Il polpo radicale e la repubblica smemorata
20 giugno 2005
di Il Calibano
Non vi è stato durevole, si alternano
il dolore e il piacere;
il piacere è più breve.
Incostante l'attimo rivolge
la miseria in grandezza,
la grandezza in miseria.
(Seneca, Tieste)
La sorte che molti atei-devoti e devoti-devoti e exlaici-neodevoti riservano ai Radicali è la stessa che il cinico cuoco di un romanzo di Achille Campanile, “Agosto moglie mia non ti conosco”, riservava ad un polpo. Per convincere gli avventori della freschezza di ciò che avrebbero mangiato, li invitava ad assistere alla –esecuzione- del cefalopode che veniva pescato da un piccolo acquario e sbattuto ripetutamente, alla presenza dei clienti, contro un muro. Il trucco stava nel fatto che il cuoco smetteva di sbattere il polpo un attimo prima che tirasse le cuoia e, quando i clienti si allontanavano soddisfatti, si affrettava a rianimarlo, lo rimetteva nell’acquario e serviva in tavola i polpi scartati dalle pescherie. Il povero polpo, tornato in vita, malediva il suo triste destino e pensava: “speriamo che sia l’ultima volta!”.
I Radicali, al contrario del polpo, mentre vengono sbattuti al muro, pensano: “perché i disabili intrasportabili, i militari in missione all'estero, il personale delle rappresentanze diplomatiche e alcuni cittadini residenti all’estero non possono votare?”.
La risposta, nel caso dei disabili gravi, intrasportabili, ma che vivono…anzi, sopravvivono al proprio domicilio, ha la stessa carica ironica usata da Campanile nel rappresentare l’essenza stessa della vita della nostra società: “Ciampi, Berlusconi e Castelli si sono dimenticati che…esistono i disabili intrasportabili!”.
Nella legge del 5 febbraio 2003, n. 17 (in G.U. n. 33 del 10 febbraio 2003) - Nuove norme per l'esercizio del diritto di voto da parte degli elettori affetti da gravi infermità - Ciampi, Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri e Castelli, il Guardasigilli, hanno sottoscritto, e la Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato l’articolo 41 - Il voto è dato dall'elettore presentandosi personalmente all'ufficio elettorale. I ciechi, gli amputati delle mani, gli affetti da paralisi o da altro impedimento di analoga gravità esercitano il diritto elettorale con l'aiuto di un elettore della propria famiglia o, in mancanza, di un altro elettore, che sia stato volontariamente scelto come accompagnatore, purché l'uno o l'altro sia iscritto in un qualsiasi comune della Repubblica. […]. L'annotazione del diritto al voto assistito, di cui al secondo comma, è inserita, su richiesta dell'interessato, corredata della relativa documentazione, a cura del comune di iscrizione elettorale, mediante apposizione di un corrispondente simbolo o codice, nella tessera elettorale personale, nel rispetto delle disposizioni vigenti in materia di riservatezza personale ed in particolare della legge 31 dicembre 1996, n. 675, e successive modificazioni.".
E’ vero, esiste l’art. 44. (legge 23 marzo 1956, N. 136, art. 24 sub 39-quater) che prevede -per gli ospedali e case di cura minori, il Presidente della sezione elettorale nella cui circoscrizione sono posti, fissa, all’atto dell’insediamento del seggio, sentita la direzione sanitaria le ore in cui nei luoghi stessi i ricoverati potranno esercitare il diritto di voto- ma per i soliti disabili intrasportabili “ricoverati” in casa…nulla!
Il ministro Pisanu, incalzato dai Radicali, dalle colonne del Corriere della Sera annuncia: “è «doveroso agevolare” il voto dei disabili ma «per farlo efficacemente servono nuove leggi. Questo vale anche per il voto dei militari in missione all'estero e per quello del personale delle rappresentanze diplomatiche”.
Achille Campanile chioserebbe così: “visto che è la CEI a far politica, più che una Legge, ci vorrebbe un miracolo!”.
Il miracolo non serve nel paese più piccolo d’Europa. Nel Liechtenstein, quest'anno, tutti i cittadini hanno potuto votare via posta: su 17428 cittadini con diritto di voto, il 49% ha votato per posta.
Ma il miracolo non serve nemmeno nella gigantesca Repubblica Federale Tedesca dove è possibile per tutti votare per posta, basta fare una richiesta e specificare il motivo per cui non ci si può recare al seggio il giorno delle elezioni. -Detta richiesta si trova sulla facciata posteriore dell’avviso delle prossime elezioni. E’ una cartolina postale che riceve ogni cittadino con diritto di voto poco prima delle elezioni. E’ importante che l’espressione di voto venga fatta il più sollecitamente possibile e il plico venga spedito quanto prima, perché possa arrivare al più tardi alle ore 18 del giorno delle votazioni. Votazioni per corrispondenza giunte oltre quest’orario non sono valide.
Troppo facile? Eh, ci vorrebbe un miracolo!




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