L'OPINIONE: LA CHIESA CATTOLICA UNA CITTADELLA ASSEDIATA
Politica & fede(23/03/2006) - Papa Benedetto XVI, ha riunito oggi in Vaticano 193 cardinali provenienti da tutto il mondo per discutere collegialmente, a porte chiuse, di alcuni temi ecclesiali di attualità: l'avanzare delI'Islam, l'ecumenismo, la crescita delle sette o dei nuovi movimenti religiosi, il terrorismo internazionale, la riforma della Curia Romana, il recupero dei fedeli tradizionalisti collegati alla Fraternità di Monsignor Lefebvre, e di una nuova evangelizzazione in una società in cui prevalgono l'indifferentismo religioso, il secolarismo e l'ateismo. Il grande teologo domenicano francese, Yves Congar, morto nel 1995, esiliato a Gerusalemme e a Cambridge, per le sue posizioni sul laicato e sul'ecumenismo ritenute troppo progressiste all'interno della Chiesa degli anni 50, e poi promosso perito conciliare negli anni 60 , parlò della Chiesa cattolica come di una "cittadella assediata". Un termine coniato dal teologo domenicano che ha avuto tanta fortuna nella Chiesa. Possiamo dire, con onestà intellettuale, che la Chiesa cattolica guidata da papa Benedetto XVI nel 2006 è, oggi, una cittadella assediata? Io credo di si. Per certi versi, è assediata da un laicismo ideologico e intollerante, intriso di menzogne e pregiudizi. Incominciamo dalla Chiesa. Per essi è solo peccatrice, è "meretrix", non non si evidenzia volutamente che è "santa, casta e immacolata", come diceva san Paolo nelle sue Lettere : intravediamo nella loro concezione di Chiesa la tanto declamata dicotomia tra Gesù e la Chiesa che piace cosi tanto ai laicisti e ai "cattolici filo protestanti" del nostro tempo. Ci si dimentica che essa fu fondata da Gesù Cristo che, rivolgendosi a Pietro, gli disse : "Tu sei Pietro e su questa pietra io edificherò la mia Chiesa". E ci piace sottolineare che Gesù usa un aggettivo possessivo: "la mia" Chiesa. Da qui l'origine divina della Chiesa che, appunto, è santa. Il non riconoscere che essa è Mistero, che la santità della Chiesa deriva dal suo fondatore che l'ha edificata, significa favorire una teologia molto vicina ad alcune sette protestanti eretiche. Sant'Agostino diceva molto bene che Cristo e Chiesa formano il "Cristo totale", e questo dovrebbe valere soprattutto per chi critica la Chiesa cattolica generalizzando, criminalizzando, e omettendo le verità storiche oggettive. Questi laicisti vedono, nella loro analisi storica, sbrigativa e rozza di 2000 anni del Cristianesimo, solo le "nefandezze" e " l'impressionante sequela di misfatti, tutti dovuti a commistioni di fede e potenza mondana." Vedono solo le ombre della Chiesa cattolica e tralasciano volutamente le luci. E allora gli rinfreschiamo la memoria: i Martiri che, piuttosto che rinnegare la loro fede in Cristo, morirono sbranati dalle bestie feroci, i Santi, i Beati, i Padri e i Dottori della Chiesa, l'arte e l'architettura cristiana , la presenza dei segni cristiani come il Campanile e il Crocifisso, i missionari (preti, diaconi, religiosi e religiose) e i volontari in terra di missione accanto ai malati di lebbra e di Aids. Madre Teresa di Calcutta nelle bidonvilles e nelle favelas; San Giovanni Bosco e l'educazione impartita ai tantissimi giovani per fargli avere almeno una alfabetizzazione e una cultura professionale; San Francesco d'Assisi e il suo stile di povertà. Bastino questi tre santi come esempio fra migliaia di essi. E ancora: il lavoro dei monaci per trasmetterci opere letterarie di immenso valore e pregio; le opere di carità, la solidarietà verso gli ultimi della terra , gli ordini religiosi che operano nel campo della sanità, dell'assistenza e dell' istruzione, e la difesa dei diritti umani. Da ultimo il contributo fondamentale alla costruzione dell'Europa. Tutte cose che gli anticlericali trascurano volutamente. Per loro la Chiesa è fatta solo di ombre, e i lati positivi, il bene che essa ha fatto e che continua a fare non bisogna mai menzionarli. Essi non contestualizzano mai i fatti storici. L'importante è denigrare: qualche cosa resterà. Ad altri laicisti non va l'insegnamento di religione cattolica, ma, stranamente, gli sta bene un'ora coranica impartita da qualche imam che potrebbe educare le nuove generazioni all'odio, alla vendetta e alla guerra santa manipolandole e indottrinandole come ha evidenziato il presidente della CEI, Cardinale Camillo Ruini lunedi pomeriggio nella sua Prolusione al Comitato Permanente della CEI. L'ora di religione cattolica, nonostante che venga scelta massicciamente dal 91% degli studenti e studentesse italiani è considerata un "privilegio" per la Chiesa Cattolica. Peccato che essi fingano di non sapere che il Concordato tra la Repubblica Italiana e la Santa Sede che assicura l'insegnamento della religione cattolica nelle scuole di stato è stato ratificato dalla legge n.121 del 25 marzo 1985 dal Parlamento italiano a larghissima magggioranza per l'importanza e il valore della cultura religiosa che rientra nelle finalità della scuola e inoltre perchè "i principi del cattolicesimo fanno parte del patrimonio storico del popolo italiano".
