Forza ragazzi, diamoci dentro. Perché sarà pur vero, come dice il sessuologo candidato Willy Pasini, che il maschio abituato a decidere i tempi e i modi del sesso ha reagito alla discesa in campo delle ragazze con il suo strampalato “non gioco più”. E se lo dice uno psicanalista junghiano come Claudio Risé, sarà anche vero che “quello che sta cambiando gli uomini non è tanto il gigantismo della madre quanto la sparizione del padre”. Pazienza. Diamoci dentro lo stesso, ragazzi. Per quanto il desiderio si faccia comatoso, il respiro pesante, la panza cresca, il mento raddoppi e tutto ormai dilaghi giù dal nervo sciatico; per quanto la primavera stia tornando, e con la primavera le nostre sofferenze, perché arrivano con essa le caldane, e con le caldane le minigonne, e sopra le minigonne le magliettine, e sotto le magliettine niente, e il collo nostro avanti con la cervicale, e loro a ridere e noi a disperarci fino a sognare le compostezze dell’islam, diamoci comunque dentro, ragazzi. Diamoci dentro anche se a noi maschi anziani di destra potrebbe non cambiare niente, in generale. In compenso, se vinciamo, Umberto Eco avrebbe promesso di togliersi dai coglioni.




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