfitta della CdL, dirottando il centro moderato e indeciso sostanzialmente su Prodi.

    Almeno, io la vedrei così ...

  5. #35
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    Già cogliona ed oggi anche "indegna di essere italiana"!!!
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    Speriamo!!!!

  6. #36
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    Citazione Originariamente Scritto da Ezechiele
    Quello che mi sembra di vedere, dall'andamento di tutti i sondaggi, è una sostanziale staticità dell'elettorato, da un mese e mezzo in qua.

    Se c'era un piccolo movimento verso la CdL (più per l'effetto "sveglia" di Berlusconi sugli assonnati, che per altro) ora mi sembra che il csx abbia consolidato il suo vantaggio. Calderoli ha fatto la sua, ma non più di tanto.

    Sembra insomma che la CdL sia in qualche modo destinata ormai a perdere (a meno di fatti VERAMENTE traumatici), ma Berlusconi non rinuncia a provare a vincere all'interno della CdL. Contando sul fatto che, sapendo di perdere, AN e UDC non si mettono più di tanto in gioco: sperano che, con la caduta del premier, loro non ne escano con le ossa troppo rotte, e stanno facendo in modo che il voto sia un voto su Berlusconi, e non sul centro-destra.

    La perdita del partito dei pensionati, dei radicali e di una parte dei socialisti, e l'apertura verso la destra estrema, non fa che accentuare le prospettive di sconfitta della CdL, dirottando il centro moderato e indeciso sostanzialmente su Prodi.

    Almeno, io la vedrei così ...
    In altri post l'avevo detto: con la par condicio l'Unione sarebbe risalita nei sondaggi!

  7. #37
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    Citazione Originariamente Scritto da salerno69
    Sondaggi/ Piepoli ad Affari: effetto Calderoli, ko la CdL. Stop al recupero sull'Unione. Tutti i dati





    "E' stata una rottura di trend. Il caso Calderoli ha interrotto il recupero della destra. Il vantaggio dell'Unione (51,5%) sulla Casa delle Libertà (47-47,5%) è aumentato di mezzo punto. E la sinistra ha la maggioranza anche al Senato". Nicola Piepoli svela ad Affari gli ultimi trend elettorali. "I Ds sono il primo partito con il 23%, segue Forza Italia con il 21,5". Tutti i dati.


    Che ripercussioni hanno avuto le dimissioni di Calderoli sull'elettorato?
    "C'è stata una marginale ripercussione. Questa vicenda ha lievemente compattato la sinistra. Il vantaggio dell'Unione sulla Casa delle Libertà è aumentato di mezzo punto".
    Attualmente quali sono i valori delle due principali coalizioni?
    "Il Centrodestra oscilla tra il 47 e il 47,5%, mentre la somma dei partiti del Centrosinistra raggiunge il 51,5%. Il distacco è quindi tra i 4 e i 4,5 punti percentuali. Il caso Calderoli ha interrotto il recupero della destra. E' stata una rottura di trend".
    Qual è il primo partito?
    "Sono sempre i Ds, che si attestano al 23%".
    E Forza Italia?
    "Raccoglie il 21,5%".
    Alleanza Nazionale?
    "E' al 12,5%".
    E la Margherita?
    "Si attesta sul 10%".
    Rifondazione Comunista?
    "E' tra il 6,5 e il 7%".


    Udc-Lega, chi è davanti?
    "E' in testa l'Udc, che è arrivata al 6%".
    E il Carroccio?
    "E' fermo al 5% circa".
    Comunisti Italiani e Verdi?
    "Sono stabili attorno al 2,5%".
    E la Rosa nel Pugno?
    "E' sopra la soglia del 2%".
    Mastella e Di Pietro?
    "Sono più bassi. Però, soprattutto l'Udeur, non sono rappresentati su tutto il territorio nazionale e, quindi, essendo a macchia di leopardo, sono difficilmente identificabili, come tutti i partiti sotto il 5%".
    La Dc di Rotondi?
    "Raccoglie un 2% circa".
    E la Mussolini?
    "E' bassa, tendiamo a non rilevarla più. Anche perché punta a confluire in Forza Italia".
    Con questi numeri, com'è la situazione al Senato?
    "La sinistra ha la maggioranza anche a Palazzo Madama".

