Non tutti i mali vengono per nuocere
Non tutti i mali vengono per nuocere. E’ uno dei primi pensieri che mi viene alla mente, a poche ore dall’incomprensibile decisione dei “signori” della Cdl di avere escluso il nostro Movimento dall’accordo elettorale per le politiche. Un comportamento inaspettato e davvero sconcertante. In primo luogo perché da mesi era stato annunciato in più occasioni, sia dal presidente del Consiglio Berlusconi che dai suoi più stretti collaboratori. Inoltre, questa la cosa che fa pensare, perché ha penalizzato una forza politica, la prima della cosiddetta “destra radicale”, che per prima aveva creduto nell’opportunità politica di schierarsi piuttosto che rimanere ai margini e disperdere i propri voti, le proprie idee, la propria progettualità. Per tale scelta, non dimentichiamo che siamo stati più volte accusati di “tradimento” o peggio, di essere divenuti “servi del liberalcapitalismo”, da parte dei “duri e puri” di turno che poi, con due anni di ritardo, hanno finito per prendere la nostra stessa strada. Come se non bastasse, come spesso accade alle persone corrette e oneste quali siamo, anche in questa occasione abbiamo avuto la riprova di come va il mondo. Dunque fuori noi e dentro tutti gli altri, compresi tutti quelli che fino all’altro giorno avevano lanciato strali e accuse pesantissime contro lo schieramento di centrodestra e i suoi leader. Ma tant’è.
Che fare ora? Certo, l’antitesi alla sinistra, ai suoi pericolosi non-valori e tutto il resto che ben sappiamo rimane. Così come la necessità di fare i conti con questo perverso sistema elettorale che non lascia spazio alcuno a chi rimane fuori. Detto questo, credo sia comunque opportuno interrogarsi sull’opportunità politica di cambiare i rapporti con una coalizione che, di fatto, ha in più occasioni dimostrato di volere i nostri voti, ma di non gradire la presenza dei nostri uomini: nemmeno quella dei nostri esponenti più qualificati, nemmeno quella del nostro segretario nazionale Pino Rauti. Già in occasione delle regionali 2005, solo per fare l’esempio della “mia” Lombardia, ci sono state fatte mille promesse in cambio del nostro appoggio. Bene, noi che siamo persone di parola e di onore, abbiamo rispettato i patti: quanto da lorsignori ci è stato promesso lo stiamo ancora aspettando. Non intendo dire che si debba tornare sui nostri passi. La strada intrapresa è, al momento, l’unica percorribile. Credo però indispensabile rivedere in toto i termini della “collaborazione” con la Cdl perché, questa la mia opinione, non è più pensabile continuare a dar loro un appoggio “a prescindere”, sempre e comunque in cambio di nulla. A questo punto, dopo il gravissimo atto “politico” che abbiamo subito, ritengo sia una questione che è doveroso e necessario discutere tutti insieme quanto prima.
Non tutti i mali vengono per nuocere, dicevo all’inizio. Sì perché in questo momento abbiamo l’opportunità e le necessità di consolidare e organizzare al meglio le nostre strutture. In questi mesi siamo cresciuti notevolmente su tutto il territorio nazionale, aprendo sezioni, federazioni e vedendo crescere il numero dei nostri aderenti. Nel nostro piccolo, anche se qualcuno ha fatto finta di non accorgersene, possiamo definirci una forza politica a tutti gli effetti. Riorganizzazione, certo, e possibilmente presenza costante nelle piazze, nelle strade, tra la gente. Ma anche grande attenzione alla formazione, specie quella della base militante con quella che ai miei tempi si era soliti chiamare “scuola di partito”. Un aspetto cui, negli ultimi anni, non siamo stati in grado di dare la giusta considerazione. Ciò naturalmente, non solo per alcune colpe e mancanze di tutti noi ma anche e soprattutto perché da Fiuggi in poi le poche risorse a nostra disposizione sono state assorbite quasi totalmente dalle scadenze elettorali: un assillo che si è susseguito al ritmo minimo di una tornata l’anno. Ora che alcuni hanno mancato alla parola data e non hanno voluto partecipassimo, abbiamo la possibilità di trarre nuova linfa per crescere, in prospettiva futura, nella maniera più sana e solida possibile. Sfruttiamola. Viva Pino Rauti, viva il Movimento idea Sociale!
Sergio Cingolani