La vicenda dello spionaggio preelettorale nel Lazio, assume dimensioni inquietanti. Scopriamo che da uno degli arrestati è stato fatto il nome di un viado che con la propria "testimonianza spontanea" avrebbe dovuto inchiodare l'ignaro Pietro Marrazzo in un torbido quanto falso scandalo sessuale.
Andiamo poi a scrutare i fatti di Milano, per scoprire lo scontro preordinato a cui fa da contraltare la voce secondo cui alcuni italiani sarebbero partiti in bus in direzione Parigi (la cui sommossa studentesca, prima che dalla Gendarmerie è stata soppressa da i nostri TG). Personalmente il pensiero vola alla schiera di violenti facilmente assoldabili nelle curve dei nostri stadi per menar le mani. Menar le mani: esattamente quel che riporta l'ex governatore del Lazio ai ricordi di quella gioventù che scorazzava intorno da Piazza Mazzini al Giulio Cesare, sostando per rifocillarsi al bar Euclide e per riarmarsi a via Sommacampagna. Infine l'immancabile connivenza (pagata) di schegge istituzionali fra cui non mancano mai isolati Carabinieri e finanzieri, in odore di servizi segreti.
Insomma ci sono diversi elementi che mi riportano agli anni settanta.
Ed è per questo che ho paura: temo l'attentato.
Informauro




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a mandare pvt privati è umano