No, non credo sia questa la risposta.
La mia risposta è che si scende nel puramente umano quando non si ha nulla da dire in relazione allo spirito, che appartiene a tutt'altra categoria.
La castità ha un senso unicamente all'interno di un percorso ascetico stretto , laddove s'insegni come si sublimano efficacemente le potenze della sessualità a fini trasmutativi (c'è tutta una scienza in proposito).
Diversamente la castità non è che aridità e repressione: è contro natura e si rivolta contro l'essere umano prendendo canali storti e conducendo verso il basso.
Diversa cosa è la continenza, che significa astenersi dal dissipare la forza della sessualità ed esercitarla con misura e criterio, proprio tenendo conto del fatto che si tratta dell'esplosiva potenza preposta alla creatività...termine questo da intendersi in senso assai più ampio di quello comune. E che merita una riflessione non banale.





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