

Ultima modifica di Sardus Pater; 09-01-10 alle 13:03
Sterminatore di sinistri e di radical chic


non ho capito cosa vorresti fare... come tu affermi con il tuo articolo i clandestini ci sono comunque...
...le scelte quindi sono poche:
Contrasto totale (che da quanto appare dal tuo articolo è difficile da attuare visto che i clandestini in italia sono circa 1 milione)
Ignorare il problema con gli effetti che vediamo
Attuare politiche di integrazione per minimizzare il problema.
secondo me attuando solo politiche di contrasto non si risolve un tubo... e basta vedere l'articolo iniziale per capirlo, è come un cerotto applicato dopo che l'infezione si è diffusa... tutti i politici del PDL lo capiscono quindi che non si puo separare le politiche di integrazione da quelle di contrasto all'immigrazione clandestina.
la questione è se il milioncino di immigrati clandestini debbano solo vedersi applicate politiche di contrasto o se invece si debba essere più pragmatici sulle capacità dello stato di espellere tutti i clandestini (25.000 espulsioni nel 2008 circa 20.000 nel 2009) e attuare anche con loro politiche di integrazione.
Matsudaira Izu no Kami disse al Maestro Mizuno Kenmotsu: "Voi siete un uomo di grande valore, peccato siate così basso".
Kenmotsu gli rispose: "E' vero. A volte in questo mondo non tutto va come si desidera. Ora, se io vi tagliassi la testa e l'attaccassi sotto i miei piedi, sarei più alto. Ma è qualcosa che non si potrebbe fare".


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Ultima modifica di famedoro; 09-01-10 alle 13:16
Matsudaira Izu no Kami disse al Maestro Mizuno Kenmotsu: "Voi siete un uomo di grande valore, peccato siate così basso".
Kenmotsu gli rispose: "E' vero. A volte in questo mondo non tutto va come si desidera. Ora, se io vi tagliassi la testa e l'attaccassi sotto i miei piedi, sarei più alto. Ma è qualcosa che non si potrebbe fare".


Sai benissimo quanto me che l'ingresso in Italia con contratto di lavoro è praticamente impossibile, a meno che tu non sia un fisico nucleare con PhD del MIT.
È una condizione che, già al momento della promulgazione della legge, si sapeva sarebbe stata in qualche modo aggirata.
Ultima modifica di Malandrina; 09-01-10 alle 13:12
Teniamoci stretti, che c'è vento forte.
Io sono per la chirurgia etica: bisogna rifarsi il senno.
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Questo è vero. Infatti il provvedimento del 2002 ha inciso soprattutto sul fenomeno dell’immigrazione clandestina.
Il punto cruciale è questo: per una famiglia immigrata scegliere di arrivare e rimanere in Italia per un lungo periodo significa mettere in conto la nascita dei figli e il loro percorso formativo, l’acquisto di una casa o l’avvio di un’attività imprenditoriale.
Tutte scelte che hanno bisogno di essere pianificate, valutate e soprattutto fatte al momento giusto.
Nel caso italiano la normativa prevede, almeno nella fase iniziale, durate estremamente contenute che certo non favoriscono la programmazione.
È anche vero come dicevo prima che le sanzioni per la violazione non sono così certe e ci sono state numerose sanatorie negli ultimi vent'anni.
Il discorso sull'integrazione viene dopo: le seconde generazioni che, a differenza dei genitori, si sono formate sui banche di scuola e davanti ai televisori europei hanno interessi, stili di vita e desideri di consumo che tendono a ricalcare fedelmente quelli dei coetanei...
Segni particolari: "macchina da espansione razziale euro-siberiana" (Giò91)


D'altra parte c'è il tema dei diritti umani; vedi ad Ottobre, l'odissea nel Canale di Sicilia dei 300 migranti a bordo di un barcone in balia del mare in burrasca. I profughi, tra i quali vi sono 46 donne, molte delle quali in avanzato stato di gravidanza, e 29 bambini, alla fine sono approdati nel porto di Pozzallo dopo una settimana di sofferenze, ma nessuno li voleva: nè Italia, nè Malta nè Libia.
Segni particolari: "macchina da espansione razziale euro-siberiana" (Giò91)


Il problema è che non si è mai avuto il coraggio di chiamare le cose col loro nome.
Di dire che non ci servono immigrati che vengano qui ad insediarsi con famiglie al seguito, che si 'integrino' e che mandino i loro figli all'università per crearsi un futuro migliore.
Ci serve manodopera non-qualificata temporanea, da rispedire a casa periodicamente, di modo da facilitare il turnover. stop.
Quindi nessun ricongiungimento familiare, contratti di lavoro stipulati nel porto di partenza, nessuna possibilità di ottenere la cittadinanza con un semplice visto di lavoro temporaneo.
L'arte di essere P.A.
Il problema è che una cosa del genere già la si faceva in Europa sin dagli anni '50. Vedi ad esempio il Patto di reclutamento stipulato nel '55 dal governo italiano con la Germania Occidentale, per cui milioni di italiani partirono sperando di tornare con un bel gruzzoletto... Ma quelli erano gli anni del boom economico... Già negli anni '70, con la crisi petrolifera e politica, si prese coscienza dell'impossibilità di scindere le braccia (forza lavoro) dal resto della persona del lavoratore...
Molti paesi tentarono il primo vero blocco dell'immigrazione...
Ma non solo non si riucscì a bloccarla: per gli immigrati si crearono numerosi disagi, insicurezza e precarietà.
Ieri erano gli italiani a cercare Lamerica nei paesi stranieri; da qualche anno sono gli altri a cercare in Italia Lamerica... Il fenomeno migratorio nel nostro Paese è un fatto recente; le famiglie immigrate sono mediamente più giovani delle nostre e puntano tutto o quasi sulle seconde generazioni...
Oggi che siamo in un momento di crisi economica è naturale che si pensi di chiudere le frontiere... Ma d'altra parte la globalizzazione ha avviato un fenomeno di crescita progressiva delle relazioni e degli scambi a livello mondiale in diversi ambiti, il cui effetto principale è una decisa convergenza economica e culturale tra i Paesi del mondo....
Ultima modifica di donerdarko; 09-01-10 alle 14:27
Segni particolari: "macchina da espansione razziale euro-siberiana" (Giò91)