C'è la tredicenne di Caltanissetta che all'insaputa dei genitori ha raccolto 40 firme per 'Rita presidente'. E ci sono le mamme palermitane del quartiere popolare Montepellegrino che sabato scorso manifestavano davanti a un asilo mai aperto ripetendo che "Rita è una di noi". C'è la famiglia della media borghesia che le offre i locali per la sede del comitato elettorale. E ci sono gli universitari di Liberiamo la Sicilia che sono riusciti a trascinarla una sera al Blow up, discoteca alla moda nel cuore della Palermo vecchia. In mezzo c' è lei, Rita Borsellino, che continua a girare come una trottola per la Sicilia intera. Anche adesso che dovrebbe rifiatare. Il 4 dicembre ha trionfato alle primarie del centro-sinistra con il 69 per cento dei voti, dopo aver percorso 8 mila chilometri in 18 giorni. E le elezioni regionali di fine di maggio appaiono lontanissime. Prima ci sono le politiche del 9 aprile, per le quali la sorella del giudice ucciso nel '92 dalla mafia non è candidata. Ma non c'entra. Il 'ciclone Rita' sembra inarrestabile. Il sondaggio condotto nello scorso week-end dalla Swg per 'L'espresso' scatta una foto da incubo per il centrodestra: alle regionali, Borsellino oggi raccoglierebbe il 52 per cento, staccando di otto punti Salvatore Cuffaro. Non solo. In una Sicilia che sotto Natale, sempre per la Swg, vedeva i partiti del centrodestra al 52 per cento (contro il 46 del centrosinistra), un'ipotetica lista Borsellino potrebbe addirittura ribaltare il risultato già alle politiche.
"Lo so che pesco consensi nel centrodestra, ma preferisco non pensare ai sondaggi e impegnarmi in questa avventura straordinaria", dice la Borsellino. Che pur di non impantanarsi tra percentuali e listini, rivela com'è nata la rincorsa a Palazzo d'Orleans. Era una mattina di ottobre e se ne stava al lavoro, dietro al bancone della farmacia al quartiere Santa Rosalia, periferia di Palermo. Sui giornali c'era la notizia di Prodi e Rutelli che erano andati a offrire la candidatura a Pippo Baudo. A un certo punto entra un vecchio cliente, ottant'anni suonati, che brandendo il bastone come in una commedia, le fa: "Ma dottoressa, le pare che dobbiamo vincere Canzonissima?". Baudo rifiutò "e a me venne in mente che forse questa volta potevo mettermi in gioco io, dopo aver detto no a tutti i partiti per tanti anni".
Tredici anni, per l'esattezza, quelli della seconda vita di Rita. Che se non fosse stato per la morte del fratello Paolo e dei suoi cinque agenti di scorta, avrebbe continuato a fare la farmacista, la mamma (di tre figli) e la nonna (di quattro bambine). Invece ha detto sì a don Ciotti, e con l'associazione Libera ha preso a girare per scuole e parrocchie a predicare legalità e sviluppo. "Non lo sapevo e non lo volevo, ma ora mi rendo conto che è come fossi in campagna elettorale dal 1992", spiega di ritorno da un congresso dell'Arci. E infatti le succedono cose strane. Accetta gli inviti che le piovono dalle decine di comitati spontanei che stanno spuntando anche nella Sicilia più remota. E poi si rende conto che in quel paesino di 600 abitanti c'è già stata con la Carovana Antimafia. Che in quella scuola ha già parlato ai ragazzi. Che in quel teatro ha incontrato i genitori. E tutti continuano a chiamarla Rita perché l'hanno conosciuta in questi anni, prima che i partiti la scoprissero.
"La mia sensazione è che la Borsellino rappresenti un tessuto di valori primario", dice Roberto Weber, presidente di Swg, e questo, secondo lui, spiega perché nel sondaggio la candidata raccolga un'ampia quota di voto personale e di voto disgiunto (elettori del centrodestra che la preferiscono a Cuffaro). Se i 'valori primari' sono chiari e arcinoti (legalità, lotta alla mafia, disinteresse personale), è la trasversalità della Borsellino a stupire di più. Anzi, la sua capacità di penetrazione negli ambienti più disparati e in differenti generazioni. Un esempio? Giovedì 16 febbraio, a Catania, 'Rita' ha passato mezzo pomeriggio tra i ragazzi dell'università ad ascoltarne i problemi e le storie. Come quella della ragazza che le ha domandato se è giusto che con una laurea e un master "ci si debba accontentare di far marcire il cervello in un call-center". O i giovani fuorisede che le hanno chiesto di impegnarsi per le case degli studenti. L'altra metà pomeriggio l'ha invece dedicata ai partigiani dell'Anpi, che l'avevano invitata al loro congresso regionale. E a una nonna orgogliosa dei capelli bianchi non hanno certo dovuto spiegare molto.