La Chiesa infine secondo laicisti e anticlericali non deve invocare l'dentità cristiana quando si toccano temi della morale tradizionale, come la vita, la famiglia, il matrimonio o quando si propone una politica di difesa nei confronti dell'Islam integralista e fanatico. Altri pretenderebbero di mettere il bavaglio al romano Pontefice e ai Vescovi perchè ritengono che queste materie siano di esclusiva pertinenza dei laici e non dei cattolici che addirittura, a loro dire ,non devono usare la parola magica identità cristiana. Ma, a questo punto, ci domandiamo, non senza preoccupazione, se costoro hanno letto la Bibbia il libro sacro di Ebrei e cristiani che permea la civiltà occidentale. Oppure, se, queste, sono loro intime aspirazioni: cioè una Chiesa che diventi sempre più un edificio fatto di mura, che non abbia niente di spirituale e di divino e che soprattutto non si pronunci mai in determinati temi e materie dello Stato rinunciando al Magistero e alla Sacra Tradizione in modo tale che stia ai margini relegata in qualche ghetto o nelle nuove catacombe. Della Chiesa cattolica si può dire tutto il male che si vuole in nome di un malinteso pluralismo. Poi ci sono, nei confronti della Chiesa, forme più o meno esplicite di ostracismo e di persecuzione, oppure di intolleranza e di esclusione per tutto ciò che è cristiano o ricorda il cristianesimo: si pensi alla richiesta di togliere il crocifisso dalle aule scolastiche e l'ora di religione cattolica per non offendere la sensibilità dei non credenti o degli alunni che professano religioni non cristiane. " È il destino del cristianesimo di essere rigettato da chi non ha una visione religiosa della vita e, nei suoi comportamenti e nelle sue scelte, si ispira al «relativismo etico», che ignora ogni legge morale di ordine trascendente e quindi avente valore assoluto e sovrastorico. D' altra parte, in un mondo pluralista e multiculturale qual è il nostro, è normale che ci siano visioni e opzioni etiche diverse e contrastanti". (Editoriale de La Civiltà cattolica 18.12.2004). Pensiamo infine all'Europa che sta perdendo la sua «anima», che è cristiana e liberale: nella coscienza europea i grandi valori etici che definiscono l'«identità» europea stanno scomparendo. Naturalmente ciò metterebbe in pericolo la sopravvivenza stessa della civiltà europea, proprio nel momento in cui essa ha bisogno di una forte identità per non essere sopraffatta dall'islam. Quest'ultimo preme alle porte dell'Europa, presentandosi con una forte identità non solo culturale e politica, ma anche - anzi, soprattutto - religiosa e morale e accusando gli europei di essere «miscredenti», «corrotti» e schiavi di un «relativismo morale», che li conduce al nichilismo e alle peggiori aberrazioni in campo etico. Ma il predecessore di Benedetto XVI, san Pietro, ci ha detto due cose importanti che intendiamo ribadire oggi nel 2006: a) "Siate forti nella fede"; b) "Rendete ragione a chiunque vi domandi della speranza che è in voi". Come? "Con dolcezza, con rispetto e con coscienza retta." Fin qui san Pietro. Certo, di fronte alla minaccia verso l'istituto della famiglia, con aborto, divorzio, unioni di fatto, matrimoni e adozioni gay, e al far west nel settore della bioetica, ci sentiamo un po' assediati, ma forti nella fede. Paolo VI ci ha sempre detto di non essere dei cattolici pavidi e mediocri, quindi non possiamo rinunciare alla testimonianza e alla coerenza ai principi e ai