
Originariamente Scritto da
Ezechiele
E' una giornata nera, nerissima, questa del dopo-partita per il premier.
Lui l'ha capito subito, e l'ha detto urlando all'uscita degli studi RAI, che era andata male. Il suo portavoce Bonaiuti sfogava la rabbia prendendo a calci le macchine.
Sondaggi, forum, articoli della stampa nazionale ed estera davano un quadro abbastanza uniforme del risultato, lasciando al più la possibilità del pareggio, o rifugiandosi sulla "noia" dell'incontro.
Le sensazioni si sono poi materializzate con le dichiarazioni degli alleati, che andavano dal "meglio lasciar perdere i confronti" di Calderoli, all'"occasione mancata" di Casini, all'"hai sbagliato" di Fini. Forza Italia lo ha difeso d'ufficio, più con rabbia che con convinzione.
Contemporaneamente, Berlusconi si produceva nelle sue consuete mistificazioni della realtà, smentendo di aver riconosciuto la sconfitta, e sfogando la sua rabbia, invece che verso se stesso, nel rinnovato livore contro Prodi, producendosi così in nuovi insulti ("faccia da bulldog", dopo il "Pietro Gambadilegno" dei giorni scorsi).
Ora, è fin troppo chiaro che uno in queste condizioni non ha molte speranze di potersi presentare con un minimo di credibilità agli elettori, che dopotutto devono fidarsi ed essere ancora sicuri di votare per lui.
Quello che stupisce è tuttavia il progressivo sbracamento della CdL, che assume ora proporzioni di catastrofe: qualcuno si ricorda nelle ultime elezioni politiche che i leader di una stessa coalizione si guardassero con tale diffidenza e distanza, quasi come a non vedere l'ora che si voti, per mandarsi a quel paese l'un l'altro?
Si dirà: ma c'era il maggioritario, questo è proporzionale. Vero a metà, essendoci un vincolo di coalizione, e un chiaro candidato leader delle suddette coalizioni. Ed essendo chiaro che ieri, Berlusconi non parlava per il suo partito, ma a nome di tutta la CdL. Ed infatti, ad essere danneggiata è stata la CdL nel suo complesso.