Duchenne e Becker: malattie mortali che hanno i giorni contati?
10 settembre 2005
di Il Calibano
Troppo poco per essere opera di un Dio, troppo per essere frutto del caso.
(Kant, Opus Postumum)
È possibile in nome della dignità umana, calpestare la dignità dell’uomo? Sembrerebbe proprio di sì! Dal sito di Radio Vaticana RADIO VATICANA - SITO UFFICIALE, Mons. Sgreccia, in un intervento in voce, così commenta la notizia della Bbc riguardo l’autorizzazione, data ad una equipe di scienziati britannici dell’Università di Newcastle, a clonare un embrione umano utilizzando il materiale genetico di due madri: “Posso dire, prima di tutto, che si tratta di una sperimentazione il cui esito è tutto da vedere. In secondo luogo, dal punto di vista morale, che ci sono almeno tre illeciti: uno è che si ha una clonazione vera e propria, cioè si trasferisce il nucleo dalla cellula di un embrione; secondo: questo, da cui si prende il nucleo, viene soppresso e abbandonato; terzo: si crea un nuovo embrione e si trasferisce nella donna che diventa una madre surrogata. Quindi, c'è tutto un incrocio di illeciti sui quali il giudizio morale, non soltanto cattolica, è completamente negativo.”.
Cosa si cela dietro questo esperimento? Si cela solo la smisurata hybris “scientista” o i ricercatori sono invisi a Sgreccia, così come Prometeo era: "inviso a Zeus [...] per aver amato troppo i mortali"?
L’attenzione di Mons. Sgreccia si concentra sul nucleo della cellula, sul nucleo abbandonato, sulla madre “surrogata”; non una parola sul fine dell’esperimento, sulle ricadute che potrà avere la sua riuscita, sui benefici che se ne trarranno. Perché questo silenzio che trascolora nella reticenza, più o meno, ipocrita? L’obiettivo dell’operazione è impedire alle madri di trasmettere al feto alcune malattie genetiche, quelle mitocondriali: questo genere di malattie deriva da dna trovato fuori dal nucleo, e perciò ereditato separatamente dal dna nel nucleo. Alcuni studi effettuati sui topi hanno mostrato che è possibile prevenire la trasmissione dei disturbi mitocondriali, spostando il nucleo da un ovulo che contiene «cattivi» mitocondri a un altro che contiene solo «buoni» mitocondri. Doug Turnbull, neurologo all’Università di Newcastle, e Mary Herbert, direttore scientifico del Newcastle Fertility Centre for Life, si apprestano a testare il metodo sugli esseri umani.
Certo che è molto più complicato parlare di mitocondri, dna e malattie genetiche che liquidare il tutto con: “c'è tutto un incrocio di illeciti sui quali il giudizio morale, non soltanto cattolico, è completamente negativo”.
Gl’è che il Mons. dimentica(?) di dire che questi illeciti potranno cancellare malattie genetiche come la distrofia di Duchenne che colpisce 1,5 neonati su 10.000 e la distrofia di Becker che ha un’incidenza di 1.5 ogni 100.000 nascite.
Eppure, detto così, non si riesce a capire come quei numeri possano trasformarsi in tragedie che obbligano famiglie intere ad una corsa inutile contro il tempo. La distrofia di Duchenne determina la perdita della deambulazione autonoma entro i 12 anni di età. Successivamente il difetto di forza progredisce ulteriormente, coinvolgendo anche la muscolatura cardiaca e respiratoria. Se una femmina portatrice mette al mondo un figlio maschio, vi è una possibilità su due che egli sia malato; se la figlia è una femmina, sarà sana, ma vi è una possibilità su due che sia portatrice.
Ecco, spiegato il titolo assurdo con il quale è stata data la notizia “Cloneremo un embrione umano da due madri!”. Se non vivessimo nel clima asfissiante di una “Guerra etica”, il titolo della notizia sarebbe stato “Duchenne e Becker: due malattie mortali che hanno i giorni contati”.




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