Cominciamo col dire che la nostra è una repubblica parlamentare. Una volta che il popolo è stato chiamato alle urne, è il Parlamento a decidere la composizione del Governo. E questa è una trappola: il Parlamento infatti può scegliere un Governo che non rappresenta la volontà del popolo italiano. Nulla impedisce infatti che durante la legislatura le alleanze politiche fra i vari partiti cambino. Cosa che in una democrazia effettiva, basata sulla sovranità del popolo (e non del Parlamento), non dovrebbe succedere.
Il secondo presupposto del ragionamento che mi accingo a esporre è che il Paese è stanco di Berlusconi, anche se all'attuale Presidente del Consiglio rimane una carta da giocare per conquistarsi i favori dell'elettorato. Il Paese è stanco di un uomo politico che ha bisogno di sentirsi sempre e comunque al centro dell'attenzione, di un uomo politico che non sa distinguere il momento in cui recitare un ruolo da protagonista e il momento in cui occorre stare dietro le quinte, mandando altri in avanscoperta. Il Paese è stanco del protagonismo di Berlusconi.
Abbiamo detto però che il fondatore di Forza Italia ha una carta da giocare, la carta della disperazione: di fronte alla Torre di Babele (APPARENTE) rappresentata dal centro-sinistra, con l'incognita Bertinotti, egli rappresenta la stabilità. Questa è tuttavia una carta molto fragile, perchè il Paese potrebbe essere talmente stanco di lui e del suo protagonismo da accettare il rischio d'infilarsi in un tunnel cieco, che poi del tutto cieco non è.
E qui torniamo all'inizio del post, al fatto che viviamo in una Repubblica dove la sovranità effettiva è ricoperta dal Parlamento, che in definitiva ha l'ultima parola sul popolo, a esso subordinato.
Sul fatto che i saragattiani DS siano diventati lo zerbino del Capitale non ci piove. Uno zerbino prezioso, perchè i saragattiani garantiscono alla borghesia - che sta attraversando un momento di profonda crisi di ristrutturazione - il consenso di milioni di lavoratori. Il punto di domanda non riguarda tanto Bertinotti, che si è piegato alla volontà dei saragattiani, quanto il suo effettivo controllo del partito. La storia di Rifondazione è quella di un partito nato per creare un sistema alternativo al capitalismo; i saragattiani DS e i loro alleati pretendono invece che Rifondazione aiuti la borghesia a superare la crisi, e ad accodarsi alla politica economica voluta dalla Banca ds'Italia nella persona del governatore Draghi: il dominio incontrastato del mercato e della libera concorrenza, contro qualsiasi forma di protezionismo.
Perchè dico che Bertinotti è politicamente morto? Perchè se non accetta il diktat dei saragattiani, il centro-sinistra lo manderà letteralmente a cagare e assorbirà una parte del centro-destra che gli consenta di governare. In ogni caso, Bertinotti non è più indispensabile.
Al di là della fitta nebbia che in questo momento grava sul Paese dal punto di vista politico, nel giro di due anni ci saranno due cambiamenti radicali, sempre che i saragattiani DS e i loro alleati vincano le elezioni:
- il Paese si sarà liberato di Berlusconi, perchè è evidente che se perde queste elezioni il centro-destra lo farà fuori;
- se Bertinotti agirà veramente per un cambiamento radicale del sistema, si costituirà un grande centro che metterà i saragattiani DS in posizione di minoranza e rigetterà Bertinotti all'opposizione.
Come dire che prima o poi la nebbia si dirada, e che il Capitale ha già pianificato una nuova vittoria sulle chimere dei sognatori.
Ciao
Elios




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