valori del Vangelo cedendo alla fatalità degli avvenimenti, alla seduzione e al trionfo delle mode e abituandoci ad un cristianesimo nominale e anagrafico. No, dobbiamo a costo di essere impopolari, difendere la nostra identità. Pensiamo, poi, alla cattolicissima Spagna dove Zapatero intende fare tabula rasa di tutto ciò che è riconducibile alla morale sessuale cristiana e alla legge naturale di Dio. E all' Olanda dove ora si può praticare l'eutanasia al di sotto dei 12 anni. Inoltre ci sono i problemi interni alla Chiesa cattolica: la crisi delle vocazioni, i seminari semi vuoti, la diserzione della messa domenicale, alcuni settori del clero che sono dichiaratamente gay, la donna che molti vorrebbero sacerdote, il dissenso dottrinale e il magistero parallelo di alcuni teologi filo protestanti, l'ecumenismo che non decolla (vedi, per esempio, il dialogo con protestanti e ortodossi), l'auspicato ridimensionamento del primato petrino in nome di una collegialità che, a loro dire, ancora non ci sarebbe, il celibato dei preti, i tabù e i divieti sessuali, l' allontanamento dai Sacramenti e dalla Chiesa di tanti giovani e meno giovani , la parrocchia intesa come solo come "stazione di servizio" in cui ricevere a tappe: battesimo, comunione, cresima, matrimonio e funerale. E ancora: la fede spenta di tanti giovani accanto ad un risveglio religioso o "riscoperta del sacro" che troviamo soprattutto nei movimenti ecclesiali, nelle Giornate mondiali della gioventù, ma non nelle parrocchie. Insomma, ci troviamo delle "chiese" dentro la Chiesa, ma si ha paura di denunciare questa tendenza che porta all'isolamento. E ancora: la diffusa ignoranza religiosa dei fedeli laici cristiani che ha costretto papa Benedetto XVI a licenziare un Compedio della fede cattolica voluto fortemente da Giovanni Palo II. Da ultimo, come negare il neopaganesimo, la scristianizzazione e la secolarizzazione che rendono quasi impossibile e difficile l'annuncio del Vangelo? Allora non parliamo più di nuova evangelizzazione, ma piuttosto di prima evangelizzazione. Perchè, il caso serio della Chiesa - come afferma autorevolmente l'Arcivescovo di Milano, card. Dionigi Tettamanzi - è proprio l'evangelizzazione e la trasmissione della fede. E' da qui che dobbiamo partire, non da un nuovo Concilio Ecumenico ( richiesto da 38 vescovi del Sud del mondo e da tre cardinali: l'italiano Martini, il giapponese Hamao e il brasiliano Arns; Concilio ecumenico che nel "sogno" del gesuita Martini dovrebbe portare avanti le istanze progressiste che sono state sconfitte nel Conclave che, nell'aprile 2005, ha eletto al soglio pontificio Benedetto XVI a larghissima maggioranza, segno dell'unità della Chiesa universale. Il nostro auspicio è che i 193 cardinali dei cinque continenti riuniti in Vaticano, si stringano unitariamente, di fronte alle sfide del terzo millennio che interpellano fortemente la Chiesa cattolica, attorno a Benedetto XVI, non solo come successore di Pietro, ma anche come perpetuo e visibile principio e fondamento dell'unità dei vescovi e di tutto il Popolo di Dio.
Alberto Giannino
Presidente nazionale Adc - Associazione docenti cattolici




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Certi costumi sono immutabili in quanto verità immutabili inscritte in Dio stesso. Che poi certuni non vogliano accettare queste verità è perchè, in fondo, rifiutano Dio o perchè si sono costruiti un "dio" su misura, a loro uso e consumo.