    Alberto Maggi
    Affari Italiani 23-02-2006

    document.write('');
    Beh, era largamente prevedibile. Er callarosta ha compiuto un'ottima manovra, perfezionata dalla sua tenacia nel non scollarsi dalla sedi ministeriale!

  8. #38
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    Citazione Originariamente Scritto da Ezechiele
    Quello che mi sembra di vedere, dall'andamento di tutti i sondaggi, è una sostanziale staticità dell'elettorato, da un mese e mezzo in qua.

    Se c'era un piccolo movimento verso la CdL (più per l'effetto "sveglia" di Berlusconi sugli assonnati, che per altro) ora mi sembra che il csx abbia consolidato il suo vantaggio. Calderoli ha fatto la sua, ma non più di tanto.

    Sembra insomma che la CdL sia in qualche modo destinata ormai a perdere (a meno di fatti VERAMENTE traumatici), ma Berlusconi non rinuncia a provare a vincere all'interno della CdL. Contando sul fatto che, sapendo di perdere, AN e UDC non si mettono più di tanto in gioco: sperano che, con la caduta del premier, loro non ne escano con le ossa troppo rotte, e stanno facendo in modo che il voto sia un voto su Berlusconi, e non sul centro-destra.

    La perdita del partito dei pensionati, dei radicali e di una parte dei socialisti, e l'apertura verso la destra estrema, non fa che accentuare le prospettive di sconfitta della CdL, dirottando il centro moderato e indeciso sostanzialmente su Prodi.

    Almeno, io la vedrei così ...
    Mi sembra un'analisi molo lucida. Complimenti (anch'io ho pensato le stesse cose).

  9. #39
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    Citazione Originariamente Scritto da Capitancoraggio
    io al posto tuo non sarei cosi' fiducioso.
    aspetterei a cantar vittoria, altrimenti per farti passare la bile sai quante spremute di limone ti dovrai fare?
    Ps buoni quelli della costiera
    Io al posto tuo mi curerei l'ulcera attualmente bruciante senza pensare agli ipotetici travasi di bile altrui.

  10. #40
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    febbraio 25, 2006 Il Mondo
    ELEZIONI / PER CHI LAVORANO GLI ESPERTI DELLE PREVISIONI CHE SI DIVIDONO UN MERCATO DA 6 MILIONI

    I sondaggisti più amati dai politici

    Ghisleri e Valente per il Polo, Amadori e Weber per l'Unione. Mannheimer, Piepoli e Pagnoncelli...