"Quando al telefono Rita m'ha detto che si candidava mi sono messo a piangere", racconta Leoluca Orlando, il simbolo dell'ultima stagione politicamente imprevedibile. Quella della 'Primavera di Palermo' e della Rete. Per l'ex sindaco, la Borsellino "può perdere solo se gli apparati di partito la soffocano". Ma Orlando è convinto che non accadrà e racconta un episodio del quale è stato testimone a Favara, provincia di Agrigento: Rita Borsellino che arriva alla dieci di sera con due ore di ritardo e trova ad aspettarla 500 persone, in gran parte donne e giovani. Ma la Sicilia è pur sempre la terra del cappotto, il mitico '61-0' per la Casa delle libertà alle politiche 2001. E anche se il vento sta cambiando, qui i partiti dell'Unione non sono certo maggioranza. Così ecco che spuntano i Cantieri per la costruzione partecipata del programma, ovvero 15 gruppi di lavoro su altrettanti temi: dall'economia alle politiche per la casa; dalla sanità alle infrastrutture. Alfio Foti, che li ha ideati, spiega che coinvolgeranno non meno di 500 persone e non si limiteranno a fornire la base del programma, ma saranno "una tela di intrecci solidali". Piccolo particolare: nessuno sarà responsabile di un singolo cantiere. Così non si potranno creare tensioni su assessori 'in pectore'.
Dai cantieri alle sedi. Se la sede del comitato Cuffaro Presidente è in viale della Libertà, in un ampio e luminoso locale modello autoconcessionario di lusso, quella di Rita Presidente non c'è ancora. Ma è questione di giorni. Si tratta di un appartamento nella popolare zona dei cantieri navali, al quale si aggiungerà uno spazio al mercato del Capo. Il fatto insolito è che in entrambi i casi Rita Borsellino si è vista chiamare da gente che conosceva appena e che le ha messo a disposizione i locali gratis e già ristrutturati.
Se invece passiamo dalle ristrutturazioni alle grandi opere, ecco altre differenze. Nel sito Internet della Regione guidata da Cuffaro si possono ammirare gli studi per un tunnel sottomarino di 137 chilometri tra Mazara del Vallo e la Tunisia. Insomma, il Ponte di Messina è solo l'inizio. Sul tema, la Borsellino mostra sano pragmatismo: "Non dico no al Ponte, però la Sicilia ha bisogno prima di porti e di autostrade del mare". E poi ricorda in tutti i dibattiti che la prima emergenza è la sanità: "Mancano i prontosoccorsi e le rianimazioni e la gente muore in ospedale perché tutte le risorse vengono spostate sulle cliniche private, ovviamente più interessate agli alti guadagni che si fanno con i reparti di radiologia, oncologia e lungodegenza".
Già, ma denunciare lo sfascio della sanità siciliana, e il suo buco da 800 milioni di euro, vuol dire attaccare al cuore il sistema di potere di Cuffaro. Il quale, per combinazione, è un radiologo venerato dal partito delle cliniche. Insomma, chi credeva che la Borsellino avrebbe impostato la propria corsa tutta sulla lotta alla mafia è già stato smentito. Così oggi Cuffaro si chiede se sia stata una buona idea, sotto Natale, improvvisarsi paladino della lotta a Cosa Nostra con quella campagna 'La mafia fa schifo'. E forse gli stessi leader del centro-sinistra, guardando i sondaggi, si chiederanno se il fenomeno Borsellino non varrebbe un'eccezione alla linea del 'niente liste civiche' per il 9 aprile.
Il sorpasso
Alle prossime elezioni regionali, lei pensa che voterà più probabilmente per:
Rita Borsellino, candidata del centro-sinistra: 52%
Salvatore Cuffaro, candidato del centro-destra: 44%
Nessuno dei due / altri candidati: 4%
Il sondaggio ha pure registrato cinque astenuti e 16 indecisi
Questo sondaggio
Soggetto realizzatore: SWG Srl-Trieste. Committente e acquirente: L'espresso. Data di esecuzione: 18-19 febbraio 2006. Tipo di rilevazione: sondaggio telefonico CATI su un campione regionale stratificato per quote di 1000 soggetti (su 6950 contatti), rappresentativi dell'universo della popolazione della regione Sicilia di età superiore ai 18 anni. Il documento completo è disponibile sul sito: www.sondaggipoliticoelettorali.it




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Per la seconda settimana successiva la distanza tra le due coalizioni rimane tendenzialmente stabile ed oggi si attesta al 4,9% a favore dell'Unione (rispetto al 4,7 di 7 giorni fa).