    Alla vigilia di ogni elezione finiscono puntualmente nella bufera, evocati o contestati dai politici in campo, trascinati a destra o a sinistra. È successo con il sondaggio americano, commissionato dal premier Silvio Berlusconí. Ma è solo l'ultimo caso. Quando la febbre delle urne sale, i sondaggisti diventano protagonisti. Lo scenario in cui operano oggi presenta qualche novità. Mentre con il sistema maggioritario erano diventati anche consulenti per costruire l'immagine dei propri clienti, cioè i singoli candidati, il ritorno al sistema proporzionale mette l'accento sulle varie formazioni politiche (anche piccole) che decidono le liste dei candidati. E si rivelano grandi acquirenti di cifre. Un mercato che vale 6 milioni di euro, piccola fetta del giro d'affari (circa 500 milioni) delle rilevazioni fatte per le aziende su prodotti e servizi. Queste sono in mano soprattutto a big internazionali specializzati, come Nielsen o Iri Infoscan, che restano fuori dai poli elettorali.
    Per il resto, pochi istituti di ricerche rinunciano a lavorare per la politica, i partiti o le istituzioni. Per esempio per la presidenza del Consiglio è impegnato l'Istituto Piepoli, che fa capo a Nicola Piepoli (2,5 milioni il fatturato 2005). In vista del voto di aprile il sondaggista ha già in mano un contratto per seguire le giornate elettorali con Sky tg 24 e una commessa di circa mezzo milione di euro. Nelle prossime settimane Piepoli sarà impegnato anche sul fronte interno con un riassetto della società. Esce Emilio Gnutti con la sua Earchimede, che oggi controlla il 20,7%: pronti a entrare ci sono Felice Perussia, professore ordinario di psicologia all'università di Torino, la società Creatività nuova di Mario Dondi e la stessa famiglia di Piepoli.
    Sempre per palazzo Chigi sono all'opera anche altri volti noti al grande pubblico come Renato Mannheimer di Ispo e Nando Pagnoncelli, amministratore delegato di Ipsos public affair. Infine nel gruppo che raccoglie dati per la presidenza del Consiglio c'è Alessandra Ghisleri, proprietaria di Euromedia research, società con un giro d'affari (nel 2005) dì 1 milione di euro e dieci dipendenti. Che dice: «Da palazzo Chigì arriva il 10% del nostro fatturato; un altro 10% viene dai partiti». In particolare Ghisleri opera per Forza Italia. Ma il suo istituto si muove anche per banche, compagnie di assicurazione o personaggi dello spettacolo: «Lí aiutiamo a capire come sono percepiti dal pubblico e come collocarsi nei vari media».
    Nel centrodestra, in particolare per l'Udc, è attiva la Lorien consulting, società fondata da Antonio Valente che oggi detiene il 49%, mentre il 51% è del colosso americano Wpp marketing communications. «Nei sondaggi usiamo un sistema di tracking, cioè rilevazioni continue con campioni mobili per vari periodi. E siamo meno esposti alla variabilità dei momenti», dice Valente. Alla Wpp fa capo anche Psb, la società Usa che ha fatto il sondaggio per Berlusconi (e che per la raccolta dei dati con le telefonate, secondo voci di mercato, avrebbe utilizzato la Doxa presieduta da Ennio Salamon).
    Sul fronte del centrosinistra lavora invece la Swg (presidente Roberto Weber), con un giro d'affari superiore ai 6,5 milioni di curo, che ha un rapporto consolidato con i Ds, mentre la Margherita si affida alla Ipsos public affair di Pagnoncelli (un fatturato 2005 attorno ai 3,2 milioni di euro). Che ha introdotto in Italia il metodo multiclient: i sondaggi cioè non sono in esclusiva ma possono essere venduti ad altri clienti. E ì costi per i partiti scendono molto. Tra le formazioni minori, l'Udeur di Clemente Mastella ha messo al lavoro la Coesis research (fatturato 2005 di 1 milione) di Alessandro Amadori. Che ha fatto rilevazioni anche per il candidato del centrosinistra Romano Prodi. Ma Amadori sta cercando di guardare oltre i partiti: «In questo periodo», dice, «un'area di business interessante sono l'editoria e le televisoni locali». Sul piano nazionale, invece, la Rai ha affidato. come nel 2005, exit poll e proiezioni alla Dinamiche di Paolo Sari, che manderà in video ancora Fabrizio Masia. «La principali difficoltà», dice Sari, «sarà l'attribuzione dei seggi regionali al Senato, che è basato su un premio di maggioranza Regione per Regione. Ma ci sono altre novità rispetto al passato, come lo sbarramento previsto per i piccoli partiti». Oltre alle elezioni politiche, Sari lavora anche per rafforzare Dinamiche, nata l'anno scorso e che ha chiuso il 2005 con 2,5 milioni di fatturato. E pensa alla fusione con alcune realtà del settore: la prima è Marcam, istituto di ricerca che fa capo a Stefano Mazza Galanti e opera con indagini per le società della grande distribuzione. Ci sono poi trattative per aggregare un'altra società attiva nel campo delle rilevazioni demoscopiche per realtà del mondo finanziario: «L'obiettivo è creare un piccolo polo tutto italiano», dice Sarí, «con diverse specializzazioni e un fatturato che possa arrivare ai 10 milioni».
    Più defilato rispetto alla politica dei partiti è Andrea Cimenti, ex ricercatore del gruppo Cirm che nel 2005 ha creato Acqua srl, Non raccoglie solo dati ma elabora strategie di comunicazione per i clienti. Tra i primi che sì sono affidati alla società di Cimenti c'è il principe Emanuele Filiberto con la sua associazione Valori e futuro. Che oggi è soltanto un club a carattere culturale. Domani chissà.
    Fabio Sottocornola
    Il Mondo, 24-02-2006

 

 
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